Molto tempo fa, in Scozia, spopolava Re Duncano, il triste mietitore. Era un re saggio e giusto, e i suoi sudditi e i nobili, gli leccavano le calosce. Egli aveva due figli discoli, dediti alla libagione, Malcom e Donalbain. Il regno era in guerra contro gli invasori arrivati dalle terre di Norvegia e di Irlanda al comando del ribelle MacDonwald, mentre gli eserciti scozzesi erano capitanati da due valide mezzepunte – MacBeth, cugino del re, e Banquo. Un ufficiale insanguinato porta notizie fresche. -mio sire, le sorti della battaglia erano ancora incerte, a reti inviolate, ma MacBeth, un vero eroe senza macchia, con la spada fumantina s’è fatto strada sino a quel coniglio di MacDonwald, e senza troppi complimenti, gli ha mozzato la testa e l’ha piallata su una picca. -cugino valoroso, esclamò il re. MacBet e Banquo hanno combattuto come Ally Mc Coist contro i pavidi inglesi, il re norreno, con l’appoggio del Barone di Cawdor, ignobile traditore sono stati sconfitti. -il Barone di Cawdor sia giustiziato, e con questo titolo nobiliare saluterò MacBeth! Mentre la notte risuonava tetra, le tre streghe si incontravano per salutare MacBeth e Banquo -salute a te MacBeth, barone di Glamis! Salute a te MacBeth, barone di Cawdor, che un giorno sarai re! -dite qualcosa anche a me, proferì Banquo. -salute a te, meno di lui, e sarai più grande sarai padre di Re, addio! -salve MacBeth, il re ha sentito del tuo coraggio, e ti saluta Tane di Cawdor! -Glamis, Cawdor, e forse, anche re, pensò MacBeth sbalordito nella sua psicosi. Il re Duncano ordinò che quella sera stessa tutti faranno bisboccia al Castello di MacBeth, presso Inverness. Macbeth scrisse una lettera alla moglie in cui raccontò la profezia delle megere. Lady MacBeth era una donna ambiziosa, e crudele, un viso d’angelo con il cuore da narcisa patologica. -sarai ciò che t’è stato promesso, ma temo la tua natura, troppo piena dell’umana dolcezza. Re Duncan non vedrà il sole domani, quando si sarà addormentato stanco per il viaggio, ubriacherò talmente tanto di vino i suoi due galoppini, che la loro memoria andrà in fumo, col re inerme, faremo ciò che va fatto, e le due spugne se ne prenderanno la colpa. -se fosse fatto, una volta fatto, sarebbe meglio farlo in fretta, il re è mio parente, e mio ospite, ed è proprio qui, che la dannazione comincia. Due ottimi motivi, per fermare il pugnale prima d’agire. -o, volontà di stoppa! Ero nella camera del re, quando uno dei due guardiani ha urlato- assassino!, non si dorme più! Dio ci salvi! Amen! Come se avesse visto le mie mani da boiardo. Macbeth ha ucciso il sonno! MacBeth non dormirà più. C’è l’hai fatta Macbaeth, ora sei pallone d’oro, tutto come predetto, ma niente passerà alle tue discendenze, Baquo sarà padre di molti re. -c’hai del sangue sul volto -allora è quello di Banquo -portento d’un sicario, e suo figlio Fleance!? -egli vive! -maledizione, il talento in erba un giorno secernerà il suo fiele. MacDuff e MacBeth, ai titoli di coda. -non puoi vincere, la mia vita è protetta da un incantesimo e nessun uomo nato da donna potrà mai uccidermi -allora sappi che Macduff fu strappato prematuro da grembo di madre! Stile tipo settemino. Il sibilo delle sciabole volteggia tra Birman e Dusinine, MacBeth, comincia ad essere stanco, del sole, e in zona cesarini, perde la testa. Non si dorme più, MacBeth ha ucciso, il sonno!
