Giovan Bartolo Botta

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Il Mercato

In poesie di quarantena, Uncategorized on gennaio 16, 2020 at 5:16 PM

 

(2009)
Il mercato

ci domina le leggi di mercato

ci fanno il culo siamo soggiogati

dal mercato il libero mercato

e lui che ci dice di mangiare

pizza la sera il pane

con la pasta la pasta coi fagioli

e di bere birra la sera colla pasta colla pizza

che poi ci fa male e ci viene il diabete

perché la sera ci tocca uscire

uscire per socializzare

che poi in realtà si vorrebbe subito scopare

solo scopare arrivare subito al sodo

al dunque senza troppo cerimonie

invece non si può, perchè dire la verità

cruda bruta brutale, non sarebbe carino

allora ci tocca socializzare anche quando

in realtà si vorrebbe essere altrove

non ci si ha nulla in comune niente da dire

invece, sto cazzo, si deve socializzare

e per socializzare ci tocca mangiare

perché un caffè. Puf troppo veloce

bisogna consumare perché la serata deve durare

sennò addio scopata o pomiciata

allora ordiniamo di brutto e il mercato ci gode

consumiamo, aperitivo, apericena

stuzzichini patatine salatini pop corn noccioline pistacchi

olive snocciolate prugne secche noci di cocco angurie meloni

poi cena antipasto primo secondo contorno

caffè corretto ammazzacaffè igoiamo la marda

che poi caghiamo viola e pisciamo fosforescente

che poi se non si scopa la sera stessa, ti tocca

riuscire e mangiare ancora e poi ancora mangiare fuori

e il mercato ci gode bisogna comprare i preservativi

perché lo spettro dell’Aiz è ancora nei paraggi

e contro l’Aiz non è stato ancora inventato il vaccino

allora usciamo ci strafoghiamo come struzzi ci imbriniamo

e poi tiriamo fuori i preservativi siamo al dunque

ma siamo troppo ciucchi per metterci anche solo a limonare sul divano

le lingue ci penzolano sui sessi sessi morti mosci serrati chiusi

e ci tiriamo giu ancora una vodka liscia e poi

ci addormentiamo la mattina dopo ci alziamo tipo alle 17!

Gioranata buttata! Che abbiamo le stive dei coglioni stracolme di sperma

o le passere ancora unte e bagnate una voglia di fottere

da gridare allo scandalo ma ci tocca attivarci

il senso di colpa ci aggredisce giornata gettata nel cesso

fatto un cazzo zero stare sereno non abbiamo mosso un dito

come guadagnarci da vivere!? Per poi uscire di nuovo

socializzare spendere riprovarci riprovare a scopare

col presevativo ovvio perché abbiamo avuto altri partner

per proteggerci dal colera dalla scabbia dallo scolo

e dalle gravidanze indesiderate perché non sia mai

e poi chi lo mantiene lo sgorbio!? Mamma e papà!? I nonni!?

Lo Stato!? Chi se lo accolla l’infante di merda!

Siamo nati tutti perché qualche figlio di puttana

s’è divertito con nostra madre! Sono usciti

si sono tenuti leggeri hanno bevuto solo Coca Cola

droga zero magari erano cattolici hanno scopato al crudo

la scopata è andata a lieto fine zero ripensamenti e siamo nati

nati per essere gettati

in pasto al mercato pronti a consumare

pasta pane pizza birra vino succo d’ananas

farci un istruzione

muovere il culo spesso per altri crescere

fare qualcosa d’inutile quasi gratis scovare

qualcuno che ci attizza

e sbattercelo un po fino a che ci nausea

dire ti amo a qualcuno che prima di subito

finiremo per odiare

e il mercato

il mercato

baby

Greta

In poesie di quarantena, polverie o poesie, puro attacco di quore, Uncategorized on gennaio 13, 2020 at 3:36 PM

 

