Commovente congedo dell’attrice marchigiana Alessandra Cappuccini dal suo allupato pubblico. Un provvisorio addio alle armi che trasuda nostalgia da ogni poro. Al termine della terza replica dello spettacolo “Generazioni”, la ragazza declama un toccante passaggio del capolavoro poetico “Ode al Disperso” partorito dalla pugnace penna mazziniana in tempo di moti carbonari. I versi sono dedicati all’attrice palermitana Giada Di Fonzo, ex compagna di palco della Cappuccini, che anni fa prese le distanze dal Teatro di Prosa, per immergersi a capofitto nella politica. La giovane interprete siciliana decise di candidarsi nelle liste di Rivoluzione Civile. Movimento moderatamente rivoluzionario, capitanato dal magistrato Antonio Ingroia. Sfortunatamente la spedizione punitiva andò a male. Il Partito ottenne percentuali da prefisso telefonico. L’ingresso in parlamento rimase un miraggio. Da allora della Di Fonzo se ne sono perse le tracce. Si odono voci contrastanti. C’è chi dice che si sia riciclata come guardia spalle di Roberto Saviano. C’è chi al contrario la da come affiliata nel clan dei Corleonesi. C’è chi giura di averla vista masticare lupini in compagnia di Mastro Don Gesualdo. C’è chi afferma addirittura che la Di Fonzo sia il nome spendibile per un’eventuale rinascita della sinistra in terra isolana. Staremo a vedere.
L’Imbroglietto: controstoria valentiniana di una restaurazione
Scuole. Scuole di Recitazione. Ogni giorno ne nasce una. Accademie. Le puoi trovare ad ogni angolo di strada. Accademie di recitazione simili a distretti di cavalleria militare rusticana. Telefoni e ti buttano giù la cornetta. Ti presenti alla porta e ti chiedono 5000 euro solo per un consulto. Accademie di recitazione. Imitano la prassi dei medici condotti dell’anteguerra. Specializzate un po in tutto. Dal metodo mimico al prelievo del sangue. Scuole di recitazione. Curano tonsilliti, unghie incarnite, spondiliti anchilosate e se non chiedi la ricevuta, ti levano pure i denti del giudizio. Sfornano attori in tempi grami dove i cartelloni dei teatri tendono a scritturare volti. Travaglio che parla di mafia, Saviano che parla di camorra, Scanzi che parla di Gaber, Gramellini che parla di fica, la Lucarelli che parla del maschio alfa, Stella e Rizzo che parlano di corruzione, Severgnini che parla di Trump. A posto così! Che se ne fa il teatro degli attori? Niente! Possono anche farsi da parte, togliere definitivamente il disturbo. Dimagrire a vista d’occhio. Utilizzare contrappesi di piombo per non essere inghiottiti dal vento. Devono mimetizzarsi indossando vestiti larghi ed un trucco decisamente barocco. Sono costretti a comunicare in codice per non essere scoperti. Si muovono in clandestinità. Dormono al riparo dallo sceriffo, rifugiati al pari di topi
nella pericolosa foresta di Sherwood. Desiderano entrare a teatro per capire i motivi del loro sfratto. Il Mondo va avanti. Al botteghino niente maschera come ai tempi che furono. Ci si interfaccia con una voce registrata proveniente da un computer. L’Intelligenza artificiale. Una materia grigia che non concede sconti. Ma gli attori posseggono l’artificio magico della seduzione e ne circuisco i circuiti. Entrano, si perdono in una sala che non riconoscono, e cosa vedono? Renzi che presenta il suo ultimo capolavoro letterario. Poi preso dall’entusiasmo gioca all’Armata Brancaleone con Giuliano Ferrara. Vedono Yoda dare lezioni di arte drammatica alla Principessa Leila. Lo shock è anafilattico. Assumere antistaminici è una perdita di tempo. Questa coppia di attori mascherati da Chocolat&Fottit si sente chiamata a combattere per ripristinare l’ordine costituito. Il teatrante possiede l’arte magica della seduzione. All’occorrenza la sfodera per annichilire il nemico. Parla a velocità della luce il teatrante, articola, supera la barriera del suono, logora ai fianchi l’avversario attraverso un gramelot nipponico che non prevede l’uso delle vocali. L’usurpatore del boccascena è al tappeto. Ora il teatrante si erge a caudillo, libero di instaurare la sua personale dittatura. Il regime del Teatro dell’Obbligo.
Articolo 1
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul teatro di prosa, la sovranità appartiene agli attori di prosa che la esercitano come cazzo pare a loro
Articolo 2
La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’attore di prosa sia come solista che in gruppo
Articolo 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità di recarsi a teatro senza distinzioni di ceto, censo, sesso,lingua, razza, religione, opinioni politiche e condizioni sociali.
