Giovan Bartolo Botta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Bart vs Bart (fatali stronzate)

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on giugno 10, 2020 at 11:51 am

 

limitazioni malesseri

malintesi, ristrettezza di vedute

ho esagerato col profumo

al fascista suka, l’amore ai tempi del colera

l’amore ai tempi della collera

quante cazzate, quante cazzate

ho scritto, Gesù taccagno

l’ultima cena, l’amore molesto

l’uccellino di Del Piero

padri assenti, madri puttane

Alieni che ti sputano in gola

Gatti randagi che ti pisciano in culo

ahh, quante cazzate

quante cazzate ho scritto

il cervello si faceva le seghe

intanto la mano sul foglio

continuava a farsi i cazzi suoi

e scriveva cazzate, cazzate autentiche

cose tipo, “e io ti amo, e tu sei libera”

“la tua poesia è la tua poesia”

“lieve intossicazione alimentare”

“l’amore vero è strapparsi i capelli”

“l’amore vero è separazione

desiderio d’incesto, manipolazione

psicosi ossessione ipocondria controllo

mania di persecuzione alibi fuga silenzio

dito nel culo dito in gola

dito nell’occhio pugnale nel cuore

lama nella carne l’amore vero è amuchina

mascherina guanti acqua ossigenata

un cristo d’un dio di distanziamento sociale

limitazioni, malesseri

malintesi elucubrazioni rancori

il sangue mi ribolle nelle vene

domicilio esilio esaltazione caduta

basta basta con questa finzione

basta coi mostri basta coi vuoti basta coi teartrini

basta con le voragini vaffanculo

a tutti i miei fantasmi, vaffanculo

ai Demoni alle trappole alle ferite ai ricordi

al Diavolo le mie radici

io voglio andarmene

andarmene, le mani rantolano

la voce trema gli occhi sbrattano

il cuore è marcio i denti sono infetti

tra me e me non c’è nessun legame

sole luna mercurio venere

marte giove saturno urano plutone nettuno

nessun rimpianto nessun rimorso

limitazioni malesseri malintesi

scegli la morte scegli la vita

ama il prossimo tuo quanto ami sto cazzo

“e non c’è niente d’interessante ad essere figli di Dio”

l’amore è una scazzottata, una rissa, una mannaia, una guerra

quante cazzate ho scritto e c’ho pure creduto

e per cinque minuti sulla tua bocca

sono stato felice, sono stato pure felice

e ho scritto cazzate… stronzate fatali!

Malesseri

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on giugno 9, 2020 at 3:41 PM

 

Il tempo

del sogno è finito

gli angeli del Signore

t’hanno voltato le spalle

tu hai venduto loro

la partita di droga sbagliata

e ti stanno cercando

ti stanno cercando per farti la festa

prepara le armi, deponi le armi

il tempo del sogno

è finito, è tutto finito, l’amore è finito

l’ora dell’odio si fa spazio

come un ora qualunque

d’una materia scolastica

c’è l’ora di latino l’ora di greco

l’ora d’amore l’ora dell’odio

e poi fisica e poi matematica

nell’amore e nell’odio

c’ho ottimi voti, la condotta fa schifo

e il tempo del sogno

è finito, terminato, basta, stop

l’ora d’amore

come l’ora d’aria

pretende il suo spazio

lo spazio vitale

d’uno scarabocchio sul foglio

il sogno ha

ucciso il suo tempo

è troppo tardi

è troppo tardi per scherzare

è troppo tardi

è troppo tardi per lasciarsi andare

ogni parola d’amore

sarà crocefissa

nel proprio cervello

nessun segreto

sarà liberato

dalla propria bocca

il tempo del sogno

è finito, andato a ruba, finito

e tutto ciò che mi lascio

alle spalle

e solo e soltano

un impalpabile punto

interrogativo

e tutto ciò che resta

di me, lo puoi trovare

gocce&compresse

in farmacia

Casolino in Gemelli

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on giugno 1, 2020 at 4:16 PM

 
Gli Autonomi in Poesia

Castelporziano. Domenica 31 maggio. Un orda di poeti si riversa sulle dune della sabbia ostiense. Sono tanti, tantissimi, una baraonda. E sono incazzati. Profondamente esacerbati. Procedono a ritmo di falange armata. Una falange macedone. Sembrano tanti esili fuscelli. La quarantena li ha resi rachitici. O giù di li. Sono ormai tre mesi che non vedono un euro. E non toccano cibo. Al massimo lo osservano, lo studiano. Osservano il boccone dal microscopio della fantasia. Protagonisti involontari del cartone animato anni 80 “Esplorando il Corpo Umano”. Perdono saliva come Cani di Pavlov. Hanno fame, sete, voglia di fare bisboccia. L’unica cosa che detestano, è il sonno. Questo non è il tempo storico per schiacciare pisolini o fare pennichelle. I poeti vogliono rimettersi in careggiata. Tornare ad esibirsi. Dal vivo. Non sul Tablet, dal vivo! Gareggiare, a volte, ma anche no. Anche solo performare senza tenzone. Sfoderando le tipiche armi di solleticamento dell’Ego. I poeti hanno l’Ego ipertrofico. Tutti, indipendentemente dal segno zodiacale di nascita. Ed è giusto così, non c’è niente di Male. Perché la poesia è onnivora. A livello di epica, la poesia è onnivora. La poesia è lunare, è venerea, specie nelle malattie a trasmissione sessuale. Ma la poesia è anche Marziana, Gioviale, Uraniana, Plutoniana, Nettunana e Saturnina. La poesia è come una fisarmonica. Si comprime, si espande, manifesta un moto retrogrado e infine, Sbam, colpisce! Lasciandosi dietro morti e feriti. In senso animico/emotivo. Ovviamente. E gli artefici di questo autentico miracolo metafisico/iperuranico, sono i poeti. Esseri fottutamente fisici, carnali, ma collegati al Divino. I poeti riescono a collimare insieme, L’Ego ipertrofico delle loro personalità disturabate (e disturbanti) con l’Ego altrettano ipertrofico delle loro anime schizotimche ( e parallele). I poeti vogliono tornare a svolgere compiti analogici. Mansioni che fanno sudare. Salutari attività motorie. Come il declamo e il brindisi. Vogliono tornare ad accattivarsi il pubblico. Esibendo gli assi nella manica tipici del poeta performativo: l’ammicco, il frizzo, il lazzo, lo sberleffo, la pacca sulla spalla, il gioco di sponda, il gioco dell’Oca, il tiro con l’arco, la manipolazione semplice, la manipolazione genetica, il mentalismo, la battuta simpatica, la stretta di mano, la sparata grossa, il gioco sporco, la trazione avanzata, il trucco, il parrucco, l’entrata da tergo, lo sgambetto, il tiro al bersaglio, la prestidigitazione, la catapulta infernale e il test d’ingresso alla facoltà di Medicina&Chirurgia. I poeti hanno detto NO!. Anche se nessuno gli ha chiesto niente! Mai! E questo non è un problema, ma è IL PROBLEMA!
Pollicino al Culo