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Ian Mc Ewan – fatto in casa
In Uncategorized on agosto 23, 2025 at 1:51 PMQuesta storia parla di Raymond, e non di verginità, coito, incesto e masturbazione. Era buffo che fosse proprio Raymond, fra tutti, a volermi fare notare la mia verginità. Raymond aveva allora quindici anni, uno più di me, e per quanto mi ritenessi superiore a lui intellettualmente, era lui a saper fare le cose, era lui il mio maestro di vita. Era stato Raymond a iniziarmi ai segreti degli adulti, di cui aveva una conoscenza intuitiva ma incompleta. Mi svelava un mondo ricco di dettagli affascinanti, ricco di peccati e di sapienza, un mondo di cui Raymond era un po’ il maestro di cerimonie, ma in cui non si trovava a suo agio. Così quando se ne arrivò con le prime sigarette, io imparai subito ad inspirare profondamente il fumo, a fare gli anelli e a mettere le mani a coppa intorno al fiammifero come i divi del cinema, mentre Raymond annaspava mezzo soffocato. Poi Raymond scoprì anche la marijuana, di cui io ignoravo l’esistenza, ma alla fine mi ritrovai fatto fino all’euforia mentre lui ammise di non aver provato un bel niente. E ancora fu Raymond a portarmi a vedere il primo film dell’orrore, per poi passare tutto il tempo con le orecchie tappate. Quando Raymond rubò una bottiglia di whisky al supermercato per farmi provare i piaceri dell’alcol, passai due ore di ebrezza a ridacchiare di lui che era in preda a disperati conati di vomito. Anche i miei primi pantaloni lunghi erano di Raymond, che me li aveva regalati per il mio tredicesimo compleanno. E poi ci furono le emozioni del furto. Si entra in una grande libreria del centro, e se ne esce con le tasche piene di libri. E come ultima e forse più significativa esperienza, Raymond mi fece conoscere i piaceri della masturbazione. Era successo agli albori della mia sessualità, quando avevo dodici anni. Stavamo esplorando la cantina di una casa bombardata. Raymond si tirò giù i pantaloni, come per fare pipì, cominciò a sfregarselo con smagliante energia, invitandomi a provare. Farlo mi portò subito a un piacere caldo ed indistinto, che si intensificò dandomi la sensazione di fluttuare e di sciogliermi, era come se da un momento all’altro le mie viscere dovessero perdersi nel nulla. Le nostre mani stavano continuando a pompare furiosamente, ero sul punto di esprimere un mondo intero di cose, quando sentii uno strappo alla nuca e le braccia, le gambe e lo stomaco tendersi e contorcersi in un groviglio, e tutto questo per poi produrre due grumi di sperma che schizzarono sulla giacca buona di Raymond, era domenica, e scivolarono nel taschino. Ma ad un certo punto lì a Finsbury Park, mentre arrancavamo fra mucchi di cacca di cane, mi resi conto, e mi indignai, di essere vergine. Ogni tanto attaccavamo discorso con gli operai che ci parlavano di fighe, pupe, gonnelle, strufugnate, sbattute, scopate, succhiate, di culi, di tette, dietro, sopra, sotto, davanti, con, senza, graffi, morsi, leccate e cagate, di passerine succose e rugiadose, calde e infinite, di altre fredde e aride, ma degne di una botta, di vecchi uccelli afflosciati, o giovani e ardenti, di venire, troppo presto, troppo tardi o per niente, delle malattie derivanti, pus e gonfiori, cancri e rimpianti, di ovaie avvelenate e testicoli derelitti e così via. E fu li che Raymond disse – Lulù Smith te la farà vedere per 1 scellino. Ma ho scopato Connie. La mia sorella di 10 anni. Ero entrato nel mondo degli adulti.
