Giovan Bartolo Botta

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le troie

In attualità, Bio Asma di Poesia, poesie di quarantena, Poetry urban story, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 21, 2020 at 12:40 PM

“…C’è chi scrive
per scrivere
chi lo fa per essere letto
poi c’è ASMA di Poesia,
le Troie…”

by Giovan Bartolo Botta
ASMA di Poesia

Abuso di Potere

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 21, 2020 at 11:10 am

Mi piace gironzolare,

bivaccare, specie di giorno,

specie di notte, ieri notte

ho bivaccato, ho cincischiato

sulla mia vita, sotto la pioggia,

facevo strani accostamenti

tipo l’amore&la guerra

o la pizza&la maionese

passa la volante, sono in due,

quello che guida guarda avanti

cerca bagliori nel buio, cerca

tossici d’eronia a cui spezzare la schiena

l’altro tira giù il finestrino e sbotta!

-lei dove va?

-agente sono un medico, ho appena staccato

sto tornando a casa

-sul serio?

-guardi, sogno solo d’affogare le mie

già provate membra dentro un bagno caldo

il linguaggio barocco

tende alla manipolazione, funziona sempre!

e infatti gli sbirri si mettono sull’attenti

si mettono sull’attenti gli sbirri

fanno il saluto militare, sfoderano il tricolore

sintonizzano la centrale radio sull’inno nazionale

lo sbirro al volante mi fa l’occhiolino

ha lo sguardo arrapato di chi è pronto

a succhiarti pure il pus delle emorroidi

Sterzano, scendono

accannano i dispositivi di sicurezza

del tipo che se li slacciano del tipo

che sembra un video

dei Frankie Goes to Hollywood

mi baciano d’appertutto

mi leccano scarpe e calzoni

sembrano cuccioli di panda

in cerca d’affetto, sento

quattro mani agguantarmi la patta

mi intimano di avere un erezione

non me lo chiedono con gentilezza

me lo impongono!

-daje su! D’altronde, sempre sbirri sono

eseguo l’ordine del tipo

cittadino modello

i ragazzi fellano, fellano alla disperata

stile servitori dello stato

lo sbirro pilota, chissà perché

mi piazza la bocca al culo e soffia

soffia tipo palloncino, non so, forse

ha scambiato le mie chiappe

per una specie d’etilometro

mi pregano di sborrare alla svelta

che sono in servizio e devono

tornare a fare il loro dovere

sborro, svoto la stiva, mi libero

l’anima dal peso, le loro bocche

si dividono il bottino,

qualche goccia frana a terra

i ragazzi si scusano

io perdono loro la sbadataggine

d’altronde nessuno è perfetto

nemmeno le guardie, nemmeno i ladri

-grazie dottore per tutto ciò che fate,

siete il vanto del Paese

-ma grazie a voi figlioli, che Dio v’abbia in gloria!

Scattano, un ultima volta

sull’attenti, poi,

montano in macchina

accendono la sirena

sgommano via

-tutto sommato

siamo in buone mani

ho pensato

mi sono aperto

una birra

ho scoreggiato

Alla Del Piero

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 21, 2020 at 10:27 am

Torino, Centro Commerciale

è il 1998, o su per giù

o il 1997, ora non ricordo

ricordo però che vedo Del Piero

che aspetta l’ascensore

scortato da due gorilla, ricchioni però

gli faccio ciao ciao colla manina

lui sorride, poi gli do del figlio di puttana,

non sorride più, il volto gli diventa

assente come di chi si caga in mano

i gorilla lo spingono dentro una cabina

di quelle dove ti provi le scarpe

l’ascensore tarda

-vieni fuori t’ammazzo!

Uno dei gorilla mi si fa contro,

vuole farmi il culo, il culo a strisce bianconere

la gente mi si para davanti

prende le mie difese, li intorno

erano tutti del Toro, Del Piero

viene preso di peso e trascinato affanculo

scatta l’ovazione generale

che figata gli anni 90, e quanto

mi stava sul cazzo Del Piero!

mi stavano sul cazzo le sue punizioni a giro,

le sue basette a punta, la sua vocina da gnomo

a cui hanno appena schaicciato le palle

nella pressa cementi, Del Piero mi stava sui coglioni!