Sono tanti. Qui a Castelporziano. Forse 10.000. Forse 100.000. Un milione, dicono gli organizzatori della manifestazione. Quattro gatti, per la questura. Sono tanti, i poeti. E ne hanno i coglioni gonfi della pantomima istituzionale. Vogliono essere ricevuti, sentiti, ascoltati, presi in dovuta considerazione. Mantengono la distanza precauzionale. Di settanta metri. Versione Ipocondria. Ma lo fanno a modo loro. Utilizzando fantasia, e movimento degli arti negli spazi. Calcolano la distanza sanitaria adeguata, infilandosi reciprcamente nel culo il dito indice di entrambe le braccia. Evidentemente hanno arti più che prensili! Uno di loro esce dal mucchio selvatico e si prende la responsabiltà di attaccare lo stricione ad una noce di cocco: SE SIAMO UN DITO AL CULO, DITECELO! Lo slogan è rivolto all’Intero arco parlametare, colpevole di considerare la poesia un passatempo per studenti fuorsi sede. Come se l’intera marmaglia poetica fosse chiamata a svolgere l’Esame di Stato! Ma vaffanculo va!
Giorno Prima degli Esami

Estimo, Trigonometria, Storia, Greco, Latino, Matematica, Fisica, Chimica…I Poeti hanno già dato…In Passato. Con risultati Catastrofici, ed è per questo che sono diventati poeti. Si sono riversati sulla poesia con tutte le forze. Ne hanno fatto un ossessione. Una paranoia. L’Unica ragione di vita. Pur di scrivere si sono gettati a capofitto in un mare di guai. Hanno desiderato storie d’amore impossibili. Cosi da scriverne interi papiri. Hanno provocato storie d’amore basate sulle percosse. Cosi da scriverne interi tomi. Si sono immersi in risse da strada. Così da scriverne intere enciclopedie. Hanno rotto amicizie secolari davanti ad avvocati azzeccagrabugli. Cosi da scriverne interi manuali. Hanno sparpagliato figli in giro. Cosi da scriverne interi paragrafi. Si sono trasferiti all’Estero senza motivo. Cosi da scriverne interi quaderni. Si sono sposati senza provare amore. Così da scriverne interi paradigmi. Si sono intossicati di sostanze proibite. Cosi da scriverne interi resoconti. Hanno bevuto come spugne. Cosi da scriverci su un Ave Maria. Si sono fatti rapire dagli exraterrestri. Cosi da scriverne interi Diari. Sono andati in Tour coi Queen, senza sapere che i Queen non esistono più. Cioè, l’hanno fatto fuoti tempo massimo. E poi, il colmo, la grave ammenda, sono partiti in tournè coi Rolling Stones, e…si sono fatti cacciare…
Quali Regole?

I poeti vogliono tornare sul piede di guerra. Tramutarlo in un pedale di pace. Schiacciare il calcagno sull’acceleratore. Il Governo risponde “fate un po come cazzo vi pare ma rispettate le regole Dio Fa”. Testuali parole riferiteci dal galoppino, del galoppino, del galoppino, del galoppino, del galoppino, del galoppino, del portavoce, del portaborse, del portacicche, del portapacchi, del reggiprepuzio del Ministro Franceschini. Quali regole!? È presto detto. Insossare lo Scafandro. Quello da Palombaro. Sempre. Anche in estate!? Che ci si squalglia dal caldo come gelati al pistacchio!? Anche! Anzi, soprattutto d’estate! E poi, c’è il rispetto della distanza precauzionale. Se il poeta declama da Roma, il pubblico deve stare seduto a Foligno, o a Cuneo o a Isernia o a Imperia Oneglia. E viceversa! Poche BALLE! O così o pomì! O ve magnate sta minestra o ve buttate dalla finestra! La Piazza è sobbalzata nel tumulto. La fiumana poetica ha eletto una Delegazione di Rappresentanza. Accolta a palazzo Chigi con gli onori del calcio e dello schiaffo. Nonchè dello sputo . Cuccioli di RottWailer allevati a liquirize Haribo digrignavano al buio con la museruola sugli occhi. Soni i segugi di Palazzo. Troppo Giovani per la Cinofila, cominciano a farsi le ossa malmenando poeti, teatranti, tossici, n’briaconi e fricchettoni. Rappresentanza di Poeti. Un poeta/rappresentante a Regione. Poeti audaci. Penne Scavezzacollo. In gergo tecnico si chiama “Sacriface”. Ecco la Lista. La Tabella dei Garibaldini. Geraldina Gianduia (Piemonte), Ermenegildo Pinolo (Liguria), Tony Gorgonzola(Lombradia), Giuditta Swoch (Trentino Alto/Adige), Jury Nerd (Friuli Venezia Giulia), Cioni Cespuglio (Principato di Seborga), Giovitta Ghibellino(Toscana), Giusy Batocio (Veneto), Ursula Franzoni Squaquerone (Emilia Romagna), Sam Centofanti( Marche), Gedeone detto il Merda (San Marino), Derio Sparayuri (Umbria), Orso Maria Persepoli (Abruzzo), Luana delle Fiandre (Molise), Fregio er Pataccaro (Lazio), Prepuzio Testicoli (Molise), Rambo Marmo (Basilicata), Arnold Matarrese (Puglia), Zì Pergolizzi (Calabria), Dorotea Cassata fu lù Ponte(Sicilia), Severino Cecè Fontina (Valle d’Aosta), Credo Mutwa (Sardegna). S’è intromesso pure un mitomane dalla Corsica, che c’entrava un cazzo! Per rendere ancora più manifesta l’indigenza in cui versa l’universo poetico, i rappresentanti hanno deciso di farsi i complimenti a vicenda. Sollevando la posta con pompini, cunnilingus e lingua in bocca sotto la doccia. Fredda. L’Acqua della doccia…era fredda.
Casolino in Gemelli