Storie di Teatro – Renzo Ricci, la strada dell’attore
In Uncategorized on agosto 21, 2025 at 3:31 PM(…) pochi attori si sono si sono messi in luce prima dei trent’anni. Questa è una vecchia massima. E Renzo Ricci non sfuggì alla regola, benchè i suoi primi successi risalgano all’epoca delle sue esperienze con Gandusio, Talli e Zacconi. Io lo vidi al Quirino, e al Valle. Avevo seguito l’attore in parti drammatiche, erano e restano quelle preferite dall’attore, ma per me, cronista alle prime armi, l’incontro col Ricci della commedia leggera fu una sorpresa. In quel genere l’attore mostrava il suo risvolto d’artista! Prima dei grandi colloqui con Shakespeare, Ibsen e Pirandello, prima che scoprisse i moderni e i contemporanei, Renzo Ricci mi aveva colpito nella “Dolce Intimità” di Noel Coward. Ma fu solo all’applauso di sortita che mi si rivelò la ricetta. Per me fu manna. Il dialogo era limpido, fervido, pieno di fermenti. L’azione da clown. L’attore vi trovò il fatto suo. C’erano in quella commedia molli movenze con cadenze da sogno, giochi di bric-a-brac, e tante situazioni bizzarre, paradossali, e intorno, tutto era semplice, preciso, facile. Con un piccolo giro di chiave, l’attore aveva reso ironica la sua aria incantata, parodianti le sue pose, fittizio il tono, alterata la voce, languido il gesto. Sotto il velo marmoreo del labbro inferiore pronunciato, affiorava una smorfia leggera e spregiudicata. (…) l’attenzione sospesa ad un filo, un niente avrebbe potuto romperlo. Ma non avveniva. L’esagerazione crescente generava il riso e ci si stupiva perchè mai tanta uniformità di toni non finisse nel tedio, generasse anzi l’ilarità. Quel girare di occhi, quel muoversi da serpe in caldo, quel gemere, mancare e sospirare, si accordavano perfettamente con l’animo dello spettatore, invitandolo allo svago, ad avere pace con lui. Perchè lui sapeva di giuocare. Renzo Ricci ha avuto il coraggio di entrare in questo suo carattere senza falsi pudori, ed ha raggiunto, specie nel secondo atto, accenti purissimi. Come nel Re Lear, dove osserva Sandro De Feo, quasi tutto il peso dello spettacolo era ricaduto sulle spalle e sulle risorse personali di Renzo Ricci, forse ultimo erede di una tradizione di impetuoso impeto che va spegnendosi. Sempre padrone dei suoi mezzi, esempio illustre, retaggio ai più giovani, di una cima conquistata a prezzo di enormi e silenziosi sacrefici. Col lungo studio ed il grande amore. Per il teatro.
Breve sunto tratto dal libro
“Sipario Aperto” Trevi Editore
di Achille Fiocco (critico teatrale)
Robert Musil – i turbamenti del giovane Torless
In Uncategorized on agosto 21, 2025 at 3:21 PMinfine, fu a letto. Non pensava più a nulla, pensare era inutile e faticoso. La visione di Basini, con la sua pelle nuda, splendente, emanò una fragranza di lillà, nel crepuscolo di sensazioni precedenti il sonno. Era un sonno senza sogni. Ma una sensazione lo fece destrare. Basini sedeva sul suo letto! Quasi avrebbe gridato. Un istante dopo, di furia, Basini toglieva la camicia, si cacciava sotto le coperte. Premeva il suo corpo nudo, tremante, contro il suo. Appena rimessosi dalla sorpresa, lo allontanò da sé. -che cosa ti viene in mente!? Ma Basini lo supplicò. -oh, non fare così! Nessuno è come te! Loro non mi disprezzano come te, fingono di farlo, per essere dopo, tanto diversi. Ma tu!? Proprio tu!? Sei persino più giovane di me, anche se più forte, noi due siamo più giovani degli altri, e tu non sei rozzo e spaccone, come quelli, tu, tu sei gentile…io, io ti amo! -come!? Cosa dici!? Cosa debbo fare con te!? Va via, via! Torless, angosciato puntò un braccio contro la spalla di Basini. Ma la calda prossimità di quella pelle liscia ed estranea, lo perseguitava, l’avvolgeva, lo soffocava. Basini continuava a sussurrare -ma si, ma si, te ne prego, come sarei felice di fare quello che vuoi! (…) le braccia di Torless erano sempre puntate contro il corpo dell’altro, ma come appesantite da un greve calore. I muscoli s’intorpidirono, e lui se le dimenticò. Si destò quando una di quelle parole tremanti lo colpì di nuovo, accorgendosi che, un istante prima, cosa incomprensibile, le sue mani, come in un sogno, avevano attirato Basini. Allora non cercò più parole. Nella solitudine si può tutto. Domani sarò di nuovo me stesso. Domani.
elementi base di MK ULTRA – la dinastia del CICAP!!!
In Uncategorized on agosto 21, 2025 at 1:58 PM-massoneria deviata alle spalle di Quark! ![]()
CUSTODI DELLA MENZOGNA: DA CARLO, PIERO FINO AD ALBERTO ANGELA….,
LA FAMIGLIA CHE HA INIZIATO L’ITALIA ALLA SCIENZA DI REGIME E ALL’INGANNO OCCULTO
Dietro i volti rassicuranti e le voci pacate di Piero e Alberto Angela, volti noti e amati della televisione italiana, si cela una storia che pochi conoscono o hanno il coraggio di raccontare. È una storia che affonda le radici in tempi oscuri, tra logge massoniche, segreti di famiglia e poteri globali che da oltre un secolo tessono la tela del controllo culturale e mentale delle masse.
