Giovan Bartolo Botta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Asma di Dipendenze

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 16, 2020 at 4:08 PM

 

Matteo Mingoli: La Bumba
Swinging London. Sugli scaffali delle librerie inglesi scoppia il caso letterario del decennio. Il libro di poesia “artritiche mani”, scritto da Matteo Mingoli si piazza al primo posto nelle classifiche di vendita. Mingoli diventa un volto noto nel reame di sua maestà la regina. Tradotto anche in gaelico, celtico cattolico, celtico protestante, e celtico miscelato. Jimmy Seville, il dis jockey famoso per vessare i culi ai bambini, lo pretende in palinseto. Mingoli ci va, s’apre una confezione da sei e sfida George Best ad una gara di bumba. Geoge Best in quel momento è un cristiano sportivo all’apice della fama. Pallone d’oro 1968. Con uno schiocco di dita le donne cadono ai suoi piedi. Possiede auto di lusso e soldi in abbondanza. Beve da professionista. La provocazione del Mingoli lo manda in bestia! “Chi cazzo crede di essere quel parvenue!?”. Best tracanna per grazia divina. In quanto nativo di Belfast. Raccoglie il guanto di sfida. L’appuntamento è al bancone del Mitologico Kilkenny Mea West. Un pub di Cadmen. Il barista comincia a spillare. La tecnica d’ingollo del calciatore è una tecnica ad azione rapida. Butta giu tutto senza gustare. Stile imbuto. Mingoli no, Mingoli assapora la libagione di gusto. E tira avanti sino alle prime luci dell’alba. Senza accusare il colpo. Geoge è piuttosto malconcio. S’infila un dito in gola e sbratta. I titoli sui giornali il giorno dopo sono impietosi. Italia batte Regno Unito senza fiatare! Best è interdetto. C’è chi prova a vendicarlo. Jonh Bonham. Metronomo degli Zeppelin. Fuoriclasse dell’etilismo. Il batterista si danna l’anima. Regge. Tiene botta sino alla dodicesima pinta. Alla tredicesima sviene. Tredici, numero perfetto per crollare! IL poeta dal volto deforme osserva l’avversario accasciarsi al suolo. Galoppini procedono con la soluzione salina. Le vittime illustri non si fermano qui. Keith Moon, umiliato, la compianta Amy doppiata, Rod Stewart magnato e ricacato! Scrive Paul Gazza sul suo diario autobiografico (Cin Cin, Edizioni Haiku 1999), “Quando militavo alla Lazio ho assistito ad un reading di Mingoli, gli ho chiesto se poteva frantumare una bottilglia e mi sono fatto fare un autografo con le schegge di vetro. Sullla fronte”…

 

Asma di Dipendenze

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 16, 2020 at 3:43 PM

 
Daniele Capaccio: Carne umana (giovane)

È Una splendida giornata di sole. La gente esce, passeggia, fa le vasche. C’è chi lecca il cono gelato, chi s’ascolta le partite alla radio. Le famiglie trascinano passeggini sotto i portici. Mogli che guardano mariti di altre. Mariti che guardano quello che possono. I patiti di cinema si chiudono al cinema. I patiti di teatro si chiudono a teatro. I patiti di pallone fuggono dallo stadio. Geremia Pini, è un ragazzetto. Frequenta la terza elementare. È pieno d’entusiasmo. E rompe parecchio i coglioni. Come quasi tutti quelli della sua età. Ti riempie di questi ai quali è impossibile rispondere. I genitori pur di levarselo dalle palle gli infilano in tasca 100 euro e lo mandano a farsi un giro. Geremia vuole andare alle giostre. Fare un giro sul Bruco Mela. “t’accompagno io”. È arrivato lo zio Daniele, da Voltri. Daniele è quel Daniele. Capaccio. Nota ugola asmatica. Il bimbo non l’ha mai visto prima. Capaccio millanta una parentela inesistente. Prende il pargolo per mano.Gli sfila il centone prima di subito. “fidati, lasciali a me”. Capaccio si traveste da Paese dei Balocchi. Il piccolo ha fame!? Pronti via, il poeta gli compra qualcosa come 89 porzioni di zucchero filato. Si solleva il picco di glicemia. Ora il viso del fanciullo ha il colorito del diabete! È bello pasciuto, zio Dany lo guarda fiero, …leccandosi i baffi. “Che leccornia”, pensa Capaccio. Ricorda la scena di Lupo Ezechiele coi Tre Porcellini! “Lo vuoi un palloncino?”, domanda premuroso zio Daniele! “ma zio, è di plastica”. Umf, questi bimbetti pretendono di salvare il mondo! Ma vaffanculo va! Lo stomaco di Capaccio comincia a gorgheggiare! È quasi ora dell’apericena! “zio mi riporti da mamma e papà!?”. Certo, ma prima facciamo un salto nel bosco a salutare Fratel Coniglietto ! Per accelerare la pratica, l’asmatico prende il gagnu in braccio. Accelera il passo, ma pure la salivazione! Giunti ad un punto morto, abbandona il fanciullo sul prato, gli solleva la pancerina, sornione sorride…ed infine azzanna! Madre Natura ha pensato a tutto. Ma a questo non ci aveva pensato. Nessuno è perfetto. Tanto meno chi scrive!

