Ho fatto
un sogno
ho sognato
che tutto ciò
che era fascista
in città, era
colorato di rosa
niente più nero, ma rosa
un bel rosa pastello
e i fascisti del
terzo millennio
giovani, vecchi
donne, uomini
erano vestiti di rosa
e andavano in giro
coi loro bomber rosa
i loro pantaloni fasciati rosa
i loro anfibi rosa
i loro tatuaggi rosa
i loro piercing rosa
a regalare coniglietti rosa
negli asili pieni
di bambini bengalesi
e la Casa Pound
era diventata una Cascina
una Cascina immersa nel verde
piena di Tacchini, Polli, Faraone
Mucche, Tori, Cavalli, Asini, Trattori
tutti rosa, e che parlavano
e anche i fascisti parlavano…parlavano cogli Alberi
e insieme alle Api…impollinavano i fiori…
e i fascisti non si
occupavano più
di fare gli infami
e zaccagnare alle spalle
ma lavoravano la terra
a mani nude, a piedi scalzi
e potavano gli alberi
inaffiavano le piante
abbellivano il giardino
alcuni fascisti ex macisti alfa violenti pentiti
aiutavano le chiocce a covare le uova
e nascevano tanti pulcini rosa
e i fascisti gli davano il becchime rosa
e i pulcini crescevano diventavano polli
poi galline adulte e galli cedroni
ma i fascisti non li uccidevano
ma…li limonavano
perchè erano diventati “Digiuniani”
stavano sempre a digiuno
non mangiavano più un cazzo
sempre in Quaresima sempre a fare penitenza
e si colpivano la schiena col cilicio
erano diventati tutti fascisti rachitici
ma i fascisti c’avevano l’orto
l’orto biologico rosa
dove coltivavano
gli ortaggi, ortaggi sani
senza pesticidi, tutti rigorosamente di stagione
zucchine, melanzane, carote, patate
peperoni, cicoria, broccoletti, Coca Cola
tutti rosa
e sti fascisti non erano più
teste rasate, ma avevano
capelli lunghi. lunghi
come principesse sul pisello
lunghi come le regine del Trono di Spade
lunghi capelli rosa, e barbe lunghissime
tipo Padre Pio, e avevano l’estigmate sulle fronti
l’estigmate ovunque, sulle mani, sotto le mani
sulla lingua, sotto la lingua, sulla punta del cazzo
e poi non erano più razzisti
anzi, il contrario
erano talmente
antirazzisti da risultare invadenti
appena vedevano
un Rom gli
aprivano le porte di casa
_Dai su entra
_Ma chi sei? Cazzo vuoi!?
_Sono un fascista, mi casa es tu casa, su entra!
_Cazzo dici, chi ti conosce!?
_Entra, queste sono le chiavi fai come se fossi a casa tua!
E si prodigavano in scuse
inchini genuflessioni riverenze
compravano “La Viennetta Algida” per offrirla ai Separatisti Baschi
prendevano la ruspa
e se la scagliavano
sui coglioni per espiare la colpa
si lanciavano di testa
contro la ruspa
per demolire i loro cervelli
si buttavano pure
una punta di ruspa in culo
infatti, nessun fascista era più omofobo
anzi, erano diventati tutti finocchi
non c’era più un fascista etero
manco a pagarlo
e appena vedevano
un negro…appena vedevano un negro
ma bastava un marocchino
un cinese un eschimese un rettiliano
si accapigliavano
per fellarlo donargli piacere
farlo godere
i più pentiti tra i fascisti
amavano farsi ejaculare in gola
sbocchinavano qualcunque cosa
somigliasse vagamente ad un fallo
sbocchinavano semafori, fili dell’alta tensione
segnali stradali, scale antincendio, antenne paraboliche
autoradio, bloccasterzi, alcuni spinti da una voluttà insaziabile
arrivavano a sbocchinare pure i Razzi a propulsione della N.A.S.A
e tra di loro
non c’era più nervosismo
non c’erano più risse, zuffe, alterchi, scazzottate
quando c’era un minimo di tensione