• LE RADICI MASSONICHE: CARLO ANGELA, IL NONNO “MEDICO” CHE ERA MOLTO DI PIÙ
Il capostipite di questa dinastia, Carlo Angela, ufficialmente “medico”, in realtà era molto più che un semplice professionista della salute. Nel 1905, in un’Italia in rapida trasformazione, Carlo Angela venne iniziato alla Massoneria Scozzese al 33° grado, il grado supremo di questa confraternita esoterica, riservato agli adepti di vertice che gestiscono il potere occulto dietro le quinte della politica e della società.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, Carlo assunse incarichi chiave: divenne Maestro Venerabile della Loggia Propaganda all’Oriente di Torino, una delle logge più influenti d’Italia, da cui partirono alcune delle strutture più oscure della massoneria nazionale, tra cui la famigerata P2. In seguito fu anche Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili di Torino, ossia colui che coordinava e supervisionava le più importanti logge del Piemonte, facendo da tramite tra il mondo occulto e le élite politiche e industriali.
La sua morte, avvenuta il 3 giugno 1945, fu celebrata con un rito massonico funebre di altissimo profilo il 8 giugno 1945 presso il Tempio della Loggia Propaganda a Torino. Non un funerale comune, ma un rito solenne e simbolico, carico di significati iniziatici, con la partecipazione delle più alte cariche massoniche. Questo rito sancì il passaggio del testimone spirituale e politico alla famiglia Angela, destinata a diventare una delle famiglie pilastro della narrazione scientifica italiana e globale.
• PIERO ANGELA: IL GRANDE ARCHITETTO DEL RAZIONALISMO DI STATO E DELLA PROPAGANDA SCIENTIFICA
Figlio di Carlo, Piero Angela non è mai stato un semplice divulgatore televisivo. La sua ascesa fu favorita da questi legami profondi con la massoneria e le élite di potere. Con programmi come “Quark” (1981), Piero diede forma a una divulgazione scientifica che, lungi dall’essere libera, si rivelò un potente strumento di ingegneria sociale. Il suo compito era duplice: da un lato, veicolare una scienza riduzionista, materialista e “di regime”; dall’altro, screditare, isolare e delegittimare tutte le forme di sapere che si opponevano a questa visione , dalla spiritualità antica alle scienze alternative.
Piero Angela fu anche uno dei fondatori del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), un organismo che si presenta come promotore del “pensiero critico”, ma che in realtà è un braccio armato culturale e mediatico della censura epistemologica, al servizio di interessi elitari internazionali e della massoneria angloamericana. Il CICAP si occupa di screditare tutto ciò che va oltre il paradigma ufficiale, con un approccio dogmatico e repressivo.
Il nome stesso di “Quark” è simbolico: il quark è considerata la particella elementare della materia, ma metaforicamente rappresenta anche la cellula indivisibile e monolitica del pensiero unico scientifico, quella verità indiscutibile e inoppugnabile che la narrazione di Piero Angela ha cercato di imporre.
• ALBERTO ANGELA: IL VOLTO “MODERNO” DEL CONTROLLO COGNITIVO
Oggi è Alberto Angela a raccogliere l’eredità del padre, ma con uno stile aggiornato e sofisticato. Il suo programma “Noos”(dal greco “νοῦς”, ovvero intelletto o coscienza superiore) è la nuova frontiera di un progetto già avviato: colonizzare la mente delle nuove generazioni con una visione del mondo razionale, materialista e controllata, mascherata da cultura pop e intrattenimento.
Alberto non è soltanto un divulgatore: è un custode del velo, che guida gli spettatori attraverso un racconto che elimina ogni verità scomoda, ogni mistero che non si possa incasellare nei dogmi dell’era tecnologica e transumanista. Il suo ruolo è quello di normalizzare l’ibridazione tra uomo e macchina, di addomesticare le coscienze all’idea di un futuro in cui la libertà sarà sempre più limitata da algoritmi e biotecnologie.
• IL CLUB DI ROMA E L’AGENDA DEL CONTROLLO GLOBALE
Il Club di Roma, fondato nel 1968 da élite tecnocratiche e massoniche, è il vero cuore pulsante dell’agenda globale che Angela padre e figlio servono da decenni. Questo think tank ha promosso i concetti di “limite alla crescita”, “controllo delle risorse”, “depopolazione” e “governo globale”, tutti strumenti ideologici che legittimano un controllo sociale estremo mascherato da “sostenibilità”.