è il 29 febbraio

d’un anno bisesto

fa un caldo da pisciare

in culo ai fascisti del terzo millennio

ma pure del quarto fa un freddo becco

ma fa pure un caldo tremendo

e tu mi manchi copiosamente

e mi manchi terribilmente

e mi manchi furiosamente

e mi manchi dalla base all’altezza

diviso due, e mi mancano i tuoi fianchi

le tue fiancate le tue sterzate improvvise sul vuoto

e mi manca di accarezzarti i capelli

e di rimanerci impigliato colla mano

e mi manca di perdermi nei tuoi occhi tipo Shining

e mi manca di posarti una mano galeotta sul culo

solo sulla chiappa sinistra però

perché la destra mi puzza di Duce

e mi manca di fare all’amore

e mi manca di osservarti per ore

e mi manca di guardarti dormire

e mi manca di dormire e guardarti

che poi io soffro d’insonnia

quindi ti guardo dormire

e prendo appunti

e al mio orecchio manca la tua voce

ho l’orecchio in astinenza della tua musica

anche se dopo anni di discoteche

sono sempre più sordo tipo Beethoven

e il mio orecchio s’è comprato

il vinile della tua melodia

ma pure il CD ma pure la musicassetta

ci sono registrate su nastro le sovraincisioni

di come ansimi quando fai l’amore

dovresti sentire gli arrangiamenti che ho fatto

ci ho messo su un riff di chitarra elettrica

un giro di basso travolgente

un assolo di batteria da paura

come i Queen negli anni 70

non utilizzo sintetizzatori

e tu mi manchi

mi manca di mangiare con te

le cose più dannose per la salute

e mi manca di prendermi cura di te

mangiando le cose più dannose per la salute

e mi manchi te

e di paralre con te

e di parlare con qualcuno di te

e mi manca di mettere un annuncio a Chi l’ha visto?

Che parla di te della tua scoparsa Missing

e mi manca il tuo odore

e il mio naso orfano del tuo profumo

ha tentato il suicidio

e mi manca di stare bene con te

e mi manca di stare male con te

e mi manca di stare una via di mezzo tra il bene

e il male con te

e mi mnaca di stare male per te

e di prendere roba pesante per te

e tutte quelle fitte al petto

provate per te! Cristo Santo!

Saranno state almeno

quaranta milioni di miliardi

di fitte al petto provate per te

fitte al petto scariche elettriche al cervello

sciabolate alla bocca dello stomaco

e mi manca la tua mano

la tua unica unghia colorata di smalto

tutte le altre unghie prive di smalto

i tuoi occhi di colore diverso tipo Bowie

e mi manca di vedere quando ti trucchi allo specchio

che ci metti tipo mezza giornata

così sticchia che ogni volta che ti guardi allo specchi

lo specchio scivola nel batticuore

e mi mancano mille vite passate presenti e future

dove magari eravamo “fidanzatini”

e giocavamo a fare gli adulti

e si litugava come giullari ubriachi

e poi si faceva la pace

ci si dava la mano e si mangiava il purè

e si trombava all’incontrario

perché come fidanzatini eravamo precoci

e pure un po matti

e ci si sposava che il prete

non voleva ma noi ci si sposava ugualmente Dio Fa!

E al posto degli anelli

ci siamo scambiati l’intimo

e il prete è morto sul colpo

e i chirichetti si sono toccati

e la complicità tra noi

è stata superiore alle leggi divine

e in un battito d’ali

eravamo moglie e marito

in una luna di miele molto lunatica

consumata a fare sesso

come in un Porno Vintage

e mi manca cazzo

e mi manchi cazzo

e non posso impedire

al mio amore di nascere crescere

vivere espandersi trionfare e fallire

e mi anchi cazzo

e tutto questo posso solo

accogliero

e tutto questo posso

solo accettarlo

e tutto questo

posso pure

ucciderlo

ed è il 29 febbraio

la temperatura

è scesa sotto lo zero

poi è salita sopra i cinquanta

il Pianeta è Esploso

in una Palla di fuoco

io ho perso l’equilibrio

e mi manchi

anzi, molto di più

e non ho fatto

in tempo a dirtelo

perché appunto

clima impazzito

Pianeta in fiamme

c’aveva ragione

Greta!

