Giovan Bartolo Botta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

immondizia

In Uncategorized on dicembre 3, 2020 at 2:52 PM

Immondizia

Le mie emozioni

sono solo cazzi miei

sono la mia guerra la mia sbornia

parlano la mia lingua gesticolano con me come me

le mie emozioni sono la mia malattia epidemica

occhio però…le mie emozioni sono contagiose

sono come il tifo, la varicella, e sono solo cazzi miei

sono la scarlattina la decimazione del mio germe

le mie emozioni sono proliferate in me

e m’ammazzano & m’attizzano

e le mie emozioni sono la mia peste bubbonica

e sono solo cazzi miei, sono il sangue che cola dal naso

sono la mia morte, la mia morte nera sono lo scrigno magico

un segreto, e sono solo cazzi miei, sono la mia sorte

e se sento dolori disagi articolari nausea

sangue caldo sangue freddo vomito

sono cazzi miei sono solo cazzi miei

le mie emozioni non le hanno portate i topi

o i roditori selvatici o la pulce d’acqua

le mie emozioni non le ha portate Babbo Natale

mi sono state scagliate in culo

lapidate in faccia e sono solo cazzi miei

sono la mia necrosi la mia ulcera del cuore

la mia letalità del polmone il mio cazzo

che cerca costantemente l’infarto tra le tue cosce

quando c’hai le tue “cose” e le mie emozioni

sono il collasso della mia anima, sono il mio tracollo

e non c’ho più nulla, nulla da difendere, niente

niente da salvare le mie emozioni sono immondizia

Sposta nel cestino

In Uncategorized on dicembre 2, 2020 at 3:58 PM

non mi

servono le mie emozioni

per arrivare sano & salvo

gli affari di cuore, il 27 del mese…l’amalgama dentaria

sono il mio libro della giungla

il delirio spacciato come idillio

sono un ragazzino che s’è perso tra le fauci della Tigre

le mie emozioni sono la mia vergogna!

Perché non le ho uccise!?

Perché non le ho lasciate uccidere!?

Perché non le ho date in pasto all’anonima sequestri!?

Perché non ci ha sparato le Brigate Rosse!?

Perché ho trattato le mie emozioni coi piedi

col culo!?…perché le ho lasciate trascinare nelle camere a gas…!?

perché non mi sono preso cura delle mie bambine!?

Perché quello sono, le mie emozioni…

sono ancora piccole…andrebbero nutrite

invece…invece ho preferito violentarle!!!

e già solo per questo…merito l’inferno!!!

vieni qui mettiti comodo

magari posa il culo sulle mie ginocchia

c’ho una storia da raccontarti

che non inizia col classico “C’era una volta…”

oppure “tanto tempo fa…” perché

non è la classica favola

che si spara in faccia ai marmocchi

per farli prendere sonno…nononno

e a sto giro…non ci sarà nessun “lieto fine”

perché per sottoscrivere un “lieto fine”

servono i contratti…ma le mie emozioni

non si possono mettere nero su bianco

nooooo…prima andrebbero catturate stanate

o per lo meno fotografate…fotografate dal satellite

ora, è passato tanto tempo

tanto tempo da quel delitto…è stato

una specie di tempo lasciato “in sospeso”

fori dalla dimensione terrena…come quei

ragazzini curiosi del sesso, ancora sotto i 18 che

non possono entrare in un cinema porno

e se c’è una cosa che desideravo davvero

dalle mie emozioni…era condividere con loro

i miei orgasmi…invece è stato un bagno di sangue

e anche se non ho versato una goccia di sangue

io sono morto lo stesso…io…sono crepato comunque…

lettera aperta a Giovan Bartolo Botta

In Uncategorized on novembre 26, 2020 at 9:33 am

Ciao Giovan Bartolo sono George W Bush jr.ti ricordi di me si!?Sono quello che fingeva commozione alla Caduta delle Torri Gemelle che poi…detto tra noi…le ho fatte cascare io cioè…non proprio io in persona…io sono un imbelle un babbano un babbeo un incapace non riuscirei nemmeno a far cascare un mattoncino di lego nella cuccia del canesia chiaro…ho eseguito degli ordini ma che poi ora…a distanza di anni mi spiace che sia stata data la colpa a quattro ragazzotti medio/orientali senza nemmeno il patentino per il chiappo che poi…quello è il fatto…ma ti pare che quattro tipi senza nessuna esperienza di guidare manco un tram possano mettersi a dirottare un aereo…ahahaah!?Andiamo su!? Non sta ne in cielo ne in terra!!eppure c’hanno creduto tutti quindi sarò pure un alcolizzato perso ma qualcosa di buono nella vita l’ho fatto forse ero più bravo come mentalista che come presidente degli Stati Uniti d’America..ma..senti…ti seguo molto come medico…sei forte…ho letto i tuoi post contro la coercizione vaccinale ahahaha…fai bene…io alle mie due figlieBarbara & Jenna…quando erano piccole…col caxxo che le ho vaccinate…le ho vaccinate col Jack Daniels e sono cresciute da Dio…stanno così bene che quel lascivo sbarbatello di Berlusconi…in visita alla Casa Bianca le ha sbirciato il Culo…e figurati…erano già maggiorenni cioè…fidati…io me ne intendo di perversioni sessuali ma lo sai…che quasi quasi mi sono offeso…cioè voglio dire…ma informati prima sul compleanno delle mie figliole…e vieni a sbirciare culi prima della loro maggior età…cioè…tra capi di stato non si fa così!Ci vuole cameratismo! Complicità! Rispetto! Ci vuole più Goering eccheccazzo! Altrimenti che caxxo ci siamo andati a fare in Afghanistan!? A combattere il Terrorismo Islamico!?Ahaha. Andiamo su…non spariamo caxxate!!!a proposito ti ricordi la sceneggiata di Colin Powell con in mano la fialetta finta di presunta arma batteriologica in mano a Saddam!?Ahahaha…era una fialetta di Ginseng…così by bye Iraq meno male che poi è arrivato il Nobel per la pace Obama a mettere a posto le cose il furbetto zitto zitto ha fatto più morti di me…quasi quasi mi girano gli zebedei…ma soprassediamo senti Bartolo…ora sono qui al chiuso al freddo al gelo in un posto molto stretto…piccolo piccolo insieme alla mia famiglia…soffro di claustrofobia…cosa mi consigli contro la nausea!?

