(…) gli allineamenti celesti del Centro Galattico rilasciano potenti trasmissioni di energia influenzando ogni cosa sulla Terra e, dato che queste energie a supervoltaggio continuano ad entrare nella realtà accelerando le cose, occorre essere più consapevoli dei pensieri e dei messaggi che si inviano (…) in questi tempi di ENERGIA ACCELERATA ogni cosa si manifesta con sempre maggiore velocità. Comprendere le LEGGI COSMICHE della manifestazione è come possedere le CHIAVI DELL’UNIVERSO. Se siete consapevoli dei vostri pensieri, allora state creando CONSCIAMENTE la versione della vita che desiderate. Ma se per caso credete a ciò che i principali media (giornali, radio, tv etc…) vi propinano nella politica del loro business di CONTROLLO del pensiero, delle menti, e delle coscienze, allora state seguendo un programma che vi porterà ad essere USATI. In tempi di accelerazione dovete essere disposti a DUBITARE DI OGNI COSA, ed essere pronti a VIVERE LA VITA A MODO VOSTRO per far emergere i molteplici strati di verità che definiscono la vostra realtà. (…) inizialmente durante la prima fase di accelerazione dell’energia, solo una piccola parte della popolazione si è sentita stimolata a connettersi con le frequenze di luce in arrivo. Alla fine tuttavia man mano che venivano divulgate altre informazioni sul vero stato degli affari mondiali, soprattutto per ciò che concerne la lunga manipolazione perpetrata ai danni degli esseri umani, il risveglio s’è fatto sempre più preponderante coinvolgendo un numero sempre più ampio di persone. In questo periodo post pandemico parecchie persone cominciano a capire che nulla è veramente come sembra, o come ci viene detto. gli eventi tumultuosi di questi ultimi anni tracciano una linea di demarcazione netta che polarizza l’intero mondo portando la popolazione a scegliere da che parte stare – o risvegliasi, o continuare a dormire. O ascendere o perpetrare nell’ignoranza. Questi sono gli anni della nascita di una nuova saggezza che innescherà un risveglio di massa di proporzioni epiche che galvanizzerà l’intero pianeta. (…) chiunque può attivare l’innata capacità di risvegliarsi e sperimentare la vita dentro una realtà più ampia. Proprio quella realtà che ci è sempre stata appositamente nascosta al fine di controllarci e mantenerci schiavi (…)
breve sunto tratto dal libro
“la via del risveglio planetario” edizioni stazione celeste
libri. Di tutti i tipi. Per tutti i gusti. Libri. Per tutti i segni. Zodiacali. Con relativi ascendenti. Libri. In vendita. A prezzi stracciati. Libri. I miei, libri. Quarant’anni di manuale cartaceo mandato a memoria. Letture, salutari. Per non prenderla mai più. In saccoccia. In saccoccia, nel deretano, nel pus. Nell’uscio posteriore senza bussare. Libri a iosa, a gitto fordista. Libri a strafottere. Le letture della sera, per non fartelo mai più schiaffare là dove il sole batte a stento. Libri, in vendita. Perchè qua da ste parti i conti sono in rosso. E le tasche al verde. Libri, che puoi acquistare, a prezzo modico. Per sostenere. La causa. Quale causa!? Come quale causa!? La mia! Libri, da acquistare senza troppe cerimonie, per aiutarmi a mettere insieme. Il pranzo colla cena, che se poi poco poco puta caso ci scappa pure la merenda, tanto meglio. Libri, che ti porti a casa senza facchino. E ti declamo pure qualche cavallo di battaglia. Sino allo spasimo. E allo sfinimento. Libri. Il tuo regalo di natale, fuori tempo massimo. Libri, per evitare il carbone dentro la calza fottuta di materiale sintetico made in china che ti fa sudare e nastare quel piede di merda del cazzo rotto in culo come se fosse necrosi. Libri, in vendita, con spettacolo annesso. Perchè il poeta, è prima di tutto, un commerciante. Poi, forse…se c’avanza tempo. Pure un teatrante. Un registratore di cassa. Una mazzetta, al nero…in culo allo Stato. D’Emergenza! Perenne! Libri!
Gaia Bernabovi: Una Vita Trasformata in una Lotta per la Verità e la Salute
La storia di Gaia Bernabovi è quella di tante persone che, dopo aver subito danni da vaccino COVID-19, si sono trovate a combattere non solo con le conseguenze fisiche, ma anche con il silenzio e l’indifferenza.
Gaia ci ricorda quanto sia importante non smettere di lottare per ottenere riconoscimento e cure, trasformando il dolore in una battaglia per il cambiamento.
Complicazioni Tromboemboliche Dopo i Vaccini COVID-19: Ecco i dati.
Una nuova revisione sistematica pubblicata su Cureus analizza le complicazioni trombotiche e tromboemboliche associate ai vaccini COVID-19, portando alla luce dati cruciali per chi vuole approfondire gli effetti avversi.
I principali risultati dello studio:
• Incidenza e gravità: Il 74,8% degli eventi analizzati riguarda trombosi venosa, con il 65,8% rappresentato da trombosi del seno venoso cerebrale (CVST).
• Tasso di letalità complessivo: Il 26,5% dei casi studiati ha avuto esiti fatali.