Ma la voce grossa. E gradassa. La nuova pantera poetica la esibirà domani. 2 Giugno. Festa della Repubblica. Dove davanti ad un Altare della Patria listato in maniera Spartana, il Capo dello Stato Mattarella, insieme al Presidente Conte e al Ministro Franceschini, riceveranno il portavoce dell’Universo poetico capitolino Daniele Casolino. Un poeta Mercuriale. Targato Asma di Poesia. Di cui oggi (1 giugno) ricorre il genetliaco. E Non poeteva che essere lui, il messaggero di questa protesta. Daniele Casolino nasce a Patrasso (Grecia), il 1 giugno del 1957. Frutto proibito e illegittimo dell’unica notte d’amore tra Maria Callas e Aristotele Onassis. La divina Callas (Sole in Pesci) stravede per il burbero Armatore (Sole in Capricorno). Dalla Sintesi Solare D’acqua (Pesci) e di Terra(Capricorno), nasce il mercuriale Daniele Casolino. Un gemelli. Segno d’Aria. Mobile. Un Glifo sbarazzino. Dalla Configurazione Astrale a trazione Unica. Sole in Gemelli, Ascendente Gemelli, Luna in Gemelli, Marte in Gemelli, Venere in Gemelli, Marte in Gemelli, Mercurio in Gemelli, Giove in Gemelli, Saturno in Gemelli, Urano in Gemelli, Plutone in Gemelli, Nettuno in Gemelli. Tutti gli Asteroidi di Daniele agiscono nel segno dei Gemelli. Compresi Vertex, Lilith, e Kirone, il Guaritore Ferito. Ma il Colpo di Genio sono le Posizioni di Medio Cielo e Fondo Cielo. Entrambe in Gemelli. Praticamente Una Configurazine Impossiblie. Un Caso che fa scuola nella disciplina Astrologica. Un vero e proprio trattato d’Astrologia Karmica. Un quadro Astrale a cui nessuno ha mai saputo rispondere. O dare spiegazioni plausibili. Eppure c’hanno provato in molti. Astrologhe sopraffine come Lidia Fassio, Lisa Morpurgo, Luisa Francia e Roncisvalle Bobini (un Trans Brasiliano), c’hanno speso notti intere a cercare di mettere insieme i pezzi del puzzle. Senza Cavarci un ragno dal buco. L’unica cosa certa, è che l’elemento mercuriale domina l’oroscopo Casoliniano. Mercurio in Domicilio agisce in aspetto positivo con se stesso. In una configurazione congiunta in Casa Prima. La Domificazione della Personalità. Dell’Identità. Della radicalità dimensionale. Un autentico Rebus Astrologico. Un Cubo di Rubik Stellare su cui nessun astrologo professionista vuole indagare. Per evitare d’immergersi in un Labirinto, una babele divinatoria da cui anche Minotauro faticherebbe ad uscirne. Casolino vs Conte/Mattarella/Franceschini. Finalmente un Duello degno della Prima Repubblica! E la poesia viaggia sulle Ali di Hermes. Hermes, Il Dio Distopico dell’Olimpo. Simbolo della Velocità. Protettore della Formula Uno. Auguri Laici MR. Bad Guy!

BORIS ai tempi del Covi-d

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 29, 2020 at 3:55 PM

 

Vaccinare Tutto

Vaccinare e Vaccineremo!

Tutto! Senza lasciare nulla d’Intentato!

Vaccinare Tutto! Senza Troppe Inutili Cerimonie!

Vaccinare le posate le pentole

vaccinarsi tette e culo cazzo e palle

fica e unghie labbra e lucidalabbra!

Avanti Miei Prodi! Impugnare la Sirnga

Mostrare la Purga Minacciare di Morte

e Instillare la Sbobba! Vaccinare Vaccinare Vaccinare

Vaccina Oggi Ciò Che Potresti Vaccinare Domani

Chi Vaccina da Se Vaccina Per Tre

Tanto va la gatta al Lardo che gli serve più Vaccino

Se Maometto non va al Mare e perché va all’A.s.l

Chi la fa, la Vaccini, Se sono Rose, vanno Vaccinate

Se mi ami mi Vaccini, Dacci Oggi la nostra Difterite Quotidiana

Belli&Vaccinati,Vaccinati&Dannati, Va dove ti porta il Medico

Il Buono, Il Brutto e il Vaccinato, la Classe Operaia va in Ospedale

Il fascino discreto della Vaccinazione, 2001 Odissea in Ambulatorio

20.000 Aghi sotto i Mari, Questa Sera si Vaccina a Soggetto

il Medico di OZ, Alice nel Paese dei Difterici

Zanna Bianca, si, ma Vaccinata Per Dio!

Vaccinare Vaccinare Vaccinare! Biascica, Vaccina TUTTO!

Quello me lo fai vaccinare, il Pelato Pure

il Cappellone lo spedisci in Ambulatorio

che gli passa la voglia di fare il Fricchettone

al Biondo gli fai 3 Difteriti, 6 Parotiti, 9 Pertossi e 116 Morbilli

al Bruno gli fai leccare direttamente la Pustola Purulenta della Vacca!

Forza Gente! Muoversi! Qua Stiamo Battendo la Fiacca!

Se becco qualcuno che gioca a fare li Lasasista lo Caccio!

Forza Ragazzi, Venitemi Incontro, Diamoci una Mano

Qui Non C’è Da Scherzare, Qui c’è da Salvare un Paese

Rimettere in Moto L’Economia Rimettre in Careggiata la Gente

Dare il beneplacito al Campionato di Calcio Affossare il Teatro

Incularci i Poeti fotterci la Poesia Pisciare in Culo ai Pagliacci del Circo

Forza, fate funzionare il Cervello, lavorate di Fantasia

Servono Vaccini, Più Vaccini, L’Ordine è Perentorio: Vaccinare Tutto!