Sotto Pressione

In Uncategorized on ottobre 31, 2020 at 1:35 PM

(B.H 1981/ R.M 2020)

Sotto pressione

ogni volta che ti vedo

mi sento sotto pressione

i decibel aumentano

ce in giro sentore di bombardamenti

bombardamenti a tappeto

ci sono menti perverse

menti perverse che progettano stragi

stragi di civili, ci sono case divelte

animali smembrati, famiglie

famiglie sepolte sotto macerie

e il pianto che senti, non è compassione, no

sono risa risate grossolane sono sghignazzi

sotto pressione

ogni volta che ti vedo

mi sento sotto pressione

ho scambiato l’amore per uno scontro

uno scontro a fuoco

è sempre stato così

sono sempre stato così

sono fatto così & a cambiare

si fa presto a cambiare a parole

ma poi, poi ogni volta che ti

vedo mi sento sotto pressione

e che forse a Natale a Natale

siamo tutti più buoni, a Natale certo

ma il Natale è una farsa, una buffonata

è il resto dell’anno, è il resto dell’anno quello che conta

e nel resto dell’anno che t’innamori

e nel resto dell’anno che tocca ferire

scoperchiare le carte fuggire tacere lasciarsi ferire

e sotto pressione

ogni volta che ti vedo

mi sento sotto pressione

la pressione mi sta schiacciando

la pressione mi stupra mi urta la pressione

fa del mio corpo quello che vuole

e non posso, non le posso

voltare le spalle non posso

non posso chiedere aiuto, non posso

perché ho scambiato il bacio

per uno scontro a fuoco

e il contatto colla tua carne

per una guerra civile

e non mi lascerò la possibiltà

d’essere diverso da ciò che sono

andrò fino in fondo, poi però

mi fermerò, mi fermerò prima

giusto quell’attimo prima

d’andare fino in fondo

sotto pressione e questo

è l’ultimo passo di danza

sotto pressione

e questa è la dannazione

finale

Tiffany Doggett

In Uncategorized on ottobre 31, 2020 at 11:59 am

Ho dei

sentimenti qui per te/d

ho dei sentimenti per te/d

nuovi, nuovi di zecca, nuovi

vecchi, vecchi come il cucco

ma nuovi, nuovi di zecca

ho dei sentimenti, qui, per te/d

se ne vuoi fare qualcosa, qualcosa

di bello qualcosa di buono

qualcosa di utile qualcosa d’inutile

qualunque cosa fosse pure

usurpare il mondo o sciaquartici i coglioni, prego

accomodati pure, ho dei sentimenti

qui per te/d, che parlano d’anidride carbonica,

d’annullamento adolescenziale, poco dopo il liceo

niente di più niente di meno, classi pollaio compiti a casa

come s’infila sto cosa alza la musica

che tua madre ci sente, nessun figlio qualche gravidanza

isterica, la mia, nessun figlio adottato

nessun ragazzino stuprato niente

pornografia ma la mia la tua perversione

sputarti in faccia leccarti lo scracio

ho dei sentimeti, qui per te/d

dettati dalla carta del matto, le parite

di calcio, calcio inglese, le canzoni di Amy

un pizzico di nostalgia, non sono sentimenti

per la pace nel mondo, sono solo parafile

parafilie per la tua Fossa dei Leoni, ho dei sentimenti

qui per te/d, ops… m’è sfuggito il senso di questa poesia

Amarsi Parassitario

In Uncategorized on ottobre 30, 2020 at 12:05 PM

soffri come

d’un amarsi parassitario

il ricodo d’un amore

continua a perforare nella testa

il riciclo continua a fottersi

nelle viscere, infettare interrompersi

è un digiuno a intermittenza

hai narici chiuse e labbra che tendono

verso gli inferi, c’è

un lato della bocca

che finge di sorridere, ma l’altro,

il suo fratello gemello, trema

e non è paura, no, è freddo

soffri come

d’un amarsi parassitario

il ricordo d’un amore

ti perseguita & ogni bacio

trattenuto sulla lingua

ti risulta nauseabondo

& vorresti sputarlo fuori

spezzare le catene, liberarlo, abolirne la schiavitù

perché ogni bacio ingoiato

è un bacio fittizio

perché ogni bacio masticato & ingerito

sa come di pasto indigesto

perché ogni bacio soffocato sa come di bugiardo patologico

perché soffri come d’un amarsi parassitario

parassitario tra te & in te, ma che

poi a letto, durant

tradimento dell’anima

In Uncategorized on ottobre 11, 2020 at 11:49 PM

io sono

ANTIFASCISTA

il fascio è la merda

la merda vera, il fascio è

la Merda, il fascismo Emotivo

poi…peggio mi sento

io sono per l’Amore Libero

pur con le MIE contraddizioni

stile Valerie Solanas, io sono Acquario

io ci ho la Venere in Capricorno

io adoro la solitudine

adoro toccare farmi toccare

(ma da maggiorenne, non dai preti

e col mio consenso)