Alfonso j.F.L Canale

In Bio Asma di Poesia, Uncategorized on ottobre 19, 2019 at 4:11 PM

 
“ The Dallas Cawboy”
Alfonso J.f.l Canale nasce a Dallas. Texas. Stato a trazione Repubblicana degli Stati Uniti D’America. Il giorno 29 febbraio del 1945. Al termine del secondo conflitto bellico mondiale. Essendo nativo d’un giorno bisestile, la sua collocazione zodiacale risulta incerta. Anche il suo quadrante astrale appare opaco. Si configura uno Yoda. Archetipo molto rappresentativo sul versante sentimentale. Infatti, la sua vita artistica è caratterizzata da un gigantesco, colossale, confiltto d’interessi in materia d’affari di cuore: L’Omicidio Kennedy. La storia è nota. Il giovane Alfonso conosce Jaqueline Bouvier all’Asilo Nido. Colpo di Fulmine. Se non proprio al primo sguardo, diciamo al secondo! Lo sguardo cruciale! Folgorazione! Belli e l’un dell’altro ardenti. I due sono inseparabili. Fanno tutto insieme. Specie i compiti a casa. Jaqueline zoppica nelle materie umanistiche. A scuola piglia ceffoni in Storia e Geografia. Nel dettato fa pietà. Ma c’è Alfonso accanto a lei, che le toglie le castagne dal fuoco. In compenso, Jaqueline, appassionata di viti, bulloni, chiavistelli e meccanica quantistica, instilla in Alfonso un’improbabile passione per gli aggeggi tecnologici. Calcolatori I.B.M su tutto. Gli anni passano in fretta. Giunge il momento delle resposabiltà. Cosa vorresti fare da grande? Domanda affettuosamente la bella Jaquy al suo uomo. Il poeta, risponde Alfonso a mezza bocca. Tac! Il giorno dopo la Bouvier era già la “Signora Kennedy”. E lo resterà per poco! 22 novembre 1963. il primo presidente cattolico della storia americana si fa le pose seduto su una deccappottabile rossa. Ma con cappottina gialla. Siamo in centro Dallas. Via dello struscio. Fast Food spalancati in pompa magna! I cittadini addentano hamburger a tradimento. Bevendo Coca Cola, come se non ci fosse un domani. Inaspettatamente, un gavettone di piscio colpisce il politico in pieno volto sfondadogli la testa. Il servizio d’ordine prontamente puccia il biscotto. È piscio di gatto. Altamenente corrosivo. La Bovier, sconvolta, prova a tamponare l’emorragia cerebrale del marito, con un tampax. Non basta. Kennedy spirerà qualche ora dopo. Senza particolari sofferenze. Con un comunicato inciso su nastro adesivo, il poeta asmatico rivendicherà il gesto folle! “l’ho fatto per amore!” Dichiarazione sconcertante. Gli Stati Americani a forte tasso di testosterone faranno del giovane artista un idolo delle folle! Montana, North Dakota, Louisiana, Nevada, Colorado e Utah gli riconosceranno la cittadinaza onoraria. In Nebraska le sue poesie andranno a ruba. Il resto è storia moderna. Una condanna all’ergastolo. Il dito medio alla pena di morte. E l’ingresso a gamba tesa in Asma di Poesia.

Docce Scozzesi (2015)

In polverie o poesie, Uncategorized on settembre 11, 2019 at 4:28 PM

i matti sono gli altri

tu mi fai

sentire come

azzerato, come

di quando hai gli incubi

al buco del culo

come dopo che

placche di metallo ti intasano la testa

sospetto reflusso gastro/esofageo

scosse elettriche allergia

all’albume tu mi fai sentire

che poi mi vengono

degli strani sfoghi sulla pelle

sfoghi strani che il medico

mi dà la pomata, ma che poi

mi fai sentire, che maledico tutto

mando affanculo le sedie

sbatto le porte tu mi fai sentire

come che di cessi chimici guasti

che c’è spurgo sparso ovunque

carogna smarmellata tanfo tafanario

come che di grattare via il calcare

non s’è ne parla nemmeno

tu mi fai sentire

come azzerato

mi lasci solo ad affrontare

tutto il baccano che mi pigia sulla fronte

mi dici Levopraid 12 gocce 3 volte al giorno

mi dici vitamina D mi dici “love is always bullshit”