Non è un caso che la narrazione scientifica proposta dai programmi Angela sia perfettamente allineata con i pilastri di questa agenda: emergenze climatiche, tecnologie di controllo, rifiuto di ogni spiritualità o sistema di conoscenza alternativo. Il CICAP e i media mainstream sono stati e sono gli esecutori culturali di questo piano, diffondendo una scienza dogmatica e un pensiero unico che annichilisce il dissenso.
• LA SCIENZA COME RELIGIONE DEL NUOVO ORDINE
La scienza raccontata dalla famiglia Angela non è scienza libera, ma una religione del Nuovo Ordine Tecnocratico. Non invita al dubbio, ma all’adesione; non apre spiragli di mistero, ma costruisce muri invalicabili attorno all’immaginario collettivo.
Chi si oppone a questa narrazione viene isolato, deriso, bollato come “complottista” o “pseudoscienziato”, proprio grazie al lavoro sistematico del CICAP e della massoneria culturale che sostiene e dirige questa opera.
“Quark” non è solo una trasmissione televisiva: è un simbolo. È la cellula base di una religione scientifica che pretende di spiegare ogni cosa senza lasciare spazio al sacro, all’anima, all’ignoto. “Noos” è la sua evoluzione, più elegante e tecnologica, ma con lo stesso scopo: colonizzare la mente, spegnere il cuore, programmare il futuro.
• IL TEMPO DEL RISVEGLIO
Dal medico-massone Carlo Angela, che nei primi anni del ‘900 entrò nei circoli segreti più potenti d’Italia e dopo la guerra guidò la massoneria torinese con il potere rituale e politico che gli spettava, passando per Piero, che portò questa linea di potere e controllo dentro le case degli italiani grazie alla televisione pubblica, fino ad Alberto, il volto moderno del dominio culturale, la famiglia Angela rappresenta un nodo cruciale nel sistema di ingegneria sociale e culturale globale. È tempo di vedere oltre lo schermo,
di smascherare i falsi maestri e di reclamare il diritto alla verità libera da dogmi e manipolazioni. La scienza autentica è libertà, la vera conoscenza è coraggio.
ROMPI IL SILENZIO DELLA DOMINAZIONE:
LA LIBERTÀ INIZIA QUANDO LA VERITÀ SCOMPARE DAGLI SCH
ERMI.
danneggiati da vaccino – la testimonianza di Riccardo, un ragazzo…
In Uncategorized on agosto 21, 2025 at 1:26 PMMaledetti figli di puttana…..
4 giorni di ospedale,ancora non so per quanto ne avrò….
Per colpa vostra per sti vaccini di merda, ho fatto il vaccino per continuare a salire in ambulanza per non farmi un tampone ogni 48 ore….
E dopo 15 giorni dal vaccino non mi sentivo più le gambe, mi fanno male e non mi reggo in piedi…. Siamo solo all’inizio…..![]()
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Mi hanno trovato una brutta malattia dei nervi per colpa del vaccino.
Fanculo voi e i vostri vaccini di merda….
NON VACCINATEVI…….
Che se ne vanno tutti a fanculo….
Morissero tutti dal primo all’ultimo governo di merda….
Sono qua per colpa vostra, maledetti bastardi…..
Danneggiati da vaccino – la testimonianza di Mario Le Rose
In Uncategorized on agosto 21, 2025 at 1:21 PM-triplo CARCINOMA dopo i vaccini Covid!!!