il mio cibo preferito è la pizza

della birra artigianale me ne sbatto il cazzo

e chi mi ferisce deliberatamente l’anima

ok…tutto apposto…l’Universo non giudica

anzi..grazie tante…grazie al cazzo

ma ognuno per la sua strada

io sono Antifascista

e sono contro ogni tipo di obbligo

ognuno è sovrano assoluto di se stesso

e se ho offeso o ferito

chiedo scusa, non l’ho fatto deliberatamente

semplicemente…io non esisto

ultimamente ascolto solo i Queen

io sono ANTIFASCISTA

e sono per l’Amore libero

e il tradimento dell’anima me lo ricordo…tutto

e il tradimento dell’anima

è STUPRO

NON UNA DI MENO

io sono

ANTIFASCISTA

il fascio è la merda

la merda vera, il fascio è

la Merda, il fascismo Emotivo

poi…peggio mi sento

io sono per l’Amore Libero

pur con le MIE contraddizioni

stile Valerie Solanas, io sono Acquario

io ci ho la Venere in Capricorno

io adoro la solitudine

adoro toccare farmi toccare

(ma da maggiorenne, non dai preti

e col mio consenso)

il mio cibo preferito è la pizza

della birra artigianale me ne sbatto il cazzo

e chi mi ferisce deliberatamente l’anima

ok…tutto apposto…l’Universo non giudica

anzi..grazie tante…grazie al cazzo

ma ognuno per la sua strada

io sono Antifascista

e sono contro ogni tipo di obbligo

ognuno è sovrano assoluto di se stesso

e se ho offeso o ferito

chiedo scusa, non l’ho fatto deliberatamente

semplicemente…io non esisto

ultimamente ascolto solo i Queen

io sono ANTIFASCISTA

e sono per l’Amore libero

e il tradimento dell’anima me lo ricordo…tutto

e il tradimento dell’anima

è STUPRO

L’Amore rimasto sugli intestini

In Uncategorized on ottobre 5, 2020 at 10:23 am

Dopo l’amore, l’amore

con te, non è un caso

cominciare col bere

col bere a 13 anni, 13 anni

13 anni, ma che bella età

forse lo cantava Cristina D’Avena

era il ritornello

d’una sua canzone

quando i popoli succhiavano

l’uccello all’Europa Unita

Abbiamo baciato le natiche

all’Europa Unita, ci siamo

bevuti tutto, ma proprio tutto

Si sono pilotati i nostri sogni

ci siamo fatti imboccare

imboccare l’omogeneizzato

come cerebrolesi

e tu, tu sei così fatale

che mi sei rimasta

sugli intestini

Siamo stati accuditi

da quella mani di merda

di mamma&papà, Dio Porco!!!

ecco, è stato così anche in amore

ci hanno detto, -funziona così

e così, e non così & cosà

non potete fare come cazzo volete

si va avanti per compartimenti stagni

poco per volta, un sentimento alla volta

come nel reparto banco frigo

come al supermercato, e occhio

alla scadenza del prodotto

perché il battito del cuore

è soggetto a scadenza

come i capperi sotto sale

o i piselli in scatola, dunque

avendo conosciuto

la tua bocca, avendone

gustato la saliva, avendoti

strappato le lebbra avendo

fatto del mio naso il cane da tartufo

all’interno del tuo culo

essendomi specchiato nella tua fica

ecco…ho pensato che non è male

cominciare coll’alcol a 13 anni

coll’alcol a 13 anni

senza soluzione

di futuro, coll’alcol a 13 anni

per provare a spegnersi

subito, a cancellarti

a lasciare tutto l’amore intossicato

sei bella,…e mi sei rimasta

sugli intestini

e ora tengo stretto

il buco del culo

per non gettare

tutto nel cesso

anche stavolta…

Dopo

l’amore, l’amore

con te, non è un caso

cominciare col bere

col bere a 13 anni, 13 anni

13 anni, ma che bella età

forse lo cantava Cristina D’Avena

era il ritornello

d’una sua canzone

quando i popoli succhiavano

l’uccello all’Europa Unita

Abbiamo baciato le natiche

all’Europa Unita, ci siamo

bevuti tutto, ma proprio tutto

Si sono pilotati i nostri sogni

ci siamo fatti imboccare

imboccare l’omogeneizzato

come cerebrolesi

e tu, tu sei così fatale

che mi sei rimasta

sugli intestini

Siamo stati accuditi

da quella mani di merda

di mamma&papà, Dio Porco!!!

ecco, è stato così anche in amore

ci hanno detto, -funziona così

e così, e non così & cosà

non potete fare come cazzo volete

si va avanti per compartimenti stagni

poco per volta, un sentimento alla volta

come nel reparto banco frigo

come al supermercato, e occhio

alla scadenza del prodotto

perché il battito del cuore

è soggetto a scadenza

come i capperi sotto sale

o i piselli in scatola, dunque

avendo conosciuto

la tua bocca, avendone

gustato la saliva, avendoti

strappato le lebbra avendo

fatto del mio naso il cane da tartufo

all’interno del tuo culo

essendomi specchiato nella tua fica

ecco…ho pensato che non è male

cominciare coll’alcol a 13 anni

coll’alcol a 13 anni

senza soluzione

di futuro, coll’alcol a 13 anni

per provare a spegnersi

subito, a cancellarti

a lasciare tutto l’amore intossicato

sei bella,…e mi sei rimasta

sugli intestini

e ora tengo stretto

il buco del culo

per non gettare

tutto nel cesso

anche stavolta…

Le Grandi Bufale del Calcio 2

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on settembre 2, 2020 at 2:55 PM