 

Asma di Snia

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 16, 2020 at 3:07 PM

 

Si spengono le candeline alla Snia. Venticinque primavere. Tra tumulto e battaglia. Asma Di Poesia c’è. Ma ha rischiato di non esserci. In mattinata un nutrito gruppo di poeti asmatici, smanioso di sfidare i malefici del Coronavirus, s’è fatto immortalare in zona Esquilino. Al tavolo d’un Ristorante Cinese. Uno dei tanti. Vuoto. I ragazzi hanno appetito. Molto. Fanno fuori qualcosa come 25 portate di risotto alla Cantonese. A testa. Asciugano parecchi calici di vino manciuriano. Poi solleticano l’involtino primavera. 99 a cranio. Più tonnellate di salsa wasabi. Sparpagliata sulle bacchette. Chiudono il contenzioso col sushi. E col sashimi. Sorridono, sono felici. Hanno scofanato vivanda orientale a quattro palamenti. Se la sentono calda! Sono arrivati gli eroi dei due mondi. L’inossidabile unione tra divina scuola d’okuto e sacra scuola di nanto. Quando Okuto chiama Nanto risponde, batte i tacchi e muove il culo! Gli asmatici pretendono d’essere Marco Polo, secoli dopo però. Il finale della storia è scontato. Intossicazione alimentare. Decisa, non lieve! Corsa disperata allo Spallanzani. In codice degenerato. La Portuense è tutta una distesa consolare di sciolta. I medici, procedono con la lavanda gastrica. Ai poeti viene somministrata formaleide per via orale. Più numerose endovene di Red Bull. Ci saranno. Al party ci saranno. Giovan Bartolo Botta s’è defilato accuratamente dalla camporella cinese. “Non l’abbiamo mai visto mangiare”, dichiara l’agente asmatica Simona Pandolfi ai microfoni di Radio Onda Rossa. “Solo bere, bere a stomaco vuoto”. Bugia. Tutti sanno che il fondatore asmatico si nutre solo di Pizza. Per nulla lambito dalla nausea post prandiale, il ragazzo è pronto a trascinare la ciurma. Tracannate le dovute dosi di caffè corretto, ora l’intero Kollettivo è abile e arruolabile! Sono le ore 22.30 di sabato 15 febbraio 2020. Asma di Poesia festeggia il proprio personale San Valentino ritardatario. Psico somatizzando poesia nella propria autistica testa. Botta apre le danze con l’invettiva su Gesù Cristo. Un classico della blasfemia soffocato nella dolcezza. L’Universo non giudica. Prima ed unica regola del collettivo asmatico. Il resto è pura anarchia! Corpi che si martirizzano le carni. Sudare è la condizione necessaria per portarsi a casa la serata. Matteo Mingoli, scrittore dal volto deforme, è il primo della lista. Carico come solo chi ha la bumba nel sangue. Con questa bumba s’è lasciato alle spalle professionisti del gomito sollevato quali Geoge Best, Paul Gazza, Tony Adams e Keith Moon. Voglio dire, non gli ultimi arrivati. Stiamo parlando d’autentici BarFly. Primi ad entrare ultimi ad uscire. Mingoli tascina le parole come si trascinano certi condannati alla sedia elettrica. Le sue mani prudono, in senso stretto! Mena arti negli spazi. Botta chiama Tatti a Rapporto. Tatti è conciato in tenuta antisommossa. Declama coll’estintore in mano. Demolisce la poetica Pasoliniana. Una signora del pubblico si risente, gli punta il dito contro! Vergogna! Grida! Tatti non si scompone! Agita l’estintore come per dire” daje, fatti sotto…” la signora si fa sotto, ma con precauzione, accompaganta dai genitori diciamo…Daniele Casolino si presenta sul palco recitando un argomento coerente colla serata. Il suicidio di Majakovski. MA si spinge più a fondo rivelandone i retroscena. Vladimir, non s’è fatto fuori da solo, no…è stata Lucrezia Lattanzio. Principale defezione della serata. Alla quale va ad aggiungersi una momentane pausa di riflessione griffata Alfonso jfl Canale. Sempre più vicino a sposare la fede della comunità valdese. La platea manifesta il suo affetto scagliando sui poeti asmatici tranci di pizza ed eroina. Purissima! Botta chiude i battenti con un fallo da tergo nei confronti dell’affettività umana! Lieve Intossicazione Alimentare. S’insinua il dubbio che nella vita d’un essere umano, la cosa più autentica non sia l’amore, bensì …l’analista!

