Giovan Bartolo Botta

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

disintossicarsi dalla sbobba vaccinale – cure e rimedi!!!

In Uncategorized on Maggio 26, 2025 at 3:41 PM

Diffondere e far girare.

Da parte del Dottor Carlo Bruni.

“Il Silenzio degli Innocenti.

Muore in silenzio bambina a Cremona.

Un’altra bambina va a scuola e non si accorge che la manma gli è morta accanto in silenzio.

Calciatore mentre corre si accascia a terra come folgorato,.anche lui muore senza un gemito. È un continuo…

Perché questi ragazzi nonostante il defribillatore muoiono?

Semplice si attiva una DIC o Cid ed è finita.

Cos’è’ una CID?

Coagulazione Intravasale Disseminata.

Nella clip che ho messo potete vedere il fenomeno della Cid in una flebo di un anziano.

Immaginatevi se questo fenomeno avviene nel nostro corpo?

Il meccanismo di attivazione è ovviamente Spike mediato.

Aumento di Citochine infiammatorie, aumento radicali liberi, stress ossidativo alle stelle, poca stabilità elettrica fra globuli rossi che si attraggono, aumentano fibrina e fibrinogeno e succede quello che vedete.

Il cuore non c’entra nulla.

Sono tutte persone sanissime

Che come fulminati si accasciano tutti in silenzio.

Ho fatto anni di Pronto Soccorso e di infarti ne ho visti tanti e ne abbiamo salvati parecchi.

La persona con un problema cardiaco viene avvisata da progressivi dolori al petto.

Sudorazione fredda, pallore insomma il corpo ti dà segnali precisi e il tempo per intervenire.

La Coagulazione Intravasale Disseminata no, è fulminante.

Avete mai visto una persona venire in PS x un infarto vero.

Certi urlano dai dolori, altri tremano per il dolore.

Queste invece sono morti silenziose.

Il rimedio c’è eccome:

Rendere più Fluido il Sangue

Con dei semplici rimedi:

La Vitamina D, dosata almeno a 70 mg di colecalciferolo corrispondenti a 6000 UI, ha una spiccata attività antitrombotica,

così come gli Omega 3 presi tutti i giorni hanno una duplice azione Anticoagulante!

Antiaritmica.

Uno studio tutto italiano sul post infarto certifica che chi prendeva regolarmente gli omega 3 aveva 40% di morte cardiaca improvvisa in meno.

Se poi vogliamo chiudere il cerchio diamo a tutti questi ragazzi NAC (Natural Acetilcisteina) e Bromelina che degradano eventuale proteina spike che si forma.

Dosaggio di Nac e Bromelina 600 mg al giorno a digiuno.

C’è un considerevole numero di vaccinati che a causa dell’integrazione dell’MRNA nel genoma ha costantemente valori di Spike alti.

Studio pubblicato da Science Dirrecy

Come si può sapere?

Semplice?

Basta fare il dosaggio ematico degli anticorpi anti Sars Cov 2.

In diversi pazienti li ho trovati alti a distanza di anni dalla vaccinazione.

Ho in terapia più di 1500 vaccinati stanno meglio di me.

Zero morti improvvise

Zero neoplasie

Sistema immunitario forte.

Zero polmoniti o altro

Ditelo ai ragazzi, ai genitori, agli amici.

Facciamo girare questa terapia semplice poco costosa e salvavita.

Basta Angeli che Volano via.

E’ una terapia che ha studi scientifici di efficacia e sicurezza alle spalle.

Io stesso la faccio da 20 anni su suggerimento del mio cardiologo.

Ho il colesterolo alto a 320 dalla nascita e sono allergico a tutto.

Come al solito non si dorme, ma si pensa a salvare vite umane….

Un abbraccio di Luce e Speranza a tutti.

Una cortesia fate girare, magari col vostro aiuto salviamo qualche vita.

P.S. l’abbinata Vitamina D e Omega 3 inoltre rimodula e rinforza il sistema immunitario.

La somministravano un tempo ai bambini attraverso un bel cucchiaio di olio di fegato di merluzzo.”

DIFFONDERE!