i fascisti la risolvevano
stile Bonobo, allargavano le chiappe
e giocavano alla “cularella”
facevano le orge
si davano i baci alla francese
scopavano guardandosi negli occhi
niente più sveltine o monta da tergo
alla “gibbona”, cercavano l’intimità
l’intimità dell’anima
e dopo il sesso niente più
rutti e scoregge
ma coccole carezze effusioni
e questi fascisti
avevano cessato
di frequentare il poligono di tiro
niente più sassaiole allo stadio
adesso erano tutti iscritti
a danza, danza classica
e coi loro fisici fascisti
danzavano sulle punte
il Lago dei Cigni, lo Schiaccianoci
avevano il loro Corpo di Ballo Fascista
coi tutù aderentissimi…rosa…
e il poster di Roberto Bolle
aveva preso il posto del busto del Duce
e un preservativo usato aveva preso il posto
della Croce Uncinata
e un perizoma leopardato
aveva sostituito la fiamma tricolore
Ho fatto un sogno
ho sognato che gli sbirri
non si conciavano più
come Play Mobil
casco blu divisa blu
ma andavano in giro
coi loro pigiamini azzurri
e le babbucce blu
con la faccia da Puffo
a distribuire zucchero filato
nelle sedi dei sindacati
Ho sognato forze dell’ordine
spacciare cocaina nei bagni
delle Scuole
Ho sognato polizia
che anziché sgomberare centri sociali
li okkupava
e niente manganello
niente idrante niente fumogeni
ma come arma d’offesa
lecca lecca fusti di birra e gelati al pistacchio
e quando c’era un corteo
gli sbirri distribuivano
ai manifestanti le borracce d’acqua
come se fosse il Giro D’Italia
e anche i loro gusti musicali
erano cambiati
aboliti i gruppi metal
niente più Pantera Sepultura
Rammstain Scorpions
sbirri e fascisti
ascoltavano solo più Manu Chao
era un sogno
un sogno molto rosa
ma c’era ancora uno
uno di loro…un fascista
ancora conciato di nero
brutto, pieno di brufoli pustolosi
unto, nero tipo beccamorto
che andava in giro
col tirapugni a picchiare
ma era solo
e in giro non c’era più nulla da picchiare
e allora si picchiava da solo
comprava cose
per il solo gusto di picchiarle
picchiava tutto
ciò che gli capitava a tiro
passava cazzo ne so, Paul Mc Carty
prima gli chiedeva un selfie
poi lo picchiava
passava chessò Stevie Wonder
o Eddy Murphy
o il fantasma di James Brown
li picchiava senza
chiedergli il selfie
perché…perché sono negri
lui picchiava…picchiava duro…era un duro
un fascista vero…ma…era rimasto l’unico
era rimasto solo…l’unico superstite
e i suoi ex amici
fascisti si vergognavano per lui
lo allontanavano
lo trattavano come un appestato
come un puzzone
un minorato mentale
lo vedevano e si tastavano lo scroto
lo trattavano come un babbeo
e lo era…
ed era rimasto solo
solo col suo braccio sempre teso
col suo pene sempre in tiro
che un giorno
gli apparve
il fantasma di Mussolini
e lui
giovane virgulto fascista
lo riconobbe, si ingincchiò in adorazione
_Sire!
_Alzati!
_Mio Signore!
_Alzti Cristo!
_Mio Duce!
_Cristo Santo! Alzati, cerchiamo di non dare spettacolo
_Ma Luce del mio Agropontino!?…non capisco
_Cristo, smettila, ora spiegami, che problema hai..
_Problema di che mio Duce?
_Basta con queste moine!, perché non hai seguito l’esempio dei tuoi compagni! Brutta testa di cazzo!? Perché non hai la calzamaglia rosa?
E qui il fascista
vacillò
guardò il suo Duce
negli occhi e disse
“Mio Signore…Prima gli Italiani!!!”
il fantasma del Duce
sollevò
lo sguarda al cielo
si grattò i coglioni e dopo
un eterna pausa teatrale rispose
“Cazzo Dici!”…