Montero no, Montero mi piaceva, Del Piero

l’avrei preso a calci sui denti

ieri becco sta coppia

che c’aveva le basette alla Del Piero

basette lui, basette lei

e le mascherine, e i guantini usa&getta

-ehi tipo, c’hai le basette alla Del Piero!

gli faccio

-si, forza Alex! Sei anche tu della Juve?

-certo come no!

Addocchio un gabbiano,

lo afferro per i piedi e comincio

a mazzuolare il ragazzo a colpi di gabbiano

colpisco forte nei bulbi oculari, bam, bam, bam!

Gli faccio saltare gli occhi che non

potrà mai più vedersi la Juve

gli toccherà ascoltarsi le partite

con L’amplifon, la sua donna

o quello che è, si mette in mezzo

-che cazzo fai! Mi urla!

Sempre la stessa solfa

sempre lo stesso film

libero il gabbiano, afferro una cornacchia

le apro la bocca e gliela ficco in gola

poi le assesto un calcione nello stinco

un entrataccia alla Pasquale Bruno!

la tipa vomita cappuccino e cornetto

arriva un gruppo di tizie sciamannate

-bastardo picchi le donne!

-no è che lui&lei c’hanno le basette alla Del Piero!

-Cosa!?

le tizie sciamannate s’avvicinano

alla ragazza, le sputano sui capelli

catturano un merlo glielo piazzano al culo

una di loro sferra un collo pieno al pennuto

il pennuto spicca il volo tipo supposta

che verso fa il merlo quando soffre per amore!?

Le tizie scraciano ancora, poi,

si fregano la borsetta con dentro tutto

arriva la volante

-che succede qui!?

-agente, sti tizi hanno le basette alla Del Piero

-Cosa!? Sta scherzando!

-Affatto, dia un occhiata!

-Andiamo, andiamo su su circolare!

Vedo gli sbirri caricarsi i catorci

umani in auto

-O questi?

-li mandiamo al reparto vaccinazioni

e sgommano via

a caccia

d’untori

 

Il Dopo

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 20, 2020 at 11:05 PM

Poliziotto fa pompino a medico,

medico gli afferra i capelli,

gli sborra in bocca, lo sbirro non sputa, ingoia,

fa il saluto militare, grazie sei un eroe,

quando tutto finirà, non ne usciremo,

non ne usciremo migliorati, ma peggiorati,

basta, basta non ne posso più, hai lo sperma che ti cola,

ti amo, t’adoro, non mi picchiare, tieni, asciugati,

che vada tutto al diavolo, che vada tutto all’inferno

ne usciremo peggiorati, a farci fottere,

più stronzi, più cinici, più pezzi di merda,

più pedofili, con cani gonfi d’acqua

con pesci rossi depressi e gatti allucinati

e canarini stuprati e criceti violentati

ne usciremo più cornuti , taglieremo rami secchi

per seccare altri rami, troncheremo rapporti, rapporti

sul nascere, ci saremo scordati la punteggiatura,

cancelleremo numeri dalla rubrica del telefono

chiederemo l’amicizia su facebook a Padre Pio

occuperemo i bar i ristoranti strisceremo

ai piedi di qualunque cosa si muova

purché abbia un cucchiaio per tappare una gola,

l’ultima cosa che hai fatto e farmi del male

come se i sentimenti fossero una puttana da sfruttare

una puttana che batte il marciapiede

per sfamare altre bocche e si piglia il deca

il deca di sodomia quotidiana più le manate

e col naso pisto mette l’acqua sul fuoco

che ci scappa pure la scodella di riso

come le figlie infibulate del Vietnam

che di cui l’unica colpa è stata venire alla luce,

l’amore è più freddo della neve

la gabbia è più boia del batterio

il sangue del mio sangue è un accattone

dopo anche le cicatrici

sembreranno dei falsi

dei falsi storici

non saprò più se

il sasso nella tasca

è un sasso, sono io, sei tu

o è un Modigliani

 

Passione Mortale

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 19, 2020 at 1:45 PM

Non c’è l’amore

non esiste, se lo sono

inventati gli ILLUMINATI

ai tempi della BIBBIA, per

tenerci cheti, buoni, mansueti

addomesticati, dunque l’Amore

più che un emozione è la base

dei DIECI COMANDAMENTI

basati per lo più su divieti

non fare questo, non fare quello

non desiderare quell’altro, obbedisci,

zitto, muto, non rompere il cazzo, dunque

l’amore sono BALLE, BUFALE,

FAKE NEWS, l’amore è una TRUFFA.

