Giovan Bartolo Botta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

danneggiati da vaccino – la testimonianza di Antonio Rega

In Uncategorized on settembre 22, 2025 at 2:22 PM

-vita rovinata dall’infame vaccino covid

Antonio Rega: quando ci si sente dire “Tu sei stato sfortunato”.

La storia di un ragazzo di una provincia di Napoli, che ha scelto di vaccinarsi convinto di proteggere i suoi cari.

📌 Guarda l’intervista completa con VIDEO:

“Mio padre aveva avuto una forma grave di Covid nel 2020, in casa c’era anche mia nonna. Per proteggere la mia famiglia ho deciso di fare la mia parte e vaccinarmi.”

Aveva 23 anni, nessun obbligo. Solo la convinzione di fare la cosa giusta.

Ma pochi giorni dopo la seconda dose tutto cambia.

“Ho iniziato ad avere svenimenti, tremori al braccio sinistro, rialzi gravi di pressione. Le prime diagnosi? Ansia, depressione. Poi i sintomi peggioravano.”

Nel 2022 un intervento chirurgico porta alla scoperta di una disfunzione immunitaria: riattivazione di virus, stanchezza cronica, problemi neurologici. Alla fine, la diagnosi:

“Neuropatia autonomica post-vaccino, una sofferenza dei nervi che controllano cuore, ossigenazione e circolazione.”

Antonio, prima sportivo e pieno di vita, oggi vive così:

“Mi alzo, lavoro qualche ora in smart working, poi passo la giornata sdraiato. Anche un caffè il mio corpo non lo regge. Spesso devo stare al buio, con una benda sugli occhi, perché anche le luci mi danno fastidio.”

La delusione è profonda:

“Mi sento abbandonato. Nel sistema sanitario nessuno mi prende in carico, spesso i medici alzano le mani: ‘Sei stato sfortunato’. Io a 26 anni mi sento dire questo.”

E il suo appello è chiaro:

“Chiedo ricerca e presa in carico. Le istituzioni non devono essere egoiste. Noi danneggiati esistiamo e non possiamo più essere lasciati soli.”

👉 Questa è la voce di Antonio. La voce di un giovane che voleva proteggere i suoi cari ed è rimasto senza protezione per sé stesso.

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fonte – Comitato Ascoltami

granuli omeopatici di poesia – Aldo Palazzeschi

In Uncategorized on settembre 18, 2025 at 3:49 PM

Aldo Palazzeschi, di cui il vero nome è Aldo Giurlani, nacque a Firenze nel 1885, dopo aver frequentato una scuola di recitazione, fece in gioventù l’attore, nella compagnia di Lyda Borelli. Nella sua vita appartata, anche dai gruppi letterari, fu di spicco la sua adesione al movimento futurista, dal quale si staccò presto, per una netta opposizione alla guerra del 15-18. nel 1941 si traserì a Roma, dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1974. nella carriera di Palazzeschi, l’attività poetica occupa i due estremi. Anni giovanili, e tarda età. Molta critica è concorde nel riconoscere alla fase iniziale, il momento di maggiore prestigio dell’attività poetica del Palazzeschi. Occorre insistere sul carattere del tutto personale dell’avanguardia poetica palazzeschiana, e sulla sua sostanziale indipendenza dalle correnti letterarie che attraversò e fiancheggiò. Anche discutibile è il suo accostamento al crepuscolarismo. Sotterraneo e contropelo è l’attacco che Palazzeschi muove al linguaggio della tradizione poetica che avviene con cosciente impoverimento e automatismo della forma, quasi come se il linguaggio si creasse e moltiplicasse da sé in una specie di semovenza. La poesia di Palazzeschi è insomma il maggior tentativo esperito del novecento italisno di uscire dalle convenzioni seriose del discorso lirico, proponendone un integrale teatralizzazione.

Aldo Palazzeschi – l’Incendiario

In mezzo alla piazza centrale del paese

è stata posta la gabbia di ferro con l’incendiario

vi rimarrà tre giorni

perchè tutti lo possano vedere

tutti si aggirano torno torno

all’enorme gabbione

durante tutto il giorno

centinaia di persone

guarda un pochino dove l’anno messo

sembra un pappagallo carbonaio

dove lo dovevano mettere

in prigione addirittura

gli sta bene di fare bella figura

perchè non gli avete preparato

un appartamento di lusso così bruciava anche quello

ma nemmeno tenerlo in questa gabbia

lo faranno morire dalla rabbia

morire, è uno che se la piglia

è tranquillo più di noi

io dico che ci si diverte

ma la sua famiglia?