• Assenza di fattori di rischio preesistenti: Il 77% dei casi (94 su 122) si è verificato in persone senza fattori di rischio significativi, sottolineando l’imprevedibilità del fenomeno.
• Profilo demografico: Le donne rappresentano il 71,1% dei casi, con un’età media di 47 anni.
• Ruolo degli anticorpi anti-PF4: L’86% dei pazienti risultava positivo agli anticorpi anti-PF4, evidenziando un meccanismo autoimmune noto come “trombocitopenia immuno-indotta da vaccino” (VIPIT).
• Tempi di insorgenza: Gli eventi si manifestano in media 9,8 giorni dopo la vaccinazione, ma possono comparire tra i 6 e i 14 giorni.
Cosa significa per chi si è vaccinato?
Lo studio evidenzia come alcune formulazioni vaccinali, in particolare il vaccino AstraZeneca, siano associate a eventi trombotici gravi, spesso in persone senza fattori predisponenti. Questo sottolinea l’importanza di riconoscere i sintomi e di garantire una diagnosi tempestiva.
Il Comitato Ascoltami lavora per sensibilizzare e fornire supporto a chi ha subito effetti avversi, affinché queste reazioni vengano riconosciute e trattate.
(…) il pesce, prima incarnazione di Vishnù, è dunque Up, colui che ha provocato il diluvio universale per paura di perdere l’anima e divenire mortale di fronte agli uomini. L’avatar successivo, cioè la seconda incarnazione di Vishnù, è Kurma, la tartaruga, che simboleggia il passaggio dall’esistenza acquatica a quella terrestre. La terza volta Vishnù appare come cinghiale, libera la terra prigioniera sul fondo dell’oceano e la consacra, ormai solidificata, a supprto dell’esistenza animale. Un ulteriore fase di transizione, quella tra condizione ferina e condizione umana, è adombrata dal leone, feroce spoglia rivestita dal dio per annientare un demone che si opponeva al suo culto. L’uomo leone Narasimah, sembra ricondurci al MITO dell’alieno Orange, con le pupille verticali e la criniera rossa. Il quinto avatar è il NANO VARMANA, sceso sulla Terra per sottrarre al malvagio Bali la signoria del mondo con tre emblematici passi che restituiscono al DOMINIO DIVINO terra atmosfera e cielo. Nell’induismo, Parashurama Bharagava è il nome del sesto avatar di Vishnù, quinto figlio di Jamadagni e Renuka, incarnatosi durante il Treta Yuga per sconfiggere la classe dei guerrieri (Kashatria) che deteneva il potere. Questo soggetto sembra ricordare il “nordico” Odino. Rama, settima manifestazione di Vishnù, incarna l’ideale del sovrano valoroso e pio protettore del DARMA, la legge divina. Krishna, la discesa seguente è la figura più intrigante del Phanteon Visnuita – il Dio viene rappresentato con la pelle nera come la notte, a simboleggiare l’impersrutabilità del divino. Sul nono avatar la tradizione è discordante, una delle varianti più diffuse sostiene che Vishnù abbia assunto le sembianze del Budda, il grande personaggio vissuto nel VI Secolo a.c poi divinizzato che predicò una prassi di vita volta al distacco dai beni materiali. Kalin, l’ultima discesa di Dio, appartiene ancora al futuro. Egli apparirà come bianco destriero e distruggerà questo mondo ormai degenerato per permettere la nascita di una nuova era più pura (…)
brevissimo sunto tratto dal libro
“Genesi” spazio interiore
di Corrado Malanga (docente di chimica organica/ufologo)
Lo chiediamo al dott. Stefano Montanari laureato in Farmacia nel 1972 presso l’Università di Modena con una tesi in microchimica, già insegnante di nanotecnologie e nanopatologie presso la scuola IFOA (Istituto Formazione Operatori Aziendali), autore di numerosi articoli scientifici sulle nanopatologie e sull’inquinamento ambientale, autore e coautore di diversi libri scientifici e divulgativi sull’argomento delle nanopatologie.
Dal 2004 riveste la carica di Direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Insieme alla dott.ssa Antonietta Morena Gatti bioingegnere,ha fondato“Free Health Academy” , la “piattaforma ideata per trattare temi di attualità, alimentazione, scienza, ricerca, medicina, salute, ambiente e analisi di laboratorio con i relativi risultati”, si apprende dal suo sito (link sotto).
Per qualche milione di anni, con enormi differenze di tempo, di luogo, e di caratteristiche di clima, flora e fauna, l’Uomo si è curato con ciò che la Natura (di cui l’uomo fa parte) gli metteva e gli mette a disposizione.
Poi, poco più di un secolo fa, l’uomo ha cominciato a modificare alcuni prodotti naturali come, ad esempio, l’acido salicilico trasformato in acetilsalicilico (Aspirina), e poi si è dato a sintetizzare in laboratorio molecole che avevano il vantaggio di non richiedere raccolte di piante, limitazioni territoriali e attese per il raggiungimento del cosiddetto tempo balsamico della pianta, e di poter produrre tutte le quantità desiderate.
Da lì è cominciato l’allontanamento “farmaceutico” dalla Natura e l’introduzione in farmacologia di sostanze artificiali di cui non si aveva esperienza.
