Giovan Bartolo Botta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

E Non c’è niente d’interessante ad essere Madre di Dio

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on giugno 28, 2020 at 11:09 am

la Madonna

ieri notte, ha fatto rissa

in un pub, era sbronza da

fare schifo, ha limonato

un tizio già fidanzato

e la fidanzata, gelosa, le ha

spaccato una bottiglia di birra in faccia

Mancano una manciata di

giorni a Natale, e come ogni anno

a Natale, alla Madonna le tocca

rimanere incinta senza peccato

rimanere incinta, senza peccato, del figlio di Dio

che in quanto figlio di Dio è immortale

e che però gli muore in Croce a 33 anni

a soli 33 anni, senza motivo, crepato in croce

per aver curato qualche Storpio con la Propoli

o per aver resuscitato Lazzaro con L’Aloe Vera

forse dava fastidio a qualche Multinazionale del Farmaco

e la Madonna non ci sta

a farsi usare come incubatrice umana

per partorire un bimbo che crescendo

fonderà una Religione capace

di Fottersi il Mondo

la Madonna vuole

stare seduta al bancone del pub

e vuole bere bere whisky sino a sbrattare

perché se proprio bisogna

mettere al mondo dei figli

bisogna farlo facendo peccato

e non le intressa d’essere incinta

del Figlio di Dio, Dio, un vecchiaccio

con la prostata Gonfia, l’alito marcio, lei sogna in grande

vuole farsi mettere incinta da un calciatore

da un fotomodello da un attore di hollywood

che la fanno partorire in una Clinica Privata

e non in una Grotta al freddo al Gelo

con la Mangiatoia in Legno Tarlato

e l’Asinello e il Bue che ti scoreggiano in faccia

e poi la Madonna, a dirla tutta

non vuole fare la madre, no!

vuole fare carriera

vuole cantare andare ad X-Factor

diventare famosa fare concerti

incidere album fare soldi

vuole avere storie d’amore incasinate,

tormentate, come le storie d’amore delle Rock Star

e non le intressa fare da Balia

a un marito falegname con troppi anni in

più di lei, che non ha mai voglia di fare

un cazzo, che non la porta al ristorante

che non la porta a ballare, che

non gliela fa più a fotterla, o che forse

non l’ha mai sfiorata con un dito

che gi servirebbe una passata di Sidol all’Uccello

Vuola sparire la Madonna

sparire fuggire scappare

inseguire il sogno dell’amore romantico

ma non può farlo, perché Dio

altrimenti s’incazza, perché Dio è Padre, e la pretende muta,

serva, sguattera, in ginocchio, a guardia del Focolare Domestico

a rammendare la Calza a fare l’Uncinetto

perché Dio sarà anche Magnanimo

ma non gli garba di portare le Corna!

ed è bellissima la Madonna

Seno Generoso Culo da Urlo

Pelle Morbida Caviglia Fina

Labbra Sensuali Gambe Sexy

e vuole fare l’amore la Madonna

non scopare no, fare l’amore

un giro di Giostra in questa Giostra di Vita

dove non ci sono maschere

dove non ci sono segreti

e ci si appartiene per sempre

anche quando non si appartiene a nessuno

e invece gli tocca vestirsi da suora

stare in Casa pulire i Fornelli

fare la Sposa Scolare la pasta procurare la Spesa

e non c’è niente di divertente

in tutto questo

e non c’è niente d’Intressante

ad essere Maria

Madre di Dio

E non c’è niente d’interessante ad essere Budda

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on giugno 27, 2020 at 10:46 am

Budda

ieri notte

ha fatto rissa in un pub

era sbronzo da fare schifo

ha toccato il cazzo

a un tizio (inglese tifoso del West Ham)

zero ricchione

e quello gli ha afferrato la faccia

e gli ha succhiato via un occhio

Mancano una manciata

di giorni all’ascesa nel Nirvana

e a Budda come ogni anno

gli tocca incrociare le gambe

zittirsi e meditare, mettersi

nell’odiosa posizione del loto, che poi ti fa male la schiena

dentro un fottuto Santuario

buio freddo puzzolente pieno di spifferi

pieno di ragnacci giganti velenossimi

pieno di sorci pieno di blatte senza internet

stare a digiuno e meditare

meditare per sollevare la vibrazione

d’un pianeta abitato da gente

che se ne fotte di lui

e Budda non ci sta a fare

questa fine di merda ogni anno

e non gli interessa di salvare le anime

e purificare i corpi dal vizio

lui vorrebbe correre, correre

e buttare giù quei chili di troppo

vorrebbe andare ai concerti Rock

o scatenarsi in discoteca, vorrebe fare le orge

e fanculo al digiuno

vorrebbe sedersi al fast/food

e ingozzarsi di patatine fritte, tipo Cappone

e invece gli tocca meditare

meditare per illuminare

un pianeta abitato da Teste di Cazzo

che credono ancora a puttanate

come fidanzarsi sposarsi sostenere il Governo

fare la pace fare la guerra

fare la guerra per fare la pace

mettre al mondo dei figli

vaccinare cani gatti facoceri

rose rosse e automobili

Ma a dirla tutta lui

non vuole meditare

nemmeno per quei tizi

che lo venerano, a lui

il Dalai Lama gli sta sulle balle,

lo considera un matto, un mitomane, un imbecille, un bugiardo

i monaci tibetani li piglierebbe a badilate

se vede un AriKrshna si tocca i coglioni

e cambia direzione di marcia

considera gli adepti un dito al culo

il Tibet gli fa schifo, è noioso

al Tempio di Lhasa

preferisce i Club per scambisti

di Londra

Budda vorrebbe bere, bere

e fumare, andare in come etilico, ma non può farlo

perché ha un soffio al cuore

e il medico gli ha tolto tutto

e lo ha messo a regime di pane e acqua

frutta secca e insalata

e a Budda gli girano

i coglioni, è depresso,

lo strizzacervelli l’ha imbottito di farmaci

e sta pensando di farla finita

ficcarsi la pistola in gola e sparare

perché lui vorrebbe godersi la vita

amare, lasciarsi amare, ma farlo

fisicamente, prima col corpo

e poi con l’anima, vorrebbe

strafogarsi di pizza

sbronzarsi di birra

rendersi nudo

non avere segreti

e invece gli tocca mediatare

zittirsi tenersi tutto dentro rendersi invisibile

nascondersi e meditare, e non c’è niente

d’interessante in tutto questo

ed è una merda essere Budda

e non c’è niente d’interessante

ad essere

L’Illuminato

Amore Vaccinato

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on giugno 20, 2020 at 12:37 PM

 

e se

anziché sparare cazzate

medici virologi scenziati ricercatori

coi loro ruffiani s’inventassero

un bel vaccino anti/sentimenti

si, Daje Cristo Santo, un bel vaccino anti/sentimenti

che te lo schiaffi in vena

e ti seda il cuore ti seda il culo

ti seda fica&cazzo sborra&piscio&merda&squirt

ti seda il sangue ti sveglia il cervello

ti seda l’emotività ti seda

in bocca tutte le tue parole d’amore

tutti i tuoi pensieri d’amore

tutte le tue premure d’amore

tutte le tue gentilezze galanterie

tutte le tue paure d’amore

tutta la tua paura d’amare

paura di farsi male di fare del mare

paura di ferire di lasciarsi ferire

un bel vaccino anti/sentimenti

che ti seda le poesie d’amore

così che scrivi solo più poesia civile

e ti preoccupi di cose serie

tipo le vaccinazioni in Africa

le vaccinazioni in India

le vaccinazioni dei cuccioli di cane

le vaccinazioni in Brasile

si, si, soprattutto le vaccinazioni di Massa

nel fottuto Brasile

si, un bel vaccino anti/sentimenti

che non provi più un cazzo

per niente e per nessuno

che guardi tua moglie tua moglie ti guarda

-e tu chi cazzo sei!?