Chi sa da che parte di mondo è venuto

questa robaccia non è mica famiglia

sicuro, è roba allo sbaraglio

se venisse dall’inferno

povero diavolaccio

aveste anche compassione

se v’avesse bruciata la casa non direste così

la vostra l’à bruciata

se non l’à bruciata poco c’è corso

a bruciato mezzo mondo quel birbaccione

almeno vigliacchi non gli sputate addosso

infine, è una creatura

ma come se ne sta tranquillo

non è mica paura

io morirei dalla vergogna

star lì in mezzo alla berlina

per tre giorni

che gogna

dio mio che faccia bieca

che guardatura da brigante

se non ci fosse la gabbia io non ci starei

se a un tratto si vedesse scappare

ma come deve fare

sarà forte quella gabbia

non avesse da fuggire

dai vani dei ferri non potrà passare

questi birbanti si sanno ripiegare in tutte le maniere

che bel colpo oggi la polizia

se non facevan presto ad accaparrarlo

ci mandava tutti in fumo

si meriterebbe altro che berlina

quando l’anno interrogato è risposto ridendo

che brucia per divertimento

mio dio che sfacciato

ma che sorta di gente

io lo farei volentieri a pezzetti

buttatelo nel fosso

io gli voglio sputare un alta volta addosso

se lo bruciassero un po

sarebbe la fine che merita

quando sarà in prigione scapperà

è talmente pieno di scaltrezza

peggio d’una faina

non vedete che occhi che ha

perchè non lo buttano in un pozzo

nel cisternone del comune

e ci sono di quelli che avrebbero pietà

bisogna essere roba poco pulita per aver compassione

di questa sorta di persone

largo largo largo

ciarpame piccoli esseri

dall’esaltazione di lezzo

fetido bestiame

ringollatevi tutti

il vostro sconcio pettegolezzo

e che vi strozzi nella gola

largo, sono il poeta

io vengo di lontano

il mondo ò travasato

per venire a trovare

la mia creatura da cantare

inginocchiatevi marmaglia

uomini che avete orrore del fuoco

poveri esseri di paglia

inginocchiatevi tutti

io sono il sacerdote

questa gabbia è l’altare

quell’uomo è il signore

il signore tu sei

al quale rivolgo

con tutta devozione

del mio cuore

la pi soave orazione

a te soave creatura

giungo ansante affannato

ò traversato rupi di spine

ò scavalcato alte mura

io ti libererò

fermi tutti v’ò detto

tenete la testa bassa

piccchiatevi forte nel petto

è il confiteor questo, della mia messa

t’anno coperto d’insulti e di sputacchi

quello sciame insidioso

di piccoli vigliacchi

ed è naturale che da loro

tu ti sia fatto allacciare

quegl’insetti immondi e poltroni

sono lividi di malefica astuzia

circola per le loro vene

il sangue verde velenoso

e tu grande anima non potevi pensare

al piccolo pozzo che t’avevan preparato

ci dovevi cascare

io ti son venuto a liberare

fermi tutti

ti guardo dentro gli occhi

per sentirmi riscaldare

rannicchiato sotto il tuo mantello

tu sei senza parole

come la fiamma colore e colore

e quel mantello nero

te l’an gettato addosso

gli stolidi uomini vero

perchè non si veda che sei tutto rosso

oppure te lo sei gettato da te

per ricuoprire un poco l’anima tua di fuoco

che guardi all’orizzonte

se s’alza una favilla

dimminon sei riuscito a trafugare l’ultimo zolfino

ti si legge negli occhi

ma ti saltandagli occhi le faville

a cento a cento a mille

tu poi cogli occhi bruciare tutto il mondo

t’à creato il sole che bruci al sol guardarti

quando tu bruci

tu non sei più l’uomo, il dio tu sei

mi sento correr per le vene un brivido

ti vorrei vedere quando abbruci

quando guardi le tue fiamme

tutte quelle bocche

tutte quelle labbra

tutte quelle lingue

non vengono a bruciarti tutte

non sono le tue spose voluttuose

bello bello bello e santo

santo santo

santo quando pensi abbruciare

santo quando abbruci

santo quando le guardi le tue fiamme sante