Era inevitabile accorgersi che le sostanze di sintesi consentivano margini di guadagno irraggiungibili con quelle naturali. Ed era altrettanto inevitabile che il concetto di business si sovrapponesse all’etica ippocratica della salute. È raro che morale e denaro convivano in virtuosa armonia. Da lì la lobby in cui i concorrenti, alla fine, mangiano tutti allo stesso tavolo.
Mira a far cronicizzare le malattie per non perdere i propri clienti?
In un libro che ho scritto e che è in via di pubblicazione c’è un paragrafo che può essere esplicativo: “Le persone sane sono dei malati senza saperlo” faceva dire il commediografo francese Jules Romains ad un suo personaggio, e nel 1976, Henry Gadsen, allora direttore della casa farmaceutica Merck, la produttrice, fra l’altro, del vaccino contro il Papilloma virus, in un’intervista concessa alla rivista Fortune dichiarò: “Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque”. E lo scrittore satirico austriaco, ceco di nascita, scriveva: “Una delle malattie più diffuse è la diagnosi.”
Le ditte farmaceutiche, ora ricchissime e potentissime, esercitano un’influenza determinante sul concetto di salute e sulla preparazione dei medici. È cosa ormai abituale, per esempio, che certi parametri quantitativi come, tra i molti altri, colesterolemia, glicemia, o valori di pressione arteriosa, siano modificati da personaggi che, di fatto, altro non sono se non impiegati delle ditte farmaceutiche. Così, con un tocco di bacchetta magica, milioni di soggetti perfettamente sani sono trasformati d’incanto in casi clinici e, inevitabilmente, in clienti. Il dramma è che molti medici, spesso in buona fede, ci cascano.
È vero che la devastazione delle cure naturali è stata fatta dalla Dinastia Rockefeller verso la metà dell’1800?
Che quei signori abbiano una responsabilità è innegabile, ma sono stati in parecchi altri a saltare sul carro. Oggi, soldatini spendibili di un business multimiliardario, abbiamo personaggi travestiti da medici o, addirittura, da scienziati, che si prodigano per far credere che le sostanze naturali siano inattive quando non persino dannose.
Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina mistica medievale tra le altre cose, fu autrice di numerosi libri di medicina, salute e nutrizione molto interessanti, vero?
Per prima cosa bisogna sfatare un convincimento creato ad arte: quello che la Medicina sia una scienza. Nulla di tutto ciò: la Medicina non ne ha le caratteristiche fondamentali, ed è nient’altro che una disciplina che si deve servire di conoscenze scientifiche prodotte da altri. La Medicina si basa sulla statistica: un farmaco guarisce una persona, è inefficace su altre, è dannoso su altre ancora. Un parametro quantitativo indica malattia per una persona ed è indifferente per un’altra. Quindi, non scienza ma esperienza che ci dice quali sono i limiti statistici entro cui ci si può muovere. Se l’esperienza è quella di qualche anno di uso di una molecola o di parametri accolti “perché lo dico io”, la Medicina precipita nel grottesco. Santa Ildegarda scriveva riportando esperienze più che millenarie e, dunque, molto meno inaffidabili di quelle, oggettivamente inesistenti, della Medicina spacciata oggi.
Ogni individuo è un mondo a sé stante, ma i pazienti vengono trattati allo stesso modo seguendo protocolli?
L’uomo è in assoluto l’animale più complesso del Pianeta, e non esistono due individui biologicamente sovrapponibili. I protocolli sono la resa incondizionata della dignità dei medici e una sciagura per i malati. Nel libro in pubblicazione di cui dicevo scrivo: “Ormai molti anni fa, nella prima metà degli Anni Settanta del secolo scorso, mi trovavo negli Stati Uniti per una serie di relativamente brevi soggiorni presso alcuni ospedali.
Una delle cose che più mi lasciarono perplesso fu il vedere degli avvocati che si aggiravano nei vari reparti, distribuendo biglietti da visita. Il motivo di quelle insolite presenze, mai viste in Italia, mi fu spiegato da un amico cardiochirurgo. Gli avvocati invitavano i pazienti reduci da terapie o da interventi chirurgici a portare in tribunale i medici che si erano presi cura di loro, esistesse o no un motivo. L’accordo era che, se il giudice avesse assolto il medico, nessuna spesa sarebbe stata imputata al paziente che era ricorso in giudizio. Nel caso di una condanna, invece, avvocato e cliente si sarebbero spartiti il “bottino.” Dunque, una proposta di scommessa vantaggiosa: per chi promuoveva la causa non c’erano rischi economici, ma c’era solo la mira di ricavare qualcosa o, magari, molto più di qualcosa, stanti le consuetudini vigenti nei tribunali americani. E spesso la proposta era accettata.
Senza entrare in alcun modo in commenti e in discussioni sulla giustizia e sul modo di gestirla, non era poi così raro che un avvocato abbastanza esperto trovasse qualche appiglio per far condannare il medico.
Come è prassi più o meno dovunque, i medici statunitensi erano tutti assicurati, e le assicurazioni si trovavano sempre più spesso a dover fare fronte alle spese legali crescenti dei loro assicurati. Inevitabilmente, i premi richiesti alla clientela schizzarono a cifre sempre meno sostenibili e, inoltre, quando il medico si ritrovava ad essere condannato penalmente, non c’era copertura assicurativa che tenesse: la responsabilità penale è personale. Era ovvio che bisognava difendersi, e non si tardò troppo a trovare la maniera.