Poi guardi la tua figlia femmina

-e tu chi cazzo sei?

Poi guardi tuo figlio maschio

-e tu chi cazzo sei?

e guardi le piante ma non le innaffi

e guardi i fiori ma non li annusi

e guardi i gatti ma non li accarezzi

e guardi gli amici ma non li saluti

e senti l’amore ma

non ne parli a nessuno

e senti dolore ma lo anestetizzi

e provi piacere ma gli stozzi la gola

e guardi lo Stato

ma non te lo inculi

e vedi un fascista

ma non te lo caghi

e vedi un Nazista

e gli pisci

nel culo!

La Medicina del Cuore: Valerio Carbone è il “Mengele Olistico”

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on giugno 20, 2020 at 12:21 PM

 
ERA Asma: Valerio Carbone (The True Story)

Era Asma. Carbone. Valerio Carbone. In arte Fruitore di Nonsanse. Editore puro. Già concessionario pubblicitario della Rizzoli. Amico intimo del fondatore della Casa Editrice, Angelo Rizzoli. Entrambi sono stati discepoli dell’Apologia di Socrate a Critone. Valerio nasce ad Atene, durante l’Età di Pericle. Sotto il Segno Zodiacale del Portatore d’Acqua. Spirtito critico, con tendenza al San Tommaso (ascendente Vergine, Mercurio in Sesta Casa). Vedere per credere. Toccare per auto/convincersi. Il ragazzo trascorre i pomeriggi a farsi domande. Domande fini a se stesse. Ottenere le risposte non gli interessa. Ciò che gli preme è il metodo d’indagine. L’Elucubrazione. La speculazione attraverso il Logos Socratico. Talento precoce. A cinque anni frequanta i Sermoni tenuti da Anassimandro al Partenone. A cinque anni e un giorno assesta ad Anassimandro un pedatone nel culo. -Spari solo cazzate! Gli urla in faccia. -Sei un cazzaro, un cazzaro verde! Anassimadro se la lega al dito. La prende sul personale. Praticamente di Sponda. S’affoga nel Lago. Nel Lago di Como. Carbone Prende il suo posto. Comincia a catechizzare gli allievi. Temperamento a tratti polemico. Viene alle mani con Platone. Lo fa gambizzare. Poi, nel 2018, dopo il conseguimento della Laurea in Filosofia, gli chiede scusa. Ma ormai è tardi. Il filosofo greco è deceduto. Da secoli. L’Età Periclea è un età infame. La gente tenta di fare carriera buttandola nell’uscio posteriore ai colleghi. I raccomandati sono la norma. Aristotele è il precettore d’Alessandro Magno. Gli insegna a reggersi l’uccello quando si piscia. Il sovrano impara, ma zoppica nelle materie umanistiche. Carbone viene convocato a palazzo. Comincia l’oratoria. Il futuro poeta asmatico va a braccio. È fatta! Alessando Magno gli propone un contratto. A cottimo. In qualità di Pico de Paperis ante litteram. Aristote è fuori dai giochi. Verrà rinvenuto morto, pochi giorni dopo, sulla spiaggia di Mikonos, con una fialtetta di popper conficcata nel cuore…

Rapid Vienna

Passano gli anni. Carbone cerca nuovi stimoli. La filosofia comincia a stagli stretta. Inoltre, s’è rotto il cazzo della Grecia. Gira voce che a Vienna un certo dott.Freud curi l’isteria femminile con forti dosi di morfina. E sedute d’iponosi indotte col buffetto sulla guancia. Valerio drizza le orecchie. Accanna la Grecia. Il giorno dopo affitta Ronzinante. E galoppa alla volta del Regno Austro/Ungarico. Si toglie il guanto dal profilo sinistro. Lo getta in faccia a Sigmund. Lo sfida. La tesi del Carbone, è che l’Isteria non è una patologia unicamente femminile. Ma affligge allo stesso modo Maschi, Gibboni, Facoceri e Alberi secolari. Il suo metodo d’iponosi è rivoluzionario. Somministra al paziente un numero pari a 10.000 Mojito. E il paziente va in coma. Coma Etilico. Delirium Tremens. Col paziente in privo di sensi, Carbone comincia il colloquio clinico. Ma il paziente (in coma) ha cessato di respirare. È morto. È morto, dunque, è guarito. La patologia non sussiste più. Freud è sbigottito. E con lui tutta L’Intellighenzia Prussiana dell’Epoca. Brauer è basito. Charcot è basito. Mesmer è basito. Jung è basito. Il giovane Hillman è basito. Persino Houdinì, che non c’entra una sega, è basito. Nel mese di dicembre, l’università dei Goliardi di Monaco di Baviera conferisce al dott.Carbone una laurea in Psicolgia Creativa. Con tanto di Boccale da Litro. E un Pretzel…è iniziato il Secolo Breve…
Sedute d’HAIKU

Le sedute del Carbone, manifestano un certo tono di lirismo. I pazienti vengono legati ad un letto di chiodi, percossi dal fratello sfortunato di Mery Shelly e obbligati a sentire dischi con su incisa della Poesia. Poesia su Grammofono. Una specie colloquio psicoterapico in versi. A senso unico. Carbone illustra, il paziente, zitto e muto, subisce. Il reperorio dei colloqui merita d’essere editato su Cartaceo. Valerio si rivolge a Mondadori. Ma dagli uffici di Segrate gli rispondono picche. Pubblicano solo Saviano. Carbone non si scoraggia, buggera ancora qualche paziente, poi mette mano al portafoglio e fonda Edizioni Haiku. La sua personale Creatura. È il 28 luglio del 1914. Scoppia la Prima Guerra Mondale ma…nasce l’Editoria Indipendente. Primo titolo in Catalogo “Fare Gavetta” del Generale Andrea Graziani (detto anche il generale fucilatore del Regio Esercito) pag. 158 euro 12,30…disponibile anche in audiolibro (letture a cura di Martuscello e Ambra Angiolini)
S.O.S Asmatici

Edizioni Haiku macina utili. Utili a gitto fordista. La collana si amplia a 360 gradi. Con titoli che vertono in materia di guerra (La campagna d’Eritrea

di Giacomo Bardolino pag 245 euro 13.50 per esempio tocca vendite da Best Seller). Carbone decide d’investire l’intero capitale in Azioni del Banco di Roma. Sotto l’egida del Governo Crispi. Purtroppo Crispi è corrotto e il Banco di Roma viene accusato dalla magistratura di sbolognare capitale azionario farlocco. I Conti degli azionisti vertono al Rosso. Per evitare la banca rotta fraudolenta, Edizioni Haiku si butta sulla poesia. Pubblicare poesia. Ma mancano i poeti. La Città è piena di gatti. Gatti randagi. Gatti affamati. Ma mancano i poeti. C’è bisogno d’un operazione di Maquillage. Carbone invia i suoi scagnozzi nei peggiori locali del malfamato quadrante est. Col compito di rintracciare una manciata di tizi improbabili. Con tendeze alla poesia. Valerio li pretende variegati. Di tutti i colori. Dal rosso, al nero, transitando per l’indaco e terminando col lillà. I Galoppini gliene trovano otto. Uno di loro vola a Patrasso. A libro paga dell’Armatore Arsitotele Onassis. Gliene restano sette. Tocca trovare il nome al gruppo. Lo sguardo di Valerio si posa su un Sanatorio di Tisici…è nata Asma di Poesia…
Menti Olotropiche