Vaccino contro la Forfora! Perfetto! Contro l’alluce Valgo

andata! Cosa abbiamo laggiù!? Vaccino Contro I Pirati!? Ottttimoooo!

Così vi voglio! Fantasia! Ci vuole Entusiasmo!

Vccino contro l’altito pesante! Si non male

ma potete fare di meglio! Forza! Sbizzarritevi!

Vaccino Contro la Zuppa di Lumache! Geeeniooooo!

Vaccino Contro le lasagne al Ragù, senza Ragù! Splendido!

Vaccino contro i Piedi Piatti!? Intesi Come Sbirri!?

Uhm, non so se ce lo lasciano fare…cmq Teniamolo, non si sa Mai

Forza Gente! Vaccinare Tutto! Fate Funzionare le Meningi

i più creativi saranno premiati con una scorta gratuita

e MAI TESTATA DI ESAVALENTE, avanti ragazzi, dateci dentro

Vaccino contro la Paralisi Flaccida! Eh no! E questo non me lo devi dire

Scusa ma mi deludi, ma non lo sai che è IL VACCINO

CHE DEVE FARTI VENIRE LA Paralisi Flaccida! Dai su

Non perdiamo tempo, andiamo avanti! Vaccino Contro

il formaggio svizzero senza buchi! Perfetto! Così vi Voglio!

Rapidi! Scattanti! Urgenti! Vivaci! Vaccinare Tutto!

Vaccino Contro i Bagnini Omosessuali! Ottimo!

Questo da destra ce lo pagano Oro! Vaccino contro i Ficcanaso!

Splendido! Questo a Sinistra ce lo pagano in contanti al brucio! Vaccino

Contro i Senza Dio! Gagliardo! Con Questo al Centro ci fanno Santi Subito!

Che c’abbiamo ancora!? Vaccino Contro gli Analogici

alla Grande, questo i Cinque Stalle ce lo pagano in Nero!

E poi, e poi, che abbiamo ancora

Vaccino Contro Orge

Assembramenti Sociali

Piazze Stracolme Strade Stipate Bar

e Teatri Aperti! Perfetto! Pronti che la Giriamo!

E Dai Dai Dai che questa c’è la Portiamo a Casa!

SILENZIO PER FAVORE

Un attimo di Concentrazione

e motore…

BORIS AI TEMPI DEL COVID 168/Prima

E…Azione

-Oh Giulio, il Virus ce lo sta buttando al culo!

-Oh No!

-Oh Si!

-Piano Piano ci sta inculando a tutti, e senza Vaselina…

-Oh no!

-Oh si!

-Si sta fottendo l’intero Mondo, il Cattivone…

-Oh Giulio, cosa possiamo fare per pararci il Culo…?

-Oh cara, ce solo una cosa da fare…

laddovè echiancea propoli vitamine minerali lisozima

omeopatia integratori plasma ossigeno e altri rimedi

demmerda hanno fallito, l’unica cos da fare eh…

-Che Cosa!? Che Cosa Giulio Dimmelo!

-Vaccinare Tutto!

STOOOOOP Buona!

Capolavoro!

Grazie a Tutti per Oggi abbiamo Finito! A Domani!

BORIS ai tempi del Covi-d

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 29, 2020 at 3:53 PM

Vaccinare Tutto

Vaccinare e Vaccineremo!

Tutto! Senza lasciare nulla d’Intentato!

Vaccinare Tutto! Senza Troppe Inutili Cerimonie!

Vaccinare le posate le pentole

vaccinarsi tette e culo cazzo e palle

fica e unghie labbra e lucidalabbra!

Avanti Miei Prodi! Impugnare la Sirnga

Mostrare la Purga Minacciare di Morte

e Instillare la Sbobba! Vaccinare Vaccinare Vaccinare

Vaccina Oggi Ciò Che Potresti Vaccinare Domani

Chi Vaccina da Se Vaccina Per Tre

Tanto va la gatta al Lardo che gli serve più Vaccino

Se Maometto non va al Mare e perché va all’A.s.l

Chi la fa, la Vaccini, Se sono Rose, vanno Vaccinate

Se mi ami mi Vaccini, Dacci Oggi la nostra Difterite Quotidiana

Belli&Vaccinati,Vaccinati&Dannati, Va dove ti porta il Medico

Il Buono, Il Brutto e il Vaccinato, la Classe Operaia va in Ospedale

Il fascino discreto della Vaccinazione, 2001 Odissea in Ambulatorio

20.000 Aghi sotto i Mari, Questa Sera si Vaccina a Soggetto

il Medico di OZ, Alice nel Paese dei Difterici

Zanna Bianca, si, ma Vaccinata Per Dio!

Vaccinare Vaccinare Vaccinare! Biascica, Vaccina TUTTO!

Quello me lo fai vaccinare, il Pelato Pure

il Cappellone lo spedisci in Ambulatorio

che gli passa la voglia di fare il Fricchettone

al Biondo gli fai 3 Difteriti, 6 Parotiti, 9 Pertossi e 116 Morbilli

al Bruno gli fai leccare direttamente la Pustola Purulenta della Vacca!

Forza Gente! Muoversi! Qua Stiamo Battendo la Fiacca!

Se becco qualcuno che gioca a fare li Lasasista lo Caccio!

Forza Ragazzi, Venitemi Incontro, Diamoci una Mano

Qui Non C’è Da Scherzare, Qui c’è da Salvare un Paese

Rimettere in Moto L’Economia Rimettre in Careggiata la Gente

Dare il beneplacito al Campionato di Calcio Affossare il Teatro

Incularci i Poeti fotterci la Poesia Pisciare in Culo ai Pagliacci del Circo

Forza, fate funzionare il Cervello, lavorate di Fantasia

Servono Vaccini, Più Vaccini, L’Ordine è Perentorio: Vaccinare Tutto!

Vaccino contro la Forfora! Perfetto! Contro l’alluce Valgo

andata! Cosa abbiamo laggiù!? Vaccino Contro I Pirati!? Ottttimoooo!

Così vi voglio! Fantasia! Ci vuole Entusiasmo!

Vccino contro l’altito pesante! Si non male

ma potete fare di meglio! Forza! Sbizzarritevi!