Gruppi di professionisti della Medicina riconosciuti come autorevoli furono incaricati di compilare le metodiche diagnostiche e terapeutiche per ogni condizione patologica, e così nacquero i cosiddetti “protocolli”.
Se il medico fosse finito in tribunale, il giudice, ovviamente ignorante non solo dei risvolti più complessi ma quasi sempre delle basi stesse della Medicina, avrebbe domandato all’imputato se, nel caso di cui si dibatteva, si fosse attenuto al protocollo. A quel punto, la difesa avrebbe sciorinato tutto l’elenco dei passaggi cui era stata sottoposta la presunta parte lesa, lo si sarebbe confrontato con il protocollo santificato dai luminari, e, se tutto fosse risultato burocraticamente coincidente, l’assoluzione sarebbe stata certa. Per gli addetti ai lavori, questa si chiama “Medicina Difensiva”.
La medicina naturale, legata ad una sana alimentazione, all’attività sportiva promuove un benessere non solo fisico, ma anche mentale individuale e collettivo secondo le esigenze di ciascuno?
Più o meno 25 secoli fa, Ippocrate sosteneva che la prima medicina è il cibo. Purtroppo, l’alimentazione sta cambiando radicalmente strada, e si vedano, ad esempio, le porcherie industriali di cui si rimpinzano i bambini o i locali di fast food sempre affollati. È un fatto che la maggior parte degli inquilini di questo pianeta, quelli che vivono nel mondo ricco, ignorano le proprietà degli alimenti, proprietà che vanno dal benefico al vero e proprio veleno. Come accade per i farmaci, anche la percezione del cibo è stata efficacemente distorta dalle industrie, tanto che molto spesso si preferisce l’alimento addizionato di sostanze deleterie a quello naturale, perché così si è addestrati. Quanto all’attività sportiva, mi pare che oggi ci sia una specie di ripresa, e così anche per quanto riguarda l’approccio spirituale alla vita. Spero di non sbagliare.
Dai semi alle terapie digitali, dalle pillole alle biotecnologie, passando per la terapia genica, fino ai vaccini a mRna. Possiamo fare un breve nella storia del farmaco?
Per milioni di anni i vegetali sono stati le nostre medicine, così come continuano ad essere per gli animali allo stato brado. Credo che tutti abbiano visto animali carnivori (trasformati da noi quasi in onnivori) mangiare occasionalmente delle erbe, e questo perché la Natura li accompagna verso il recupero del loro equilibrio. Noi, invece, siamo stati ipnotizzati al punto di affidarci a prodotti sempre più lontani dalla Natura, fino ad arrivare alla follia di modificare il nostro patrimonio genetico. Da non credente ma da curioso delle religioni, non posso non vedere la stretta somiglianza di questo atteggiamento con quello dell’angelo che volle sfidare Dio e che finì all’inferno. Per quanto riguarda i cosiddetti “vaccini” a mRNA, a me viene da sorridere. Chiunque abbia nozioni di tecnica farmaceutica non può non sapere che i vaccini sono altra cosa e che si sta giocando con il fuoco.
Il siero covid è stato utilizzato come apripista per l’autorizzazione delle biotecnologie (mRna, adenovirus…) applicabili poi in tutti gli ambiti farmaceutici?
Le aziende farmaceutiche hanno lavorato per anni in modo perverso ma, sotto qualche aspetto, ammirevole. Lo dico da sportivo che riconosce la forza dell’avversario. Piano piano, con abilità, con pazienza, e senza lesinare sulle spese, queste sono arrivate a dettare le regole per la politica, a modificare il concetto non solo di Medicina, ma addirittura di scienza cancellando ciò che poteva essere imbarazzante, introducendo vere e proprie assurdità, e a rendere culturalmente e psicologicamente dipendenti miliardi d’individui. Ora, da anni, sono riuscite a commercializzare prodotti privi di qualunque sperimentazione, totalmente al di fuori di ogni esperienza pregressa, e persino a far diventare il loro uso obbligatorio a fronte di pene severissime per i non osservanti. Sono in molti a non sapere che certi prodotti di largo uso sono tecnicamente illegali. Eppure…
I farmaci curano poco, alleviano i sintomi, ma non risolvono la causa?