Fonte foto: https://www.mediasalutis.it/…/dott-carlo-bruni…/

Erica Jong – la bocca, il seme e l’anima

In Uncategorized on Maggio 26, 2025 at 3:13 PM

La bocca seminata

del tuo sperma

ho risposto all’intervista

può darsi che sia così con Dio

avvicinati con la bocca piena di sassi

resterai muto

ma parla seme e sperma

e le parole fluiranno

il cielo è uno spettacolo televisivo

tutto fa pensare di si

cerchi tremolanti di luce

i punti di nuvole che compongono

i giochi ad incastro rotondo del cielo

com’è la tua anima!?

descrivila agli spettatori che non sanno leggere

ho la bocca calda del tuo seme

e così parlo liberamente

come l’oracolo di Delfo drogato di foglie d’alloro

la mia anima è una ragazza che ritrova se stessa

la mia anima sta crescendo

la mia anima non ha più paura di volare

la mia anima è mia

la mia bocca appartiene a te.

Bernard Marie Koltès – lotta fra negro e cani (monologo Alboury)

In Uncategorized on Maggio 24, 2025 at 2:57 PM

Tanto tempo fa, dico a mio fratello -sento che mi sta venendo freddo, lui mi risoponde – c’è una piccola nuvola tra te e il sole, gli dico – è mai possibile che quella nuvoletta mi faccia gelare, mentre tutto intorno la gente suda col sole che scotta? Mio fratello dice, – sto gelando anch’io. E così ci siamo scaldati l’un l’altro. Dopo dico a mio fratello – quando svanirà quella nuvola, così che il sole possa scaldare anche noi? Ha risposto -non svanirà, la nuvoletta ci seguirà ovunque, eternamente fra noi e il sole. E sentivo che ci inseguiva dappertutto, e che in mezzo alla gente che si godeva il caldo tutta nuda, io e mio fratello gelavamo, per questo stavamo assieme a scaldarci. E fu così che io e mio fratello, all’ombra della nuvoletta che ci toglieva calore, a forza di scaldarci, ci abituammo l’un l’altro. Se mi prudeva la schiena, avevo mio fratello che mi grattava, e io la grattavo a lui, se ero in ansia, rosicchiavo le unghie delle sue dita, e dormendo, lui succhiava il pollice della mia mano. Ci prendemmo delle mogli, che, avvinghiandosi a noi, si misero a patire il freddo a loro volta, ma ci si riscaldava gli uni con gli altri, stando stretti stretti sotto la nuvoletta. Ci si adattava gli uni agli altri e i brividi che facevano tremare uno di noi, si propagavano da una parte e dall’altra del gruppo. Le madri vennero a raggiungerci e le madri delle madri coi loro figli e i nostri figli, una innumerevole famiglia dalla quale neanche i morti venivano separati. Anzi, erano stretti al centro di noi, per quella nuvola che ci raffreddava (…) e per questo che vengo a reclamare il corpo di mio fratello, la sua mancanza ha incrinato l’unione.

MariaGiorgia Ulbar – poesia

In Uncategorized on Maggio 20, 2025 at 3:43 PM

È buona questa notte

ci protegge una lingua dove lingua

significa il mio muscolo

che si muove intorno al bulbo del tuo occhio

e significa l’idioma

che parliamo sulla terra e sottotraccia

per dire ciò che è la parte illesa

di radice che veniva già da prima

di radice di collina

di radice di una tana silenziosa

di estati molto lunghe di occhi deboli

per la luce.