Articolo 4
la Repubblica riconosce al cittadino il diritto di recarsi a teatro e fa si che nel paese i teatri siano liberi, aperti, accessibili ed economici
Articolo 5
La Repubblica, unica ed indivisibile, riconosce le compagnie di teatro dialettale
Articolo 6
La Repubblica tutela la minoranza dei cittadini che guardano la De Filippi
Articolo 7
Rappresentanti di Stato e Chiesa a teatro pagano il doppio
Articolo 8
Tutte le confessioni religiose sono libere di fronte al teatro, ma dentro devono tacere, ascoltare e spegnere i telefoni cellulari
Articolo 9
La Repubblica finanzia il teatro a fondo perduto sottraendo i capitali alla ricerca in campo militare
Articolo 10
Ci si reca a teatro anche in casi estremi di catastrofi nucleari, disastri ecologici, partite di pallone, invasioni extraterrestri e disastri ambientali
Articolo 11
il teatro ripudia la guerra. Sempre
Articolo 12
Il teatro non ha bandiere…ma se dovesse averle…Sono vessilli Granata!
L’Imbroglietto. Variazioni Su Tema di Niccolò Matcovich Compagnia Habitas. Shauspielhaus
Prove Aperte Cosenza Sogna
Lega Pro. Il Cosenza Calcio è inguaiato in un girone di ferro. Girone che comprende l’ambiziosa Paganese, il tignoso Bisceglie, nobili decadute come Catania, Reggina, Lecce eTrapani, lo storico derby coi giallorossi del Catanzaro e l’attesissima stracittadina con gli elementi contigui del Rende. Lo Stadio Merulla di Rione San Vito è in fermento. Per allestire a mister De Angelis una rosa competitiva, il presidente Eugenio Guarascio (già indagato dalla magistratura con l’accusa di turbativa d’asta), sotto consiglio del direttore sportivo dell’Atletico San Lorenzo il ragionier.Andrea Greco, ha deciso di puntare tutto su Mimì, Coco e Carminuzzu. Tre attori di prosa che sino nella scorsa stagione militavano nelle file del Libero Teatro Calabria sotto la guida tecnica di coach Max Mazzotta. Il trittico d’interpreti accuratamente visionato dalla società della Sila, è stato ritenuto idoneo al gravoso compito di traghettare i rossoblu nei piani alti della classifica. Abili su tutti i versanti dall’acrobatica verbale allo straniamento brechtiano transitando per il dramma pastorale sino a scivolare nella pura improvvisazione associazionistica e circense Mimì, Coco e Carminuzzu potrebbero rivelarsi la vera sorpresa della stagione. Mimì svela anche notevoli elucubrazioni shakespeareiane. Quanto a Coco, è il sottotesto emotivo il suo fiore all’occhiello. Carminuzzu veste i panni del Jolly, del play maker, dell’attore gigione di stampo ottocentesco. L’Ermete Zacconi della compagine silana. In questo afoso finale d’estate, la ferrovia littorina intraprende un viaggio di sola andata ospitando a bordo i tre gioielli cosentini. Il laboratorio dell’orefice. L’artiglieria pesante. Direzione Roma. Quartiere San Lorenzo. La presentazione ufficiale della squadra sul prestigioso palcoscenico del Roma Fringe Festival. Platea gremita in ogni ordine di posto. Calabria deserta. Nemmeno stesse giocando in trasferta la Juve. Ed è proprio il cosentino Andrea Greco a fungere da cerimoniere presentando gli onori di casa. La comunità cosentina è presente al gran completo. Si riconoscono anche i volti noti. Da Abissoul detto l’artigiano, fotoreporter della Libera Repubblica di San Lorenzo, al giudice sportivo Gigino detto Carta Straccia, dalla diversamente astrologa Doriana str, a Marco Ciporillo,il calciatore Pakkalino Pekki e la ex bassista dei Television Stefania Candy. Presente anche nelle vesti di giurato l’autorevole catanzarense Sonny Zico che si gode lo spettacolo accanto al cosentino Greco senza provocare ne morti ne feriti. L’ex fuoriclasse cosentino Gianluigi Lentini garantisce sull’operato dei suoi datori di lavoro del passato. Quest’anno il Cosenza è in buone mani. Hanno fatto benissimo a sfanculare calciatori mercenari per ingaggiare attori funamboli. Ora si possiamo sognare…di insidiare Crotone. Detto da lui poi, si viaggia sul velluto.
Prove Aperte. I mensile per chi lavora nello spettacolo.
Panico tra gli organizzatori e simpatizzanti della Kermesse. Il presidente nord coreano Kim Jo Secondo minaccia di puntare testate nucleari su Villa Mercede, Il motivo? Non hanno selezionato il suo spettacolo…
Roma Fringe Festival 2017 San Lorenzo is Back 2