 

Dove abitano gli Asmatici

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 12, 2020 at 4:59 PM

 
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Dimmi con che mani ti reggi l’uccello quando fai pipì e ti dirò la tua posizione inconscia di fronte ai mali del mondo. Dimmi con chi declami poesia e ti dirò se sei una persona affidabile. Dimmi dove abiti come t’acchitti nido e giaciglio e ti dirò se sei un consumatore accanito di farro perlato. Ci siamo avvicinati ai poeti asmatici. Per ficcare il naso tra le loro mura domestiche. Vogliamo scoprire gli altarini rovistare nelle loro vite private. Scopriamo che gli asmatici non hanno vite private. Ma solo vite pubbliche totalmente disadattate al contesto terrestre. Cominciamo dall’inizio.
Daniele Capaccio o della Codeina

Se da stazione Trastevere t’attacchi al tram, in senso letterale e ti lasci trascinare dalla corrente, arrivi al Sepentone Corviale. Il mostro rusticano capace di porre freno alle correnti ponentine. Al padiglione numero 27, come gli anni della signorina Silvani, abita Daniele Capaccio. Poeta asmatico adepto alla Corrente Satanista della Wicca. Già seguace di Alistair Crowely, capostipite dell’occultismo più blasfemo, Capaccio trascorre le sue giornate a bruciare incensi, nel tentativo, a tratti ossessivo, d’attirare su di se l’attenzione del Maligno. Si dice che l’artista consumi un unico pasto al mese. A base di calotta cranica. -Per solleticare la mia musa ispiratrice ho bisogno di succhiare materia grigia, specie se di giovane leva! Afferma Capaccio ai microfoni di Radio Maria. L’interno è al numero 999, ma rovesciato. -il male è affascinante, seducente, il male siamo tutti noi, specie quelli che fanno proselitismo alla rovescia!, rincara la dose l’asmatico addentando il collo d’un pipistrello, in puro stile Ozzy Osborn!- Si, sono cresciuto a ostia sconsacrata e Black Sabbath, ma sono anche amico personale di Marylin Manson, e Alice Cooper adora il mio stile narrativo, intriso di spargimenti di sangue e sacreficio degli innocenti, sono un ragazzo fortunato, ma non m’hanno regalato un sogno, come direbbe Jovanotti, bensì un incubo al buio! Scoperto artisticamente da Dante&Virgilio durante un tour letterario in una Bolgia Infernale, Capaccio ci caccia di casa scortandoci insieme a tre fiere. E il male ficio se la ghigna sotto i baffi.
Matteo Mingoli o della Varichina