Vaccino Contro la Zuppa di Lumache! Geeeniooooo!

Vaccino Contro le lasagne al Ragù, senza Ragù! Splendido!

Vaccino contro i Piedi Piatti!? Intesi Come Sbirri!?

Uhm, non so se ce lo lasciano fare…cmq Teniamolo, non si sa Mai

Forza Gente! Vaccinare Tutto! Fate Funzionare le Meningi

i più creativi saranno premiati con una scorta gratuita

e MAI TESTATA DI ESAVALENTE, avanti ragazzi, dateci dentro

Vaccino contro la Paralisi Flaccida! Eh no! E questo non me lo devi dire

Scusa ma mi deludi, ma non lo sai che è IL VACCINO

CHE DEVE FARTI VENIRE LA Paralisi Flaccida! Dai su

Non perdiamo tempo, andiamo avanti! Vaccino Contro

il formaggio svizzero senza buchi! Perfetto! Così vi Voglio!

Rapidi! Scattanti! Urgenti! Vivaci! Vaccinare Tutto!

Vaccino Contro i Bagnini Omosessuali! Ottimo!

Questo da destra ce lo pagano Oro! Vaccino contro i Ficcanaso!

Splendido! Questo a Sinistra ce lo pagano in contanti al brucio! Vaccino

Contro i Senza Dio! Gagliardo! Con Questo al Centro ci fanno Santi Subito!

Che c’abbiamo ancora!? Vaccino Contro gli Analogici

alla Grande, questo i Cinque Stalle ce lo pagano in Nero!

E poi, e poi, che abbiamo ancora

Vaccino Contro Orge

Assembramenti Sociali

Piazze Stracolme Strade Stipate Bar

e Teatri Aperti! Perfetto! Pronti che la Giriamo!

E Dai Dai Dai che questa c’è la Portiamo a Casa!

SILENZIO PER FAVORE

Un attimo di Concentrazione

e motore…

BORIS AI TEMPI DEL COVID 168/Prima

E…Azione

-Oh Giulio, il Virus ce lo sta buttando al culo!

-Oh No!

-Oh Si!

-Piano Piano ci sta inculando a tutti, e senza Vaselina…

-Oh no!

-Oh si!

-Si sta fottendo l’intero Mondo, il Cattivone…

-Oh Giulio, cosa possiamo fare per pararci il Culo…?

-Oh cara, ce solo una cosa da fare…

laddovè echiancea propoli vitamine minerali lisozima

omeopatia integratori plasma ossigeno e altri rimedi

demmerda hanno fallito, l’unica cos da fare eh…

-Che Cosa!? Che Cosa Giulio Dimmelo!

-Vaccinare Tutto!

STOOOOOP Buona!

Capolavoro!

Grazie a Tutti per Oggi abbiamo Finito! A Domani!

Vaccinazioni di Asma

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on Maggio 27, 2020 at 3:36 PM