i matti sono gli altri

tu mi fai sentire

come azzerato

incapace d’amori domestici

insofferete a casalinghe abitudini

tu mi fai sentire

come azzerato

i matti

sono gli altri

la doccia è messa così

e non cosa e il cesso è intasato

e c’è il rubinetto che perde

e la connessione che salta

e la luce che salta e la vita ci sbarella in mano

e love is always bullshit

e che forse

mi maciullerai

il Quore

e su quel forse

posso farci affidamento

sempre

e dargli le chiavi

affidargli le chiavi

di casa

 

 

Lieve Intossicazione Alimentare

In Regina Bianca Atto Patologico, Uncategorized on agosto 28, 2019 at 3:52 PM

(Revisited)
Odio

i miei genitori

che m’imposero

di tenere le mani giunte

di tenere la bocca chiusa la testa bassa

di spegnere lo sguardo

e per anni, senza accorgermene

dalla bocca ho vomitato

le loro parole del cazzo

e ho fatto cose

e visto gente

di cui non me ne fotteva un cazzo

e ho frequentato scuole

di cui non me ne fotteva

un cazzo

circondato da compagni

di cui non me ne fotteva un cazzo

studiano applicandmi

su materie

di cui non me ne fotteva un cazzo

e mangiavo la merendina

buona e nutriente

fattami in casa

con tanto amore tanto affetto

che ci stava dentro il botulino

che a momenti finivo morto stecchito

e sarebbe stata una fine

da perfetto coglione

e allora ho pensato

che tutto questo amore

tutte queste attenzioni

tutte queste premure tutto questo

inutile patetico affetto

somigliano ad una colossale inculata

ma continuavo

a vomitare parole

che non erano io

e andavo al parco

e correvo dietro al pallone

e avevo paura dei drogati

e degli alcolizzati

e di mettere i piedi sulle siringhe

e di prendermi l’aiz

e correvo dietro al pallone

che non me ne fotteva un cazzo

con altri ragazzini di cui non me ne fotteva un cazzo

e ti piacciono le ragazzine? No

allora sei finocchio

e succhi cazzi? No

allora regolare! sei dei nostri!

e i genitori ci istigavano alla guerra

e a fare a pezzi l’avversario

pollice verso come gli imperatori romani

e qualcuno doveva morire

ed essere bollato

come fallito, inetto, merdaccia, incapace

ma avevamo solo dieci anni

undici, poco di meno

poco di più

e la vergogna dipinta sul viso

e allora tutto questo amore

ho pensato che non era cosa per me

non era cosa buona e giusta

un pessimo affare, un pessimo affare

e ho mangiato cibi

che mi facevano schifo

e ho bevuto cose che non mi andavano giù

e ho visitato luoghi che mi sarei risparmiato

insieme a persone

mai viste prima, ehi c’è Zio Luigi!

Ma Chi cazzo è sto Zio Luigi!?

e se non ho infilato l’uccello

dentro il sesso di cadaveri

e perché adoro innamorarmi

ma ho le mani troppo giunte

la testa troppo bassa

la bocca troppo chiusa

lo sguardo troppo spento

una lunga strada davanti

ancora da percorrere

di cui ne ignoro le fattezze

e una lieve molesta stronza

bastarda intossicazione

alimentare

O Amor na època do còlera

In poemas em portugues, Uncategorized on luglio 9, 2019 at 5:09 PM

e depois

e então talvez

amanhã nos beijamos

e até o dia depois de amanhã

e o dia depois de amanhã

e quem sabe quantos beijos

ainda nos daremos

amantes de raming

com a nossa lucidez

enviado para o massacre

e talvez nos beijemos para sempre

como meninos interrompidos

você é minha namorada interrompida

Eu sou seu namorado interrompido

e nós nos interrompemos

enfiando a língua na nossa boca

afogando-se em um massacre de beijos

e nós estamos em silêncio para entrar

nosso desejo comum de sujeira

e com mãos livres

nós esfregamos nosso cabelo

e nos levantamos

com roupas ainda em

e apenas os sexos nus a rodopiar

em um massacre de vento

e nos beijamos no telefone

e nos beijamos por mensagem

e nos beijamos por carta

e nos beijamos com pombo-correio

e nos beijamos por mensagem na garrafa

e nós apenas nos beijamos!

