Giovan Bartolo Botta

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Come creare la propria realtà (poesia d’amore un tantino molesto)

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 21, 2025 at 5:12 PM

voglio avere

con te un copioso

e cospicuo scambio di liquidi

liquidi, liquidi

liquidi organici

sangue, sudore

sperma, feci, urine, tutto

niente parole, superflue

zero discorsi, iniqui

superati, sopravvalutati, spesso, dannosi

solo, liquidi, liquidi, organici

un flusso spudorato, prepotente

strapparti via

quelle maledette fottute mutandine

e guardare osservare

assaggiare, ispezionare

sniffare, mordere

magari inalare

massì, inalarti la fica

come se fosse, bamba

schiffarmi su per il setto nasale

pelo pubico

e monte di venere, finchè ce ne

scambio di liquidi, liquidi organici

baciarti tanto e a lungo

come se ti dovessi mangiare la bocca

pomiciarti e sbavare

come un cazzo di bimbo affamato del Biafra

che non mette passera sotto i denti

dai tempi del diluvio universale

scambio di liquidi, liquidi organici

che poi, ci sta sempre tempo

per innamorarsi, o per amarsi

o per odiarsi, detestarsi, schernirsi, graffiarsi

starsi sulle palle, pugnalarsi l’anima, scottarsi, pungersi

ma prima di tutto

scambio di liquidi

liquidi liquidi, liquidi organici

squirto umido sangue del mestruo

saliva a barili, ma pure

i residui di cibo tra i denti

lavarsi i denti collo stesso spazzolino, da denti

passarsi il colluttorio di ugola in ugola

e il vino, o la birra, di gola in gola

scambio di liquidi, liquidi organici

specie, le lacrime, anzi, sporattutto le lacrime

che dolci o salate che sono

quelle, in amore, vanno sempre

messe in conto. punto!

scambio di liquidi, liquidi oragnici

e fanculo, le chiacchiere!

Come si scrive una poesia d’amore (2018)

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 8, 2025 at 7:35 PM

Certe

persone feriscono

in modo gratuito, diretto, virulento, accecante

pare che ci si divertono

ma dio fa

ma non ci pensi mai a quello che dici!?

mai & poi, mai

ma tu non parli a vanvera

tu apri bocca giusto solo per calpestare le aiuole

cioè voglio dire

prima di dare fiato alle trombe

sarebbe meglio riflettere no!?

chessò io, magari, contare fino a dieci

se non almeno, fino ad undici, dodici, tredici…

certo, certe facce di merda

sarebbe meglio contassero sino a cento

sino a mille

sino a un milione

sino a un miliardo, un miliardo e mezzo

anzi, sarebbe meglio

se non smettessero mai di contare, colle dita

cioè voglio dire no

ma chi cazzo t’ha chiesto niente!?

ma chi sei!?

ma che vuoi!?

ma chi te conosce!!?

ma levate dar cazzo!!!

ma vaffanculo va!

ma te ne voi annà!?

e pussa via, va per dio! va!

via, viaggia, sciò, filare, largo!

mantenere le distanze di sicurezza!

si prega d’allacciare le cinture!

ma voglio dire

ma pensare prima di parlare no!?

o forse, o forse

l’hai fatto apposta

l’hai fatto apposta

perchè ti piace, perchè ci godi

ci godi, eh, a vedere

strisciare le persone

per elemosinare pochi scampoli

dei tuoi avanzi di cibo di merda del cazzo andato a male!

ci godi a ferire a sfregio

come se tutto fosse lecito

come se tutto, ti si fosse dovuto, concesso

ma sai che ti dico, ma chi cazzo pensi di essere

la regina di San Saba de sta ceppa!?

ma perchè non prendi

la prima porta, a destra del mio muscolo cardiaco

e non mi ti levi dalle palle zio fa!?

Mai più (1999)

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 8, 2025 at 5:10 PM

e m’hai

spezzato

e m’hai spezzato il cuore

mai più

non voglio

vederti mai più

non voglio sentirti mai più

mai più, mai più

la tua voce, mai più

non voglio incrociarti, mai più

mai, più, mai, più

nemmeno, per caso, mai più

manco, per sbaglio, mai più

e, m’hai spezzato

e, m’hai spezzato il cuore

spaccato, strapazzato

sfregiato, arso, vivo

abraso, cenere, macerie

reliquia, relitto, mai più

prima stanato, mai più

poi schiantato , mai più

tagliato in due, mai più

come con la spada, mai più

non voglio vederti, mai più

mai più, mai più, contemplarti, mai più!

la tua voce, mai più

la tua pelle, mai più

i tuoi baci, mai più

i tuoi sputi, mai più

mai più, mai più, non voglio vederti mai più

nemmeno per caso, mai più

nemmeno per sbaglio, mai più

nemmeno di lato, mai più

di lato, o per traverso, mai più

mai più

mai più

manco più in foto, mai più

manco un ricordo, mai più

una foto, ricordo, mai più

mai più mai più

non voglio, più, ti scongiuro, mai più!

non voglio niente di te

non voglio niente da te

non voglio vederti, mai più

non voglio sentirti, mai più

non mi cercare, mai più

non ti voltare, mai più

non mi chiamare, mai più

non mi parlare, mai più

ti prego, mai più

sparisci, e a mai più!

tutti possiamo morire

In poesie di quarantena, polverie o poesie on dicembre 1, 2025 at 4:39 PM

Quel giorno

dopo tanto tempo

a marcire all’inferno

in mezzo a Diavoli infoiati

che gli sbavano sulla messa in piega

e pure dopo una strapazzata al purgatorio

in mezzo a spiriti di trapassati giudaici sprepuziati

che se lo incaprettano da tergo alla gibbona

senza vasella né sputazza

lo spirito immondo di Hitler

viene mondato

e ora gli viene dato

il permesso dagli Angeli e dagli Arcangeli

di salire al piano d’esistenza successivo

nel processo di continuazione

di espizione delle proprie colpe

prima di ascendere, però, lo spirito di Hitelr

c’ha però una richiesta

un desiderio da soddisfare

e in ginocchio con molta umiltà

si rivolge all’Arcangelo Gabriele

-vostra eccellenza avrei un desiderio

-quale!?