un patto del DIAVOLO tra DIO e il suo GREGGE

però, esiste il MORIRE DI PASSIONE MORTALE

quello si, esiste, ed è la cosa più

divertente e più vicina al DIVINO

che io conosca, quando piangi

che persino il cielo si squarcia di lacrime

e i vicini la notte ti sentono, si svegliano

ti tirano addosso secchiate d’acqua

e gli amici ti offrono coca&mignotte

-svegliati, torna in te, ti dicono

ma tu non ci sei più, perché stai

morendo di passione mortale

e stai uno straccio, ma in realtà

stai una favola, ed è un mix micidiale

tipo una nuova droga siderale, ed è letale

come uno sgarro al Cartello Colombiano

e rischi lo scalpo come per uno sgambetto ai Narcos

eppure ti senti come se avessi appena

ridotto a Brandelli il Velo di Maya

e c’hai un energia che piglieresti

a calci in culo l’intera saga di Dragon Ball

sisi, morire di passione mortale

restare ancorati disperatamente

a quell’attimo dove il desiderio

nasce desiderio vive desiderio

crepa desiderio, non mangia più,

mangia troppo e vomita, non pensa più,

spegne il cervello, accende il cervello,

si fotte il cervello a forza di pippe mentali

e il tempo perde il senso

e lo spazio si consuma, smarrisce

l’ossigeno, e il senso di tutto

è che niente al mondo è composto di senso

perché il senso di tutto

uccide la Passione Mortale

il senso di tutto, trasforma

la Passione Mortale

in Amore, che poi diventa Sonno

che poi diventa Veleno

che poi diventa DUCE

che poi si scrive

Fine

Passione Mortale

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 18, 2020 at 7:47 am

Non c’è l’amore

non esiste, se lo sono

inventati gli ILLUMINATI

ai tempi della BIBBIA, per

tenerci cheti, buoni, mansueti

addomesticati, dunque l’Amore

più che un emozione è la base

dei DIECI COMANDAMENTI

basati per lo più su divieti

non fare questo, non fare quello

non desiderare quell’altro, obbedisci,

zitto, muto, non rompere il cazzo, dunque

l’amore sono BALLE, BUFALE,

FAKE NEWS, l’amore è una TRUFFA.

un patto del DIAVOLO tra DIO e il suo GREGGE

però, esiste il MORIRE DI PASSIONE MORTALE

quello si, esiste, ed è la cosa più

divertente e più vicina al DIVINO

che io conosca, quando piangi

che persino il cielo si squarcia di lacrime

e i vicini la notte ti sentono, si svegliano

ti tirano addosso secchiate d’acqua

e gli amici ti offrono coca&mignotte

-svegliati, torna in te, ti dicono

ma tu non ci sei più, perché stai

morendo di passione mortale

e stai uno straccio, ma in realtà

stai una favola, ed è un mix micidiale

tipo una nuova droga siderale, ed è letale

come uno sgarro al Cartello Colombiano

e rischi lo scalpo come per uno sgambetto ai Narcos

eppure ti senti come se avessi appena

ridotto a Brandelli il Velo di Maya

e c’hai un energia che piglieresti

a calci in culo l’intera saga di Dragon Ball

sisi, morire di passione mortale

restare ancorati disperatamente

a quell’attimo dove il desiderio

nasce desiderio vive desiderio

crepa desiderio, non mangia più,

mangia troppo e vomita, non pensa più,

spegne il cervello, accende il cervello,

si fotte il cervello a forza di pippe mentali

e il tempo perde il senso

e lo spazio si consuma, smarrisce

l’ossigeno, e il senso di tutto

è che niente al mondo è composto di senso

perché il senso di tutto

uccide la Passione Mortale

il senso di tutto, trasforma

la Passione Mortale

in Amore, che poi diventa Sonno

che poi diventa Veleno

che poi diventa DUCE

che poi si scrive

Fine

Covid: Asma di Poesia Risponde

In attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on aprile 17, 2020 at 2:02 PM

 

