(…) sono stati proprio i Voladores a instillarci stupidi sistemi di credenza, abitudini, consuetudini sociali, e sono loro a definire le nostre paure, le nostre speranze, sono loro ad alimentare in continuazione e senza ritegno il nostro ego. Carlos -ma come ci riescono Don Juan!? Ci sussurrano all’orecchio mentre dormiamo!? Don Juan-certamente no, sarebbe idiota! Sono infinitamente più efficaci e organizzati. Per mantenerci obbedienti, deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un operazione stupenda, naturalmente dal punto di vista dello stratega. Orrenda nell’ottica di chi la subisce. Ci hanno dato la loro MENTE! Mi ascolti!? I PREDATORI ci hanno dato la loro mente, che è la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal timore di essere smascherata. La tua ansia altro non è che l’ansia del predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il nutrimento gli sia negato. Tramite la mente che dopotutto è la loro, i predatori insitillano nella vita degli uomini ciò che gli conviene (…) le nostre meschinità e le nostre contraddizioni sono il risultato di un conflitto trascendentale che affligge tutti noi, ma di cui solo gli Sciamani sono dolorosamente e dispratamente consapevoli -si tratta del conflitto delle nostre menti, tra le nostre menti. Una è la mente reale, la nostra vera mente, il prodotto delle nostre esperienze di vita, quella che parla di rado perchè è stata sconfitta e relegata nell’oscurità. L’altra, quella che utilizziamo ogni giorno per qualunque attività quotidiana, è un installazione estrane. Dobbiamo esercitare l’autodisciplina e renderci inaccessibili (…) ma pensi forse di convincere i tuoi simili ad affrontare tali rigori!? Si metterebbero a ridere e si farebbero beffe di te, e i più aggressivi ti picchierebbero a orte. Non perchè non ti credano. Nel profondo di ogni essere umano c’è una consapevolezza ancestrale, viscerale, dell’esistenza dei predatori. Non c’è nulla che gli Sciamani possano fare, se non esercitare l’autodisciplina e rendersi inaccessibili (…)
breve sunto tratto dal libro
“Culto” uno editore
di Riccardo Tristano Tuis
(libero ricercatore)