 

Daniele Casolino & Le Notti Magiche

Siamo a Roma. Il decennio edonista transita. Lasciando campo libero al decennio chimico. Cade il Muro di Berlino. Crolla la Cortina di Ferro. Il liberismo cede il passo al neo/liberismo. Le speculazioni finanziarie sono all’ordine del giorno. Nasce la finanza creativa. L’Iraq invade il Kwait. Le riserve petrolifere prendono fuoco. Bush padre bombarda a casaccio. Prende forma il mito del generale Cocciolone. Un ghiacciolo all’anice costa circa 250 lire. Daniele Casolino è uno studente. Frequenta l’ultimo anno del Liceo Artistico “Michelangelo Merisi” presso il Tufello. Disegna più che discretamente. Il corpo docenti lo stima. Il suo punto forte è la natura morta. Nel senso che gli garba parecchio recarsi nei parchi pubblici, malmenare i leprotti (sino ad ucciderli), per poi ritrarli. Morti, appunto. Con un cetriolo tra le natiche. Che lascia traspirare la cute. Utilizza la tecnica della “stilizzazione”. Nel senso che ritrae tutti i soggetti allo stesso modo. Sotto forma di linea retta. Una linea retta orizzontale. In classe i compagni stravedono per lui. È un tipo edonista, dionisiaco. Organizza feste che paiono baccanali. Cene di trimalcione. Riti orgiastici. Sacrefici a Dioniso. Ai fornelli ci sa fare. Cucina manicaretti meglio di Tognazzi. A sbornia finita, scrive. Poesie. E compone. Musica. Corre l’anno 1990. In Italia si stanno organizzando i mondiali. Di calcio. Tra i più corrotti & dispendiosi della storia. Appalti affidati a cazzo per lavori fatti alla cazzo di cane. Stadi giganteschi che paiono astronavi madre. Mostri di Cemento. Cessi fatti coi mattoncini lego. Linee di Metropolitana cominciate e mai terminate. Insomma lo scempio del paesaggio. La Nazionale di calcio italiana è tra le favorite. Il Governo Democristiano fa pressione. Vuole esibire il trofeo per fini elettorali. La burocrazia è diretta da malavitosi. Un libero professionista prima d’incassare l’assegno, ha tempo a tirare le cuoia. Lo Stato pubblica un bando. Un bando pubblico. Per soli raccomandati. Disegnare la “mascotte” simbolo dei mondiali. La più brutta vince. Casolino consulta il bando. È questione d’un afflato. Afferra la matita e scarabocchia. Nasce “Ciao”. Lo sgorbio. La “mascotte” più brutta dell’Intera storia del Calcio. Daniele viene convocato a Palazzzo Chigi. La situazione è surreale. Kossiga gli stringe affettuosamete la mano. Andreotti, allora capo dell’esecutivo, gli bacia affettuosamente la guancia. -Benvenuto nel gruppo amico! -Quale gruppo!? Domanda ingenuamente l’artista capitolino -Il gruppo dei lestofanti!!!
Daniele Casolino & la Lampada d’Aladino

L’Avvocato Agnelli gli si para davanti offrendogli della cocaina. Luca Cordero di Montezemolo lo affianca solleticandogli calorosamente la patta.-ti va un po di fica amico!? Ora Casolino è uno del “giro”. Del giro che conta. La posta in palio si alza. Daniele si siede al sintetizzatore e improvvisa. Canta un motivetto-…la,la,la,notti magiche…inseguendo un gol…-voilà, e fatta! Sono le note&parole dell’inno…Gino Paoli & tutti i tagliagole della S.i.a.e si gettano ai suoi piedi in stato di prostrazione. Gianna Nannini e Edoardo Bennato vengono convocati in fretta e furia negli storici studi di registrazione Polydor. Ora dismessi e trasformati in un Carrefur h24. -forza cantate merde!!! Notti Magiche balza in testa alle classifiche discografiche prima ancora d’essere stata incisa, ascoltata, passata in radio e distribuita sul mercato. Con i ricavati delle vendite Bennato si comprerà una nuova armonica a bocca( in tonalità maggiore), Gianna Nannini acquisterà un vitigno e Casolino s’iscriverà alla scuola calcio…Ora è un personaggio, un personaggio pubblico. Ogni suo desiderio è verbo! E il suo desiderio è…andare in ritiro con la Nazionale di Calcio

Sono cominciate le Notti Magiche

le Notti magiche di Daniele Casolino

Sarà lui il Genio della Lampada

Casolino vs Austria

6 giugno. Il comissario tecnico Azelio Vicini suda freddo. Partita inaugurale. Contro l’Austria. Gli azzurri macinano gioco. Ma la palla non entra. La porta austro/ungarica pare stregata. La coppia d’attacco Vialli Carnevale fatica a trovare lo specchio della porta. Urge sostituzione. Ma…gli attaccanti di ruolo latitano. L’allenatore italico tenta il tutto per tutto. Fuori gli appesantiti Vialli&Carnevale, dentro i freschi Salvatore Schillaci & Daniele Casolino. Salvatore Schillaci detto Totò è un giovane scavezzacollo nato&cresciuto a Palermo. Durante il sacco della città. Fortissimamente orchestrato dalla giunta Ciancimino. Giunta dalla marcata tinteggiatura mafiosa. Calcisticamente cresciuto nel Messina. Viene acquistato in estate dalla Juventus a prezzo di saldo. Il prof.Scoglio durante uno dei suoi tanti momenti di mancata lucidità lo ha paragonato al Buitrè. Emilio Butragueno. Fuoriclasse Madrileno. Un eresia! In quanto a Casolino…vabbè…non ha mai toccato un pallone in vita sua. Durante il ritiro di Coverciano è stato provato in qualità di play/maker. Poco sopra la linea difensiva…Nello spogliatoio lo chiamano “il piatto della casa”. A causa della sua tendenza a colpire il pallone con la parte laterale del piede. Un difetto clacistico che gli osservatori tendono a correggere quando l’atleta milita ancora nei pulcini…
The Assist Man