Questo è un altro dei malintesi in cui siamo caduti. Il sintomo non è altro che il segnale trasmesso dall’organismo per dirci come ci sia qualcosa che non funziona. È come la lucetta sul cruscotto che indica la scarsità di carburante nel serbatoio o la pressione dell’olio troppo bassa. È ovvio che non posso illudermi che, spegnendo la lucetta, il serbatoio si riempia di carburante o che la lubrificazione torni ad essere corretta. Nascondere i sintomi non è troppo difficile, ma non avremo fatto altro che lasciar progredire la malattia senza che scatti l’allarme. Insomma, in fondo, facciamo un danno. Un mal di testa passa con la pastiglietta, ma può essere dovuto a mille cause diverse, da una notte insonne a un bicchiere di troppo, da una postura scorretta a un cancro. Passa tutto, tranne che la malattia. Noi ci siamo imbattuti in militari che, al ritorno dalle missioni, tenevano comportamenti strani e fastidiosi per gli altri. La soluzione applicata era costituita da psicofarmaci che, di fatto, rendevano meno sgradevole il soggetto. Il problema di cui ci rendemmo conto era un cancro del cervello, e con lo psicofarmaco…
La storia della vaccinazione è lunghissima. Ciò che ha dato la svolta è l’idea di fine Settecento di un medico inglese che lavorava in Scozia, un tale Edward Jenner, che sentì come, almeno a detta degli abitanti del luogo, i mungitori di vacche affette da vaiolo bovino erano più resistenti degli altri individui al vaiolo umano. Così, pensò di graffiare la pelle delle sue cavie umane con una punta intinta nel pus di una vacca infetta, con questo scatenando la malattia in forma lieve e rendendo il soggetto immune come accadeva per chi si era ammalato naturalmente. Tra parentesi, ricordo che l’immunità naturale conseguita dopo la guarigione da tante malattie infettive (morbillo, pertosse, parotite, rosolia…) dura tutta la vita. In effetti, quella di Jenner era un’idea ragionevole, ma i fatti vollero che l’idea non funzionasse e, per questo, al contrario di quanto accade naturalmente, Jenner ripeté quel graffio innumerevoli volte, facendo quello che noi oggi chiamiamo richiamo, ma senza effetto. Insomma, fu un fallimento perché la Natura non si fa imbrogliare e si accorge di quella sorta di trucco. Per varie ragioni, però, tra psicologia e interesse, la vaccinazione (il nome viene dal siero di vacca) cominciò a prendere piede e a diffondersi per altre malattie infettive. Il fallimento fu totale, come testimoniato con chiarezza dagli enti di statistica inglese e americano, ma l’illusione continua con l’entusiasmo di chi preferisce non sapere. Aggiungo che, stando a quanto lo stesso Ministero della salute italiano fa sapere attraverso 28 comunicati a partire dal 2015, una malattia come la poliomielite è dovuta in molti casi proprio al vaccino. Chi ne vuole sapere di più può leggere il libro “Vaccini e Mascherine: Sì o No”? che ho scritto con mia moglie Antonietta Gatti.
Il sistema delle vaccinazioni è da mettere integralmente in discussione?
Se la Medicina mirasse al benessere delle persone, i vaccini sarebbero stati accantonati subito. Oggi, poi, dopo i nostri 18 anni di analisi su quei prodotti, non dovrebbe sussistere alcun dubbio. E se si ragionasse onestamente sul divieto di analizzare i cosiddetti vaccini anti-Covid, gli eventuali dubbi residui scomparirebbero. Ma, come diceva a metà Cinquecento il cardinale Carlo Carafa, la gente vuole essere imbrogliata e, dunque, sia imbrogliata. Insomma, chi vuole somministrarsi quei prodotti, lo faccia. Obbligare, però, il prossimo a farlo è grottescamente assurdo oltre che palesemente illegittimo. Deve essere chiaro che il medico, quando vaccina, per obbligo deontologico deve necessariamente assumersi tutte le responsabilità civili e penali dell’atto che compie, cosa che non solo non avviene, ma che, proprio su pretesa dei medici che non possono non sapere che cosa fanno, con una mostruosità giuridica è stata esentata da ogni responsabilità. Non tenere conto di questa situazione è quanto meno bizzarro.
Con le vaccinazioni si esercita un controllo sul corpo umano con il fine di rendere inefficiente il sistema immunitario?
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Basta osservare la differenza che corre tra i bambini vaccinati e quelli non vaccinati per accorgersene.
Le vaccinazioni nel tempo portano a malattie talvolta fatali a cominciare soprattutto da quelle pediatriche, contribuendo alla de-popolazione mondiale?
Chi sta ai vertici del Pianeta ci ha informato molto chiaramente, direi quasi con spericolata onestà, che siamo in troppi e, quindi, dobbiamo sfoltire la popolazione. Secondo questi saggi, tre miliardi sono quanto la Terra può reggere. Da dove arrivi quel numero non saprei dire, ma, se lo hanno detto loro… Detto tra parentesi, nessuno di quei personaggi ha pensato di dare l’esempio lasciando spazio agli altri e facendoci fare un piccolo passo verso quei tre miliardi virtuosi. Più di un secolo fa Rudolf Steiner aveva detto che sarebbero stati i vaccini a de-popolare il mondo e ad attribuire potere a chi li detenesse.
Non basterebbe rinforzare il sistema immunitario, seguire una dieta sana, una modesta attività sportiva e le normali regole d’igiene?
Sì, ma come si sfoltirebbe la popolazione? E da dove arriverebbero i quattrini per le ditte farmaceutiche con tutta la circolazione che quei quattrini hanno?
E non solo il genoma umano. Con i batteri specchio che sono l’ultima moda di una biologia con connotati ingenuamente diabolici si fa un altro passo importante.