Storie di Teatro – la divina interprete Ellen Terry

In Uncategorized on Maggio 20, 2025 at 2:52 PM

(…) a differenza di Eleonora Duse e Sarah Bernhardt, la grande attrice inglese Ellen Terry, per quanto grande, non si circondò mai degli splendori e del mistero che avvolgevano le altre due attrici. Ella rimase un attrice all’ombra di un capocomico potente, l’autorevole Henry Irving. La Terry non cercò mai di brillare di luce propria, forse per incapacità personale, forse perchè aveva bisogno di una figura colossale come quella di Irving per avviarsi ad una carriera teatrale tanto brillante che non ha eguali nella storia del teatro inglese. (…) Ellen Terry era figlia d’arte, suo padre e sua madre fondarono una stirpe fra le più grandi dal punto di vista teatrale. Come tutti i figli d’arte, ricevette i primi rudimenti teatrali in famiglia. Il padre era un affascinante maestro di dizione e la madre declamava Shakespeare in modo incantevole. Senza dubbio la sua istruzione teatrale durò parecchi anni, dal momento che salì per la prima volta in palcoscenico all’età di nove anni, nei panni di Mamillo, nella produzione di Charles Kean. I Kean erano maestri teatrali di animo nobile, ma molto severi. Ellen Kean controllava personalmente la bambina sia durante le prove che durante lo spettacolo e le insegnò a proiettrare la voce sino al loggione. Le prove erano lunghe e metodiche. L’attrice ricorda che spesso si facevano le quattro o le cinque del mattino. -mi facevano male le gambe, a volte non riuscivo nemmeno a tenere gli occhi aperti quando ero in scena. Tuttavia la grande Ellen Terry non dimenticò mai quanto fossero preziose la disciplina e il rigore impariti dai Kean. (…) lasciata la comagnia dei Kean, Ellen Terry fece una turnè di due anni recitando per lo più brevi commedie da salotto, quindi lavorò per una stagione al Royal Theatre di Londra, e un altra stagione a Bristol. A 17 anni si sposò col pittore Geoge Fredric Watts, di trent’anni più vecchio di lei. Fu un metrimonio di breve durata perchè il divario di età e di personalità si rivelò insuperbabile. Riprese a recitare e partecipò alla direzione artistica del Queen’s Theatre fino a che non decise di mettere su famiglia insieme all’architetto E.W Godwin, dove nacquero i figli Edith e Gordon Graig (poi noto artista teatrale). Ebbe un enorme successo nel ruolo di Porzia. Divorziò da Godwin, e sposò un attore, Charles Kelly, da cui si separò nel 1881. alla fine del 1878 Ellen Terry entrò al Lyceum scritturata da Irving, iniziando così il periodo più celebre e denso di tutta la sua carriera. Dopo Hamlet interpretò una lunga serie di drammi shakespearani tra cui Romeo e Giulietta, la dodicesima notte, l’Otello, Molto Rumore per Nulla, Re Lear, Cimbelino, Coriolano, il Mercante di Venezia, Enrico Ottavo e Mac Beth. (…) si spsò per la terza volta con un giovane attore americano, James Carew. Il matrimonio durò poco più a lungo dei precedenti. Gli ultimi anni della sua vita furono oscurati dalla malattia, ma illuminati dal grande calore ed affetto del suo pubblico. Quando si ritirò definitivamente dal teatro, nel 1925, Ellen Terry aveva calcato le scene per sessantanove anni. Ebbe i dovuti onori in una serata d’addio al Drudy Lane. Morì nella propria casa nel Kent, il 21 luglio del 1928.

breve sunto tratto dal libro “tre attrici e il loro tempo” Costa&Nolan

Antonia Pozzi – i diari, la visione dell’angelo (8/9/1937)

In Uncategorized on Maggio 19, 2025 at 2:51 PM

(…) ieri sera un angelo mi ha preso per mano. Non era ancora buio. Di là dai veli della pioggia e della sera gli alberi e le montagne erano ugualmente oscuri. L’angelo mi ha messo una mano sulla spalle, mi ha fatto salire di corsa le scale nere, fin qui nella mia stanza. Non avevo più fiato. Allora l’angelo mi ha messo una mano sul collo, son caduta in ginocchio davanti alla finestra aperta, senza respirare ho guardato il profilo immobile della montagna. Poi giù, tre volte ho baciato la terra premendo bene le labbra, e i pugni li avevo così stretti sul petto, che mi dolevano le ossa. Dopo, mi sono alzata coma da un sonno di anni, leggera come una donna che ha partorito. Ho aperto gli occhi, l’angelo non c’era più!!!

danneggiati da vaccino – la testimonianza di Giosi Arcidiacono!!!

In Uncategorized on Maggio 19, 2025 at 2:39 PM

Riporto qui l’esperienza di danneggiata da siero genico di Giosi Arcidiacono ,apparsa come commento al video in cui Giovanni Frajese parla della disumanizzazione della medicina. Posso dire solo che una società che permette tutto questo è caduta nell’abisso più scuro della storia, anche se, proprio come accaduto in passato, la maggior parte delle persone sembra non accorgersene o ne rimane indifferente. La mia speranza più grande è che un giorno i nostri figli ci chiederanno come è stato possibile che sia accaduto tutto questo.

La riporto esattamente come è stata scritta, perché anche le svirgolature parlano.