então eu pensei

naquela noite, dando-lhe

aquele beijo, que eu nunca teria pensado

foram os últimos

do que se eu soubesse

foram os últimos

Eu teria ido com calma

e eu teria feito isso durar nove bilhões de séculos

e teria sido uma língua selvagem kamasutra

misturado com uma delicada cadência de lábios

e talvez com esse beijo eu teria mudado o curso da história

e eu teria me tornado seu herói

e você teria me dado ainda mais beijos como recompensa

e você teria me pedido para ser seu

só seu

e fazer amor só com você

e nós teremos sido felizes

como num dia de casamento

porque com aquele beijo

Eu teria feito impérios cair

Romanos gregos cartagineses e persas

em cinco minutos

e América nós teríamos descoberto você e eu

que talvez os astecas

eles ainda estariam em circulação

e não teria havido

sem cruzada

e gregos e troianos

eles seriam amigos

e os nazistas

nós os teríamos sufocado quando crianças

e os fascistas teriam sufocado eles

quando eles ainda estavam

de espermatozóides

e não teria havido

não há guerra mundial

mas apenas e somente

uma torta do mundo

e eu teria feito isso durar

uma vida inteira

último beijo

e eu teria te beijado um pouco mais

também do falecido

porque para mim o beijo é sagrado

e porque eu te amo

como você ama apenas

na época da cólera

Pistola

In polverie o poesie, Uncategorized on luglio 7, 2019 at 3:37 PM

 

vivo

di amori senza speranza

amori troncati troncati di netto

tranciati sul più bello

amori interrotti amori tritacarne

amori ghigliottinati

giustiziati senza regolare processo

scorpacciate d’amori

per lo più clandestini

quelli che si possono dire

con un soffio di voce

vivo di amori

dove che tutto quanto tra noi

sembrava imperfetto

dannatamente imperfetto

amori in affitto

quelli che il priore sconsiglia

quelli che “sono preoccupato

per la tua salute”

salute fisica salute mentale

vivo di amori che gli amici

davanti alle mogli ti prendono in giro

poi però quando cala il sipario

chi s’è visto s’è visto

i soliti corpi nudi che fanno cilecca

gli odori di sempre che stomacano

gli aliti divenuti familiari troppo familiari

scatta il conto alla rovescia

e liberi tutti ripartire da sottozero

chinare il capo i morti i feriti i dispersi

tutto l’amore tra noi è andato sprecato

vivo d’amori che potevamo sfamarci L’Africa

vivo d’amori che “è meglio se ne parli con uno bravo”