Lucrezia Lattanzio: Una Vita Immunizzata

Asma di Poesia/Prove per un Romanzo

Bombastic. Al secolo, Lucrezia Lattanzio. La zarina nasce ad Amba Aradan (Etiopia). Durante il primo conflitto bellico mondiale. Sua madre, l’ex spia russa Mata Hari, l’accanna davanti ad un Tucùl, per fuggire col famoso rivoltoso greco Alekos Panagulis. Futuro compagno della scrittrice Oriana Fallaci. La ragazza viene così allevata da Bubì. Uno dei tanti tirapiedi del Negus Hailè Salassiè. Già arcinemico del generale Pietro Badoglio. Lucrezia cresce con sani principi anti/fascisti. Per festeggiare la prima dentizione, la monarchia etiope, le fa recapitare a casa uno splendido esemplare di trinciapollo. Bubì, fiero padre putativo, la osserva con occhio apprensivo mentre a mani nude spezza il collo a Shere Kan. La sua prima tigre. Che poi le tigri in realtà stanno in Asia. Ma questa è un altra storia. La giovane manifesta presto nel suo DNA il fiuto materno per il Comunismo. Comunismo Sovietico. Stalinista Leninista Trokzysta, poco importa. Tutto fa brodo. L’Importante è condividere. Non lasciare a piedi nessuno. Lucrezia sogna. Nutre ambizioni di rivolta. L’Africa comincia a stargli stretta. Nel giorno del diociottesimo compleanno s’imbatte per caso in Indro Montanelli. Il giornalista toscano, si sa, soleva usare la terra etiope come riparo per le vacanze estive. I due si studiano, si fiutano, si guardano in cagnesco. Non si piacciono.Lui è un liberale Giolittiano. Con moderate simpatie per la destra di Prezzolini. Lei ha il cuore che batte falce e martello. È questione di attimi. La ragazza prende la rincorasa. Molla all’inviato un calcio nei testicoli. Colpisce di punta. Come solo l’Armata Rossa sa fare. Montanelli, piegato in due dal dolore, sbratta una stilografica. Si scatena l’incidente diplomatico. Lucrezia è costretta a fuggire. Prende casa a Roma. Rione Monteverde. La prima cosa che fa una volta giunta nella capitale, è quella di affiliarsi ai Brigatisti Rossi. Si perfeziona nell’utilizzo della Cerbottana. Lo fa in modo severo, sino ad arrivare a padroneggiare perfettamente i pericolosi proiettili di cotone. Il 16 marzo del 1978 è il grande giorno. C’è da rapire quello là. Quello là è Aldo Moro. Segretario della Democrazia Cristiana. Per Lucrezia, un Miserabile servo Atlantista. L’azione del rapimento è rapida. Fulminea. Lucrezia, travestita per l’occasione da semaforo, abbatte la scorta a colpi di discorsi teorici. Sistemati gli agenti, apre la porta del blindato, stordisce il politico a manate, se lo carica a cavacecio e batte in ritirata. Dopo due mesi di naftalina nella Prigione del Popolo, il segretario della D.C, verrà rinvenuto cadavere. Nel bagagliaio d’un macinino. Con il tomo del Manifesto dei Lavoratori infilato in bocca. Autrice dell’atto intimidatorio? Lei. Lucrezia Lattanzio. La futura poetessa asmatica. Questo gesto le costerà una mattinata intera dietro la lavagna.
Qui comincia la seconda vita di Lucrezia. L’Opera d’espiazione. L’Atto di dolore. La ragazza comincia ad interessarsi di medicina. Medicina allopatica. Abbandona la P2 per lo stroboscopio. Accanna rabbia, rivoluzione e nichilismo. Comincia a testare su di se farmaci alla cazzo di cane. S’Abbona a Riza Psicosomatica. Noto bollettino parrocchiale/scentifico. Scrive poesie che sembrano ricette. Ricettacoli medici. Sposa la causa della profilassi preventiva. Sfruttando la sua attitudine bombarola, scende in Piazza manifestando a favore della totale copertura vaccinale. Totale! Non le basta l’immunità di gregge. Pretende la sedazione. La sedazione virologica della popolazione mondiale. Davanti alle sue richieste d’immuno profilassi, il decreto Lorenzin diventa viola di vergogna. Lattanzio chiede a gran voce la vaccinazione precauzionale a partire dallo stato di spermatozo dormiente. Famose sono le sue incursioni ospedaliere per schiaffare sbobba vaccinale negli uteri delle donne incinta. D’altronde, lei è la prima a dare l’esempio. Si fabbrica i vaccini da sola, utilizzando gli aggeggi del piccolo chimico. Divora garzantine e dispense mediche. Ottiene la laurea in medicina. In dieci minuti. Per corrispondenza. Con tanto di specificazione in farmacologia. Presa su Zoo.M. Interloquendo con un magnetofono. Un magnetofono a cassette. -Prego! D-is-infettare! P-orgere braccio! Inil/are ago! Togli/re ago bit/bit. È il tripudio! Il titolo di studio viene consegnato via Fax! Arriva il successo! La lobby medica applaude. C’è chi lecca pavimenti. Chi si spella i palamenti! Le pappette vaccinali di Lucrezia vanno a ruba! Destando l’attenzione delle principali multinazionali del farmaco planetarie. La ragazza possiede il talento naturale per allungare la tossina vaccinale col metallo pesante. I suoi preparati galenici fanno scuola. Si calcola che dei 16.346 anziani in buona salute vaccinati da Lucrezia, ben 16.345 abbiano sviluppato reazioni avverse da vaccino. Letali. Mente 1% era già spacciato di suo. Analizzando al microscopio i composti vaccinali targati Lattanzio, si rimane basiti dai coadiuvanti introdotti col palese tentativo di mandare il paziente al creatore. C’è dentro di tutto. Nel suo preparato Difterico, tanto per fare un esempio, sono state riscontrate amenità come: strutto, calippo fizz cola, testosterone, dildo, lubrificante per scarpe, bastoncino Findus, tarocchi maciullati, giotto turbo color, patatine fritte surgelate, munizioni, lucido da scarpe e zigulì. Durante le serate di poesia performativa la dott.Lattanzio si riserva sempre i suoi cinque fottuti giri d’orologio per catechizzare il pubblico sull’importanza della vaccinazione anti/influenzale. Rampognando spesso quei 4 complottisti riottosi del cazzo che si azzardano a mettere in dubbio l’efficacia del vaccino. Durante l’emergenza Covid la ragazza non ha perso tempo. Sfoderando un vaccino in piena Clausura. Un intruglio liposolubile a base di grasso da cuoio, scotch da pacchi tritato, carne trita e bava di Lama. Adatto anche a Vegetariani e Vegani. Testato su un Meninos de Rua. Catturato apposta in una Favela nei dintorni di Rio. Il bimbo è deceduto appena ha visto la provetta agitarsi. Saputa la Notizia, il dott. Veronesi, oncologo di fama mondiale( e vegetariano) è uscito dalla sua tomba, ha invitato Lucrezia ad una grigliata, e in piena foia da barbecue…le ha leccato le calosce….

Psicopatici a Monteverde

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on Maggio 26, 2020 at 1:54 PM

 

