-giovane torinese rovinato dal siero genico Pfizer
30 anni, affetto da pericardite e neuropatia delle piccole fibre dopo una sola dose di Pfizer: «Sono un invalido, non posso fare sport. I medici mi davano del visionario. Ora lo Stato mi ha riconosciuto un indennizzo a causa del vaccino Covid». Ecco il racconto del suo calvario. Per tutti quelli (vedi Burioni) che dicevano che le pericarditi erano benigne.
Ad appena 30 anni ha già la vita irrimediabilmente compromessa da un’invalidità causatagli dal vaccino anti covid. Oggi potrà almeno contare su un indennizzo che lo Stato gli riconosce in quanto danneggiato, affetto da pericardite.
Una storia esemplare per affermare che il vaccino ha provocato danneggiati e per non far cadere la rimozione mentre proseguono i lavori della Commissione Covid. Ieri si è svolta l’audizione del professor Antonello Maruotti della Lumsa, al termine della quale i commissari di Fratelli d’Italia hanno detto che «durante la pandemia di Covid i cittadini italiani sarebbero stati chiusi in casa, privati dei propri diritti costituzionali sulla base di dati non affidabili, in quanto non scientificamente comprovati. Si sarebbe trattato, pertanto, di decisioni prettamente politiche e non scientifiche, anzi peggio: la scienza sarebbe stata usata pretestuosamente per avallare decisioni già prese».
Ma la politica si è servita della scienza anche per affermare come i vaccini non provocassero reazioni avverse gravi. Questa storia che la Bussola vi racconta in esclusiva, però, dimostra quanto quella frase fosse falsa.
É la storia di un giovane di Torino che dopo un lungo iter medico e giudiziario ha portato a termine il complesso percorso verso l’indennità concessa dalle commissioni mediche militari, le sole in grado di concedere questo tipo di riconoscimento. Un percorso difficile, che porta solo in pochi casi a risultati concreti, ma che va raccontato per quello che è: un calvario fatto di dolore e umiliazioni.
Lo prova il fatto che il giovane non vuole esporsi pubblicamente con nome e cognome perché è ancora alto il rischio nel nostro Paese di essere etichettati o peggio ancora bersagliati dalla contro propaganda vaccinista che dipinge anche i danneggiati da vaccino come “no vax”. Un ossimoro, se ci pensiamo. Ma questo è il quadro.
E così V.Z., ora può annunciarlo: “Il vaccino mi ha rovinato la vita e l’indennizzo che riceverò compenserà solo in parte non solo il dolore e le ingenti spese sostenute in questi cinque anni tra visite, diagnosi e terapie, che ammonta, fatto un calcolo spannometrico a circa 15 mila euro”. Gli 800 euro al mese, infatti, che percepirà dallo Stato sono solo un piccolo indennizzo di fronte a un grande male.
Oggi V.Z., che è membro del direttivo del Comitato Ascoltami ed è stato seguito nella sua vicenda giudiziaria dall’avvocato Laura Migliorini del foro di Venezia, specialista nelle cause da indennizzo da vaccino, racconta il suo calvario alla Bussola per tenere alta la guardia e per non far perdere la speranza ai tanti danneggiati.
Cominciamo dall’inizio.
Sono un sanitario di Torino, mi divido tra l’ambulatorio e l’ospedale. A marzo 2021 come tutti, mi sono dovuto iniettare il vaccino per poter continuare a lavorare. All’epoca avevo 25 anni
Quale vaccino?
Pfizer, una sola dose, ma sufficiente per stare male.
Che succede?
Un minuto dopo, ero ancora in sala d’attesa, da subito: bruciore alle tempie, parestesie alle gambe, tachicardia. Dopo mezz’ora mi mandano a casa.
E poi?
Il senso di stordimento aumenta. Così per giorni. Dopo una settimana, mi sveglio con una forte oppressione toracica e dolore al petto e alla schiena. Vado al pronto soccorso e mi dimettono con sufficienza, senza diagnosi anzi con la raccomandazione di cercare un consulto psichiatrico.
.Perché?
É un classico di noi danneggiati da vaccino, siamo stati liquidati dai medici come isterici, da curare con ansiolitici e benzodiazepine.
Quando arriva la prima diagnosi?
A luglio 2021, il quarto cardiologo che incontro mi diagnostica una pericardite post vaccino, ma sulle problematiche neurologiche non ricevo nulla. Nel frattempo, avendo fatto un’unica dose, non lavoro per un anno e mezzo, quasi due, alternando mutua a smart working. Continuo a girare tra specialisti, in pochi anni avrò speso circa 15mila euro.
Chi l’ha aiutata?
I miei genitori, da solo non ce l’avrei fatta.
Perché le problematiche neurologiche non vengono affrontate?
É uno dei grandi ostacoli di questa situazione. Io ho ricevuto una diagnosi solo dopo molti mesi, andando al Bellaria di Bologna da professor Donadio: neuropatia delle piccole fibre, è questa la responsabile dei bruciori e della disautonomia del sistema nervoso.
Ma questi sintomi sono ancora presenti?
Sì, ho ottenuto la “104” e ora sono “invalido permanente con ridotta capacità motoria”. La mia vita è cambiata, non faccio più sport, non mi muovo, non posso più fare quello che facevo prima.
E le cure?
Solo nel 2023 riesco ad arrivare a una immunologa che finalmente mi fa una terapia in ospedale in endovena e che dà la possibilità di stare meglio e convivere con la patologia. Non so per quanto tempo dovrò farla. Quattro giorni al mese di ospedale in un’altra regione, devo spostarmi per pagare le spese di viaggio e pernottamento.
Che cosa la fa soffrire di più?
Sono tornato al lavoro, ma ho sintomi invalidanti costanti. Non faccio la vita normale di un trentenne.
E dell’indennizzo?
Ho iniziato la domanda di indennizzo a dicembre 2023, i tempi di attesa per essere ricevuti sono lunghissimi. A settembre 2024 vengo visitato e a febbraio 2025 ricevo l’esito.
Che dice?
Viene riconosciuta la pericardite causata dal vaccino, ma non la neuropatia delle piccole fibre: non sussisterebbero evidenze scientifiche che il Pfizer possa causarle, quindi essendo l’eziopatogenesi sconosciuta, viene negata. Anche se sappiamo che non è così.
Che cosa?
Che gli effetti avversi, anche le pericarditi, erano transitori e innocui.
Lo diceva l’immancabile Burioni…
Ecco il risultato. Ma vorrei lanciare un messaggio di speranza agli amici del Comitato Ascoltami.
Quale?
Non arrendersi e credere nella battaglia che stiamo facendo perché ci venga restituita, se non la salute, almeno la dignità.
Sono contento, ma non tanto per l’indennizzo, ma perché viene certificato dallo Stato che non siamo visionari e che nel nostro caso il vaccino ha provocato un danno organico delle fibre nervose così come nel mio pericardio che porterà una cicatrice per tutta la vita. Sono consapevole che dovrò convivere per sempre con questa patologia. Ricorda che cosa si diceva all’epoca?
fonte – la Nuova Bussola