e voi rimasti pietrificati dall’orrore

pregate pregate a bassa voce orazioni segrete

anch’io sai sono un incendiario

un povero incendiario che non può bruciare

e sono, come te, in prigione

sono un poeta che ti rende omaggio

da povero incendiario mancato

incendiario da poesia

ogni verso che scrivo è un incendio

oh tu vedessi quanto scrivo

mi par di vederle le fiamme

e sento le vampe bollenti

carezze al mio viso

incendio non vero

è quello che scrivo

non vero seppure è per dolo

an tutte le cose la polizia, anche la poesia

la sopra il mio banco ove nacque

il mio libro come benedizione

io brucio il primo esemplare

e guardo avido quella fiamma

e godo e mi ravvivo

e sento salirmi il calore alla testa

come se bruciasse il mio cervello

come mi sento vile innanzi a te

come mi sento meschino

vorrei scrivere soltanto per bruciare

nel segreto delle mie stanze

passeggio vestito di rosso

e mi guardo in un vecchio specchio

pieno di ebrezza

come fossi una fiamma

una povera fiamma che aspetta

il tuo riflesso

fuori vado vestito di grigio

ovvero di nessun colore

c’è anche per le vesti una polizia

come per le parole

e quella per il fuoco è tremendamente accanita

gli uomini hanno orrore delle fiamme

gli uomini seri per questo anno inventato i pompieri

tu mi guardi senza parlare

tu non parli

e i tuoi occhi mi dicono

uomo poco farai tu che ciarli

mi fido in te

t’apro la gabbia và

guardali guardali come fuggono

sono forsennati dall’orrore

la paura gli à tutti impazziti

potete andare fuggire fuggire

egli vi raggingerà

e una di queste mattine

uscendo dalla mia casa

fra le consuete catapecchie

non vedrò più le vecchie reliquie tarlite

così gelosamente custodite da tanto tempo

non la vedrò più

avrò un urlo di gioia

ci sei passato tu

e dopo mi sentirò lambire le vesti

le fiamme arderanno sotto la mia casa

griderò esulterò m’avrai data la vita

io sono una fiamma che aspetta

và, passa fratello, corri a riscaldare

la gelida carcassa

di questo vecchio mondo.

norimberga c’è!

In Uncategorized on settembre 17, 2025 at 2:22 PM

non dimenticherò mai quegli anni infami di persecuzione e stigma sociale che in pratica m’hanno condotto quasi alla canna del gas, oltre a tutto il resto. anni dove ai non vaccinati come il sottoscritto, oltre a togliergli il pane di bocca ci era precluso persino di salire sull’autobus come ai tempi di Rosa Parks. per non dire di peggio! me le ricordo bene certe personcine di “garbo” col dito puntato, che se avessero potuto metterti le mani addosso, lo avrebbero fatto con piacere. il tempo non lenisce certe ferite. non si può dire, abbiamo scherzato. mettiamoci una pietra sopra. certi sfregi non si rimarginano. qua mica stiamo parlando di corna zio fa! stiamo parlando di diritti naturali dell’essere umano. quelli sono stati anni di autentica caccia all’uomo. e allora, forza e coraggio. sti criminali che hanno obbligato le persone ad inocularsi quello schifo di diserbante genico sperimentale letale col ricatto e che hanno lasciato in eredità solo danni danneggiati e macerie sociali ed umane devono finire di osservare il sole a NORIMBERGA! tutti coloro che sono stati emarginati, messi all’angolo e che hanno subito danni fisici e psicologici permanenti dopo l’inoculo di ste porcherie immonde devono farsi avanti ed unirsi in una voce sola! se fossi un daneggiato da vaccino, lo ammetto, non risponderei più delle mie azioni talmente sarei pervaso dalla rabbia e dall’amarezza! il conto in sospeso con questi criminali da strapazzo che all’epoca imposero i loro stupidi diktat da “dito al culo” non sarà passato in cavalleria! avanti tutta. perchè la verità e il prodotto del tempo, e il tempo stringe, e come dice il saggio, tutto arriva, a chi sa aspettare (Y)

sempre con rispetto parlando

Giovan Bartolo Botta

i cugini Bush e Obama e la loro affiliazione in Skull&Bones

In Uncategorized on settembre 16, 2025 at 2:50 PM

la Skull&Bones (Società del Teschio e delle Ossa), conosciuta anche come “LOGGIA 322”, è una delle più note società segrete americane, fondata nel 1832, ha sede presso la prestigiosa università di Yale, e furono proprio due studenti di Yale (William Huntington Russel, figlio del presidente della società di facciata per la guerra dell’oppio Samuel Russel e Alphons Taft) a costituirla. Cosa lega questa società segreta agli ambienti politici americani!? Perchè proprio tra le sue fila si contano, presidenti degli Stati Uniti d’America, capi della C.I.A, esponenti di spicco nei vari governi, uomini chiave dell’economia e della finanza americana!? George W.Bush, per esempio, aveva affidato incarichi di primaria importanza a ben undici uomini provenienti dalla Skull&Bones! L’Ordine della Skull&Bones è iscritto negli atti pubblici della Russel Trust Association, con un patrimonio, nel 1999 di 4.133.246 dollari, e la proprietà di un intera isola (Deer Island) sita tra Canada e Stati Uniti. Della società fanno parte nomi di famiglie illustri quali – Whitney, Taft, Jay, Bundy, Harriman, Rockefeller, Goodyear, Sloane, Kellogg, Perkins, Bush, Lovett e così via. La sede della Skull&Bones è conosciuta ufficialmente con il nome di “Tomba”,si tratta di un edificio di aspetto pagano nel quale è impossibile accedere se non si è “iniziati”. All’interno dell’edificio si trovano incisioni in lingua tedesca (tra gli altri) in quanto si vuole che la Skull&Bones nasca sulle ceneri di un’antica setta segreta tedesca. I membri della Skull e Bones provengono esclusivamente da famiglie estremamente agiate che vantano parentele nobiliari e che sono intimamente connesse coi vertici della politica. I membri della Skull e Bones vengono spinti ad imparentarsi tra loro (proprio come le antiche casate nobiliari), ossessionati dal mantenimento della “purezza” del sangue (in senso di purezza genetica o presunta tale). Prescott Bush, padre del presidente Bush senior e nonno del presidente Bush junior, esponente di spicco della Skull e Bones, finanziò il regime nazista e quello bolscevico (compresa la rivoluzione del ’17). i nomi illustri della Skull&Bons approdati al mondo degli affari internazionali e della politica è vario. Ma tra questi ci piace ricordare oltre alla dinastia Bush, Jonh Kerry e Barack Obama, cugino di ottavo grado dell’ex presidente George W.Bush jr. (entrambi sono anche parenti alla lonatana della regina Elisabetta Seconda d’Inghilterra della casata “nazista” dei Coburgo-Gota poi tramutatasi in Windsor) numerosi sono gli uomini della C.i.a apparteneti alla Skull e Bones. E molti di loro, compreso Bush, furono ambasciatori o addetti alle pubbliche relazioni nella Repubblica Popolare Cinese. Questo perchè la Cina è sempre stata tra i maggiori produttori e consumatori di oppio, e le origini di Skull e Bones sono intimamente legate proprio a questo traffico. Si è spesso parlato di una relazione tra gli ILLUMINATI e la Skull&Bones, di cui il fondatore degli illuminati Adam Weishaupt (gesuita) fu un teorizzatore del Nuovo Ordine Mondiale o Nuovo Ordine delle Cose. Il loro modus operandi è molto simile e prende origine da una società segreta controiniziatica antenata chiamata PHI BETA KAPPA. In pratica la Skull&Bones è presente in tutti i punti chiave dello Stato Americano creando un profondo processo di sinergie che tende ad un unico scopo: Controllare e gestire l’umanità.

Breve sunto tratto dal libro

“Forbidden Histories”

quello che non devi sapere

e che nessuno ti racconta edizioni cerchio della luna

di Roberto La Paglia (giornalista e storico)

danneggiati da vaccino – la testimonianza di Selene Cristina

In Uncategorized on settembre 15, 2025 at 3:27 PM

Dopo 2 dosi di vaccino nel 2022 nel giro di 2 anni sono ridotta a non reggere le gambe.. e a non aver forza al lato sinistro del corpo…braccio e tronco

Dolore h 24 con scosse..bruciore..parestesie..muscoli che sembrano attraversati da lame..barcollo e molto altro…mancano le forze perché il mio corpo non riesce ad assimilare il cibo più come prima.

Nella mia vita avrò avuto la febbre 2 volte da adulta.ero sana.

Ero.il problema è che oltre al dolore non sono più autosufficiente.

La mia vita è completamente cambiata.

Grazie alle multinazionali farmaceutiche.

Grazie alle lobbi.

danneggiati da vaccino – la storia di Lorenza Lanzetta

In Uncategorized on settembre 15, 2025 at 3:08 PM

“Da insegnante attiva a paziente invisibile” –

Lorenza Lanzetta, architetto e insegnante ad Asti, racconta cosa le è successo davvero.

📌 Guarda l’intervista completa:

“Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 io ho scoperto di avere un tumore, un tumore raro, maligno.”

In piena pandemia frequenta gli ospedali e nota incoerenze che la inquietano: “Io ci andavo tutte le settimane… attendevo e osservavo.”

Quando si parla di vaccini, chiede una valutazione personalizzata: “Il medico di base mi dice ‘ma attendiamo, vediamo’… ‘devono arrivare altri vaccini’.”

Intanto, attorno a lei, “tre persone… avevano avuto la paralisi di Bell.”

Per poter lavorare, Lorenza tiene duro: “Sono fra le persone che per poter lavorare si è sottoposta a tre tamponi settimanali per tanti mesi”; poi è costretta a vaccinarsi:

“Mi sono vaccinata… prima dose Pfizer.” Poco dopo arrivano i segnali: “Mi sono comparsi dei noduli su alcune delle dita di entrambe le mani, in modo simmetrico.”

E poi il respiro si spezza: “Ho iniziato a avere problemi di affanno, problemi respiratori… formazioni a vetro smerigliato nei polmoni senza mai avuto il covid.”

Cerca aiuto, ma “mi hanno tenuto più di ventiquattro ore in mezzo ai covid” e “sono rimasta senza diagnosi, senza cure.” La quotidianità crolla: “Non potevo più stare stesa… camminavo pianissimo come una vecchia.”

Oggi Lorenza parla per chi non viene ascoltato: “Ho deciso di raccontare… per alleggerire il carico ad altre persone.” E avverte: “I danneggiati sono tanti… e ci sono anche molte persone che non stanno bene ma non collegano il loro non stare bene alle dosi che hanno fatto.”

👉 Questa è una voce che chiede verità, diagnosi e cure—non silenzio.

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danneggiati da vaccino – la testimonianza di una dottoressa

In Uncategorized on settembre 12, 2025 at 4:29 PM

-la terza dose le slatentizza un Tumore!

Oggi condividiamo la storia di una dottoressa che ha deciso di raccontare pubblicamente il suo percorso. Una testimonianza intensa, che merita attenzione e riflessione.

«Avevo solo 24 anni quando, nel 2000, mi è stato diagnosticato un tumore al seno. Un colpo durissimo, affrontato con tutte le armi della medicina: intervento chirurgico, cicli di chemioterapia, radioterapia e ormonoterapia. Dopo anni di lotte e sacrifici, sotto la cura del professor Umberto Veronesi, arrivò finalmente la notizia che aspettavo: guarita.

Per 22 anni ho vissuto una vita serena, con controlli annuali sempre puntuali e sempre perfetti. Nessun segnale, nessun allarme. Anni di salute straordinaria, di normalità ritrovata.

Poi, a gennaio del 2022, qualcosa si è incrinato. Dopo la terza dose di vaccino Pfizer, ho iniziato ad accusare fastidi strani, nuovi, mai avuti prima. Inizialmente li ho sottovalutati, ma gli esami hanno rivelato una realtà devastante: una recidiva dello stesso tumore al seno, a distanza di 22 anni dalla guarigione.

Un fulmine a ciel sereno. Dopo più di due decenni di salute, improvvisamente mi sono ritrovata a rivivere l’incubo che pensavo di aver lasciato alle spalle. Un terremoto fisico ed emotivo che ha travolto me e la mia famiglia.

Il percorso che ne è seguito è stato durissimo e doloroso. Cure, sofferenza, paura. Oggi sto meglio grazie ai nuovi farmaci antitumorali e alla ricerca scientifica che ha fatto passi avanti. Ma resta un interrogativo pesante: com’è possibile una recidiva dopo 22 anni? E perché proprio subito dopo quella terza dose?

Domande che non trovano risposta, ma che non possono essere ignorate. Perché storie come la mia non devono restare nell’ombra.»

👉 Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, scrivici a maloreimprovvisonews@outlook.com o in DM.