Ma la curiosità mercuriale di Valerio necessità d’un continuo bisogno di stimoli. Carbone si scoccia presto del suo giocattolo Asmatico. Pretende nuovi campi di conoscenza. Nuovi interessi. Nel dicembre del 2012, credendo alla pofezia Maya della Fine dei Tempi, Carbone decide di pubblicare un certo Adriano Panzironi. Un disperato. Che va in giro dicendo che se smetti di mangiare Pane,guarisci dalla Sclarosi Laterale Amiotrofica. Con complicazione Cerebellare. Ovviamente. Carbone pubblica. Manda avanti le rotative. Poi, il 1 gennaio 2013 il Mondo è ancora lì. Al solito posto. E Valerio si ritrova nell’armadietto di casa qualcosa come un miliardo di copie della sbobba di Panzironi. Tutte da smaltire. Come fare!? Panzironi ha la reputazione del pagliaccio. La medicina ufficiale lo tratta a pesci in faccia. L’Utile idiota da buggerare e far passare come babbano complottista. Insieme ai vari Terrapiattisti, No Vax, No Tav, No Muos, No Cunnilingu, No Fellatio etc etc. Carbone è disperato. Ha già la rivoltella in bocca, quando riceve una video chiamata su Zoo.m da uncerto Umberto Veronesi. Oncologo di Fama Mondiale. I due sono amici. Amici per la pelle. Come Red&Toby. Hanno frequentato lo stesso gruppo di scout. I Ciain Giair. Scoutismo alla Indro Montanelli. Veronesi lo tranquillzza. Gli prepara una tisana calda. Alla passiflora. E gli fa recapitare nella Casella Postale una laurea in medicina. Con specializzazione in urologia. A differeza di Panzironi, Carbone gode di ottime credenziali. Credenziali mediche intendo. La sua deontologia è spiccata. Se ti dice che te ne manda ai matti 5 te ne manda ai matti 5. Non uno di più, non uno di meno. Inoltre possiede pure l’abilitazione dello strizzacervelli. E, come Diego Fusaro, è Filosofo.Insomma, i numeri per uscire dal Guano ci sono tutti, però, precisa il dott. Veronesi, -Mi devi fare il GESTO…Devi farmi pervenire i numeri.Devi contraffarmi il protocollo. Valerio è un tipetto curioso. Non ama soffermarsi sulla superficie, preferisce ancorarsi nella Crosta Terrestre. Fa domanda in carta bollata alla Glaxon (Multinazionale del farmaco) per ottenere preparati per Vaccino all’ultimo grido! A quale scopo!? Mistero! Nasce Il Metodo Crabone. La Cura Anti/Palliativa per antonomasia…
Frequenze Chimiche

Carbone va a caccia del Libero Arbitrio. Gli interessa scovarne l’Ubicazione. A questo scopo, convoca nel suo laboratorio (nei sotterranei della Basilica San Paolo all’Ostiense), un centinaio di poeti. Che in quanto poeti, appaiono decismanete libertini, anarcoidi, ribelli, promiscui e col libero arbitrio iperattivo. Li mette comodi. Li salamelecca, li ascolta, li fa tirare fuori tutto il marcio della Danimarca, li seduce con promesse di prossima pubblicazione, li fa ingozzare come capponi, li imbottisce di alcol e sonniferi, poi quando questi sono rimbesuiti al punto giusto, li somministra il vaccino difterico in punti anatomici a caso. Vaccino nelle ghiandole lacrimali, nella mucosa nasale, nella parotide, nella pineale, nella gonade, nella pituitaria, nell’arteria polmonare, nel retto, nei genitali interni, nel femore, nel pancreas, nei vasi sanguigni, nella vescica. Ovunque. Poi,Osserva il Libreo Arbitro, fuoriuscire dal corpo. Solleticato dalla sostanza vaccinale. E lo evidenzia con dello sputo al “Radio”. In serata, Presenta il risultato dei suoi studi in diretta televisiva da Fazio. È il tripudio. Fazio è felice, lo shere è alle stelle. Il rachitico presentatore è così gaudente, che afferra la blafarite dell’editore, e gliela lecca. Ai libri di Panzironi che marciscono in solaio, viene integrata la parte degli studi griffati Carbone. Il Libro è nuovamente sul mercato. Le vendite vanno a ruba. Il macero non resta che un incubo. Intanto il famigerato Protocollo medico Carbone scavalla nella disciplina veterinaria. Con proposte innovative come La “Chemioterapia Per Animali domestici”….

Valerio Crabone….Era Asma…

La Nuova Medicina : Daniele Casolino è il Rettiliano

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on giugno 18, 2020 at 5:07 PM

Robe di KAPPA

Niente sarà più come prima. Ci sono momenti nella vita, che ti cambiano la vita. Forse in meglio. Forse in peggio. Ma pure, sti cazzi. La Pandemia è uno di questi. Tu prendi per esempio, Daniele Casolino. Daniele Casolino. Artista poliedrico. Già poeta asmatico. Ora, anche anatomo/patologo. La reclusione forzata è come una terapia chelante. S’intromette nella nostra quotidianità. Ci tira fuori dalle tasche i talenti nascosti. Daniele. Casolino. In arte “Turbo Tommy”. Il ragazzo nasce a Nasheville (Tennensea). Il 1 giugno del 1975. Sotto il segno zodiacale della “Robe di Kappa”. Figlio illegittimo del Regista Americano Robert Altman e della cantante Country Dolly Parton. Un talento precoce. Ad appena pochi secondi di vita, già compone buona parte della colonna sonora del film capolavoro paterno. Nashville appunto. Collaborando con pezzi da novanta come i Jafferson Airplane, Joe Raposo, Karen Blach e

Juan Grizzle. In famiglia viene allevato secondo i dettami della natura. Bacche, Germogli, Frullati di Verdure e Sesso spinto senza protezione. A due anni s’innamora. Lei si chiama Belinda. Di professione, Squaw Indiana. I due si frequntano. Di nascosto dal capo tribù. Purtroppo, Bue Muschiato, il capo manitù, sorprende i ragazzi durante la monta. Belinda viene fatta sparire. E spedita in Riserva. Ad occuparsi di sciamanesimo. Daniele subisce una profonda tirata d’orecchie. E un biglietto di sola andata. Destinazione Roma. Seminario Vescovile Diocesano. Purtroppo però, manca la vocazione…
Bufale di Sciamanesimi

Giunto a Roma, il giovane evade spesso dalle mura carcerarie del Collegio. È nervoso, non prega, salta i pasti, salta il rosario, bestemmia, dice parolacce. Ignora le orazioni a memoria. Trascorre le notti nei bar del Quadrante Est. Compone poesie. Poesie d’amore. Organizza serate. Serate dal vivo. Entra in Asma Di Poesia. Contribuisce attivamente a movimentare i fine settimana cittadini. Organizzando feste simili a baccanali dell’antica Roma. Dove si va per stare 3 ore. E ci si ferma 3 settimane. I party targati Casolino hanno fatto storia. Corpi nudi. Alla Lars Von Tier. Cosparsi di Melassa. Bagnoschiuma ovunque. Luci stroboscopiche. Nani che girano con in mano vassoi di Cocaina. Libagioni. Manna dal Cielo. Trenini con locomotiva intercambiambile. Fazzoletti di Carta Vetro intinti in Trieleina. Tanta poesia, e un profondo odio per le terapie naturali. Retaggio d’una condotta anti/familiare. Ma soprattutto frutto d’una incomprensione d’amore. Amore giovanile. Baci rubati. Amplessi interrotti. Belinda. La squaw. Ricordi d’una felicità sottratta anzitempo. Con la prepotenza di regole patriarcali, difficili da digerire…
Hollywood Party