Mancano pochi minuti al fischio finale. La partita è ferma sullo 0 a 0. Un pessimo inizio. La compagine italiota nutre grandi ambizioni. Cominciare con un pareggio a reti inviolate sarebbe l’oltraggio. Lo smacco. Per di più gli Austriaci sono vere e proprie pippe. Mezze seghe. L’Anticalcio. Siamo all’assalto finale. Casolino prova a schernirsi dal gioco andando ad occupare la fascia laterale. Giannini lo vede e lo serve. Un paio di crucchi/bis lo aggrediscono liberando lo spazio al centro dell’area. Casolino crossa. Si libera della sfera senza guardare. Quasi come se quest’ultima lo urtasse. Lo infastidisse. Schillaci da due passi buca il portiere. Italia avanti…e non è ancora successo nulla…
Casolino vs U.S.A

Ci toccano gli Usa. Reduci da una sonora scoppola rimediata con la CecoSlovacchia. Cinque sberle. Cinque sganassoni. Siamo alle solite. Gli azzurri producono gioco, ma non segnano. Afflati finali della partita. Vicini fa segno alla coppia Casolino Schillaci di cominciare a scaldarsi. Escono De Agostini & Berti. Due centrocampisti. Stesso spartito. Casolino tenta di nascondersi dietro la schiena degli avversari. Donadoni prova la botta da fuori area, Casolino la centra (inavvertitamene) di faccia, la sfera rotola verso Schillaci che, rapace, col sinistro castiga il folckloristico estremo difensore statunitense Tony Meola (un patito della chitarra elettrica)…Seconda vittoria di misura e azzurri agli ottavi…
Casolino vs Rep.Ceca

I Cechi e/o Slovacchi sono un avversario tosto. Tocca batterli se si vuole procedere come testa di serie. L’Olimpico è gremito. Il pubblico dimentica le magagne quaotidiane facendo la ola. Gioca Baggio titolare. Al posto d’uno spento Giannini. Ma non accade nulla. Sino a quando dalla panchina non si tolgono la tuta loro…la coppia del momento…
Stesso schema. Ma con maggiore intenzionalità. Dalla fascia Casolino lascia partire la solita papagna inguardabile. Totò è sulla traiettoria. Anticipa il diretto marcatore e getta la palla in porta con la zucca…messo in cassaforte il punteggio, gli azzurri rallentano il ritmo. I Cechi si scoprono, e Baggio con un azione da manuale chiude il discorso…
Casolino vs Uruguay

Ci toccano gli Uruguagi. Dei cagnacci tignosi. Con punte di classe cristallina. Si pensi solo agli “Italiani” Pato Aguilera&Enzo Francesoli.Poi ce Ruben Sosa…un dito al culo…E Ruben Paz…un dito allo sfenoide. A sto giro è L’Italia a chiudersi…Zenga (il ragno nero) sventa un paio d’occasioni avversarie…ma per passare il turno serve coraggio. Tocca rischiare. Buttarla dentro…il reparto offensivo azzurro pare occupato da statue di sale. Fermi. Immobili.Inesepressivi come maschere di gesso. Sugli spalti il pubblico fischia. Fischia insulta & sputa. Vogliono loro…la cappia…la pretendono quant’evvero Iddio…
Vicini recepisce gli umori del pubblico. Ed esegue. Fuori i morti di sonno, dentro gli uomini della provvidenza…ed è doppietta. Casolino svirgola, sbuccia, il pallone assume una traiettoria impossiblie (se non all’oratorio) che trae in inganno l’intero comparto difensivo uruguagio. Schillaci è li. Dove il sole batte a stento. Fiondata colla fronte e gol. L’Uruguay ha più classe. Ma l’Italia ha più culo! D’altronde la fortuna è cieca. Ed aiuta gli audaci. Calcio d’angolo per i nostri. Casolino piazza la palla. Nel posto sbagliato. Sull’angolo errato delle lunetta. Prende una breve rincorsa e scivola…Dalla bandierina lascia partire un traversone lento, bradipesco, che scombussola il senso dell’orientamento avversario. La linea difensiva sudamericana s’alza per mettere i nostri attaccanti in fuori gioco. Ma cicca clamorosamente il tempo d’uscita. Schillaci si trova al posto sbagliato ma nel momento giusto…Gol Italia avanti…
Casolino vs Eire

e ci tocca L’Eire. Un manipolo d’ubriachi dediti al separatismo. Decisamente cattolici. Nel pomeriggio sono stati ricevuti in udienza dal Papa, e gli hanno baciato la punta dell’Uccello. Tutti quanti a turno. Anzi no, a gruppi di due…I quadrifogli sono allenati da un certo Jack Charlton, detto “il Giraffa”. Il fratello sfigato del più noto Bobby Charlton. Beniamino della Manchester sponda Red Devils. Il Giraffa è famoso per essere un catenacciaro. Li fa giocare tutti e dieci sulla linea della porta. Il giocatore più avanzato è Patrick Bonner. Il portiere. Bonner milita nei Glasgow Celtic. La compagnie cattolica di Scozia. Broccacci di prima categoria! Eppure ancora una volta, fatichiamo a sbloccarci. Loro si piazzano li, sulla linea di porta, masticano lonticchi di pane tostato e ruttano. Vicini ha schierato sin da subito l’artiglieria pesante. Dentro Baggio Vialli e Mancini. Giocatori dai piedi raffinati. Ma la caviglia è fina. Troppo, servono i comprimari, i macellai…urge la coppia…
Casolino entra e mosra subito di che pasta è fatto. Accarezza la sfera col piattone. Il pallone si buca. La sfera si sgonfia. Il rumore dell’aria che fuoriesce dal cuoio spaventa i celtici. Scappano. Fuggono come topi. La porta è sguarnita. La sfera sgonfia arriva sui piedi di Schillaci che comodamente ribadisce in rete. Siamo in semifinale. E il merito, ancora una volta va tutto a favore del duo Casolino/Schillaci…
Casolino vs Maradona