-ecco vosta grazia io vorrei

vedere ancora una volta per un ultima volta

la mia cara e adorata Germania

e vedere che ne rimane

del mio antico sogno giovanile

di promulgare la supremazia della razza ariana nel mondo

-uhm va bene, visto che negli

ultimi anni hai rigato dritto

e hai mostrato sincero pentimento per le tue malefatte

permesso accordato, te ne scendi giù in Germania, ora!

prima tappa, Berlino, Alexander Platz

oggi, giorno di Gay Pride, bandiere arcobaleno ovunque

un oceano di gente, gay, lesbiche

travelli brasiliani sifiltici al terzo stadio

che si inchiavardano nani da giardino

tette al vento culi all’aria, travestiti, calze a rete

body builder negri che sventolano cazzi enormi

maschi che si sentono antilopi

femmine che si sentono martelli pneumatici

un bordello, un postribolo, un lupanare, un troiaio

Hitler non capisce, barcolla

comincia a venirgli un cerchio alla testa

chiede lumi al suo spirito guida, si tutti ne abbiamo uno

anche più di uno, si anche lui, anche Hitler

lo Spirito Guida di Hitler, si chiama Beckenbauer

e in una vita passata, di professione, faceva il calciatore

-ehi Franz ma che succede qui, chi cazzo sono quelli!?

-quelli sono, gente allegra, e come dice l’antico proverbio

“gente allegra il ciel l’aiuta”

Hiter è confuso non capisce

ha bisogno di sedersi di bere qualcosa

dai Franz, portami a Monaco di Baviera

che ci sta l’Oktobeerfest, ci tracanniamo

un po di quella buona dissetante birra tedesca

acqua, malto d’orzo e luppolo, la ricetta originale

e ci passa tutto

e arrivano a Monaco di Baviera

ma ci sta solo birra cinese, birra di riso

calda, calda come il piscio zero gas

-oddio Franz ma che è sta porcheria!?

-birra cinese, birra cinese amico

-birra cinese, ma che è sta merda!!?

-dicesi Globalizzazione caro Adolfo

che ci vuoi fare, è il nuovo che avanza

-si ma che fine ha fatto la cara e vecchia birra bavarese

tanto cara ai nostri padri camerati!?

-quella se la bevono ad Honk Kong

-ad Honk Kong!?

-e certo, a Pechino, ad Honk Kong, a Dubai, a Shangai

li si beve tedesco, e in Sassonia, si beve cinese

mi sembra logico no, matematico, algebrico, intelligente

conveniente, furbo, soprattutto, furbo

Globalizzazione, le merci devono girare

e le persone, devono fare il giro delle sette chiese

consumare, spendere, spandere, spandersi e poi, crepare

Hitler non comprende, è frastornato, stordito

ora c’ha pure fame, c’ha bisogno di mettere su

qualcosa sotto i denti, magari una bella bradwurst

la salsiccia tipica della terra teutonica

la cercano in lungo e in largo

ma in giro per la Germania ci sono solo più

macellerie Halal, niente carne di maiale

allora Hitler, per pena del contrappasso

è costretto a rivolegrsi ad una macelleria Kosher

entra, ed impreca in ginocchio di avere un arrosticino

ma si girano solo rabbini, di quelli ortodossi

braba lunga, treccine, di quelli che mettono in soggezione

-chi sei che cazzo vuoi!?

Hitler si spaventa c’ha un attacco di panico

c’ha l’affanno, gli manca il fiato

sente un peso sul petto, un mattone allo stomaco

c’ha nausea, conati di vomito, sudori freddi, attacco di sciolta

s’attacca alla boccetta di psicofarmaco, arrabatta, arranca

-Franz per dio ma che cazzo è successo a sto cazzo di paese!?

-eh, gli anni passano, le cose evolvono

-Franz, per Dio ma chi c’è che guida la destra in sto paese!?!

-quella, si chiama Alice Waidel, bionda

cittadina tedesca ma nata in austria

-a be, meno male, almeno questa è bionda!

e tedesca, anzi, meglio ancora, austriaca

proprio come me!

-si ma è lesbica, sposata con una tizia dello Sri Lanka

c’hanno due figli adottati, entrambi neri, neri neri tipo cimurro

e al guinzaglio anzichè un pastore tedesco

ci tengono un Chi Wa Wa, maschio si, ma sterilizzato

non castrato, no, sterilizzato…

e qui, Hitler, come un anima in pena qualunque

comincia a piangere, a piangere piano piano

poco alla volta

a piangere come piange chi è stato male per amore

a piangere come solo chi è stato male per amore

cioè, tutti

Hitler, come voi

Hitler, come noi

in voi, un po’ di Hitler

Adolf Hitler

sei tu!

di Giovan Bartolo Botta

ASMA di Poesia

Produzioni Nostrane – Ultras Teatro

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