Durante la Clausura precauzionale, L’EMITTENTE Garofoli/Nexus tv, contatta Casolino per il programma TeatroAporteAperte. Un format di prosa su schermo. All’artista viene chiesto di preparare il personaggio di Sganarello. L’Astuto medico della Commedia di Molierè. “Il Medico per Forza”. Si tratta di Teatro su schermo. Meglio lavorare sulla “sottrazione”. Casolino contatta l’amico Elia Kazan. Che interrompe per un attimo la caccia alle streghe. E gli consiglia di affinare il Metodo Strasbergh. Molto in voga a Hollywood. Quello dell’immedesimazione totale nel personaggio. Sino a rasentare la scissione dell’identità. Il tormento della memoria emotiva. Daniele si tuffa nel lavoro. Be don’t act. Brucia le tappe. Dopo un giro di valzer di motilità sensoriale dispercettiva, il ragazzo è medico.
No al Mal di Testa, si a Valsoia

Durante la messa in onda del programma, Casolino dispensa consigli sulla salute. L’eloquio è quello del medico condotto. Con specializzazione in neuroimmunologia. La posologia è di tipo ortodosso. Daniele maneggia la materia con dovizia di particolare. Oscilla a piacimento dalla teoria alla prassi. Nell’episodio di aprile, illustra la sua metodologia di laboratorio. La puntata verte sull’emicrania. Il mal di testa. Daniele s’espone in prima linea. -Ho scoperto una cura efficace contro il mal di testa, senza l’uso di farmaci,si tratta della “Ghigliottina”, si esatto, sono riuscito a trovare il Modello che tagliò la testa a Maria Antonietta, a Porta Portese, l’ho pagato mezza piotta. Lo testata sui miei pazienti con ottimi risultati. Una percentuale di guarigione del 100%. Sono riuscito a debellare tutti i tipi di mal di testa, vaso costrittiva, muscolo tensiva, ormonale, digestiva, da reflusso…quando il marchingegno s’inceppa, vado all’orfanotrofio, noleggio per qualche ora qualche pischelletto orfano, possibilmente Brasiliano, che per un pezzo di pizza farebbe saltare in aria un edificio, gli infilo un sacchetto nero in faccia, l’ascia in mano, petto nudo, possibilmente villoso, lo concio un po da Boia e…zac, il gioco e fatto, il degente torna a casa felice. Completamente guarito.
Hot Party

C’è un medico a Centocelle che cura l’emicrania con metodi d’avanguardia. La voce arriva ai vertici della Glaxon. La multinazionale del farmaco. Amminstratori delegati? La Volpe e il Gatto. Quelli di Collodi. La Volpe e il Gatto contattano Casolino. Come San Tommaso. Vedere per Credere. Tastare per Convincersi. Siamo in piena bufera epidemica. O meglio, nella fase finale della farsa. È il 1 giugno, e il dott.Casolino sta per spegnere le candeline sulla Torta…
Fiesta

Diversamente dal passato, la festa è Spartana. La Sala da Ballo, è il Pronto Soccorso del Forlanini. Dismesso. Rimesso a lucido in tempo record. Sono presenti circa 100.000 persone. Soltanto le conoscenze più strette, diciamo. Ci sono luci al neon blu che illuminano i soffitti. La luce è talemnete intensa che le diottrie sprofondano all’istante. Il Gatto e la Volpe osservano, annuiscono, prendono appunti…Gli ospiti sono invitati a lavarsi le mani nell’acido muriatico, a sciaquarsi la bocca col Betadine e ad indossare lo Scafandro precauzionale. Niente balli, convenevoli, cerimonie d’apertura, si va subito a tavola. Si passa subito al sodo. Il Menù è simile al prontuario farmaceutico. Antipasto d’antrace su vellutata di Tisi, Tagliolini alla Tossina Tetanica, Risottino Blasmati condito con Sufflè di Candidosi, Protesi di Titanio intinta in salsa di vaiolo, formaggi all’ Ogm, Budino di pertosse geneticamente alterato con zuccheri raffinati, formaldeide al calice, caffè corretto mercurio, digestivo al Radio/plutonio (marca Fukushima). La pietanza va obbligatoriamete assunta tramite sondino naso/gastrico. -ahh ahha bellà Daniè. Te va de scherzà…daje tira fori la torta…
Nuovi Compleanni

Non c’è torta. Non c’è tempo di sollazzarsi con la panna monatata. Il virus uccide. Miete vittime. I farmaci vanno testati prima di subito. Il sistema anestetico griffato Casolino è altamente innovativo. Gli ospiti vengono fatti accomodare. Al tavolo. Ammanettati, Imbavagliati. E punti da un esemplare di Ispidis Grifagnis. Un ragno. Velenosissimo. Che vegeta nella Foresta Pluviale. Il veleno rilasciato dall’aracnide anestetizza muscoli e pelle. Sino ad immobilizzare gli arti. Ma lascia viglie il paziente. Lo mantiene cosciente. A questo punto il medico impugna il Piccone. E brandisce nei pressi della calotta. La calotta cranica. Poi s’attacca con la bocca al foro Intracranico. E succhia via la guaina mielinica. La ciuccia, come se fosse albume d’uovo. Succhia e Sputa Succhia e Sputa. Sputa tutto nel cesso. Poi tira lo sciaquone. E si libera del problema. La guaina mielinica è una sostanza bianca del cervello che contiene materiale genetico. Una volta levatala dalle palle, è possiblie riprogrammare la salute del paziente. Come se fosse un softwere. A questo punto il degente è una tabula rasa. Un fantoccio di nervi senza comando. Senza passato, senza presente e con un futuro tutto da scrivere. Lo si attacca al sondino. E gli si pompa dentro il putridume medico. Quello scritto sul menù. Menù alla carta. Poi ci si mette comodi, si sorseggia una bibita, si apre una rivista sportiva e si aspettano i risultati dell’esperimento. Che risulta essere un successo. Il paziente è completamente resettato. Come se non fosse mai sceso su questa terra. La volpe e il gatto chiudono il referto, hanno i lucciconi agli occhi. Abbracciano Daniele, gli fanno le fusa. Volpe, preso dall’entusiasmo, gli slaccia i calzoni, gli afferra la patta, s’inginocchia e gli pratica l’antico rito di stampo Babilonese. Nuovi Orizzonti. Orizzonti di Gloria. Gloria dovuta all’antica porzione di cervello rettile. Asma di Poesia…Un Ambulatorio…

il medico della Mutua : il “Metodo Canale”

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on giugno 15, 2020 at 2:16 PM

 
“…A zì, famo a capissè, er sistema immunitario so tutte cazzate, non esiste. È un invenzione, come l’inconscio. Cioè, stammè a sentì lì mortacci tua, Freud s’è inventato l’inconscio se no come cazzo lo pagava l’affitto. Stessa cosa gli U.f.o. Pinotti s’è n’ventato gli U.F.O pè risuscire campà! Ad arrivà a fine mese…Ecco. Li medici alternativi che so tutti ciarlatani, sé so n’ventati sta cosa del sistema immunitario pè vendetè gli integratori, le vitamine…ma er sistema immunitario, zì, è nà stronzata…nun c’è stà, nun esiste. La scienza ufficiale non lo contemla Zì…damme retta, l’omò è fatto de carne. Polvere sei e polvere ritornerai, Zì o dice pure aaaa Bibbbia….semò fatti de carne, semò materia, e la materia risponnè alle leggi dàà fisica classica, è la fisica classica risponnè alle leggi della Chemioterapia e aaa Chemio risponnè alle leggi der mercato…A Zì famò a capissè, la salute è solo n’a questione de Culo…”
dott. Alfonso Canale

(odontoiatra/sportivo-scrittore)

(Gazzetta dello Sport 13/3/1988)
Patto per la Scenza

Canale. Alfonso Canale. La scienza ufficiale chiede a gran voce di cambiare Canale. Mutare Frequenza. Abbassare, anzi stordire, anzi, affossare totalmente la vibrazione. Basta col Medioevo. Stop alle Fattucchiere. Aboliti aruspici, indovini, conciaossa, luvertini, speziali, erboristi, spiritisti, maghi e santoni d’ogni risma. La medicina moderna viaggia sui binari della certezza. La medicina ortodossa si nutre dell’equazione Avere Soldi/Vedere Rimedio. Altrimenti Nisba! Te ne stai a casa tua, a curati con la tisana di tiglio. E non rompi il cazzo agli amici. Alfonso Canale non ammette divagazioni.- Sulla salute non si scherza. Dice. -I vaccini non sono un opinione. Ribatte. Ne ha per tutti. Spara ingiurie a destra e a manca. -m’ha telefonato n’a signora pè chiederme consijo che c’averav er fijo cor raffreddore, gli ho fatto signò qua se volemo er bene der bimbo tocca fajè la Chemio,..ahò ma tirato giù la cornetta…ma allora fammè capì…je volemo fa der bene a sti figli o stamo a scherzà, no perché se stamo a giocà je metti su aaaa borsa daaa aqua carda, je dai du pizze n faccia e lo mannì a dormì…a zì, poi però se non guarisce so cazzi tua…!
la Medicina non è una cosa da froci

Canale. Alfonso Canale. Poeta Asmatico. Il filosofo del gruppo. A tratti l’ideologo. È lui l’esperto di burocrazia editoriale. Quando si tratta di sfanculare maneggioni&ruffiani, è lui a stilare la lettera di benservito. Conosce la legislazione professionale a mena dito. Norme, cavilli, magnagne, punti salienti, tutto. Inoltre riesce a far combaciare la sintesi con l’analisi utilizzando caratteri inferiori ad un tweet. Grandi doti diplomatiche (Giove in Sagittario in Casa settima disposto da Venere in congiunzione a Sole in Sagittario in Casa Sesta disposto da Mercurio). Stile persuasivo Felino, tipo D’Alema. Capacità oratorie tattiche, spesso a tendenza manipolatoria (Mercurio in Cancro quadrato a Marte in Scorpione+stellium di pianeti in casa dodicesima+Nettuno domicilio Pesci). In poesia sa strizzare l’occhio, elargire l’ammicco, fare il buffetto sulla guancia, stingere la mano e dare la pacca sulla spalla. Profonde Idee Inclusiviste, spesso utilizzate a sostegno dei diritti di chi se la passa male (morti di fame, indisposizioni lunari, carcerati etc…). In poesia Canale manifesta l’abbondaza Gioviale, la generosità e comprensione del suo segno solare, il Sagittario. Ma…in medicina la musica cambia…eccome se cambia. E da meditativa, si trasforma in bugiardino!
Parigi Radioattiva

Alfonso Canale nasce a Parigi, zona Salpetierè, durante il dodicesimo mese dell’anno di grazia 1879. Sotto il segno Zodiacale del Cerbero. (Chirone in Casa Ottava/aspirazione alla Chirurgia). Figlio unigenito dei Coniugi Pier e Marie Courie. Gli scopritori del Radio. Allevato a Pane&Laboratorio, Canale cresce con la passione per il Taccuino. Osserva i genitori mentre domano il materiale iatrogeno. Li spia, prende appunti. Appunti stilati sotto forma di verso. Parigi è una città inquinata. Piena di Odori schifosi tipo il Profumo di Suskid. Inoltre c’è il pericolo degli Studenti Erasmus. Giovani indigenti portatori di sifilide. Spesso con la testa fra le nuvole. Maleducati nonché allergici al libro. Sbandati(spesso invertiti) con in testa solo assenzio, puttane tunisine(sai le colonie), narghilè e Rimbaud. I coniugi Courie vogliono Alfonso lontano dalle cattive compagnie. Per proteggero dalle tentazioni gli impongono il Coprifuoco. A mezzanotte a Casa! Il ragazzo cresce con la testa sul collo. Zero vizi. Ma per i Couriè, la vera sfida genitoriale è immunizzare il figlio da possibili cedimenti futuri. Allora, decidono, di comune accordo di somministragli un preparato galenico particolare a base di radiazioni ionizzanti e capsule di tirosina masticate da segugio. L’Omogeneizzato della Salute. A cinque anni il ragazzo è fluorescente. Il suo sangue somiglia da amalgama di mercurio. Questa sua particolare mutazione genetica, anni dopo, gli varrà il plauso delle autorità Sovietiche. Ma procediamo con calma. Ad Alfonso piace la poesia. Durante gli spiccioli d’aria concessi in famiglia, il giovane si precipita al Bordello. Per vedere Verlaine. Il suo poeta preferito. Mentre si fa cacare in faccia da orde di prostitute. Sifilitiche allo stadio terminale. Per lui sono immagini di studio. Studio sanitario. Alfonso osserva ad occhio nudo i sifilomi delle ragazze. Li tasta, li palpa, li subasculta, ne misura pressione, polso, battito cardiaco e saturazione d’ossigeno. Poi, sistemata la teoria, decide di passare alla pratica. Ruba dal Laboratorio dei genitori alcune damigiane di Radio. Ebbene si, i Courie custodivano materiale radioattivo in Botti di Sughero. E le somminstra alle battone per via Orale. I risultati non tardano ad arrivare. Nel giro d’una settimana la sifilide sui corpi delle ragazze sparisce. Insieme ai corpi delle ragazze. Il Bordello va in bancarotta. Chiude i Battenti. E al posto ci aprono un Bangla. Verlaine, privato delle sue puttane, va su tutte le furie. Cerca Alfonso per fargliela pagare. Vuole immobilizzarlo ad una pertica e stordirlo coi suoi terribili versi. Lo trova. Fortunatamente Alfonso ha ancora con se (in tasca) dosi omeopatiche di liquido radioattivo. Le getta in faccia a Verlaine. Il Poeta sviluppa all’Istante Una Macrocefalia Morfoortostatica al nervo ottico, con encefalopatia sub acuta peri durale intracranica. Canale volta il poeta, gli assesta un calcio in culo e…lo lascia affogare nella Senna. Corre a Casa, fa la valigia, sottrae di nascosto ai genitori alcune borracce d’Uranio Impoverito, schiaffeggia Don Chisciotte, monta in sella a Ronzinate e parte…alla volta di Roma….
Pronto Intervento Roma/Ucraina

Per compensare il debito karmico con la poesia (ha volonatriamente assassinato il suo poeta di riferimento), Canale si offre al Collettivo Asma. In quel periodo (siamo nel 1986) i poeti asmatici soffrono di strane eruzoni cutanee sul testicolo neutro. Dovute al Ponentino che sparge pulviscoli radioattivi sulla Capitale. Le polveri al plutonio arrivano dalla cittadina di Cernobyll. Dove è da poco saltato in aria un reattore nucleare. Canale è indenne alle radiazioni iatrogene. Cura i compagni con della pomata al cortisone. Poi vola in Russia. Si presenta a petto nudo davanti al Reattore Impazzito. Si cala in gola una scatoletta di Tonno barzotta viva ed arzilla (il pesce contiene iodio che fa da schermatura alle radiazioni ionizzanti), si cosparge il corpo di Viks Vaporub, scala la ciminiera del Reattore, ci soffia sopra come si fa con le candeline sulla Torta, la raffredda, ne placa la collera…la spegne. Il giorno seguente, l’allora presidente Gorbacev lo convocherà al Cremlino, gli calerà i calzoni e gli darà una passata di Lingua sul Culo. Più un attestato di stima (su foglio a quadretti), con su scritto “Dottore”. Dottore. Con specializzazione in Terapia Radionizzante tesa alla cura definitiva di patologie serie quali calvizie, alopecia, forfora, casapa, cuoio capelluto spento e sebo superfluo.Dottore. LaGuerra Freddaè finita. Ora la scienza ha una marcia in più, e i pazienti possono anche cessare di toccarsi le palle….

L’Amore Breve

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on giugno 14, 2020 at 1:09 PM

Dormi

resta sveglio, spegni, spegnili

spegni tutti i tuoi pensieri

stordisciti di caffè, concediti

un attimo di lucidità

ma se non ci riesci, se ancora

qualcosa ti fa male

se senti che il pensiero ti ferisce

allora, lasciati avvolgere dalla nebbia

non c’è niente di male

a provare paura

e la rabbia, spesso, ti salva la vita

svieni, se ti serve svieni

svenire è un ottima scusa

per sentirsi protetti

svenire è la catena, svenire è lo scudo

Dormi, resta sveglio, spegnili

spegni tutti i tuoi pensieri

allontanati, allontanati da ciò

che non ti permette d’alzarti dal letto

ogni giorno hai tra le mani

un altra realtà, il passato

non conta, il passato non conta più

ti basterà una poesia, una poesia

e te ne sarai liberato

pochi versi su cui piangere

pochi fogli da bruciare

l’amore, l’amore

somiglia a quei cani

abbandonati sul giaciglio della strada

e tutte le volte che sentirai l’amore

sarà per perderlo

potrai tenerlo in mano cinque minuti

potrai stringero al petto pochi secondi

potrai trattenerlo a te per qualche respiro

potrai farci una foto

potrà essere tuo

ma per una notte, solo per una notte

goditela, gustatela tutta

e lascia nel piatto l’ultimo boccone

Dormi, resta sveglio, spegnili

spegni tutti i tuoi pensieri

siamo ancora giovani

e gli Dei hanno in serbo

per noi strade che non

s’interrompono mai

e va bene così ed è giusto così

perché l’unico legame karmico

è lasciare questa terra

con addosso

i soliti sintomi

Medici in Prima Linea : Lucrezia Lattanzio

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on giugno 14, 2020 at 12:47 PM

Lucrezia Lattanzio. Un Nome. Un Cognome. Una Garanzia. Anzi, molte di più. Garanzie di guarigione. Guarigione spontanea. Spontaneamente monitorata. Lucrezia Lattanzio. Poesia Rivoluzione e Farmaci. Cure Allopatiche. Ovviamente. Lucrezia nasce con la vocazione del verso poetico. Una rima baciata a servizio della Lotta Armata. Giovane. Ribelle. Scavezzacollo. Iconoclasta. Tu dille di fare una cosa, e lei farà esattamente il contrario. Dicesi Anarchia. Con simpatie Staliniste. Lucrezia nasce a Novosibirk (Siberia), il primo maggio del 1917. Sotto il segno zodiacale del Bue. Che da del cornuto all’Asino. Siamo in piena Rivoluzione Russa. Bolscecvichi e Menscevichi si guardano in cagnesco. Stalin,Lenin e Trozky provano a spartirsi la fetta di torta. Lucrezia si fa spazio nell’utero materno a colpi di pugno chiuso. La triade rivoluzionaria (e baffuta), le mette gli occhi addosso. Provano a tirarla per la giacchetta. Classica tecnica mediatica del consenso coatto. Lucrezia secglie Torzky. Il Comunista/Umanista. I due si fidanzano. Vanno in Messico per la Luna di Miele. Ospiti dei coniugi Rivera. I coniugi Rivera. Lui fa i murales. Lei dipinge croste. Lui si chiama Diego. Diego Rivera. Lei è Frida. Frida Kalo. Durante la luna di miele Lucrezia sorprende il marito a fellare il grande pittore sudamericano. Scoppia la scenata. La sceneggiata di gelosia. Volano piatti&posate.La ragazza torna in partria. A nuoto. Manifestando un ottima tenuta fisica. E un perfetto riciclo d’ossigeno. Tornata in Siberia chiama Lenin. Ma il leader non risponde al telefono. È morto. Sbranato dai mastini di Stalin. Il Baffone prende possesso del Cremlino. E proclama la Campagna di Russia. Lucrezia viene spedita al fronte. Si guadagnerà da vivere intonando canti di lotta alle stremate truppe dell’Armata Rossa. I soldati sono sfiniti. Rachitici. Non toccano cibo da mesi. La sbobba che il regime invia al fronte, è avariata. Inoltre, la fanteria soffre di dissenteria, scorbuto, tisi, tigna, tifo petecchiale, scabbia, croste, pellagra, podagra, gotta e sintomi da malassorbimento. La futura poetessa asmatica, non ancora folgorata sulla via del giuramento d’Ippocrate, prova ad alleviare le pene dei soldati curandoli con delle bastonate in testa. L’effetto è ottimo. I sintomi cessano all’istante. Certo, molti soldati dopo la botta in testa stentano a riprendere conoscenza. Molti vengono abbandonati in mezzo alla neve. Cadaveri. Ma con delle fiale di morfina su per il Culo! Terminata la guerra, Lucrezia, riferisce il risultato dei suoi studi ai galoppini della Pravda. Promossa. Stalin, ormai agli sgoccioli della vita, incapace d’intendere e di volere, la fa spedire a Roma. Con tanto di lettera di raccomandazione. Alla corte dei Ragazzi di Via Panisperna. Sarà l’assistente di Guido Fermi. Nella Capitale placherà la fame di poesia partecipando alle serate del Kollettivo Asma. Nel 1978 sarà accusata dell’Omicio di Aldo Moro. Ucciso a colpi di teoria politica. In assenza di prove verrà rilasciata su cauzione. Versata sul conto corrente del ministero degli interni da un certo dott.Ermenegildo Ignazio Tommaso Tancredi Balesti Mareggini Turchese. Un nobile. Con tendenza al mecenatismo. Dicono sia stato ad un passo da incularsi il Kollettivo Asma. Al gran completo. Ma poi non s’è ne fatto più nulla. Era finito il popper. E sono spariti i preservativi. Uscita dal gabbio, evasa dalla gattabuia, la ragazza è libera di dedicarsi totalmente alla sua definitiva passione: la medicia. Obiettivo? Il genocidio del sintomo. Costi quel che costi.
Obiettivo Ginevra: Lucrezia Lattanzio