Avendo problemi con il lavoro ,ero Fisioterapista mi hanno obbligata a dopo tamponi giornalieri alla terapia genica , appena inoculata la terapia svengo ,io no ricordo circa un ora e mezzo in una stanza ,il giorno successivo lo stesso malessere e mi ritrovo al terzo pronto soccorso in una unità coronarica ,tre giorni in terapia intensiva e sei in rianimazione tre angioplastiche e tre staend,in rianimazione mi accorgo che non potevo parlare balbettavo deglutire forti tremori perdita dell’equilibrio,eseguo una risonanza magnetica all’encefalo accumulo ferromagnetico cerebrale nei peduncoli dei neuroni,comincia il giro di neurologi dal Sud al Nord fino al Besta ,che esso piangendo abbraccio noi marito e dico che forse sono matta ,mio marito insiste e manda una email ad un associazione per patologie rare ,risponde l’unica ricercatrice di laboratorio Sonia Levi del San Raffaele di Milano , purtroppo la devo informare che la sua è una patologia rara neurodegenerativa NBIA accumulo ferroso nel cervello ,mio marito prenota una visita con il prof Filippi Massimo Primario di Neurologia al San Raffaele ,avalla ciò che la ricercatrice mi aveva anticipato ,16 giorni di ricovero alla fine vengo informata che sarebbe venuta a trovarmi la ricercatrice,ovvio ho capito .Nel pomeriggio i medici che mi seguivano mi chiamano per entrare in una stanza dove la ricercatrice mi comunica freddamente che la scienza per me purtroppo non può fare niente ,Lei non ha più il gene che produce l’enzima che smaltisce il ferro dal corpo,io piango dicendo che è impossibile è solo un brutto sogno ,poi chiedo come dirlo a mio marito Lei mi dice :dica a suo marito che ogni attimo può essere l’ultimo,goda quel che le rimane ,la sera nondisdi nulla amico marito che si trova a bordo è un Cap di Macch.,piansi ,avevo capito che Giosi non aveva possibilità ,avevo sconfitto il cancro tempo fa ,ma questo è un nemico che non si può combattere ,Scusi se e doloroso non voglio commiserazione ,mi sono isolata solo con mio marito mi sento compresa e con una mia amica Meravigliosa il Magistrato Alessandra Chiavegatti ,un cuore Grande l’ho conosciuta per 20 anni in Procura Donna e Magistrato Speciale ,unica che si prodiga per la Vita ,come tutti dovremmo fare ma la cattiveria umana è indescrivibile i crimini commessi con la scusa di questa Pandemia e superiore all’Olocausto Hitleriano Lui ci ha messo la faccia con la pandemia e il suo decorso mi sembra di assistere a progetti ed azioni sataniche ,Grazie di avermi contattata .

Elementi base di esoterismo – la Cabala in vestigia “ufologiche”

In Uncategorized on Maggio 19, 2025 at 1:59 PM

(…) il Midrash narra storie sorprendenti a proposito di Sodoma, che fu distrutta, e di cui non restano vestigia, e che viene descritta non tanto per le sue perversioni, quanto per un luogo in cui vigeva il rifuto dell’altro. La città di Sodoma era molto organizzata, e quando giungeva uno “straniero”, gli veniva offerto un alloggio con un letto di proporzioni insolite. Se le gambe dello straniero sporgevano dal letto, gli venivano tagliate, se erano più corte, veniva sottoposto a strazianti torture al fine di allungarle. Ritroviamo questo genere di resoconto in molte culture ed è importante riflettere su ciò che esso rivela. (…) lo straniero simboleggia il dovere, ciò che dobbiamo fare, qualcosa che è sempre esterno a noi. Il letto, oltre ad evocare in modo chiaro la sessualità, rappresenta l’avere, ciò di cui disponiamo al fine di svolgere il nostro dovere. Se le gambe sporgono dal letto, ciò significa che il dovere è più grande dell’avere. La soluzione più semplice, quella adottata dagli abitanti di Sodoma, consiste nel ridurre il dovere per conservare solo quello che a priori siamo in grado di realizzare. Nel caso opposto in cui le gambe sono più corte del letto, significa che l’avere è più grande del dovere. Dovremmo gioirne? No, perchè noi dobbiamo superare il dovere e creare nuovi obblighi affinchè si possa utilizzare fino infondo ciò che abbiamo. Questa riflessione si basa su un credo fortemente presente nella Cabala, secondo il quale Dio ci da sempre ciò che abbiamo bisogno per realizzare la nostra missione sulla Terra. È in base alla grandezza dei nostri mezzi finanziari, intellettuali, artistici ecc che noi possiamo farci un idea della nostra vocazione su questa Terra. Se disponiamo di tanti talenti diversi ma non li utilizziamo sino infondo dovremo poi risponderne alla fine dei tempi. Con questa descrizione dell’universo di Sodoma la Toràh ci avverte – attenzione (…) riflettete innanzitutto su ciò che dovete fare, poi fate di tutto per realizzare ciò che vi siete prefissati con i mezzi che “Dio” vi ha concesso. (…) nella Cabala (e nella Gematria) si mette ancora una volta in primo piano la RESPONSABILITà INDIVIDUALE! (…) anche se talvolta è più comodo credere di non avere la possibilità di cambiare le cose e il mondo, e i nostri sogni cullano il nostro timore di entrare in azione, la fede ci spinge ad uscire dal nostro determinismo. (…)