A proposito dei pericolosissimi “vaccini” a mRNA autoreplicanti finanziati da Bill Gates, il Prof. Kevin McKernan fondatore di Medicinal Genomics dichiara che: “il vaccino potrebbe fuoriuscire dalla persona vaccinata e infettare gli altri”. Sarebbe un disastro! L’approvazione ufficiale finale spetta alla Commissione Europe. Che ne pensa?
Il fenomeno è in corso da qualche anno. La Commissione Europea non ha la minima competenza tecnica sull’argomento e, temo, dipende da entità che nulla hanno a che fare con il bene comune.
Nell’era digitale si è arrivati alla telemedicina … “Grazie al 5G si potrà somministrare un farmaco da remoto” – diceva Vittorio Colao già ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale nel governo Draghi (2021-2022), in una intervista del 2018. Si va verso il venir meno del rapportodiretto medico-paziente?
Con un’accelerazione violenta, il distacco tra medico e paziente lo abbiamo visto nel corso della cosiddetta pandemia. Quando ne aveva voglia, il medico rispondeva al telefono, spesso consigliando meccanicamente terapie ridicole come Tachipirina (peraltro un marchio registrato di cui il governo faceva pubblicità) e “vigile attesa”. Quanto a recarsi al capezzale del paziente, non se ne parlava nemmeno. La telemedicina è un modo per spersonalizzare i rapporti umani e per trasformarci in amebe, tutti rigorosamente uguali dal punto di vista biologico. C’è, poi, l’illusione della rapidità. Nei fatti, una visita telematica dura il doppio di una tradizionale.
Scomparirà la figura del medico con l’impiego dell’Intelligenza Artificiale?
L’intelligenza artificiale è la resa della dignità all’autoproclamato principe dell’universo. Oltre a cancellare la dignità, quel sistema toglie anche l’allenamento al cervello, ed è come se un maratoneta si allenasse in automobile. Inoltre, è indispensabile sapere che l’intelligenza artificiale non è affatto intelligente perché non ragiona, ma funziona esclusivamente usando i dati che il suo costruttore ha inserito. Oltre quello non può andare. Questo è pericolosissimo, perché inserendo dati fasulli o non inserendone altri, si può rendere inefficiente il sistema o influenzare a piacimento il risultato. Per quanto riguarda le ricerche di mia moglie Antonietta Gatti e mie, se avessimo avuto la cosiddetta intelligenza artificiale a condurci, non saremmo arrivati da nessuna parte. Questo perché ogni giorno facevamo (e facciamo) scoperte che, come è ovvio, non potevano né possono far parte delle istruzioni del sistema. Per fare un paragone, sarebbe stato come un automobilista che usa il navigatore per un territorio la cui rete stradale non è stata inserita nell’apparecchietto. Nessun problema ad usare l’intelligenza artificiale, ma questo solo se, con senso critico, se ne sfrutta la rapidità e la completezza con cui quella combina i dati di cui dispone. Ma mai deve decidere per noi, e questo in ogni applicazione, con la Medicina in testa. Giusto una domanda: se l’intelligenza artificiale sbaglia perché non ha dati sufficienti e qualcuno ci rimette la salute o la vita, di chi è la colpa? Qualche mese fa un tale urtò la mia automobile facendo una manovra vietata e pericolosa. A sua totale discolpa quella persona disse che “glielo aveva detto il navigatore,” una versione semplice d’intelligenza artificiale.
(…) il Sè superiore, nel sogno di altre vite, desidera intensamente fare nuove esperienze, ma non tiene conto dei “debiti” che i suoi diversi “corpi fisici” hanno contratto nel corso dei pellegrinaggi sulla Terra (…) gli Angeli “archivisti” (biblioteca/archivio universale degli Akasha) col “libro” delle memorie della vita in mano, comunicano al Sè superiore tutte le azioni intraprese, che devono per forza essere portate a termine. Allora il Sè superiore decide, lucidamente, la parte del Destino che comporterà eventi che dovrà necessariamente vivere nei suoi Corpi, e contro i quali la sua volontà sarà impotente (…) una volta raggiunto l’accordo con il Sè superiore, gli Angeli archivisti consegnano la pratica agli Angeli del Destino, affinchè essi possano trovare per l’anima il giusto ricettacolo adatto in cui incarnarsi, per poter così esprimere la volontà della personalità immortale (Sè superiore) e “riscattare” i debiti stabiliti. A questo punto gli Angeli del Destino si mettono al lavoro e iniziano a costruire un Corpo Vitale, che è il Controllore di quello Fisico, e il cui scopo è l’espressione del potenziale dei Corpi Astrale e Mentale sulla Terra. (…) giunto alle soglie del corpo fisico il Sè superiore perde, per così dire, tutti i suoi diritti, e la vita diventa la prosecuzione delle esistenze precedenti. Incarnarsi sarà il primo problema del Sè sueriore (…)
brevissimo sunto tratto dal libro
“Gli Angeli Custodi” mondadori
di Francois Bernard Termès (giornalista/ricercatore)
Enrica Bonaccorti, operazione al cuore di 8 ore: “Arterie tutte ostruite, ho rischiato di morire, non avevo dolori né fitte”
Operazione a cuore aperto e 4 bypass, il dramma e la paura di morire per l’attrice e conduttrice di 73 anni che raccomanda: “Controllatevi quanto più potete”
Enrica Bonaccorti ha fatto sapere attraverso un lungo post su Facebook il dramma che l’ha colpita, durante l’estate, motivo della sua assenza dai social e dalla tv, ma per fortuna adesso la situazione si è stabilizzata e ha preferito raccontare quello che le è successo con una grande e saggia raccomandazione a tutti coloro che la seguono: “Fate tesoro della mia esperienza e controllatevi quanto più potete”.