Daniele Capaccio:Storia Segreta del Piano Vaccinale

Asma di poesia/Prove per un Romanzo 7

Tito Camallo. Al secolo Daniele Capaccio. Tito nasce a Genova. Zona Pegli. Quartiere di stretta osservanza rossoblù. Nasce nel giorno di fondazione del Genoa Cricket Club. Correva l’anno 1893. Sotto il segno zodiacale del pungiglione. Da qui si spiega il suo smisurato attaccamento alle vaccinazioni. Tito è ancora un fantolino. I portuali del rione se lo coccolano. Se lo aggraziano con porzioni di farinata e vino bianco. I più muscolosi se lo caricano sulle spalle. Destinazione Stadio Marassi. Per battezzarlo calcisticamente con tranette al pesto e derby. Derby della Lanterna. Il Genoa sfida il Doria. Tito ha la sciarpa rossoblù indossata a mo di pannolone. Viene eletto seduta stante “mascotte” della Curva Nord. Il talismano della fortuna. Sfortunatamente però, quella domenica il Genoa incassa 11 sberle. 11 tranvate nel culo! Genoa 0 Doria 11. Una batosta irrimediabile. Tito da bastiano contrario si sfila di dosso il drappo genoano per sposare la causa blucerchiata. Un disturbo dissociativo tipico di chi nasce sotto il segno zodiacale del pungiglione. È il suo primo disturbo di personalità imputabile al vaccino. Ne segurianno tanti altri. Tacciato di tradimento, il bambino è costretto all’esilio. Ad appena due anni d’età. Dopo una breve parentesi nel Principato di Seborga, a quattro anni, Tito si trasferisce a Roma. In pianta stabile. Piazza tende e Vettovaglie nel Quarteiere Monteverde. Adiacenza Pronto Soccorso. Quello dell’Ospedale Forlanini. Sbarcato nella Capitale, comincia subito a sparasi in vena il Piano Vaccianle. Ritoccandolo all’Eccesso. Se lo inetta al gran completo. Varicella, Difterite, Pertosse, Morbillo, Rosolia, Menigite, Tetano. Una scorpacciata di metallo pesante. Ma non gli basta. Vuole provare il brivido primordiale di cautelarsi contro qualcosa d’inesistente: Il Vaiolo. Sulle orme di Edward Janner, il futuro narratore asmatico, si reca al pascolo del Tuscolo. Addocchia una mucca, la Uccide a testate e gli lecca il pus. Ora anche il vaiolo è domato! Tito è intransigente. Detesta ogni tipo di cura palliativa, alternativa, olistica e ortomolecolare. Adora il dogma, l’ortodossia. Odia l’effetto placebo. A sei anni, I medici lo contattano per un richiamo vaccinale. Rispone presente. A sette anni la ditta Angelini lo ingaggia come topo da laboratorio. Premio d’ingaggio? Un siringone di vaccino contro il papilloma virus. Il giovane prende a scalare le tappe. A dieci anni fa gli onori di casa al dottor Veronesi. Oncologo di fama planetaria. Fellandogli lo stroboscopio con la vena madre. Una specialità della casa. Esibita molte volte durante le serate di poesia performativa. A undici anni, arriva il primo test anti/influenzale. Un successo. Il ragazzo sfancula la febbre. Il giorno successivo, purtroppo, viene rinvenuto fosforescente a bordo d’una Tearpia Intensiva. Cominciano i guai. Entra nel Collettivo Asma. Con tanto di vaccinazione anti/malarica. Declama i bugiardini dei farmaci. Omettendone i gravi effetti collaterali. Piace alle mamme. Specie a quelle che prediligono curare la prole con rimedi omeopatici. Lui le seduce, poi s’intrufola nella cameretta dei bimbi per vaccinarli nel sonno. Durate un Poety slam rampogna l’avversario perché contario alle vaccinazioni. I due artisti vengono alle mani. Camallo sfodera dalla palandrana la pera di difterite. Colpendo più volte l’avversario nella Tiroide. Ora il tizio soffre di metastasi al cuoio capelluto. Però è immune alla Difterite. E sai che gancio! Camallo è ingordo. Ha fame. Fame di immunoprofilassi. Durante una serata asma, tira le orecchie ai dottori accusandoli di battre la fiacca nella riceraca d’un vaccino anti/hiv. Obbliga i colleghi poeti a devolvre il 5%000 alla Ricerca Scentifica. Nella finestra delle ospitate si batte per avere come ospite d’onore Piero Angela. Il babbano da tapezzeria della mafia medicinale. Durante una riunione asmatica, Ostia Beach (al secolo Enzo Tatti), particolarmente esacerbato sferra, un calcione nel costato al suo Pasolini di pezza. Uccidendolo sul colpo. Ma per fortuna c’è Camallo, che sfodera dal Kit personale di Pronto Intervento, un siringone a base di Vaccino menginococco, ridonando al Pasolini di Pezza la sua apoplessia cerebrale. Un miracolo! Un miracolo degno del Gesù di Cana. Il ragazzo fa gli scherzi. Vaccina gli amici di soppiatto. Pratica vaccinazioni col sotterfugio. Recanato fa un semplice starnuto. Classico raffreddore da fieno. E lui gli paratica la vaccinazione esavalente! Coi proventi di asma si costruisce un laboratorio dentro casa. Assumendo come dipendenti l’Hisenbreg di Braeking Bed e ciò che riamne dei Coniugi Courie! Nell’ambiete retrourbano di Roma Est si fa chiamare “Sua Immunità”. I poeti che si cautelano col fitofarmaco, non li degna d’uno sguardo. Una sera, dopo lo spettacolo, gli capitò di rimorchiare Geraldine, una tipa Finlandese, che decantava i benefici della Vitamina C. Mai più vista…

Una Mela al Giorno

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 24, 2020 at 3:10 PM

Quel tizio

si vaccinava ogni giorno

contro tutto, si vaccinava a stecca

herpes labiale!? Tac, vaccino!

herpes genitale!? Tac vaccino!

Unghia incarnita!? Tac vaccino!

alluce valgo!? Tac vaccino!

non aveva più paura di nulla

si faceva dei siringoni di vaccino

delle damigiane di vaccino!

E andava in giro

con gli aghi infilati nel braccio ha 24

che pareva uscito da Traispotting

e si vaccinava contro la qualunque

contro la forfora contro la calvize

contro l’alito cattivo contro la cracia nell’ombelico

e se tu gli chiedevi un vaccino

lui sicuro ce l’aveva

o era li li per scoprirlo

-dimmi, che ti serve!?

e si vaccinava contro tutto e tutti

e poi, non pago

faceva continui richiami di vaccino

si autorichiamava di vaccini da solo

faceva tutto lui, tutto da solo

andava in Ospedale da solo

per farsi autovaccinare senza prescrizione

-Cristo Santo vaccinatemi vi prego! Sono vostro!

E i medici non credevano ai loro occhi

-Massì certo venga, venga

e lo bombavano di vaccino ovunque

vaccino in endovena sotto la lingua

sopra la lingua nelle orecchie nelle emorroidi

sopra lo zuccherino dentro la ragade anale

e per ogni vaccino inculcato, tac, si masturbavano

e lui si vaccinava, faceva tutto lui tutto da solo

-datemi qui, faccio io! Ah si che goduria!

e andava dal medico di famiglia

per farsi prescrivere le vaccinazioni

e il medico stava impazzendo

che non sapeva più come levarselo dalle palle

-Cazzo, Alfredo ancora qui stai!?