breve sunto tratto dal libro

“la Cabala per tutti” Armenia Editore

di Haim Korsia (studioso di religioni)

Anne Sexton -diari

In Uncategorized on Maggio 15, 2025 at 3:23 PM

(…) di notte nel letto provo ad avvicinarmi a mio marito, lui si tiene lontano, ancora con parole di scusa, inutile il mio corpo nudo, accanto al suo, inutile che insista. Mi chiudo allora nel bagno e mi masturbo. Quando al mattino mi sveglio lo vedo che rientra nella stanza già pronto per uscire. Mi guarda, e i suoi occhi svelano un rimprovero, mi si gela il sangue mentre d’improvviso ricordo che dobbiamo raggiungere Rosa e andare a trovare l’altra mia figlia. A nulla adesso servirebbero le mie parole. È ovvio che è tardi perchè mi unisca a loro. Lo vedo andare via, immagino il loro viaggio e il mio posto vuoto accanto al suo e provo una rabbia immensa. Come sempre allora mi affido alle pillole e all’alcol che creano un loro ordine artificiale e torno alla mia scrivania. Solo quando scrivo mi sposto, e vedo l’altra parte di me che sono io. Rileggo i miei versi, schegge impazzite. Raggiungo il mio dottore, a lui dico – per morire e cercare il suicidio bisogna che io sia viva, e io lo sono solo se scrivo!

Heinrich Boll – Opinioni di un Clown

In Uncategorized on Maggio 14, 2025 at 3:45 PM

(…) -bravo così mi piace, lo butti nel fuoco, e Dio l’assista. Poco ci mancava che gli dicessi grazie. Ma poi, parve fuori luogo e così posai il ricevitore e mi asciugai il sudore. Sono molto sensibile agli odori e quell’intenso puzzo di cavolo aveva messo in movimento il mio sistema neurovegetativo. Riflettei anche sui metodi dell’autorità ecclesiastica. Era gentile da parte loro dare a un vecchio la sensazione di essere ancora utile, ma non potevo capire che a uno duro d’orecchi, infantile e mezzo matto, affidassero proprio il servizio telefonico. Il puzzo di cavolo, quello lo conoscevo già sin dai tempi del collegio. Un padre una volta ci aveva spiegato che il cavolo ha un azione inibente sulla sensualità. L’idea che la mia o l’altrui sensualità dovesse venire repressa in quel modo mi nauseava. Evidentemente lì non fanno che pensare giorno e notte al “desiderio della carne” e da qualche parte in cucina c’è sicuramente una monaca che prepara il menù e poi lo discute con il direttore. Siedono l’uno di fronte all’altro, nessuno dei due ne parla, ma ad ogni pietanza che vi è sulla lista pensano – questa inibisce la sensualità, questa la favorisce. Per me questa scena rappresenta un caso lampante di oscenità, esattamente come quel maledetto eterno giocare al pallone in collegio, soltanto perchè non potessimo pensare alle ragazze. La sapevamo tutti che era fatto per stancarci. Ed è stato quello a RENDERMI IL GIOCO DEL CACIO COSì ODIOSO! (…)

breve sunto tratto dal libro

“Opinioni di un Clown” oscar mondadori

di Heinirich Boll (scrittore)

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