Ma tra sogno e reltà ce l’Argentina. Nella notte la Federcalcio convoca Casolino negli uffici dell’Aquacetosa. Daniele ha un idea. Un idea geniale! Trasferire la Nazionale Azzurra in quel di Napoli. Basta Roma! La Capitale ha rotto il cazzo! Il Paese Reale risiede a Napoli. L’italia dello steretipo. La pizza,la pasta,la dieta mediterranea, la camorra e il mandolino. A Napoli la gente ci riempirà d’affetto. -E poi c’è il pesce di paranza, vi posso cucinare la frittura. Detto fatto! Ciao Ciao Roma. Benvenuti a Napoli. La città dove Maradona è Dio. Ma Maradona è pure Argentino. E l’Argentina è nostro avversario. Ma Daniele non segue il calcio. Non lo ha mai seguito. Crede che Maradona sia il nome d’un complesso musicale acustico che pratica tango!!! Visti gli sforzi mister Vicini schiera la coppia magica dal fischio d’inizio.Ed è il capitombolo. La sera precedente l’incontro Casolino ha cucinato per un esercito. Andandoci pesante con l’Olio di Girasole. Fritto misto e pizza con bufala. Vino a volontà! caffe&digestivo!? Se li sono scordati alla borghesiana.I bar sono chiusi e gli azzurri non hanno ancora digerito. Durante gli inni nazionali lo Stadio San Paolo si genuflette ai piedi del Pibe de Oro. Il Paese è incredulo. Ma la partita si mette bene. Prima (ed unica) azione italiana.Ed è subito gol. Caolino servito egregiamente daL Divin Codino, rutta sul pallone e serve Schillaci che segna di sponda! Italia avanti. Paese in delirio. In finale ci aspetta la Germania. Unita e redenta. Spoglia di scorie comuniste. La partita procede. E L’entusiasmo si smorza. L’Argentina prende possesso del centrocampo. L’Idolo di casa, Maradona, sniffa la bamba e comincia la danza. La Pampa s’esalta. Lentamente Casolino& Compagni arretrano il baricentro scomparendo dal gioco. Corricchiano, paiono appesantiti. Durante i tackle cascano a terra come sacchi di patate. E L’Argentina pareggia. Pennellata di Maradona in area, Caniggia sorvegliato da Ferri stacca di testa! -Esci Poco Dio! Gli grida Casolino a Zenga! E quello esce. A farfalle…Era meglio se rimaneva dov’era…Fischio finale. Si va ai supplementari. Gli italiani non reggono la pompa. Sono esausti. Le telecamere pescano Bergomi afferrare un secchiello e sbrattare. -Daniè, ma come l’hai fritto sto pesce demmerdà cor disel!? Li mortacci tua! S’era detto de cucinà leggero!!! Capitan Baresi rimbrottà il compagno, che risentito lo manda a stendere. Schillaci adora i calamari alla livornese. Ha gli occhi ribaltati. Daniele la sera prima glieli ha fritti nel Nitrato di Titanio (una nano particella ad elevata tossicità che si trova nei vaccini per infanti) e poi affogati nel sugo di minchia. Una vera e propria leccornia. Se hai una settimana di ferie. Per riprenderti. Ma una condanna al regno di Morfeo. Se ti stai giocando una semifinale mondiale. L’Intero paese prega Dio incollato davanti al televisore. Tocca alla voce sofferente di Bruno Pizzul commentare il requiem eterna. Vicini capisce l’antifona, tocca trincerarsi in difesa e affidarsi a Gesu Cristo. Fuori gli elementi di fantasia. Baggio, Vialli, Mancini. Dentro i paracarri…Marocchi, De Agostini, De Napoli, Ferrara -Arriviamo ai rigori che poi ci pensano Totò & Danielino…
l calciatori italiani s’incollano ai rispettivi avversari. Dal modulo a zona si passa alla marcatura a uomo. Anzi, a mirino. Ognuo il suo. L’Ordine è sparare a vista. Palla o gamba. Fa lo stesso. Se becchi la gamba è meglio. Meglio ancora se si tratta di tibia. tibia&perone. Casolino riceve da Baresi la fascia di capitano! -Tutti dietro, come all’oratorio, mani giunte e fede nel Cristo Redentore! È fatta! Miracolo! Siamo ai calci di rigore! Zenga è un affidabile para/rigori. Apposta lo chiamano il ragno. Ma il portiere albiceleste è il sovrano dell’ipnosi dagli 11 metri. Si chiama Sergei Goickoechea, origni basche, Un ex colonnello peronista. Zenga non ne para mezzo…Tocca a Casolino…se segna si va ad oltranza, e il sogno prosegue, se sbaglia addio sogni di gloria. Casolino deposita la palla sul dischetto del rigore. Minaccia il portiere argentino con lo sguardo, lo sfida col segno dello scavetto, del cucchiaio, della palombella.Prende una rincorsa lunghissima,infinita. Parte dalla curva opposta. Oltre la pista d’atletca. Quasi fuori dallo Stadio. Poco male.Durante il mondiale ci ha abituato coi suoi colpi ad effetto. Calciati quasi con metodo casuale. Alla “cazzo”,tanto per dire. Lunga rincorsa e saltello (alla Van Basten), finta di corpo e breve arresto prima di calciare (alla Romario)…L’Intero paese col fiato sospeso…piatto della casa con tanto di sbocco dello Storione…L’Impatto col pallone è devastante. Una ciofeca tutta forza e mancata coordinazione.Palla in Libia.Tra le braccia di Gheddafi! La palla sarà poi rinvenuta sul Vesuvio, circa vent’anni dopo…