Si scatena su ZOOM la faida asmatica. I poeti del nucleo hanno idee opposte sullo stato dell’attuale pandemia. Diametralmente opposte. Come su tutto del resto. C’è chi sostiene la teoria dello Spill Over. Il salto di specie. Da pipistrello ad essere umano. Da salamandra a paguro. Da tricheco a giraffa. Da zebra a struzzo. Chi pensa serva il vaccino. Chi pensa ne servano addirittura due. C’è chi s’attacca a magagne politiche. Chi al severo giudizio di Madre Natura. Chi ad improbabili teorie complottiste. E il gruppo, a furia d’alzare la voce, oltre a titillare la raucedine, rischia di sciogliersi. Come tante altre volte in passato. Ma sarebbe la prima volta nella storia, che un gruppo suddetto “artistico”, si scioglie tramite tecnologia applicata. Il più ortodosso tra gli asmatici è sicuramente Daniele Capaccio. Detto Camallo Blucerchiato. Fiero sostenitore dell’utilità dei vaccini. Fosse per lui ci si dovrebbe vaccinare pure contro la cirrosi epatica. Capaccio scopre per la prima volta il vaccino, a undici anni, prendendo in mano un opuscolo su Pasteaur. Il medico francese (con tendenze svizzere) che sintetizzò per la prima volta il vaccino. Quello antipolio. Dentro una fiala d’olio di fegato di merluzzo. L’Olio di fegato di merluzzo, si sa, è un potentissimo antiossidante. Contribuisce a mantenere in salute la celleula del genoma. Unito ad elevate dosi di vitamina C, produce un alcalinizzazione del corpo che stimola il sistema immunitario. Rendendolo praticamente inattaccabile. Siamo nella Genova del fronte dal porto. Daniele sfoglia, memorizza. Poi si fionda nella più vicina azienda sanitaria locale. E si fa prescrivere un anititetanica. Con richiamo ravvicinato di settamana in settimana. Così, per precauzione, senza motivo. Si chiama “medicina preventiva”. Ove prevenire, è meglio che pigliarselo al culo! Il ragazzo colleziona così nelle sue vene una serie di anticorpi contro il tetano degni d’uno stalliere del Re Sole! Ma il sapore dell’olio di fegato di merluzzo gli fa schifo, Inoltre, dice, la vitamina c, essendo ascorbica, gli provoca acidità di stomaco. Decide d’accannare olio e vitamine, sciogliendo il patogeno vaccinale dentro il mercurio. Quello che riesce a rubare dagli altiforni dell’itlsider. Ora il ragazzo, a distanza di anni dalla sua prima volontaria vaccinazione, è diventato fluorescente. Il raffreddore lo scalfisce. Facendogli il solletico. Noi che lo conosciamo da anni, ancora abbiamo negli occhi, l’istante in cui il nostro poeta asmatico, prese a pizze in faccia una mamma sostenitrice No Vax! Accusandola d’essere una scheggia di vetro conficcata nel culo dell’empirismo scentista. Ma procediamo oltre. Lucrezia Lattanzio, si sa, è da tempo vicina a posizioni politicamente sovietiche. Possiede una Dacia “personale” in Siberia. Acquistata sull’unghia, grazie ai cospicui proventi delle serate asmatiche. In passato, la zarina s’è spesa a favore degli accordi commerciali/poetici del gruppo asma con la delegazione del protettorato poetico cinese. La via poetica della seta. I protocolli parlano di serate declamatorie asmatiche in territorio asiatico. Con tanto di tangente e scambio culturale. Siamo oramai a calendario stilato, quando scoppia il primo focolaio epidemico. In Zona Monteverde! Una coppia di cinesi, prontamente ricoverati al nosocomio Spallanzani, viene riscontarata positva al Covid. Nel senso che il virus gli sta simpatico. Si tratta di due poeti. Ospiti nella tenuta di campagna che la poetessa possiede. Quella ricavata dai camerini del Teatro Vascello. È il pandemonio! Le date asma saltano come tappi di spumante. Lattanzio, rifugiatasi a Togliattigrad, alza la voce. Sono stati gli Americani. Sentite queste affermazioni, Canale, storce il naso. Regredendole a calunnie. Alfonso jfl Canale, asamtico poeta della prima ora, è un fiero sostenitore del Patto Atlantico. Per lui, è L’Occidente ad essere stato infettato dal planisfero orientale. Il ragazzo vede nella Cina il nemico. Lo strapotere economico cinese è il simbolo dell’omologazione artistico/culturale mondiale! -Non possiamo fidarci di chi si dice comunista col latifondo degli altri! Afferma Canale dal rifugio urbano della sua quarantena. Presso Dallas! -Riaprire Tutto! Grida Matteo Mingoli dal lato casilino del Pigneto! -Chiudere Tutto, replica Enzo Tatti dal lato prenestino del Pigneto! A Daniele Casolino spetta la sintesi: Riaprire nei giorni pari, chiudere nei giorni dispari! Il focus della tavola rotonda si sposta sul versante politico/economico. Mingoli chiede a gran voce la riapertura di attività essenziali alla socializzazione umana. Tipo gli oratori. Mentre Tatti, fiero pollice verde, prende le parti di Madre Natura. Sottolineando la Cattiva, SE NON PESSIMA, condotta Umana, che ha condotto l’uomo, col suo egoismo, sul viale del tramonto. Casolino prova a stilare la sintesi, ma si scoraggia presto. E abbandona la chat asmatica, per trasferirsi sulla chat dell’Unione Europea! Capaccio cambia l’immagine del profio su facebook, e schiaffa un immagine di lui e l’ex Ministro Beatrice Lorenzin, che si tastano la vena, suziano il laccio emostatico e sorridono…a Big Pharma! Quanto a Giovan Bartolo Botta, sappiamo che attende il futuro piano vaccinale….badile alla mano!