L’ex zarina si iscrive ad un corso di primo soccorso. Si tratta di un corso a dispense. Il corso insegna la prassi di base in caso di sinistro accidentale. Cose tipo la respirazione bocca a bocca (senza lingua), il dito al culo e lo slaccio della scrapa. Lucrezia studia. Si applica. Sfoglia Garzantine. Sottolinea Bignami. Consegue una specializzazione sulla tecnica della tracheotomia tramite penna biro. Arriva il giorno della discussione. La discussione della tesi. L’esame si svolge al telefono. Dalla parte opposta della cornetta, c’è un magnetofono incaricato di sottoporre i candidati al temutissimo Cruciverbone della Salute. Una specie di Quiz dove le cure sono impartite alla cazzo di cane. Lucrezia supera la prova a pieni voti. Presentandosi con una tesi su Emicrania&Lobotomia. Dove la ragazza sostiene l’efficacia dell’asportazione del cervello contro il mal di testa. Promossa. Con lode, menzione ed encomio. Coi proventi di asma apre a Monteverde una Clinica Privata. Dalla retta mensile proibitiva. Dove si eseguono sperimentazioni in cecità totale lasciate al caso, al cinismo, al cincischio e alla Dea Bendata. Per esempio, molti atleti amatoriali che si sbucciano il ginocchio giocando a calcetto, vengono trattati tramite Chemioterapia. Altri invece, che si feriscono l’unghia all’oratorio giocando a Stratego, Sparviero e altre puttanate simili, vengono sedati e sottoposti all’asportazione del Carcinoma Inesistente. Ma le premure di Lucrezia non hanno fine. Ormai stimato primario, non ha dimenticato le sue umili origini di poetessa proletaria. Ai poeti di sinistra bisognosi di cure, viene riservato un trattamento preventivo precauziolale. A prezzo di favore. Questo trattamento consiste nell’asportazione preventiva dell’organo sano. Per non vederlo poi un giorno eventualmente malato. A Molti poeti ricoverati per un banale raffreddore, sono stati rimossi per esempio le reni, i testicoli, la milza, il duodeno, le ovaie, l’utero e altrio organi sani. È passato alla storia il trattamento d’un poeta semplicemente un po giù di morale, curato con 1500 cicli di radioterapia ionizzante iatrogena(lo stesso tasso di radiazioni di Cernobyll). La posologia ha avuto un successo notevole. Godendo del plauso di molte Case Farmaceutiche. La depressione del poeta è completamente scomparsa. Assieme al paziente….
“…Egregi colleghi, la Facoltà di Medicina&Chirurgia di Ginevra è lieta di consegnare alla dott.ssa Lucrezia Lattanzio la menzione di “Queen Vax”, per aver sottoposto a vaccinazione preventiva anche televisori, tostapane e sofà nelle case degli Italiani, signori prendete esempio da questa onorevole collega, e ricordatevi, in medicina non serve entusiasmo…servono protocolli, contratti…liquidità, la medicina è liquidità…buona vaccinazione egregi…”

Fica D’Orticaria

In poesie di quarantena, polverie o poesie, Uncategorized on giugno 13, 2020 at 3:52 PM

Ti amo

ti amo dai tempi della scuola

ti amo da quando

hai lanciato il cartoccio di latte

in faccia alla maestra, che poi ha avuto un ictus

Cristo Santo! gli hai lanciato in faccia il cartoccio di latte!

Ma come t’è venuto in mente!? Sei Pazza!

Sei una Fottuta Fica Pazza Furiosa!

latte intero o parzialmente scremato

a me il latte fa schifo, mi piace la Bufala, solo la Bufala

il latte fa venire la Sclerosi a Placche!

latte di mucche con mammelle flosce

vacche devastate dalla mastite

ti amo, ti amo dai tempi della scuola

che ci stava il richiamo dei vaccini

ti amo, da quando

quelle merde dei nostri genitori

ci portatrono assieme

all’A.s.l per il richiamo dei vaccini

a te la Pertosse a me il Tetano

a ognuno i suoi demoni

e le nostre reazioni avverse da vaccino

sono state più o meno le stesse, bellissime, speldide!

con te che hai cominciato a detestare

la notte e io a detestare il giorno

e siamo scivolati in un tunnel buio

senza voci, una galleria cosparsa d’anime

anime derelitte dalle convulsioni

anime che perdevano le bave

Cristo Santo s’è sbavavano!

anime con la salivazione corrosiva

burattini di carne senza tempo

l’amore è come un interruttore che si spegne

il mio amore è pieno

di Reazioni Avverse

Reazioni Avverse all’Amore

ma non è stato affatto male

leccarti quella tua Fica Micidiale

Fottutamente Vaccinata

Spietatamente Cosparsa D’Orticaria

Enzo Tatti, è arrivato Lord Vax

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, Poetry urban story, Uncategorized on giugno 13, 2020 at 3:23 PM

 
“Ho convocato mr.Tatti nella mia tenda in campeggio a Pasadena. Volevo consultarmi con lui per un eventuale Piano di decimazione della Popolazione Mondiale. Un progetto lento, ponderato, rispettando tutte le cautele del caso, senza destare sopetti o inutili isterismi. Lui m’ha gentilmente illustrato il suo personale programma di sterminio planetario a somministrazione vaccinale. Mentre elucubrava assurde posologie il suo viso continuava ad assumere un espressione grifagna, cattiva, tipo quella d’un satiro… ebbene…ho avuto paura…gli ho chiesto d’allontanarsi. S’è fermato a casa mia. Tre anni e…s’è scopato Melinda…mia moglie, ora la mia Fondazione è ha pezzi, come lo è il mio cuore…vogio gridarlo al Mondo Intero…Asma di Poesia è il MALE…

(Billa Gates su Enzo Tatti)

25 dicembre 1989
Fattacci Calabri

Tatti. Enzo Tatti. Poeta Asmatico. Dal gesto garbato. A tratti Orientale. Fiero Cantore del Rione Pigneto. Lato Prenestino. Il Lato Casilino è territorio dell’altro sgherro asmatico. Matteo Mingoli. Detto Recanati. Enzo nasce a Montecuccoli di Bagnara Lupanna. Sila Calabrese. Unico figlio maschio della famiglia Martini. Esatto, quella delle famigerate cantani. La sfortunata Fanny. L’Indimenticabile Mimì. E poi lei. L’indomabile Loredana. Una furia cieca. La famiglia Martini non è un nucleo famigliare normale. È un clan. Un fottuto clan. Quando arrivano (puntuali), i problemi con la giustizia (concussione, corruzione, peculato, abuso d’ufficio, circonfessione d’incapace), la famiglia fa muro. Si chiude a riccio. Fa scudo. E la polizia brancola nel buio. Le sorelle maggiori di Enzo posseggono il dono del canto. Un canto del Cigno. Sole in casa seconda. Co/significante del Toro. Canzoni che parlano d’amore. Enzo non. Ad Enzo piace cincischiare con la penna. E col foglio. A quadretti. Gli piace il Lapis. Spesso lo suzia avidamente (fase orale circospetta). Lo aspira come se fosse popper. O tabacco da fiuto. O bamba colombia. Enzo detesta i pastelli. Quelli a cera. Detesta I colori in generale. Consiera L’Arcobaleno una manifestazione climatica da froci( involuzione marziana di ritorno). Predilige il temporale. (Aspetti Plutoniani irrisolti+Lilith in quadratura al Sole in casa settima). Allo spuntare del primo dentino le matrone della Loira fanno la colletta per regalargli una Penna a Sfera. Enzo la consuma. Scrive notte e giorno. Un amanuense. Scrive di lunghi viaggi nello Stato Pontificio. Avventure scabrose tra prelati e seminaristi.(Sole in Sagittario come Jules Verne). Il suo sogno si chiama Poesia. E non è un sogno banale. I suoi coetanei tamarri sognano la quattro ruote. La turbo minchia. La fidanzata oca tutta tette&culo. Lui al contrario, espolra la signorilità, la delicatezza, il galateo, il buffetto sulla guancia. Il fiore di pesco. Raccolto sull’Orlo dell’Orto. Scrive. Scrive Poesie. Nel frattempo le sorelle scavallano la scalinata. Arrivando sino al Palco dell’Ariston. Mia e Loredana. Un tempo bifolche. Ora sono dive. Enzo richiama a gran voce la sua parte d’assegno. È stata la sua penna ad imbastire capolavori quali “In Alto Mare”, “E la Luna Bussò”, “Piccolo Uomo” e tanto altro repertorio canoro silano. L’Assegno arriva. Pagabile al Portatore. Enzo prepara i bagagli. Sale sulla Littorina. Lascia per sempre la Calabria. Destinazione Roma. Roma Capitale…
Roma Caput Mundi

Il ragazzo si piazza al Pigneto. Lato Prenestino. Trascorre le notti a declamare poesiE.In Zona Nuccitella. Diletta i fuori sede. Li ammalia. Pretende d’essere il boss. L’Unico cantore del Quadranete Est. Ma ahimè, Il Rione ha già un capo. Si chiama Pier Paolo. PierPaolo Pasolini. Scrive sui Ragazzi di Vita. È un gran chiacchierone e…pende, pende dall’orecchio. Pasolini addocchia Enzo da Pucci. Un pizza al taglio del posto. Lo luma, lo lippa. Poi lo stordisce di ciance. Di chiacchiere. Di chiacchierate politiche. Lo introduce nel “giro”. Nel turbinio randagio delle notti romane. Vino, fritti, filetti e glandi. Glandi scoperchiati. Da utilizzare sottoforma di stuzzicadenti. I due diventano amici. Pasolini lo stima. Lo stima artisticamente. Umanamente. Quando lo legge, si masturba. Lo scrittore lo stima. Ma c’è un problema. Paolini è logorroico. E poi, ha la voce in maschera. Ed è senza labbra. Classico sintomo di Falsità. Di menzogna. Di Doppiogiochismo. Enzo se la lega al dito. Una notte d’estate, siamo nel luglio del 1975, Tatti viene contattato dall’Azienda Ospedaliera del suo Municipio.Per un richiamo d’Antitetanica. Da iniettarsi per via parenterale. La mattina lo ritira. La sera accompagna l’amico mecenate al Mare. Per un pediluvio. Da affrontare nell’intimità. Ostia. Adiacenza Idroscalo. Pier Paolo comincia a parlare. Parla tanto che ne ha. Non la smette più. Enzo ha il volto livido. Quasi cianotico. Vorrebbe darsela a gambe. Ma non può. Pasolini ha precauzionalmente infilato il servo/sterzo. Il giovane poeta ostaggio del marpione loquace. Un incubo. Enzo si tocca le tasche. Nella patta dei coglioni c’ha la siringa. Col siero vaccinale pronto all’Uso. La sfodera. E colpisce. Colpisce con forza. Poi getta la sirninga a terra. Nel castello di sabbia. L’Ago trapana la carotide dello scrittore. Instillando la tossina nella gola. Pasolini ha un attacco d’orticaria. Classica reazione avversa al vaccino. Il corpo prude. La pelle necessita di crema. Di pomata al Cortisone. Ma l’Idroscalo non è una farmacia. È un oasi di scambismo. Pasolini scende dalla macchina. Enzo toglie il freno a mano. Mette in moto. Il cofano urta il coccige dell’artista friulano, che perde l’equilbro e sbatte la fronte contro l’ago incastonato nella sabbia…è finita….
La notte e Piccola Così, troppo Piccolinaaa

Enzo si precipita a Roma. Zona Termini. I cerca di qualche balordo a cui addossare il reato. S’imbatte in un Certo Pinuccio Pelosi. Detto Pino. Un minorenne. Professione “cravattaro”. Il futuro poeta asmatico gli allunga un millino…Tiè, comprace er Lecca Lecca…ma me devi fa na cortesia…-che cortesia principà?…-tu non ti preoccupare, monta e fai silenzio, ti spiego tutto nel tragitto.-ma n’do annamo principà?-al mare…e se fai il bravo ci scappa pure il fritto di pesce….Luglio 1975. Muore un poeta. Nasce un caso di cronaca…cronaca nera….
Pupazzi di Pezza

Quando Enzo Tatti fa il suo ingresso trionfale in Asma, la sua leggendaria collezione di poeti impagliati è già sterminata. I SUOI galoppini, pagati con paghe da fame, s’occupano di profanare i cimiteri, rubare i corpi e poi in seconda battuta dei nani (pagati meno della miseria) provvedono al processo d’imbalsamatura. Con della Gomma Piuma. Rubata nel Nord/Est. A delle Fabbriche di Materassi. Poi li consegnano ad Enzo. Che con delle sberle vaccinali…li riporta in vita. Certo, vita vegetale…ma pur sempre vita…ma è lo stesso Enzo che in questa intervista rilasciata nel 1988 al settimanale Orsolino Famiglia Cristiana spiega alle casalinghe di Voghera i segreti alchemici del suo preparato allopatico…
“…Il segreto è stimolare unicamente la trasposizione di nervature, senza sollecitare il sistema nervoso centarale, così che il pupuazzo pezzato possa muovere gli arti negli spazi…senza avere coscienza del perché lo fa…per arrivarci serve molto studio…testa china sui libri, bisogna saper gingillare le provette del Piccolo Chimico…e poi…la cosa più imporatante…devi essere l’asso capace di corrompere chi stà al Ministero della Sanità…e come tutti voi sapete…lL ministro De Lorenzo(1992) mi deve un favore, perché grazie ad un mio preparato vaccinale a base di Difterite a lento rilascio…gli ho levato DALLE palle quella stronza piantagrane della suocera…e la magistratura, anche essa vaccinata, sé fatta i cazzi suoi….
The Glaxon Miracle

Il pubblico di Asma adora le declamazioni “garbate” di Enzo Tatti. Efficaci nei modi e nei termini. Perfette nei contenuti. Ma la svolta, nella carriera dell’artista, arriva quando La Glaxon(la multinazionale del farmaco responsabile del Genocidio di Giraffe in Ruwanda), mette gli occhi sulla sua collezione di Fagiani vaccinati…il dott.Trevor Bastard, amministratore delegato lo contatta via fax. Per una “chiacchierata tra amici”. Davanti ad un laboratorio chimico/farmaceutico. Anzi, non davanti. Dentro. Enzo esamina la situazione con occhio clinico. Giudicandola tiepida. 12 vaccini in un colpo solo?. A bambini di due mesi? Troppo pochi! -Ma Porco Dio come cazzo li corrompete i ministri lassù!? Con Profumi&Balocchi!? Siete dei Ricchoni! Il Poeta s’inalbera. L’Enzo Tatti garbato conosciuto al grande pubblico durante gli spettacolo ao vivo, è sepolto nel sulfurato del tramonto! -Se voi merde americane sollevate i massimali della dazione ambientale, riusciamo ad innalzare la somministrazione di vaccini da 12 a 24 o 44 o 64 o quanto cazzo c’è pare a noi! I vertici della Glaxon non credono alle loro orecchie. Hanno trovato il loro testimonial! Il loro Dio Pagano! La Gallina dalla Uova D’Oro! Fanno salti di Gioia, si chinano e gli praticano la lavanda dei piedi! D’altronde, nascosta dietro un velo di Maya variegato di Yoga e Ciclo Carolingio, la poetica di Enzo Tatti pullula di messaggi subliminali sulla vaccinazione Coercitiva. Messaggi medici nemmeno troppo velati. Si pensi a Capolavori lirici del calibro di “Più ago nel braccio”, “Questo Spillo non è un tossico”, “Il Corpo accusa il Colpo”, “Propoli, la merda delle Api”, e la CALABRESE Vitamine n’tu culu! La Glaxon strizza l’Occhio ad Enzo. E macina utili. Ora Enzo è un poeta/nababbo. È proprio vero…che I vaccini fanno bene…Sono Utili…o meglio…Producono Utili…
“…Circa 10 anni fa, Durante un Poetry Slam, ricordo che eravamo a…aspè…a Prati, in un locale che si chiamava “Chicco’s”, frequentato perlo più da poeti yèyè, ( e intanto mentre lo dice fa il gesto dell’orecchio)…questi chiacchieravano, rompevano il cazzo, mettevano mani dove non dovevano…ebbene…gli ho sparato un Anti/Difterico nel Mojito…e si sono zittiti..muti…però forse, ora che ci penso, devo aver esagerato con la dose…perché …ancora adesso non parlano più…e sono passati dieci anni…d’altronde sono secoli che lo dico…Alla Poesia…serve L’Immunità, L’Immunità di gregge! Eccheccazzò!…”

Enzo Tatti (La Repubblica 16/10/1999)

Campagna per la vaccinazione coercitiva tramite Calci&Schiaffi

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