e le Notti Magiche per il tricolore si chiudono qui

in finale ci vanno Dieguito e soci

se la vedranno con la Germania unificata

nella finale mondiale più noiosa della Storia

risolta allo scadere da un rigore di Brheme

che attualmente lavora come operatore ecologico

in un ospizio della Baviera, quando si dice “La Riconoscenza…”
la brillante idea Casolina di giocare ai piedi della Terra dei Fuochi s’è rivelata un flop, ora Daniele è tornato a declamere le sue notti magiche tra i ranghi di Asma e ancora adesso, a distanza di 30 anni dai mondiali d’italia, quando si reca a Napoli, per un reading…la cittadinaza che lo riconosce, gli leva la pizza di torno…

 

Le Grandi Bufale del Calcio 1

In asma di poesia/prove per un romanzo, attualità, Bio Asma di Poesia, biografie parallele, Poetry urban story, Uncategorized on settembre 1, 2020 at 1:35 PM

 
Daniele Capaccio detto “Zavatta”, o il Coccige di Wembley

Wembley. Il Tempio del Calcio. Londra. 20 maggio 1992. Ultima edizione della gloriosa Coppa dei Campioni. A partire dall’anno successivo il trofeo dalle grandi orecchie avrebbe cambiato candeggio. Consegnandosi nelle mani dei grandi capitali. E degli ingordi palinsesti televisivi. Londra. 20 maggio 1992. Nel paese del sole la prima repubblica sta implodendo sotto i fendenti inferti dalle indagini giudiziarie. Le procure sono tutte un fermento. L’Italia ha la fama del continente sputtanato. I ministri perdono bava alla bocca come se fosse fonduta di besciamella. Pubblici Ministeri vagamente somiglianti a gibboni tenuti in cattività alzano la voce spaventando la marmaglia dal colletto bianco. Bettino Craxi punta il dito indice preparandosi alla latitanza. Cossiga mena picconate a vanvera. Poi si dimette. A Palermo tra una granita all’orzata e uno zibibbo i magistrati saltano come tappi di spumante. Sono anni di fango. La nazione per salvare la faccia, s’attacca al pallone. Una compagine genovese di sponda blucerchiata ha raggiunto inaspettatamente la finalissima. Ultimo avversario prima del tripudio, il Barcellona. Non certo pizza&fichi. I Blaugrana sono traghettati da un certo Jonah Cruyff, detto il maestro. Olandese. Capostipite dell’Arancia Meccanica. L’Organico Catalano incute paura. Zubbizzarreta tra i pali. Bakero e Ferrer in marcatura. Rambo Koeman libero. A centrocampo il danese Laudrup (ex juve) è libero di smistare, assistito da un giovanissimo Guardiola (quello del noioso e moderno tiki taka) e dal fuoriclasse bulgaro Stoickov. Le punte sono Salinas e Beguiristain. Anche il doria ha dalla sua l’artiglieria pesante. Lo spettacolare Pagliuca in porta. Wiercowod, detto lo zar, libero, Lanna e Mannini terzini, Cerezo ad interdire e dulcis in fundo Vialli&Mancini ad offendere. Eh già…Vialli&Mancini. I gemelli del Gol griffati Lanterna. Nonno Boskov alla guida tecnica. E poi!? E poi c’è lui…L’Outsider del torneo…Daniele Capaccio, meglio conosciuto come lo “Zavatta” di Bogliasco…
Capaccio il Viandante

Daniele Capaccio è un predestinato. Nasce & cresce tra i carrugi di Ventimiglia Alta. Nei pressi della Città vecchia. Un territorio di confine. La linea di demarcazione tra gli evasori fiscali della costiera monegasca, e gli evasori fiscali della trenetta al pesto. Da piccolo, durante una gita a Mentone, col braccio sinistro, titilla la fica a Grace Kelly. Che, fortunatamente, scambia la mano morta per un Cavalluccio Marino. Gesti da birbone…A scuola zoppica più o meno nell’intera didattica. Dopo l’ennesima insufficienza in educazione fisica, afferra la faccia della maestra e le sradica dalla bocca i denti del giudizio. Durante l’esame di terza media causa un incidente nel laboratorio di educazione tecnica, che costa la vita al professore. Sacca dei coglioni nella pressa. Il classico dei classici. Durante gli interminabili pomeriggi, il ragazzo s’annoia. S’annoia a morte. La provincia gli provoca vampate. Vampate da menopausa. Allora va in spiaggia e colpisce ricci. Ricci marini a piedi scalzi. Un giorno di ferragosto, sotto il sole cocente, il castigatore di ricci viene notato da qualcuno. Quel qualcuono è Giulio Nuciari. L’Eterno secondo. Riserva di Pagliuca alla Samp. -ragazzino, hai talento, perchè non fai un salto in zona Sampierdarena verso i primi di settembre!?…detto fatto. Capaccio raggiunge il capoluogo ligure a dito. Supera il provino a piedi scalzi. Lavorandosi col maciullo un paio di caviglie avversarie. Non possiede conoscene tattiche, ma sa cinturare l’uomo. Da qui lo pseudoimo “Zavatta di Bogliasco”. Caratteristica più che sufficiente a convincere gli osservatori doriani a scritturalo in prima squadra. Alle dipendenze di Nonno Boskov. La Samp è fresca di titolo nazionale, e necessita di fosforo per ben figurare nelle competizioni internazionali. Daniele è ancora un diamante grezzo, ma sotto l’ala protettiva di esperti quali Ivano Bonetti e Fausto Pari, non può che mettere fieno in cascina,…farà di più, molto di più…ci darà fuoco alla fottuta cascina…
Daniele Capaccio & Creusa de Mà

