Giovan Bartolo Botta

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Ricarda Huch – desiderio

In Uncategorized on novembre 23, 2025 at 5:18 PM

per stare con te

sopporterei miseria e pericolo

lascerei casa e amici

e la pienezza della terra

ti desidero

come l’acqua desidera la spiaggia

come le rondini d’autunno

le terre del sud

come il figlio delle Alpi a casa

quando pensa, solo, nella notte

ai monti innevati

nel chiarore lunare.

Orwell

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 22, 2025 at 3:33 PM

Quel giorno

nel mondo

per scopare

senza avere grattacapi

per farti una trombata

senza avere noie

per scaricare la sacca scrotale

o solleticare lo sgrillettaggio senza avere rogne

era necessario

portarsi a letto

insieme al partner occasionale

o al partner ordinario, pure l’avvocato

così giusto per prudenza, per tutelarsi

l’avvocato che commenta

l’avvocato che prende nota

di ciò che avviene durante l’amplesso

magari filmando

e facendo firmare

gli amplessisti o aspiranti tali su carta bollata

perchè quel giorno, nel mondo

l’atto sessuale

per essere un atto sessuale sicuro

va vidimato

negli anni ottanta

bastavano i contraccettivi

bastava il goldone o la spirale

ma pure il caro vecchio salto della quaglia andava bene

oggi no

oggi tocca

farselo succhiare

sotto l’egida del notaio

o farsela leccare

sotto visione

di telecamere a circuito chiuso

ecco ci siamo

a sto giro, sono un lui e una lei

marcano svariato liceale

liceo classico per la precisione

sono bianchi, entrambi biondi

medio alta borghesia

capelli corti, vestiti firmati

alle ore nove escono a cena

è una cena di pesce

tagliolini all’astice

con antipasto, frutti di mare

si pasteggia a vino bianco

un erbaluce di Caluso, vino piemontese

paga lui, striscia la carta

sono entrambi un poco brilli

lui è molto eccitato, lei pure, perdono le bave

ora stanno pomiciando

stanno slinguazzando alla grande

un bacio mancicco mastello

con un abbondante scambio di saliva

decidono di farlo in macchina

cercano un parcheggio

un parchetto

ecco, vanno al Parco della Resistenza

quello dove ci stanno i tossici

avvicinano un robboso

un drogato d’eroina

gli chiedono se gentilmente

è disposto a fare da testimone

lui dice, che non si muove

per meno di trenta mila lire

lui non ha contanti, lei neppure

niente spicci

sono bimbi minchia, giovani moderni

non usano il vile contante

troppi bacilli, troppi germi, troppi batteri, troppi virus

mica sono dei boomer di merda

loro fanno uso solo di carta di credito

oppure pagano direttamente dal telefonino

il tossico d’eroina si spaventa

comincia a perdere sangue dal naso

sai com’è, è pur sempre un tossico d’eroina

un punk abbestia, col cane e la colla da sniffare

non è avvezzo a certe moderne peculiarità orwelliane

niete rap o trap, lui al massimo ascolta i Sex Pistols

ovviamente, su musicassetta

il pene è ritto

la fregna una pozza d’acqua

ma non possono procedere

sono costretti a consultare l’avvocato

-pronto dottore è un emergenza

io e la mia donna stiamo cominciando a scopare

ma non abbiamo testimoni

che possano confermare

che è una cavalcata consensuale, che dobbiamo fare!?

-per carità di Dio rimettete subito gli arnesi

nelle mutande, chetate i bollori

e rimandate il tutto a data da destinarsi

che io purtroppo sono impegnato fuori sede

non posso raggiungervi per testimoniare, mi spiace

e così fanno

lui però c’ha i coglioni gonfi, non gliela fa più

ficca il pene nel tubo

di scappamento della macchina, ci ejacula dentro

pure lei c’ha la passera che urla che grida che ribolle che freme

se la sfrega su di una quercia secolare

geme sino allo spasimo, viene, sussulta squirta un lago

ora si, sono sazi, e anche la forma, è stata rispettata!

Orwell!

di Giovan Bartolo Botta

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Avanzi di Magazzino – il Notiziario 1