Meglio Liberi

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 16, 2020 at 3:49 PM

La Quarantena

è terminata, evviva!, dopo mesi

d’inferno, trincerati in casa

mesi eterni, a mangiare scaloppine

di merda davanti a serie tv

che danno dipendenza,

serie tv che fanno cagare

anche quando fanno cagare!

e ora la quarnatena è finita!

la gente esce di casa, e ora, ora

il mondo è cambiato, tutto è cambiato!

I poveri cagnolini sono deceduti con le reni a pezzi!

Hanno esalto l’ultima pisciata! Morti esausti!

Uomini soli si sono chiavati i gatti

donne sole si sono chiavate i gatti

uomini sposati si sono chiavati i gatti

donne sole si sono chiavate i gatti

la quarantena è finita, i gatti sono in cura dagli psicologi!

La quarantena è finita! Evviva!

le mogli ora cornificano i mariti

ma i mariti non s’incazzano più anzi

sono felici, e i mariti cornificano le mogli

ma le mogli non s’incazzano più anzi sono felici

-vai cara, vai a scopare, levati dalle palle!

-vai caro, vai a scopare, levati dai coglioni!

e ora, prima si divorzia, e poi ci si sposa!

E ora prima si muore, poi forse, ci si fidanza!

e i genitori possono nuovamente

sbolognare i figli ai nonni, ma i nonni,

i nonni non li vogliono più fra le palle!

i nonni vogliono essere liberi!

fare le orge tra nonni, andare alle partite di calcio

ai concerti rock, andare a puttane

e quindi thò! Teneteveli voi sti nipoti di merda!

avete voluto scopare al crudo!? Avete combinato

il patatrac!? Stronzi! Ora v’arrangiate! Basta sbolognare

sti piccoli rompicoglioni a noi poveri vecchi!

La vecchiaia è scara! La vecchiaia è saggezza!

Dateci la nostra droga! Il nostro vino!

Le nostre puttane! La nostra pensione! E fuori dai coglioni!

La Quarantena è finita! I vecchi sono i primi a uscire

uscire di casa, spingono, sbraitano

si vestono giovanile si schiaffano il profumo

ascoltano la musica da GGIOVANI! IL rap la trap!

Si fanno le pere, le canne, i cartoni, le pasticche!

Le mamme tornano a prendere psicofarmaci

i papà tornano ad ubriacarsi nei bar

tanto ora è impossibile dimenticarsi i figli a scuola

i figli studiano a casa, da casa, davanti al computer!