La finale è di quelle toste. Zero spettacolo. Tanto nervosismo. L’arbitro tedesco Aron Smichdubter ha già sventolato svariati cartellini gialli. I 90 primi regolamentari si sono conclusi a reti inviolate. Il Barcellona, più scafato dei genovesi in campo internazionale, ha provato a fare la partita, ma il doria ha retto l’urto. Siamo agli sgoccioli dei tempi supplementari. Tocca resistere. E giocarsi il tutto per tutto alla lotteria dei calci di rigore. Nonno Boskov ha la rosa striminzita. Titolari esausti & panchina corta. Cortissima. Presidente tirchio & società che non naviga nell’oro. I campioni tocca forgiarseli in casa. Nella cantera. Ma tra i panchinari c’è un ragazzo che sbuffa&scalpita. Morso alla bocca. Scalcia come un purosangue. Vuole enrare in campo. Azzannare gli stinchi dei pralinati catalani. Dare una mano. Energie ne ha da vendere. Durante campionato, coppa italia e coppa dei campioni ha collezionato la miseria d’una manciata di secondi. Ma fu un debutto fortunato. Il derby della lanterna con gli eterni rivali del Genoa. Vinto dalla Samp. Capaccio in campo nei minuti di recupero. Al posto del valoroso Fausto Salsano. Classica sostituzione per far scorrere il tempo. Il maledetto tempo sul cronometro. Ultimo giro d’orologio. Vujadin, il condottiero slavo, da una rapida occhiata ai suoi effettivi. Silas e Buso sono acciaccati. Noie muscolari. Invernizzi ha un principio di febbre, meglio non rischiarlo. -ragazzo entra dentro a freddo, non c’è tempo per scaldarsi, vai!!! Capaccio carpisce ed esegue. Si sente pronto. Infondo si tratta di macinare gli ultimi secondi. Riprendere fiato. Scagliare il pallone lontano dalla propria area piccola. Poi saranno i rigoristi a fagocitare il destino. Ci penseranno gli scafati Vialli, Mancini, Lombardo, Cerezo e Katanc ha trascinare la Coppa a Levante della Liguria di Ponente. Capaccio tasta il manto erboso. Fuori Moreno Mannini. Sfinito. -ragazzo, occhio ai falli d’ostruzione!!! gli urla l’amico Bonetti dalla linea di fondo. Detto fatto! Nando, tignoso difensore basco, scaglia la palla avanti. Palla lunga & pedalare. È un traversone alla viva il parroco, senza pretese. Anche i frombolieri della catalogna non ne hanno più. -Basta finiamola qui, dagli undici metri, vinca il più preciso e poi tutti sotto la doccia…la palla sta per essere addomesticata dal petto villoso del giovane Pep Guardiola, quando inavvertitamente Capaccio lo anticipa stendendolo con una ginocchiata all’altezza dell’Occipite. È il Kaos. Il futuro sovrano della melina esce in barella. Barcellona in dieci. Capaccio ammonito e punizione spagnola all’altezza dei 30 metri. Pagliuca urla! Grida! Piazza in barriera anche i supporter doriani…-Cazzo! Chiudersi cazzo!…Roenald Koeman, detto Rambo, un fustino di detersivo biondo e impomatato ma dal tiro esplosivo, piazza la sfera e lascia partire un bolide tutto potenza e zero precisione destinato a spegnersi sulla Torre del Big Bang…se non fosse che, la linea Maginot doriana si spalanca…dando vita al varco della vita…Capaccio si volta e devia con le natiche il pallone che spiazza Pagliuca e traghetta definitivamente il Trofeo sulla Via delle Ramblas…Tripudio ai piedi della Sagrada Familia…Gaudì, cazzo in mano, se lo scappella dalla gioia sino a sborrare sullo stile neo/gotico…Zena sponda blucerchiata in lacrime….come in un Talent…s’interrompe il sogno…a pochi secondi dal fischio finale…

-Che è successo cì!? Avemo perso!? Ma che daverò…nu ce sta un terzo tempo…!?
Daniele Capaccio detto “Zavatta” chiede chiarimenti ai compagni beccandosi i doverosi “vaffanculo”! A fine stagione verrà mandato a farsi le ossa nei suddetti campetti di periferia. Prima nel Principato di Seborga…0 presenze. Poi all’Entella di Chiavari. Anche qui solo latitanza. Latitanza e tribuna. Una volta scaduto il prestito, tornato all’ovile doriano, verrà ceduto a titolo definitivo al Monteverde (Roma), dove, impiegato come interditore a centrocampo, durante un amichevole col Milan di Sacchi, spaccherà il menisco ad un certo Lupetto Mannari stroncandogli la carriera per sempre…
Ora è un narratore, narra le sue passate vicessidudini calcistiche durante i reading del Kollettivo Asma di Poesia…
ancora adesso a distanza di 28 anni quando torna a Genova per declamare, i tifosi doriani, gli pisciano sulla focaccia…

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora