« Le anomalie statistiche delle morti “Covid”
A Bergamo le persone stavano morendo così come stavano morendo in altri comuni del Nord – Italia.
Soltanto nel bergamasco, secondo l’ISTAT, si sarebbe giunti ad un +146% di morti nel 2020 , superato soltanto da Lodi con +168% e Piacenza con un +158%.
Nel resto d’Italia però non risultava un’anomalia statistica.
In Calabria, Sicilia, Sardegna, Lazio e Puglie, non c’era alcun aumento improvviso e inspiegabile delle morti come c’era appunto in quei comuni della Lombardia.
Perché???
La verità allora va cercata non nel “problema” ma nella “soluzione” che il governo Conte avrebbe apparentemente autorizzato, a partire dalla somministrazione di determinate terapie per pazienti che non avrebbero mai avuto bisogno.
Il Midazolam: il farmaco letale usato per i pazienti Covid
La questione riguarda il famigerato Midazolam, una benzodiazepina che viene utilizzata per sedare malati terminali e che viene persino data ai condannati a morte negli Stati Uniti ai quali viene somministrata una iniezione letale per portarli alla morte.
Alcuni lo chiamano il farmaco della “dolce morte” in quanto esso è uno degli sistemi “ideali” per procurare l’eutanasia a quelle persone che vogliono decidere di mettere fine alla propria vita.
Ceratti nella sua intervista a B. Braun parla proprio nel dettaglio del Midazolam.
Il dirigente della casa farmaceutica tedesca rivela come nel mese di marzo del 2020, nel cuore appunto della cosiddetta “emergenza”, ci fosse un “disperato” bisogno di procurarsi questi farmaci per far fronte alla “crisi” Covid.
Il farmaco Midazolam
Ceratti ricostruisce le fasi dell’accaduto e spiega come soltanto grazie al “contributo” di alcuni manager della B. Braun si è arrivati a consegnare dalla Germania all’Italia migliaia di dosi di questi farmaci in pochi giorni, quando in circostanze normali ci sarebbero volute settimane.
A risolvere l’impasse sarebbe stato il ministero della Salute presieduto da Roberto Speranza che avrebbe rilasciato il nulla osta necessario per autorizzare la distribuzione di questi farmaci in Italia nonostante l’etichetta del farmaco in questione fosse in inglese o in tedesco, e non in italiano come prevede la normativa italiana.
Non sarebbe stata questa la prima volta nella quale la B. Braun si sarebbe mossa per far arrivare farmaci del genere, secondo Ceratti.
Sarebbe stato seguito lo stesso percorso per il Propofol, un altro sedativo come il Midazolam.
Il manager italiano della impresa tedesca poi non si sofferma nemmeno – e non gli viene ovviamente chiesto – a precisare perché i pazienti positivi al Covid avrebbero dovuto avere bisogno di questo farmaco che viene utilizzato per casi ben lontani dalla influenza stagionale.
Le influenze, da sempre, non si sono mai curate con delle benzodiazepine che hanno, come accennato in precedenza, delle prescrizioni terapeutiche del tutto diverse.
Qualcuno però evidentemente doveva aver dato quell’ordine e non è possibile pensare che gli ospedali in Lombardia e nelle altre regioni italiani abbiano tutti deciso autonomamente di somministrare quel farmaco a coloro che risultassero positivi al Sars-Cov2.
Se si legge, ad esempio, il protocollo scritto dal servizio sanitario della regione Emilia-Romagna, si apprende che ai pazienti Covid si somministrava un cocktail di farmaci sedanti a base di morfina e del citato Midazolam.
Bergamo le persone non possono essere morte per il cosiddetto Sars-Cov-2 perché il virus in questione non era stato, tra l’altro, nemmeno isolato e le persone che risultavano positive al test diagnostico del tampone, noto per produrre tonnellate di falsi positivi, erano del tutto asintomatiche o nei “peggiori” dei casi avevano soltanto la classica influenza stagionale o altre patologie del tutto differenti dal Covid.
Il meccanismo che si era messo in moto nulla aveva di sanitario e tutto invece di politico.
I governi internazionali eseguivano gli stessi ordini
Se ne ha una ulteriore conferma se si guarda a quello che veniva fatto in quel periodo da altri Paesi.
Il protocollo prescritto in Emilia-Romagna è del tutto identico a quello, ad esempio, che aveva stabilito la commissione medica dell’ospedale di Hull, nel Regno Unito.
Nelle raccomandazioni dei sanitari britannici per i pazienti Covid si legge lo stesso tipo di farmaci indicati nella regione amministrata da Bonaccini: morfina assieme al Midazolam.
Non sono assolutamente protocolli che possono essere raccomandanti, come detto, per pazienti con sintomi influenzali e qualche coraggioso sanitario ha chiaramente denunciato come questi farmaci se somministrati nei quantitativi indicati dalle varie commissioni governative possono portare soltanto alla morte del paziente.
E’ il caso dell’infermiera scozzese Lesley Roberts.
Lesley sta portando avanti da diverso tempo una battaglia per far emergere la verità su quanto realmente accaduto nel 2020 e su ciò che ha veramente causato la strage in alcuni province del Regno Unito, come si è verificato anche in alcuni comuni della Lombardia.
La Roberts fa riferimento ad un protocollo di “fine vita” del governo britannico denominato “NG163”.
Il protocollo NG163 viene stabilito il 3 aprile del 2020, un mese appena dopo la strage di Bergamo, e resterà in piedi fino a marzo del 2021.
L’infermiera scozzese spiega che queste indicazioni sono quelle che hanno causato le morti di quei pazienti e non certo il cosiddetto Covid.
“Non avrebbe mai dovuto essere preso in considerazione. Le persone che non erano alla fine della loro vita lo sono state portate a causa di quei farmaci. Se avevano difficoltà respiratorie, allora la loro respirazione è stata ulteriormente soppressa da quei farmaci e sono questi quelli che le hanno uccise, e non il Covid.”
Lesley Roberts sta dicendo semplicemente che non c’è mai stata alcuna emergenza.
C’è stato un protocollo “medico” scritto da persone che sapevano benissimo che quei farmaci avrebbero portato alla morte delle persone perché si tratta di farmaci che vengono somministrati a malati terminali o a chi, come detto in precedenza, sceglie di praticare l’eutanasia.»
Autore : Cesare Sacchetti.
Link : https://www.ilgiornaleditalia.it/…/covid-bergamo…
La Condanna a Morte negli Stati Uniti
Per la prima volta nella storia d’America è stato utilizzato un cocktail di due sostanze per uccidere un condannato a morte. Il boia del carcere di Lucasville, in Ohio, ha iniettato nelle vene di Dennis McGuire, bianco, 53 anni condannato distupro e omicidio aggravato, un composto formato da un sedativo, il Midazolam, e Hidromorphone, una morfina molto concentrata. La sua agonia è durata 13 minuti, tra le urla, provocando un’ondata di sdegno in tutto il Paese e forti proteste da parte degli abolizionisti e dei difensori dei diritti umani che puntano il dito contro quella che hanno bollato come una “crudele tortura”. Con un metodo che produce al condannato la stessa sensazione di una “prolungata mancanza d’aria”.
Link : https://www.ilfattoquotidiano.it/…/pena-di…/846415/amp/