Dopo la somministrazione di tutte le dosi di vaccino anti covid, mi sono stati diagnosticati ben TRE CARCINOMI nel giro di un anno. Una semplice coincidenza!? Può darsi. Un triplice accanimento del destino avverso!? Può anche essere. Però, se avessi mai la possibilità di tornare indietro vi assicuro che di vaccini non ne fare più manco mezza dose!!! a costo di essere additato dall’opinione pubblica come un assassino. Confesso che il mio principale difetto è che ho sempre obbedito a tutte quelle leggi e quei regolamenti strampalati. (…) ringrazio la Verità (il quotidiano) perchè è l’unico giornale che in questi ultimi giorni ha riacceso i riflettori su tutte (o quasi) le magagne del covid. Tra cui il varo di una legge ad hoc per salvare il fondoschiena a tutti quei politici incompetenti che ci hanno propinato soluzioni ASSURDE e DANNOSE (…)
fonte – la Verità
giovedì 21 agosto 2025
David Herbert Lawrence – L’amante di Lady Chatterly
In Uncategorized on agosto 19, 2025 at 1:30 PM(…) mi ami vero!? Domandò lei tranquillamente. L’uomo abbassò gli occhi a guardarla. -sai quel che sai, perchè me lo domandi!? Disse, un po’ innervosito. -vorrei che mi tenessi qui, che non mi lasciassi andare via. Disse Connie. -quando!? Ora!? -ora, nel tuo cuore. E poi, vorrei venire a vivere con te per sempre, presto. Lui sedeva nudo, sul letto, a capo chino, incapace di pensare. -non vuoi? Domandò Connie. -ma si! Disse lui. Poi, la guardò, con gli stessi occhi incupiti, da un altro guizzo di coscienza, quasi simile al sonno. -non farmi domande adesso, disse, lasciami in pace. Mi piaci. Ti amo quando te ne stai li sdraiata. Una donna è una gran bella cosa quando la scopi a fondo, e la fica è buona. Amo te, le tue gambe, e la forma che hai, e la tua femminilità. Amo la femminilità che è in te. Ti amo con le palle, e col cuore. Ma non chiedermi niente. Non farmi parlare. Lasciami stare così come sono, finchè posso. Dopo potrai chiedermi tutto quello che vorrai, ma ora lasciami in pace. Lasciami in pace! E con dolezza le posò la mano sul monte di venere, sui soffici peli bruni del pube restando nudo sul letto, il volto congelato in una sorta di astrazione fisica. Dopo un po si protrese a raccogliere la camicia. -le sette e mezzo, disse! Era difficile sciogliersi dall’abbraccio di Connie. Difficilissimo. Connie restò a letto, a fantasticare. Se solo lui avesse potuto creare un mondo per lei. (…) voglio venire al più presto a vivere definitivamente con te! Lui sorrise, senza rispondere. Connie gli dettè un bacio, cercando la bocca. Lui offrì la guancia. Non gli erano mai piaciuti troppo, i baci sulla bocca (…)
Richard Yates – nessun dolore (racconto)
In Uncategorized on agosto 13, 2025 at 3:18 PM(…) Myra si allungò sul sedile posteriore e lisciandosi la gonna spinse via la mano di Jack. -va bene tesoro, sussurrò lui ridendo, -stai buona. -stai buono tu Jack, gli rispose lei, almeno adesso. E lui ritrasse svogliatamente la mano, lasciando il braccio abbandonato intorno alle spalle della donna. Myra lo ignorò, e volse lo sguardo oltre il finestrino. (…) -non mi sembra giusto che mi portiate voi fin laggiù. Disse per gentilezza Myra a Marty, che guidava! Myra era andata a pranzo con Jack da Marty e Irene. Non è che ci fosse molto da vergognarsi. Quasi tutti gli amici sapevano di lei e di Jack, e nessuno gliene faceva una colpa. D’altronde non era lei quasi come se fosse una vedova?! Ma adesso almeno Jack non poteva avere il buon gusto di tenere le mani a posto!? Myra era seccata. (…) quando l’automobile entrò nel giardino dell’ospedale, Irene si rigirò e disse – ma guarda che bel posto! Oh guarda, hanno fatto anche l’albero di Natale con le luci, e tutto il resto! (…) noi facciamo un giretto qui intorno, andiamo a berci qualcosa, torniamo a prenderti alle otto in punto! (…) Myra sorrise, chiudendo lo sportello, ma Jack non rispose al saluto. Myra salì gli scalini che portavano al padiglione dei tubercolotici! Nella piccola sala d’attesa c’era odore di vapore e di soprascarpe bagnate. Il baccano era terribile, ogni malato aveva la sua radio. Suo marito stava seduto con le gambe incrociate, tutto preso da qualcosa che teneva in grembo. -ciao Harry, disse Myra. -oh sei qui amore, non