Pigneto. Lato Casilino della facciata. Una facciata oscura. Qui, da quasi 60 anni, il poeta Asmatico Matteo Mingoli battezza Bar come se fosse una pratica religiosa. Qui, tra l’abusivismo del Mandrione e la Questura Mingoli compone i suoi versi dal lineamento deforme. Le tinte fosche della sua dimora sono dovute a due fatti di cronaca dal tratteggio inquietante. Il 16 giugno del 1980, l’amico fraterno Jonh Bonahm, batterista sopraffino degli Zeppelin, gli suona al citofono per un saluto veloce e qualche istante di bisboccia. L’istante di bisboccia si prolunga di qualche ora. Poi di qualche giorno. Poi di qualche mese. E poi Bonham gli sviene sulla tazza del cesso. Con circa 500 shottini di vodka in corpo. La seconda magagna riguarda Cobain. Anno di grazia 1994. Il leader dei Nirvana si trova a Roma per farsi pubblicare testi&traduzioni da Edizioni Haiku. Casa Editrice griffata Valerio Carbone. Cobain e Mingoli si conoscono dai Tempi di Nevermind. Sono decismanete intimi, entrambi estimatori dello scrittore Huba Selby j.r. Si danno una punta alla birreria di fiducia del Mingoli, in zona isola pedonale. Qui il poeta asmatico gli mostra l’ultimo suo acquisto al mercatino dell’ustao. Un fucile a pallettoni calibro 12. Cobain va in visibilio. -tieni è tuo fanne buon uso! Gli dice Mingoli complice dandogli pure un affettuoso buffetto sulla guancia. Bene, il finale della storia lo conoscete no!?
Lucrezia Lattanzio o della Citrosina

La presenza femminile asmatica è rimasta fedele alla linea. Vive in uno squat. Una Casa Okkupata. In zona Rione Cemento. L’appartamento, si fa per dire, pullula di Cimeli risalenti alla D.D.R. Lucrezia li ricevette in dono da David Bowie. Bowie trascorse circa tre anni della sua esistenza artistica nella Germania Federale. Nel tentativo, vano, di disintossicarsi dalla cocaina! Lo squat della Lattanzio, nel corso degli anni è stato rifugio peccatorum di buona parte della scena Punk Mondiale! Qui Sid&Nency si fecero la loro prima pera. Sempre qui, i Clash, ai loro albori di carriera, si fecero la loro prima canna in comunella. Nonostante le Royaltys incassate con il suo contributo artistico alla causa Asmatica, Lucrezia non ha cambiato le sue abitudini iconoclaste! Casa Occupata senza wi-fi e disttivazione totale della Corrente Elettrica! Anche Zulù dei 99 Posse, quando si beccano per un cylone, scuote la testa e le tira l’orecchio. Solo il destro però, perché il sinistro ancora lo attizza! Rivoluzione!
Alfonso Canale o dell’eritopoietina

Il più originale tra gli Asmatici. Alfonso Canale adora circondarsi di libri. Manuali Cartacei. Tanto da fabbricarsi una Casa di pergamena! Negli spazi di posa dello Studio Uno di Cinecittà , quello dove Mina intratteneva la plebe televisiva negli anni 60, Canale ha tirato su, colle sue mani, un Loft costrutito completamente da libri. C’è ne per tutti i gusti. Trattati di Filosofia. Compendi di Teologia. Manuali di Modellistica! E ovviamente tanta tantissima rarità letteraria. Introvabili Romanzi della Cultura Guatemalteca! Novelle risalenti alla Civiltà Lemure! Racconti di fabbricazione Gambiana! E poi ancora materiale che si pensava scomparso, perduto per sempre! Ditirambi, Canovacci, Spartiti, Lazzi, Frizzi, Sberleffi, Scrittura Cuneiforme, Ideogrammi rupestri. -Molti dei miei pezzi da collezione appartengono alla Biblioteca Storica d’Alessandria. Specifica un commosso Canale ai microfoni di Termini TV. -Alessandria D’Egitto,domanda incuriosito il giornalista Francesco Conte! -No, Alessandria in Piemonte!, ribatte puntiglioso Canale. Poi ti spalanca le porte della Cantina. Qui al bibliofilo gli si stropiccia lo sguardo. Tomi rubati alla Biblioteca di Salomone, Rotoli del Mar Morto, Paccottaglia Amanuense ritrovata nei sotterranei del Vaticano. -Certo, non posso consultare nessuno di questi libri, se ne tiro fuori uno rischia di saltarmi l’impalcatura…e poi dove vado a comporre i miei versi? Ospite dal Tatti!?
Enzo Tatti o della novocaina

Quartiere Pigneto. Lato Prenestino. Dai tempi del sacco della suburra, il tempio letterario ed umano della meditazione targata Enzo Tatti. Tatti comincia nell’immediato dopoguerra trasferendosi in una mansarda! Nel 1968 alla masarda s’aggiunge un soppalco. Nel 1977 alla masarda e al soppalco s’aggiunge un ripostiglio. Nel 1985 il collettivo Asma partecipà al Live aid. Fama e successo! Arrivano introiti copiosi. E Tatti si compra l’intero Braccio da Montone! Qualcosa come 27 Palazzi (in omaggio alla dipartita di Jim Morrison), senza contare il laterizio abusivo. In ognuno di questi appartamenti, Tatti, ci piazza gli amici. Esautorandoli dal canone! A spese dell’artista asmatico ci camperanno penne vigorose come Amalia Rosselli, piuttosto che poeti dalla marchetta vivace quali Dario Bellezza, Sandro Penna, Astutillio Frustoni e Cicci Mura. Nel 1975 Tatti accanna tutto. Desidera trasferirsi a Città del Vaticano, per perfezionare il latino. Poi è atteso dal regista Teo Anghelopulos a Patrasso, per perfezionare il greco classico. Affida fiducioso le chiavi del complesso residenziale all’amico fraterno Pasolini. Sistemandolo temporaneamente in camporella presso Ostia antica. Zona Idroscalo. Il resto della storia, sono ragazzate di vita.
Daniele Casolino o dell’amfetamina

Simulare le paturnie di Gothe. Questo è l’ordine di scuderia. Proprio come lo scrittore tedesco, il poeta asmatico Daniele Casolino non si farà mancare la frenesia del trasloco. Nel corso delle sue scorribande artistiche Casolino battezzerà in disordine sparso i quartieri di Serpentara, Residance Bastoggi, San Basilio, Campidoglio, Rione Monti (via dei capocci), Casal Palocco, cstel Giubileo, Cascine Vica(a Torino), Cascina Gobba(a Rogoredo), Prima Porta, Castel fusano, Vicovaro Mandela, Avezzano(durante il terremoto del 1903), Tiburtino Terzo, Montefiascone(4 giorni), Ciampino(aereoporto militare), PrimaValle, Nuovo Salario, Collina Fleming, Parioli, Corso Francia, Ponte Mammolo, Re Bibbia, Quartieri Spagnoli(Napoli), Frabosa Soprana( alpi cozie), Vittoriano(museo), Santa Bibiana, Basilica San Paolo, Garbatella, porto Antico(Genova), Quarto Miglio, Tor di Valle, Fiumicino, Torricola, Pomezia, Santa Palomba, Aci Trezza( di Malavoglia però), trovando la consacrazione definitiva comprando e restaurando il Forte Prenestino. Nel 1985, grazie agli incassi del suo contributo asmatico nel novero delle Band Aid, è riuscito nel sogno d’acquistare una porzione di terreno a Dubai. Subito affittata alla Nike a cifre da capogiro. Per metterci i bambini poveri a cucire palloni di cuoio…
Giovan Bartolo Botta o del Risperidione

Non si conoscono indirizzi di residenza, domicilio o dimora. Spiacenti.

 

Cronicamente Edipo

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on febbraio 11, 2020 at 12:43 PM

Da piccolo

ho sorpreso mia madre

lippare il cazzo ad un testimone di Geova

l’uomo le teneva ferma la testa

e muoveva forte i fianchi declamando

ad alta voce alcuni versetti della Bibbia

le venne in bocca Cristonando!!!

anni dopo, questo scherzetto

m’è costato bordate

di psicofarmaci, mio padre

faceva sempre tardi da qualche parte

si sbatteva l’omino dei bagni

fateci caso, ma quando in famiglia

le cose volgono al peggio

i genitori provano a tirare i figli per la giacchetta

-mamma è un troione, lo sai vero figliolo

-papà è busone, lo sai vero figliolo

a scuola era pieno di figli

coi genitori separati, figli qualunque

sbolognati a nonni spesso distratti

che si scrodavano d’andare a prenderli

tutti sti nonni sono sopravvalutati

non ho mai avuto il mito dei nonni, anzi

i vecchi m’hanno sempre fatto cacare

la vecchiaia è una rogna perché

sei troppo in balia del prossimo

sei indifeso, la vecchiaia è un ritorno ingrato

all’infantile, te la fai addosso allo stesso modo

e qualche figlio di puttana riceve una paga da fame

per pulirti il culo e nettarti la merda, comunque…

il dolore difetta d’originalità, ma è giusto

colpisce tutti, non guarda in faccia nessuno

non c’enta se puzzi d’aglio o di cumino

se Credi in Dio o nello Spirito Santo

non c’entra il colore della tua pelle

o le tue preferenze sessuali

il dolore ti prenderà comunque

la gente ti sopravvive tira dritto

attorno a te sei circondato da amanti

che si sono accannati accannati stop

basta è finita, spesso gli amanti accannati

sono una palla al piede, una martellata sui testicoli

coi loro musi lunghi i loro piagnistei

si lasciano andare, prima erano pieni d’entusiasmo

ti sbattevano in faccia la loro felicità

-ooooh, guarda come sono felice!