Enrica Bonaccorti, operazione al cuore di 8 ore: il racconto
“Amici miei cari, carissimi, non ho più postato nulla da metà luglio, e non perché fossi in vacanza in qualche isola sperduta o perché avessi deciso di troncare i miei rapporti con voi. Al contrario, vorrei che quello che è successo a me, un’operazione improvvisa a cuore aperto, lasciasse una traccia di conoscenza in tutti quelli che mi leggono, perché io non avevo nessuna fitta al cuore, non avevo alcun dolore”.
“I miei sintomi erano solo una grande stanchezza e davvero poco fiato, che imputavo a un po’ di depressione e soprattutto all’età, mentre mia figlia Verdiana continuava a ricordarmi quanto fosse in forma Sandra Milo che è ben più grande di me. L’unica stranezza è che un giorno a inizio luglio comincio ad avere ovunque un prurito terribile, tutto il corpo diventa rosso fuoco a macchie. Non avevo cambiato niente nell’alimentazione o nei farmaci, non avevo preso sole, insomma era solo il mio corpo che urlava che qualcosa non andava. Ovviamente mi faccio controllare a fondo da un dottore che trova un calcolo a un rene”.
La diagnosi di Enrica Bonaccorti
Da lì comincia il calvario della Bonaccorti e dopo vari controlli, una tac e una coronarografia, si stabilisce che c’erano tutte le arterie ostruite, i medici la sottopongono così a una lunga operazione, durata ben otto ore e 4 bypass.
“Morale della favola: mi han detto che ho avuto una gran fortuna, una scoperta accidentale che mi ha salvato la vita”, dice. Quando si è diffusa la notizia, sul web sono state effettuate numerose ricerche per capire se ci potesse essere una correlazione fra il malore improvviso e il vaccino Covid, ma per il momento non ci sono informazioni sulla vaccinazione ed eventuali reazioni avverse.
Nel post Bonaccorti ringrazia il prof Massimo Massetti, direttore del dipartimento di scienze cardiovascolare del Policlinico Gemelli, che insieme al dott Lauria e alla sua equipe l’hanno operata, e tanti altri medici che l’hanno seguita con grande attenzione.
-stavo bene, poi ho fatto il vaccino, e sono cominciati i guai…
Sono una vittima del vaccino
Incrocio le dita e spero di uscirne. Il paradosso è che mia moglie non si è vaccinata, ha avuto il Covid e ora sta benissimo”. Le parole del leghista lasciano tutti di stucco. “Dovrei essere oscurato da Telegram e dai social perché porto una narrazione basata sulla mia esperienza diversa da quella del mainstream. Non sono no vax, tant’è che mi sono vaccinato. Ma oggi ci penserei due volte”.
Ma cosa ha Castelli? “Non avevo nulla, stavo bene. Dopo una settimana” dalla dose sono cominciati i guai. “Un valore che per me fino ad allora era completamente sconosciuto è salito alle stelle. È il D-dimero’, un indicatore del rischio di trombosi. Non ho mai avuto problemi simili. Ora incrocio le dita perché è estremamente elevato e sono una sorta di dead man walking. Speriamo di no”. “Ma no”, prova a sdrammatizzare la Panella. “Faccio le corna”, conclude Castelli
Simone Muratore, promessa mantenuta del calcio che chiude a 26 anni per un tumore “post vaccinale” al cervello
Non solo l’ex di Juventus, Atalanta e Reggiana: 800 atleti caduti solo nel 2023, di più nel 2024. E nelle scuole, già in quelle elementari, non si contano i ricoveri di bambini con improvvise patologie cardiache. Ma guai a parlarne! “E’ sempre successo” e morta lì.
“Non ero più lo stesso” dice Simone Muratore. Ci credo, ha dovuto reimparare a muoversi, parlare, respirare, vivere, se il suo può ancora chiamarsi vivere. Va in pensione, a 26 anni, verso un futuro troppo precoce e troppo scuro per poter essere riempito. Non era “una giovane promessa” del pallone, era una promessa mantenuta, passato per Juventus, Atalanta, per la Nazionale juniores, per i primi successi, i primi trofei. Poi lo mandano alla Reggiana, dove nel 2021 lo vaccinano come i compagni, tutti, di tutte le squadre e, come è come non è, dopo poche settimane si scopre un cancro al cervello. Hanno niente da dire i propagandisti vaccinali, “non ha risolto ma ci ha salvato”, ai quali va tutto il nostro disprezzo e neppure basta? Finire di giocare a 26 anni per un tumore in testa, doversi rifare una vita ancora ragazzo. “Avevo paura di non svegliarmi più”. Per forza, ma neppure lui parlerà, neppure lui ammetterà o almeno ipotizzerà il minimo sindacale che la decenza reclama. Se no nel mondo dello sport, magari come factotum, non ci resta e neppure lo chiamano, eventualmente, ai programmi zoccoleschi dell’esibizionismo laido Ci ho provato con tutto se stesso, dice Muratore, ma se ti operano al cervello che altro puoi fare? “Non ero più come prima, ci sono stati giorni che facevo fatica anche ad alzarmi dal letto eppure ero in via di guarigione”. Se può consolarlo chi scrive fatica ancora oggi, otto mesi dopo la fine di una chemioterapia spaventosa, durante la quale sono finito più volte in ospedale, una delle quali dato quasi per spacciato. E ancora oggi mi può capitare di spegnermi di colpo, mentre sto parlano o mangiando, come si spegne una candela, come finisce la carica al robottino delle pile, nello sgomento dei presenti. Una cosa umiliante, che poi debbono trascinarmi a braccia sulla poltrona o letto più vicini.