ti ho visto arrivare! Myra si curvò, e lo baciò sulla guancia. -sei in ritardo oggi, colpa dell’autobus!? Siediti, riposati un momento. Myra appogiò il cappotto sulla spalliera della sedia accanto al letto, e si sedette. – buongiorno signor Chance, disse, ad un altissimo negro che stava nel letto accanto. (…) Myra porse il pacchetto di sigarette a Herry. Mentre si piegava in avanti per prendere il fiammifero, la giacca del pigiama si aprì, e lei gli vide il petto, incredibilmente magro, incavato dalla parte dove gli erano state tolte le costole. (…) -ti trovo meglio, mentì Myra. Ci fu una pausa. -Harry, non t’hanno detto se bisognerà operare anche l’altra parte!? -no tesoro. Te l’avevo già detto che loro non possono dire nulla te l’avevo già spiegato. -si hai ragione Harry, scusa. Nessuno dei due parlò per quel che parve un bel pezzo di tempo. -hai ancora qualche dolore? -no ora no -mi fa piacere sentirtelo dire. Gli occhi di Myra si soffermarono sulla foto tenuta sul comodino. Una foto di loro due prima che si sposassero. (…) dai Harry, torna a letto ad ascoltare musica adesso. Myra allungò le mani e gli chiuse la vestaglia sul petto. Appariva così fragile con quella vestaglia semiaperta. -buonanotte Harry, ora devo andare. La macchina di Marty non c’era ancora. Myra sentì un nodo alla gola. Comincià a singhiozzare. Si videro spuntare le luci della macchina, dentro la macchina aleggiava odore di whisky. Jack la trasse a se- ciao piccola, te lo vuoi fare un bicchierino? Jack fece scivolare la mano sotto il cappotto di Myra scansando abilmente ogni strato di stoffa e raggiundendo la carne del suo seno. -si, ma solo un bicchierino, poi…andiamo subito a casa, caro.
elementi base di esoterismo – eravamo l’Atlantide
In Uncategorized on agosto 13, 2025 at 2:32 PM(…) se gli uomini persistono sulla via che hanno scelto sino ad oggi, la radianza del loro pianeta si farà ogni giorno più buia, fino a completa saturazione. La conclusione inevitabile sarà una catastrofe finale – la Terra emetterà un gran sospiro e ricomincerà da capo. È già successo in passato, e rischia di succedere di nuovo. (…) non bisogna più che il mondo riviva l’esperieza dell’ATLANTIDE!!! e delle civiltà precedenti ad essa. Bisogna che gli uomini del XX secolo cerchino in fondo a loro stessi, e che molti di loro ricordino d’essere stati, un tempo, tanto tempo fa, degli ATLANTI (o Atlani)!!! devono imprimersi bene nel cuore l’idea che se oggi sono di nuovo qui, non è per rifare lo stesso errore di allora. E che non si parli di fine del mondo! Non ci può essere nessuna fine del mondo! Al massimo può esserci la fine di un mondo. Perchè la vita, vince sempre! (…) l’Atlantide è morta nell’acqua. L’Atlantide era uno dei resti della LEMURIA. Essa è ancora per la maggior parte degli uomini una leggenda! (…) ma è stata realtà. Abitata da una civiltà molto avanzata sul piano tecnologico. voglio dirti ancora qualcosa della vita della Terra. Continenti come l’Europa, l’Africa e l’America sono stati in gran parte rimodellati, intere regioni sono scomparse! Ed altre sono sorte dagli oceani. Gli Spiriti che appartennero all’umanità precedente hanno voluto che fosse risparmiata parte dell’Asia e che rimasse un centro spirituale importante, allo scopo di portare a termine il “piano divino”. In Tibet si possono trovare ancora intere città di oltre 12.000 anni fa. Sono città Atlantidee. Li vi trovi il mitologico MONTE MERU, detto anche KALISHA, che è la spina dorsale, il midollo spinale del mondo. Dal cuore stesso del Kalisha o MONTE MERU, nascono quattro giganteschi corsi d’acqua – il karnali, la satjilei, l’indo e il bramaphutra, che rappresentano i quattro punti cardinali della ruota sacra! Bisogna far conoscere a tutti questa regione del mondo! (…) i primi anni del XXI SECOLO vedranno la venuta di uomini delle Stelle che si uniranno ai terrestri rinnovando così la biblica saga degli “Elohim”, essi consentiranno all’umanità di capire che cosa esattamente si intende con “storia ciclica” e con “spirale cosmica”. Essi proveranno a scongiurare la fine dell’Atlantide! (…)
brevissimo sunto tratto dal libro
“Racconti d’Un Viaggiatore Astrale” Edizioni Amrita
di Anne GIVAUDAN e Daniel MEUROIS (contattisti)