vivo d’amori dai ricordi sfocati

quelli che papà non approva

quelli che la mamma s’incazza

soffre urla graffia beve e a volte si tocca

perché nessuno osi

ingoiare l’uccello del suo

fottuto bambino

vivo d’amori

contrari a madre natura

consumati alla svelta alla cieca

vivo di cerimonie fasulle

mezze verità smorfie spudorate bugie

vivo di amori che sanno di piscio

urina di gatto

brivido terrore e raccapriccio

il getto di sperma è furente

ha paura d’affronatre la vita da solo

il getto di sperma cerca la tana

il getto di sperma è aggressivo

ma la sborra

è timida, silenziosa

piena di tatto educazione riguardo buone maniere

sborra cavia da laboratorio

innocua quasi autistica

vivo di amori che sognano

l’estinzione di massa

tutti innamorati di tutti

tutti lo stesso giorno

tutti la stessa ora

Pistola

Pistola

In calcio, poemas em portugues, Uncategorized on luglio 7, 2019 at 3:34 PM
viver
de amores sem esperança
amores truncados truncados de rede
cortado nas mais belas
ama amores de carne interrompida amores
guilhotina ama
executado sem o devido processo
festa no amor
na maior parte imigrantes ilegais
aqueles que podem ser ditos
com um sopro de voz
Eu vivo no amor
onde tudo isso entre nós
parecia imperfeito
maldito imperfeito
amores para alugar
aqueles que o prior aconselha contra
aqueles que “estão preocupados
para a sua saúde ”
saúde mental saúde física
vivo com amores que amigos
na frente das esposas eles tiram sarro de você
mas quando a cortina cai
quem quer que tenhamos visto foi visto
os corpos nus habituais que falharam
os cheiros de sempre que stomacano
as respirações que se tornaram muito familiares
a contagem regressiva começa
e liberar tudo para sair novamente abaixo de zero
curvar a cabeça os mortos os feridos os desaparecidos
todo o amor entre nós foi desperdiçado
Eu vivo no amor que poderíamos nos alimentar da África
Eu vivo no amor que “é melhor falar sobre isso com um bom”
Eu vivo no amor com memórias difusas
aqueles que o papai não aprova
aqueles que a mãe fica com raiva de
sofre grita arranhões e às vezes toca
porque ninguém se atreve
engolir o pássaro dele
porra bebê
Eu vivo no amor
oposição à mãe natureza
consumido rapidamente e cegamente
viva de cerimônias falsas
meias verdades caretas mentiras descaradas
Eu vivo em amores que gosto de mijo
urina de gato
estremecer terror e horror
o jato de esperma está furioso
ele tem medo de enfrentar a vida sozinho
o fluxo de esperma procura o den
o jato de esperma é agressivo
mas o cum
ela é tímida, silenciosa
cheio de educação tato sobre boas maneiras
porquinho-da-índia de laboratório
inofensivo quase autista
Eu vivo com amores que eles sonham
extinção em massa
todos apaixonados por todos
tudo no mesmo dia
ao mesmo tempo
pistola

Amori con Svastica

In Uncategorized on giugno 17, 2019 at 12:26 PM

 
Amori subdoli

vista sul lager

amori con svastica

croci uncinate

uncinate sulla punta del cazzo

la fica prussiana si bagna di pomice

chiodi chiodi di garofano

chiodi conficcati nella carne

gira le mani palmo verso il cielo

amore con svastica

lo senti anche tu vero?

Ci piacciono i simboli

Ci affascinano i simulacri

Provare per Credere

Amori con savastica

questo è il giuramento di fedeltà

in marcia soldati! Fucili puntati! Fuoco!

Ma signor giudice

s’è trattato solo di semplice penetrazione

il mio cliente è uomo d’onore

e poi il bimbo sculettava

è vietato sculettare

nei Seminari Vescovili!

Amori con Savastica!