-la prego dottore mi prescriva il vaccino

-cazzo, ma te li sei già fatti tutti

-ancora, ne voglio ancora

e allora il dottore per accontentarlo

e toglierselo dai coglioni, gli prescriveva

i vaccini più improbabili, vaccini contro

le stelle filanti, vaccini contro la marina mercantile giapponese

vaccini contro le ginocchia sbucciate

vaccini contro i Pokemon vaccini contro la Juventus

vaccini contro il TEATRO vaccini contro la POESIA

vaccini contro il verde pastello

E un giorno andò in ospedale col dizionario

quello dei sinonimi e dei contrari

e prestese un vaccino per ogni parola presa a caso

dalla A alla Z, vaccini contro la parola Arzigogolato

Bilingue, Caccola, Daino, Epicentro, Fetuso, Glande

Idromassaggio, Jumbo, Karaoke, Lavabo, Mannaia, Nazi, Opale,

Passeggino, Quaggiù, Reticenza, Scippo, Tuorlo, Uvetta, Vitto e Zibaldone

ma sfortunatamente per lui

il vaccino contro lo Zibaldone

era terminato, e allora al povero Alfredo

gli prende il panico, il panico d’essere contagiato

dallo Zibaldone, c’è in giro in effetti un epidemia di Zibaldone

Alfredo allora afferra l’Amuchina

la beve poi ne beve un altra e un altra ancora

ne beve dieci cento mille

poi si infila i guanti usa e getta un paio due paia

tremilioni di paia, li usa, ma non li getta più

poi prende l’aggeggio da Saldatore

e si salda mille pacchi di mascherina a prezzo calmierato

sulla faccia poi si ficca la schermatura da palombaro

la Tuta ignifuga tipo Cernobyl un tappo di sughero tra le chiappe

e corre corre verso il fiume s’attacca una quintalata

di Catrame al piede uccide un Rinoceronte Colitico

a ceffoni se lo carica sulle spalle

si lancia in acqua e si lascia affogare

andando giù sempre più giù nei fondali marini

al sicuro là dove il virus

non ci sarebbe mai potuto arrivare

ed era una giornata importane

la giornata mondiale della Prevenzione

e Alfredo voleva prevenire

perchè prevenire è meglio che curare

ma era finito il vaccino, il vaccino contro lo Zibaldone

ed è così che troppa prevenzione

te lo mette nel culo

E non c’è niete d’interessante a scrivere poesia

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 15, 2020 at 2:38 PM

 

Quel poeta, scriveva d’amore

scriveva così criptico

che non si capiva un cazzo

scriveva ermetico, complicato

complesso, arzigogoluto, barocco

la buttava giù difficile

usava termini

mai più visti ne sentiti

componeva in lingua morta

robe tipo “acciderbolina” “Vercingetorige”

l’amore è acciderbolina, l’amore è Vercingetorige

ed era un poeta visionario

lui visionava, visionava diapositive, aveva le visioni

le epifanie le allucinazioni le estigmate

vedeva gli Ufo, i fantasmi, gli gnomi, i puffi, gli snorky

paralva ai Pastorelli, parlava alla Madonna

parlava all’Arcangelo Gabriele, parlava con Dio

vedeva Gesù Cristo ovunque, dal macellaio

dal tabaccaio, in pescheria, in piscina

andava a letto con la Fata Turchina

e poi, e poi faceva le comparazioni

le metafore, gli anacoluti le dita al culo

per lui una bella donna

era come una Portaerei Giapponese

un gatto stronzo

era come un Dirigiblie Somalo

un matrimonio riuscito

era come un Cancro al Colon

un buon amico era come un terrorista Islamico

e scriveva difficile, sempre

più difficile e leggeva le poesie in pubblico

leggeva difficile sempre più difficile

sincopava le parole camuffava le voce

e gridava -Porco Dio! Poesia! Ci vuole più Poesia!

Mescolare termini greci latini

babilonesi hittiti termini ombrosi badilate ai coglioni

bisogna confondere le idee

mescolare le carte impapocchiare fottere infinocchiare la gente

e usava termini difficili sempre più difficili

parole arcaiche tipo “sciamannato” “Gaglioffo”

“infingardo” “fellone” “briccone” “ribaldo”

e la gente non capiva un cazzo

ma applaudiva Cristo Santo se applaudiva

e si spellava le mani e urlava

-Dio Bastardo Poesia, dacci più poesia!

E lui declamava storture tipo -l’amore è abbacinare

l’algidità della Peonia ingabellandone l’acrimonia

nel turbinio vorticante d’una metastasi ai testicoli!

E voilà applausi, titoli sui giornali, soldi a vagonate

pubblicazioni, ospitate tv, fica a volontà

e lui gridava alla platea -Gente ecco a voi

i miei “Orpelli Pletorici”, e bum la passera si bagnava

tutte, vecchie, giovani, zoppe, sdentate, vive, morte

e i padri gli davano in dono le figlie

e i mariti gli davano in dono le mogli

e le mogli gli davano in dono i mariti

e le madri gli davano in dono i figli

e lui scovapa tutti, tutti indistintamente

anche gli animali anche le piantine grasse

senza fare ingustizie senza scontentare nessuno

ne aveva per tutti nessuno escluso

e poi scriveva scriveva i suoi versi impavidi

che una notte, tornando in camerino

dopo una massacrante lettura pubblica

li rilesse attentamente tutti, uno ad uno,

poi si guardò allo specchio e…

-Dio Cristo quanta Monnezza ho scritto

e prese in mano un libro di poesie

e cominciò a colpirsi la faccia

forte, sempre più forte

sempre più forte sempre più forte

sino a quando

la Poesia, nella sua Testa

finalmete

cessò

d’esistere

Zio Filippo

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on Maggio 6, 2020 at 4:12 PM

 
Zio era un poeta

scriveva poesie, poesie civili

e scolpiva il legno

Da un pezzo di legno grezzo

era capace di ricavarci

piccole figure d’animali

Cavalli, Cani, Gattini, Conigli

l’hanno cacciato

l’hanno cacciato dall’Ospedale

lavorava in sala mortuaria

gli piaceva il vino, rosso

e le bocce, giocava a bocce

e beveva direttamente dalla bottiglia

a bocce era una mezza sega

ma non perchè fosse scarso

perché beveva, gioca da ciucco

che non riusciva di reggersi in piedi

non gli riusciva di tenere il pallino in mano

l’hanno cacciato dall’Ospedale

lavorava in sala mortuaria

faceva la guardia ai cadaveri

li puliva, li vestiva, li curava

consolava i parenti

era un’ anima buona, brillante

un artista a tutto tondo

scriveva scolpiva dipingeva

l’hanno cacciato

le telecamere l’hanno pizzicato

mentre si scopava le morte

in genere preferiva le vecchie

le morte nel sonno

con il corpo ancora ben conservato

con quelle che ci mancava

quache pezzo, le accannava

forse perché era un artista

e come tutti gli artisti

era facilmente impressionabile

perchè lui era un artista

l’ho ricordo sbronzo allo Sferisterio

fare risse con altri avvinazzati

che puzzavano tutti di cantina

e il lunedì ancora ubriaco

tornava a lavoro

e quando tutti staccavano

tirava fuori l’uccello

e si scopava le morte

e poi scriveva

scriveva poesie civili

solo poesie civili

perché diceva che le poesie d’amore,

ai fini della Rivoluzione

erano inutili

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