25 ore su 24 davanti al Computer, totalmente vaccinati

immuni a tutto, ma praticamente ciechi, ciechi come pipparoli

la quarantena è finita, le cose sono cambiate

i fascisti escono dalla casa del fascio

ma sono diversi, non sembrano più loro

hanno mangiato merendine come struzzi, sono fuori forma,

ora il nero gli stona, non adorano più Mussolini

ma Jonh Snow del Trono di Spade, che comuque

si vestiva di nero, parlano solo del trono di Spade

e il Trono di Spade di Qua! E il Trono di Spade di la!

sono diventati sedentari, non picchiano più

non accoltellano più, niente più lame

niente più agguati niente più infami, solo Trono di Spade

niente più Nero, si vestono di Rosa!

vedono dei Comunisti e li abbracciano

vedono delle femministe e ci scendono in piazza insieme

vedo delle zecche e s’ubriacano insieme

vedono dei tossici e gli fanno da spaccini a domicilio

vedono dei froci e gli prestano il culo

vedono dei negri e gli accrezzano il cazzo

vedono dei musi gialli e ci comprano il balsamo di tigre

la quarantena è finita, è tutto cambiato

la reclusione forzata ha demolito ogni rancore

ogni pregiudizio, ha abbattuto ogni muro

Gli Juventini infilano la lingua in bocca ai Granata

i Romanisti infilano la lingua in bocca ai Laziali

i Milanisti infilano la lingua in bocca agli Interisti

i Genoani infilano la Lingua in bocca ai Doriani

Trump infila la lingua in bocca a Putin

che infila la lingua in bocca a Macron

che infila la lingua in bocca a Conte

che infila la lingua in bocca alla Merkel

che infila la lingua in bocca a Jonhson che s’ingoia la lingua!

e il Nuovo Ordine Mondiale, è tutto un danzare

di lingue in bocca, lingue in bocca e vaccini

ad ogni Summit Internazionale I Capi di Stato

prima si sparano un Vaccino in Mondovisione

e poi si schiaffano la Lingua in Bocca

e i Summit si concludono che si è d’accordo

su tutto, su Tutto, è tutto una festa, un Piscinone!

Si brinda si mangiano le tartine si limona duro!

Si stanziano Fondi a Babbo Morto

ma sono fondi del Monopoli

in giro Non ci sta più un morto di fame

manco a pagarlo, i ricchi sono divenati ancora più ricchi

i poveri si sono arricchiti non facendo un cazzo

si sono arricchiti di vita spirituale, hanno ragginuto il Nirvana

in pratica…li hanno tolti di mezzo, stile dittatura Argentina!

il Papa esce nudo in Piazza San Pietro, in Mondovisione

e annuncia la grande notizia

-Signori! Dio Non esiste, abbiamo scherzato!

E si spara un siringone

di vaccino

nelle palle

e #andràtuttoaputtane

uscite di casa

tutto bene tutto risolto

tutto tranquillo

a posto così!

meglio liberi

altrove

90 gradi a Pasqua

In racconti di quarantena, racconti o resoconti, Uncategorized on aprile 16, 2020 at 12:57 PM