Regole Apparenze

ti amo tanto da

espropriarti dei tuoi averi, forza

consegnami i gioielli

spifferami nell’orecchio

la combinazione della cassaforte

urlala gridala

sculaccia questo amore

lastricato di S.S

fottiti la Gestapo ungile il culo

ungile il culo col vischio

esperimenti medici su corone d’alloro

chiudi il negozio il lavoro stanca

l’amore stanca l’amore deporta

l’amore uccide non fa prigionieri

fucila fucila sul posto

questo sangue sul muro

è sangue sul muro colmo d’amore

amori semplici

semplici amori con svastica

un copione da recitare

dalla mattina alla sera

la corrente che salta

lo sguardo si piega

rivolto al passato

il braccio teso il saluto romano

le docce gelate il pasto saltato

i pulcini gassati amori olocausti

amori con svastica

questo stermino

che esiste esiste da sempre

e da cui niente

e nessuno, si spera,

ci potrà liberare

amori desideri ruffiani

persone chiamate

col nome sbagliato

i soliti baci

come da protocollo

l’orgasmo gridato

per farlo sentire al vicino

i figli piccoli

sbattuti in collegio

il cane portato a castrare

la cagna in calore

costretta a soffrire

gli amanti tenuti

nascosti i genitori

anziani tenuti a bada

col sedativo museruola e guinzaglio

amori criminali

amori sporchi di guerra

amori con svastica

milioni d’anni

di fottuta illusione

e una Norimberga

in arrivo

tutta per lei

Sogni Antifascisti

In Uncategorized on Maggio 11, 2019 at 5:30 PM

Ho fatto

un sogno

ho sognato

che tutto ciò

che era fascista

in città, era

colorato di rosa

niente più nero, ma rosa

un bel rosa pastello

e i fascisti del

terzo millennio

giovani, vecchi

donne, uomini

erano vestiti di rosa

e andavano in giro

coi loro bomber rosa

i loro pantaloni fasciati rosa

i loro anfibi rosa

i loro tatuaggi rosa

i loro piercing rosa

a regalare coniglietti rosa

negli asili pieni

di bambini bengalesi

e la Casa Pound

era diventata una Cascina

una Cascina immersa nel verde

piena di Tacchini, Polli, Faraone

Mucche, Tori, Cavalli, Asini, Trattori

tutti rosa, e che parlavano

e anche i fascisti parlavano…parlavano cogli Alberi

e insieme alle Api…impollinavano i fiori…

e i fascisti non si

occupavano più

di fare gli infami

e zaccagnare alle spalle

ma lavoravano la terra

a mani nude, a piedi scalzi

e potavano gli alberi

inaffiavano le piante

abbellivano il giardino

alcuni fascisti ex macisti alfa violenti pentiti

aiutavano le chiocce a covare le uova

e nascevano tanti pulcini rosa

e i fascisti gli davano il becchime rosa

e i pulcini crescevano diventavano polli

poi galline adulte e galli cedroni

ma i fascisti non li uccidevano

ma…li limonavano

perchè erano diventati “Digiuniani”

stavano sempre a digiuno

non mangiavano più un cazzo

sempre in Quaresima sempre a fare penitenza

e si colpivano la schiena col cilicio

erano diventati tutti fascisti rachitici

ma i fascisti c’avevano l’orto

l’orto biologico rosa

dove coltivavano

gli ortaggi, ortaggi sani

senza pesticidi, tutti rigorosamente di stagione

zucchine, melanzane, carote, patate

peperoni, cicoria, broccoletti, Coca Cola

tutti rosa

e sti fascisti non erano più

teste rasate, ma avevano

capelli lunghi. lunghi

come principesse sul pisello

lunghi come le regine del Trono di Spade

lunghi capelli rosa, e barbe lunghissime

tipo Padre Pio, e avevano l’estigmate sulle fronti

l’estigmate ovunque, sulle mani, sotto le mani

sulla lingua, sotto la lingua, sulla punta del cazzo

e poi non erano più razzisti

anzi, il contrario

erano talmente

antirazzisti da risultare invadenti

appena vedevano

un Rom gli

aprivano le porte di casa

_Dai su entra

_Ma chi sei? Cazzo vuoi!?

_Sono un fascista, mi casa es tu casa, su entra!

_Cazzo dici, chi ti conosce!?

_Entra, queste sono le chiavi fai come se fossi a casa tua!

E si prodigavano in scuse

inchini genuflessioni riverenze

compravano “La Viennetta Algida” per offrirla ai Separatisti Baschi

prendevano la ruspa

e se la scagliavano

sui coglioni per espiare la colpa

si lanciavano di testa

contro la ruspa

per demolire i loro cervelli

si buttavano pure

una punta di ruspa in culo

infatti, nessun fascista era più omofobo

anzi, erano diventati tutti finocchi

non c’era più un fascista etero

manco a pagarlo

e appena vedevano

un negro…appena vedevano un negro

ma bastava un marocchino

un cinese un eschimese un rettiliano

si accapigliavano

per fellarlo donargli piacere

farlo godere

i più pentiti tra i fascisti

amavano farsi ejaculare in gola

sbocchinavano qualcunque cosa

somigliasse vagamente ad un fallo

sbocchinavano semafori, fili dell’alta tensione

segnali stradali, scale antincendio, antenne paraboliche

autoradio, bloccasterzi, alcuni spinti da una voluttà insaziabile

arrivavano a sbocchinare pure i Razzi a propulsione della N.A.S.A

e tra di loro

non c’era più nervosismo

non c’erano più risse, zuffe, alterchi, scazzottate

quando c’era un minimo di tensione

i fascisti la risolvevano

stile Bonobo, allargavano le chiappe

e giocavano alla “cularella”