-ooooh che bello gli uccellini cinguettano!

dopo, sono più spenti d’un semaforo spento

e rompono le palle, vogliono essere consolati

una volta ho beccato un tizio

talmente ridotto male per amore

che è andato da un barbone

e gli ha urlato in faccia

-beato te che sei solo un pezzente!!!

il barbone l’ha guardato

e gli ha sbrattato addosso

tutti gli amanti partono in quinta

e poi finiscono a starsi sul cazzo

è successo ai nonni ai genitori

succede agli amici ai nemici

succede ai famosi agli sconosciuti

succede agli abbienti succede ai nullatenenti

succede agli stolti e alle menti geniali

a me è successo un fracco divolte

poi la ci ho fatto il callo, e sti cazzi, va bene così!

macinare emozioni sotto forma di corpi

credo faccia parte della vitalità umana

è bello sapere che potenzialmente

siamo tutti delle grandi troie

ci alleggerisce dal peso della maschera

se c’è una cosa

che ho imparato dalla vita

è…niente, sono un autodidatta

faccio tutto da solo, cazzate comprese

l’imporatante è sfanculare la maschera

fanculo

maschera!

 

Giovan Bartolo Botta a San Remo voto 7+

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 9, 2020 at 2:41 PM

 

Nel contratto più che il compenso economico, ha preteso un compenso farmaceutico. Camerini nei quali poter fumare. Un tavolo in legno compensato, di quelli che ti auto limavi ad educazione tecnica, con sopra ogni sorta di compendio chimico. Dall’Erisimo, rigorosamente in tintura madre, all’estratto idroalcolico di Propoli. Solleticando L’echinacea. E trascinando l’esibizione canora verso le capsule di Ginseng. Ogni declamo prevedeva una nota introduttiva d’ordine galenico. Il ragazzo ha mostrato in eurovisione la sua preparazione in termini medici. Sia allopatici che fitoterapici. Senza trascurare l’omeopatia. Per mostrare al mondo che il Coronavirus è una bifala, s’è limonato in diretta tv uno Scerpa Cinese. Di quelli sottopagati che sbancano il lunario facendo i ciceroni in Tibet. Ma non solo, ha preso posizione in difesa del Glutine, dicendo che è un ottima pietanza per favorire la crescita delle ragadi anali. L’Intero Cast di San Remo l’ha pregato sui ceci di fare a tutti l’Oroscopo. Cosa che il fondatore asmatico ha fatto malvolentieri, essendosi disintossicato dai dettami delle stelle nel lontano 1978. Nella stessa clinica elvetica dove Sid Vicius stava provando a disintossicarsi dall’Hero. Dulcis in fundo sconsglia agli ascoltatori di fare il test dell’h.i.v, perché come dicono gli Induisti, chi non sa vive sano e a lungo. Imperdiblie il finale della poesia “Generazione Prozac”, dove beve l’acqua gassata dentro una damigiana di plasticae getta la cicca per terra in puro stile anti/nerd! Analogico. Voto 7+.

Lucrezia Lattanzio a San Remo 7+

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 9, 2020 at 2:17 PM

 

A San Remo, spesso, chi entra Papa, esce Cardinale. O peggio diacono. O peggio ancora vicario del Cristo o curato di Campagna. Cuor di Leone stile Don Abbondio. Lucrezia Lattanzio godeva di tutti i favori dei pronostici. I Bookmakers la davano vittoriosa sulla Ruota di Bordighera. I vertici del Cavallo di Bronzo l’hanno cercata in lungo e in largo per il Globo. Lei svernava in Siberia, a servizio dell’AntiImperialismo Sovietico! “Torna in Italia, che si fa la Rivoluzione, le fa eco Jasmine Corallo, sardina, sua amica del cuore ai tempi del liceo”. “Già mangiati”, replica Lattanzio titillando la munizione. Ovvio! Buffet, assicurato. Prelibatezze della gastronomia italiana a denominazione d’origine controllata. La donna del monte ha detto si. Junior Cally saputa la notizia, comincia a farsela sotto dalla paura. Il servizio d’ordine lo tranquillizza. La poetessa asmatica declamerà previa museruola. L’ottima Rula Jabrel, invita la Lattanzio alla collaborazione. Lattanzio risponde sollevando il dito medio. Torna il panico sul volto di Amadeus. Tacitato d’essere maschilista, patrilineare, misantropico e omovibro. Lattanzio lo tira fuori dai guai cantando in cirillico. Ma è il Festival della Canzone Italiana. Piovono ortaggi. La Rivoluzione!? Un passato di Verdure per l’appunto. Pollice verde sulla Riviera. Puro stile Greta.Voto 7+