Un Sole della Maria Vergine. Assunta in Cielo. S’intende! . Tempo Stupendo. Mai come adesso, le fottute rondini, con la loro tutina delle Juventus, fanno primavera. Folgorandosi le alucce sulle antenne 5G. Instillate sulle traveggole all’insaputa della gente trincerata in quarantena. Il ramo d’ulivo è rimasto incagliato in gola. Tipo liska di pesce. Pesce Persico ovviamente. Alla faccia della frittura di paranza! Tanta, tantissima Vitamina D, completamente sprecata, gettata nel cesso. I Parchi Chiusi. Circondati dalla Delta Force! Gli amici, reclusi per legge. Gli amanti, reclusi a norma di legge. La grigliata di carne , un ricordo. Un ricordo sepolto nei menadri del tempo. Tempo passato. Passato Remoto. Trapassato defunto. Strapazzato defenestrato! Mica l’indicativo presente! Di sti tempi, pure un vegetariano ortodosso, pagherebbe argento proteinato per scofanarsi una costina. Di qualle belle unte. Unte e bisunte. Sapientemente sugnose. Una Costina agli “odori”. Li Fuori è tutto chiuso. Le serrande abbassate. Chiusi i supermercati. Non c’è mascherina viva in giro. In giro, non si muove una foglia. Manco coi guanti. C’è un vegano, un vegano talebano, fuso di senno, che prova a scassinare la saracinesca d’una macelleria. C’è un gruppo di fruttariani, fruttariani estremisti, in evidente stato d’assembramento. Chiedono di barattare un cesto di mele, mele cotogne, raccolte consapevolmente, non cascate per caso, con un quarto di bue! La reclusione forzata comincia a dare i primi segni di scapocciamento. I reclusi tentano di santificare le feste a modo loro. Facendo barbecue dei parenti più prossimi. Prima li sanificano. Schiaffandoli a mollo in amuchina! Poi li intingono nell’intingolo! I primi ad essere messi a braciere sono i bimbi più piccoli. Sacrificati nel nome del padre. Del figlio, dello spirito santo. E della fame! Fame atavica! Beati loro. Saltano il giro di vaccinazione. Ma l’insaccato, si sa, va accompagnata dal condimento. A verdura assente, si risponde rosolando i figli grandicelli. Quelli esentati dai banchi di scuola. Beati loro. Saltano le smart lesson. Ore e ore davanti al computer. A giocarsi la vista! I più fortunati aggirano pure l’esame di Stato. La pietanza però, deve accompagnarsi a dovuta libaginone pasquale. Ma è tutto chiuso! Santo Dio! Nessun problema, si può sempre brindare col piscio! Sempre e comunque! E l’ovetto di cioccolato!? E la colomba di glutine!? E la sorpresina da scartare e assemblare!? No problema! Quella te la recapita a domicilio il tuo virologo di famiglia. O di fiducia! Sotto forma di Siringone già sterilizzato. Pronto all’Uso. Per una mai doma pera di vaccino! Dio Cristo che grande abbiffata. Grande Abbuffata Pasquale. Roba che manco nei film di Ferreri! Per smaltire il pasto, ecco che il solito untore schifoso, inscalfibile al senso di colpa, esce a fare due passi. Che sarà mai, sono solo due passi. Non tre passi. Quattro passi. Cinque passi incrociati e due capovolte. No! Due fottuti passi del cazzo! Senza cane al gunzaglio. Perché al cane, a furia di dargli da bere acqua gassata per stimolargli la diuresi, gli sono saltate le reni. E ora sta in frezzer! L’untore esce. A farsi due passi. Vabbè, facciamo due e mezzo. Una digestiva camminata Pasquale. Grosso errore! Il cellulare comincia a bippare. Nemmeno il tempo di scendere le scale, che si vede circondato da Falange Macedone, Ovra, Gestapo, Stasi, Polizia Postale, Vigili del Fuoco, GuardaBoschi, Forze alleate nuovamente sbarcate in Normandia e Servizio Segreto Deviato. -mani in alto lurido figlio di puttana! -dove credi d’andare! Dove cazzo credi d’andare con quella tutina sportiva!? Il signore è spaventato, comincia a cacarsi addosso, nasta già di merda. E non è ancora successo niente! -volevo solo prendere una boccata d’aria! Non l’avesse mai detto! -una boccata d’aria!, adesso te la diamo noi la boccata d’aria! Le puntuali , e mai petulanti forze armate lo spogliano. Lo denudano rapide, tipo sveltina. Indi lo voltano. Poi lo piegano. A gradi 90. Per la precisione. Niente goniometro. Zero compasso. I militari sono in gamba con la geometria piana! Ma anche con quella euclidea, non scherzano! Voti alti in pagella! Cosa vuoi, sono scherzi da caserma. Gradi Novanta! Poi gli ungono l’ano. Con la melassa. La melassa si modella sulle emorroidi esterne come un calco di gesso! Gradi Novanta! Per una Pasqua Laika. E una Pasquetta stile Camerata Kesserling! Gradi Novanta! Indi, a turno di tre battaglioni per volta, per non creare assembramento, lo stantuffano schizzandogli in culo le tavole della legge. Ore 18.00. Parla sua santità. Quello della Protezione Civile. Cifre Pasquali. C’è un contagiato in più. Ma forse, è sifilide!

Dica “33”

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on aprile 12, 2020 at 1:47 PM

Ma perché

quando c’era l’Aids

c’ avete chiesto

di smettere

di scopare!?
C’è la Sifilide

#andràtuttobene

#iorestoacasa

#sanificateilbordello
Ti amo, e basta

e tutto il dolore

che l’amore provoca

nel momento magico

delle pillole sedative

diventa una festa
l’ossessione è amore

la paura di farti sapere

chi sono, è amore

la negazione dell’intimità

è amore, il mio egoismo

è amore, la mia paranoia

è amore, sto affogando

in una mamcanza di libero arbitrio

è amore, sembra assurdo

ma è così, fine!

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