Tutto per una sporca faccenda chiamata Covid e chiamata vaccino: la stessa cosa, un intruglio di laboratorio per sfoltire – ha ragione Silvana de Mari – la popolazione in esubero, per renderla sterile, per costringerla a uno stato di permanente malattia o invalidità. Il cancro rovina e spaccia indifferentemente sierati e no, comunque contagiati a suo tempo. Cosa hanno da dire gli squallidi propagandisti del “è sempre successo”, del “il vaccino non sarà sicuro ma ci ha salvati”? Salvati da che? È dura accettare la propria devastazione solo per le facce dei politici di regime e dell’informazione parassitaria e ignobile, feccia che vorresti vedere, tutta insieme, al posto tuo, sulla stessa poltrona, però a oltranza. Simone Muratore può ancora ringraziare di essere vivo: gli 800 colleghi atleti solo nel 2023, gli altrettanti se non di più nel 2024 che si chiude, no; e siamo ancora all’inizio, la falcidie di sierati che cascano o si scoprono condannati dilaga di giorno in giorno. Basta scorrere questo stesso sito ogni giorno, ma neppure questo giornale può dar conto di tutti quelli che muoiono, sono troppi, sono innumerevoli. Per esempio l’altro calciatore, ex delle giovanili del Perugia, Giulio Chiani, 31 anni, arresosi ieri a una malattia incurabile che in pochi mesi lo ha mangiato. Ovviamente, nessuna consapevolezza quanto a dosi e correlazioni, nessuna ipotesi, l’informazione da Libro Cuore preferisce sprecarsi in accenti patetici, notazioni strappalacrime.
E che potrebbero dire se hanno il preciso ordine di tirar via? Se ancora oggi dopo milioni di morti in tre anni sono tenuti a ripetere che i vaccini salvano? “Viareggio, uccisa a 35 anni dalla malattia: il sorriso più amato”. Come? Ma sì, parlano di una povera barista, Martina Laura d’Amico, succhiata in 8 mesi da una misteriosa malattia “che le ha spento il sorriso”. E che altro volete sapere voi provocatori, voi ficcanaso novax? “E’ arrivato questo momento tragico per tutti quelli che la conoscevano, che sono davvero tanti. Ormai era un volto conosciuto per la clientela con cui si era instaurato un bel rapporto. Amata da tutti per la sua gentilezza, generosità e disponibilità, questa notizia ha destato un dolore profondo non solo nei familiari, ma anche in tutti gli amici”. Poi dicono che l’intelligenza artificiale ucciderà il giornalismo, la scrittura. Quale scrittura, quale giornalismo? Al limite è un passo avanti, tenuto conto che i giornalisti, a parte i galoppini sconosciuti come gli estensori di questa robaccia, rispondo ai nomi purtroppo più diffusi di Scanzi, Parenzo, eccetera, per dire quelli che invitavano a sputare nei piatti dei novax, che si divertivano a vederli morire come mosche. A questi chiedi un minimo di oggettività, di mestiere? O ai finti ragionevoli che avvolgono la realtà nella stagnola bugiarda della propaganda? Intanto, senza che se ne sappia niente, gli istituti didattici dalle Alpi al Lilibeo, a partire dai più precoci, versano in stato di allerta se non di emergenza: per il Covid risorgente? No, per le conseguenze dei vaccini, come nel plesso delle scuole elementari di Greve in Chianti dove nel giro di dieci giorni due bambini vengono portati all’ospedale, in ambulanza, per problemi cardiaci. Dice una maestra, naturalmente dietro garanzia di anonimato: “Mai successa una cosa simile in trent’anni di insegnamento. Bambini con problemi al cuore!”. È sempre successo? Anche io quando stavo in reparto di ematologia sentivo mormorare: non sappiamo più dove mettervi da due anni, tra linfomi, mielomi e leucemie siamo sommersi. Poi arrivava l’infermiera ringhiando perché tenevo la mascherina storta, la mascherina che serviva a niente in una sala di tutti malati di cancro “ma qui comandiamo noi”
Giovan Bartolo Botta. Nato a Belo Horizonte (Brasile), anno di grazia 1981. Cuspide. Diseducazione cuneese. Attore teatrale. Un attore qualunque. Esponente della corrente teatrale ipocondriaca. Ultras teatro a guardia di una fede. Produzioni Nostrane la sezione. Inizio attività di guitto con la compagnia Talli Ruggeri, successivamente lo ritroviamo in piccoli ... Continua a leggere →