 

Matteo Mingoli a San Remo voto 7+

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 9, 2020 at 1:50 PM

 

Il trittico canoro apre le danze. Un attacco a tre punte. Massimo Ranieri veleggia sui tasti da contralto. Barocco, anche troppo, quasi Rokokò. Tiziano Ferro, clamorosamente stecca. Mingoli spadroneggia facendo sfoggio dell’artiglieria pesante. Domina le parole che il Califfo, in stato di grazia, scrisse secoli fa per la furibonda Mia Martini. Le trascina, le strascica, le tuona poi, le sussurra. Tiziano Ferro piange. Ogni tanto ride, senza motivo! “Cazzo Guardi!” gli sbraita di contrasto il Mingoli. Ferro pare un micino impanicato, Si piscia nei calzoni. Piange chiede che gli venga portato un fazzoletto. Paggi efebi gli asciugano le lacrime, nel metre Mingoli, al bancone del Bar del Teatro Ariston s’asciuga tre meritatissimi calici di Barbaresco. Il suo più quelli dei due colleghi. Astemi. Per qualche Minuto, L’Ariston si trasforma nei dintorni cemento della Los Angeles Bukowskiana. Amadeus perde il filo del discorso, basito, Mingoli gli porge un bicchiere di Rosolio. Il presentatore sorseggia sfiorando il delirium tremens. Coma Etilico in prima serata. Con allegato di cirrosi epatica. Una performance da Club dei 27. Salute. Voto 7+.

Alfonso jfl Canale a San Remo voto 7+

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 9, 2020 at 1:11 PM

 

Alfonso j.f.l Canale ci prova. A sollevare il livello culturale del Festival. È lui il paroliere delle logorrica canzone di Gabbani. Che sviene sul palco causa mancata ossigenazione al rachide cervicale. Ma il capolavoro di penna Canalense è la canzone affidata alle ugole maldestre( e ingrate), di Morgan e Bugo. Un vero e proprio trattato d’estetica applicata alla sintesi canora. C’è dentro un messaggio onnivoro. Dal suicidio di Socrate con la pinta di cicuta(che in realtà era gin-tonic), alla plutocrazia giudaico massonica del partito radicale, transitando per la Fame dei bimibi poveri e finendo col complesso da nanismo del Lillipuziano. Troppo per la limitatezza artistica del duo balordo. Bugo prova a soffiare le parole. Ma gli esce sangue dal naso. Morgan prova ad interpretare sposando il senso, salvo poi fare ritorno ad una sana ed onesta dipendenza dal fiore di papavero. Oltre il limite delle nevi perenni. Gagliardo. Voto 7+.

Daniele Capaccio a San Remo: Voto 7+

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on febbraio 9, 2020 at 12:49 PM

Daniele Capaccio. Versione San Remese. Riviera dei fiori. Specie Crisantemi. Capaccio, si sa, detesta l’elemento floreale, Roba da frustoni. Ghirigori da acciuffa sedani. Il tanto discusso testo di Junior Cally, che ineggia al linciaggio dei sacerdoti cattolici, per lui è robetta da prima comunione. Ciò che gli interessa è l’elemento pedagogico. In questo molto simile a Don Bosco. Il padre salesiano di cui si celebra in questi giorni la ricorrenza di quando 200 anni fa è scivolato su una merda. Materia organica informe comunemente detta merda. Cacca d’oratorio. Medesimo intento, diversa l’esecuzione. Capaccio balza sul palco dell’Ariston e chiama a se le promettenti sardine che si sono fatte fotografare dai Benetton. Col martello pneumatico fora loro la calotta cranica e ne ingolla la pappetta cerebrale. Il pubblico, di anziani, è con lui. I giovani meno, anche perché con lui nei paraggi non hanno più diritto di parola. Bravo. Voto: 7+.

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