Herman Hesse – tutte le morti

In Uncategorized on settembre 11, 2025 at 3:59 PM

Ho già vissuto tutte le morti

e tutte le morti voglio ancora morire

morire nell’albero, la morte lignea

nella montagna, la morte di pietra

nella sabbia, morte di terra

morte vegetale nell’erba crepitante dell’estate

e la misera sanguinosa, morte degli uomini

voglio rinascere fiore

voglio rinascere albero ed erba

pesce e cerbiatto, uccello e farfalla

e da ogni forma, mi strapperà la nostalgia

in alto ai gradini dell’ultimo dolore

fin dentro il dolore umano

oh trepidamente è teso l’arco

quando il pugno furioso del desiderio

pretende di piegare l’uno all’altro

entrambi i poli estremi della vita

spesse volte, e tante volte ancora

mi risospingerai da morte a nascita

orbita angosciosa delle forme

orbita radiosa delle forme.

Rumi – io non sono (Persia)

In Uncategorized on settembre 9, 2025 at 4:05 PM

Che cosa farò musulmani!? non mi riconosco più!

io non sono né cristiano né ebreo, né magio né musulmano

io non sono dell’est né dell’ovest

né della terra né del mare

io non provengo dalla miniera della natura

né dalle stelle orbitanti

io non sono della terra o dell’acqua, del vento o del fuoco

io non sono dell’empireo, né della polvere su questo tappeto

io non sono del profondo né dell’oltre

io non sono dell’India o della Cina, di Bulgahar o di Saqsin

io non sono del regno dell’Iraq né della terra del Khorasan

io non sono di questo mondo né dell’altro

non del cielo né del purgatorio, il mio luogo è il senza luogo

la mia traccia è la non traccia, non è il corpo, non è l’anima

perché appartengo all’anima del mio amore

ho riposto la dualità e visto i due mondi come uno

uno io cerco, uno conosco, uno io vedo, uno io chiamo

egli è il primo, egli è l’ultimo, egli è l’esterno, egli è l’interno

ebbro della coppa d’amore, i due mondi mi scivolano dalle mani

non mi occupo di nient’altro che di divertirmi e bere forte

se una volta nella vita ho trascorso un istante senza te

mi pento della mia vita da quel momento in poi

se una volta in questo mondo otterrò un istante con te

mi metterò i due mondi sotto i piedi e danzerò di gioia eterna

sono così ebbro in questo mondo, che salvo baldoria ed ebrezza

non ho storie da raccontare.

Jorge Amado – Cacao

In Uncategorized on settembre 8, 2025 at 1:58 PM

Zilda era una mulattina chiara, occhi grandi di bambina che non sa niente della vita. La conobbi la mattina dopo. Faceva la vita da quando aveva undici anni. Sul corpo solo un vestitino lacero. Non aveva quasi seno, la povera. Beveva il suo caffè senza parlare. Joao Grilo, che aveva dormito con lei, la baciava. Lei si lasciava baciare, senza protestare. Faceva parte della professione. Aveva tredici anni soltanto, conosceva bene il mestiere. -quanti anni hai piccola? -tredici -solo? -li compio dopodomani -chi è stato? -il figlio del Coronel Misael -quanti anni avevi? -quasi undici -eri già sviluppata? -no. Figlia del vecchio Asenso, Zilda era tutta la sua famiglia. Lavoravano per Mànè Flagelo, lui come potatore, lei come ammucchia cacao. Ogni anno Osòrio, il figlio del Coronel, che studiava a Bahia, veniva alla piantagione per le vacanze. Lo studente fermava l’asino per guardare lo cosce di Zilda, ben tornite malgrado avesso solo dieci anni. Un giorno Osòrio andava al villaggio. Il vecchio Asenso era a Pirangi e Zilda faceva le pulizie in casa. Cominciò a piovere, e Osòrio chiese di entrare. Non rispettò i dieci anni di Zilda. E la scema è ancora innamorata di quel miserabile. Il suicidio di Zilda fu tra le cose che più mi commossero. Quando seppe che Osòrio avrebbe trascorso le feste in fazenda, comprò un vestito nuovo e una scatolina di belletto. Vestita a lucido e molto truccata aspettò in mezzo alla strada. Lui passò senza guardarla. -chi sei? -Zilda, mi hai sverginato nella fazenda di tuo padre! -quanto sei brutta sei uno schifo, accidenti, e andò a letto con Antonieta. Il giorno dopo Zilda bevve il veleno…

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