facevano le orge

si davano i baci alla francese

scopavano guardandosi negli occhi

niente più sveltine o monta da tergo

alla “gibbona”, cercavano l’intimità

l’intimità dell’anima

e dopo il sesso niente più

rutti e scoregge

ma coccole carezze effusioni

e questi fascisti

avevano cessato

di frequentare il poligono di tiro

niente più sassaiole allo stadio

adesso erano tutti iscritti

a danza, danza classica

e coi loro fisici fascisti

danzavano sulle punte

il Lago dei Cigni, lo Schiaccianoci

avevano il loro Corpo di Ballo Fascista

coi tutù aderentissimi…rosa…

e il poster di Roberto Bolle

aveva preso il posto del busto del Duce

e un preservativo usato aveva preso il posto

della Croce Uncinata

e un perizoma leopardato

aveva sostituito la fiamma tricolore

Ho fatto un sogno

ho sognato che gli sbirri

non si conciavano più

come Play Mobil

casco blu divisa blu

ma andavano in giro

coi loro pigiamini azzurri

e le babbucce blu

con la faccia da Puffo

a distribuire zucchero filato

nelle sedi dei sindacati

Ho sognato forze dell’ordine

spacciare cocaina nei bagni

delle Scuole

Ho sognato polizia

che anziché sgomberare centri sociali

li okkupava

e niente manganello

niente idrante niente fumogeni

ma come arma d’offesa

lecca lecca fusti di birra e gelati al pistacchio

e quando c’era un corteo

gli sbirri distribuivano

ai manifestanti le borracce d’acqua

come se fosse il Giro D’Italia

e anche i loro gusti musicali

erano cambiati

aboliti i gruppi metal

niente più Pantera Sepultura

Rammstain Scorpions

sbirri e fascisti

ascoltavano solo più Manu Chao

era un sogno

un sogno molto rosa

ma c’era ancora uno

uno di loro…un fascista

ancora conciato di nero

brutto, pieno di brufoli pustolosi

unto, nero tipo beccamorto

che andava in giro

col tirapugni a picchiare

ma era solo

e in giro non c’era più nulla da picchiare

e allora si picchiava da solo

comprava cose

per il solo gusto di picchiarle

picchiava tutto

ciò che gli capitava a tiro

passava cazzo ne so, Paul Mc Carty

prima gli chiedeva un selfie

poi lo picchiava

passava chessò Stevie Wonder

o Eddy Murphy

o il fantasma di James Brown

li picchiava senza

chiedergli il selfie

perché…perché sono negri

lui picchiava…picchiava duro…era un duro

un fascista vero…ma…era rimasto l’unico

era rimasto solo…l’unico superstite

e i suoi ex amici

fascisti si vergognavano per lui

lo allontanavano

lo trattavano come un appestato

come un puzzone

un minorato mentale

lo vedevano e si tastavano lo scroto

lo trattavano come un babbeo

e lo era…

ed era rimasto solo

solo col suo braccio sempre teso

col suo pene sempre in tiro

che un giorno

gli apparve

il fantasma di Mussolini

e lui

giovane virgulto fascista

lo riconobbe, si ingincchiò in adorazione

_Sire!

_Alzati!

_Mio Signore!

_Alzti Cristo!

_Mio Duce!

_Cristo Santo! Alzati, cerchiamo di non dare spettacolo

_Ma Luce del mio Agropontino!?…non capisco

_Cristo, smettila, ora spiegami, che problema hai..

_Problema di che mio Duce?

_Basta con queste moine!, perché non hai seguito l’esempio dei tuoi compagni! Brutta testa di cazzo!? Perché non hai la calzamaglia rosa?

E qui il fascista

vacillò

guardò il suo Duce

negli occhi e disse

Mio Signore…Prima gli Italiani!!!”

il fantasma del Duce

sollevò

lo sguarda al cielo

si grattò i coglioni e dopo

un eterna pausa teatrale rispose

Cazzo Dici!”…

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