In avanzi di magazzino - la contro cronaca on novembre 17, 2025 at 5:25 PM

avanzi. Di magazzino. Si rifà, il lifting. Si rifà il guardaroba. Si rifà seno, labbra, deretano. E calosce. Si rifà il piano urbanistico. Ma sopra ogni cosa. Rimette a lucido, il palinsesto. Non più Muppet-Show del sabato sera. Con tanto di Kermit la rana. Che schiaffa la lingua in bocca a Miss.Piggy. Realizzando il sogno proibito d’una vita. basta nani, e ballerine. E comici d’avanspettacolo dal tormentone facile. Stop ai lustrini, ai paraventi e alle luci del varietà. Niente più consigli per gli acquisti. Ma notiziario. Notiziario radiofonico. In puro stile anglo-sassone. Con tanto di inviati all’estero. Sul fronte belligerante. Specie a Sarajevo. Notizie, tante. Notizie a iosa. Notizie a bizzeffe! Notizie a quattro palamenti! Notizie. Notizie elargite in punta di penna. Con tonalità pacata. E sussulto diaframmatico composto. Mantenendo equilibrio, distacco, e distanza dalla faziosità. Spazio all’attualità. Alle magagne del momento. Fame in India, caro affitti, carri carnascialeschi, pacchetti di sanzioni. Ma anche, semaforo verde verso le grandi inchieste. Del passato. Sequestro Moro. Sbarco sulla Luna. Assassinio Lincoln. Caduta delle Torri Gemelle. Banda della Uno Bianca. Delitto dell’Olgiata. E tanta altra carne sul fuoco. Tanto arrosto. E solo dosi omeopatiche di malpancismo politico. La destra e la sinistra odierni. Sono relegate a sostare dietro la lavagna. Come i fagnani a scuola. Si torna a posizionare la lente d’ingrandimento. Sulle imponenti figure. Della Prima Repubblica. Torna in auge il partito socialista. Torna a fare gola, la democrazia cristiana. Per non parlare del partito repubblicano. E di quello monarchico. Avamposti istituzionali da leccarsi i baffi. Si torna a dare voce ai protagonisti dell’era analogica. Prende parola il compianto onorevole Mino Martinazzoli. Dalle lande dell’universo parallelo. Assieme all’intero cast dei mai domi Ragazzi del Muretto. La serie tv Rai che ha fatto breccia nella generazione degli orfani di Totò Schillaci. E delle proverbiali Notti Magiche. Volti che il grande pubblico ha imparto a conoscere nelle vestigia di adolescenti. E che ora sono tutti nonni. Molti di loro, affetti da elefantiasi delle gonadi, e maniglie dell’amore. AvanzidiMagazzino cambia verso. Volta le spalle a Renzo Arbore. Per gettare lo sguardo verso una più appetibile fascia d’ascolto paragonabile alla BBC o CNN. Poichè l’intrattenimento ormai, è stato sdoganato. Non ci resta che imbastire la lotta. Alle fake news! La lotta finale, prima del tramonto!

niente di progressista sotto la pelle

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 14, 2025 at 6:05 PM

Ahh…cerca di straniarti

straniarti dalla realtà

da questa, realtà

questi anni mesi giorni minuti secondi

i secondi accanna i secondi

accanna, quasi tutto ciò che trovi

pure, la moneta da un euro

raccattata per terra

le lire, le lire, ci vogliono le lire

per riuscire a sopravvivere nella testa

per riuscire a salvaguardare la carcassa

penso spesso, m’immagino

che tutto si sia fermato a ieri

meglio ancora all’altro ieri

penso al gettone

alla cabina che va col gettone

inserisci, il gettone, niente tessera pre pagata no

gettone, solo e soltanto, il gettone

penso ancora al telefono fisso

di quando chiamavi la tipa che ti palpitava nel cuore

colla voce tremolante

e dall’altra parte, dio fa, rispondeva il padre!!!

-pronto c’è Giuditta!?

-si lei c’è, ma tu chi cazzo sei!?

-em, un suo…compagno di classe, è per i compiti…

-uhm…attendi in linea

ecco, quello è, l’emozione dell’attesa

che già solo annaspare al telefono

era quasi meglio d’una pompa coll’ingoio

e lei parlava, e tu tu ci andavi giù di volo pindarico

telefono fisso, massimo walkie-talkie

penso che il Papa è quello stato

fatto seccare dopo solo 33 giorni di pontificato

penso che il presidente è ancora Kossiga

Kossiga colla Kappa, affiancato da Craxi

non chiedo manco Pertini, no, sti cazzi

del partigiano presidente, mi basta meno

mi basta Kossiga, ma pure meno, ancora meno

mi va bene pure Scalfaro

per riuscire a restare a galla col cervello

penso alla musicassetta

all’amiga all’atari al nintendo al sega

vaffanculo alla cazzo di Playstation!!!

penso che Totò Schillaci sta ancora li a gonfiare la rete

no cazzo, non c’ho nulla di progressista

non c’è nulla di progressista in me

me ne fotto del progresso

il progresso mi fa schifo, tutto

il tuo tempo non è il mio

emotivamente tu sei ancora qui

mentre io invece, sono già morto, da tempo.

di Giovan Bartolo Botta

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Il “metodo” Trump (paradossi/iperboli e conflitto di scena)

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 6, 2025 at 5:58 PM

Quel tizio

c’aveva la paura dei sionisti

solo, e soltanto, dei sionisti

non dei ragni, o dei serpenti

o dei fantasmi, o delle streghe, o degli alieni rettiliani

o dell’uomo nero

che ti tampina i sogni, per un anno intero, no no

lui temeva i sionisti, solo, i sionisti

qualunque tipo di sionisti

maschi, femmine, travelloni, cani, gatti, orsi bruni, lombrichi

giovani o vecchi, che siano

biondi, bruni, calvi, canuti, capelli lunghi, capelli corti, forfora

coi brufoli, senza brufoli, figaccioni, o cessi a pedali

romanisti, laziali, gobbi, granata

interisti, milanisti, veronesi o napoletani

del doria, o del genoa, o dell’atalanta

lui, temeva i sionisti, solo e soltanto, i sionisti

i sionisti, bianchi, quello è chiaro!

ma, date certe circostanze di metratura di nerchia

lui, temeva più, i sionisti neri

che gli andassero in culo, i sionisti neri

o negri, come si diceva una volta

prima dell’avvento del linguaggio dell’Orwellianamente corretto

lui, temeva, i sionisti neri, non mulatti, no no, neri

nero cinabro, nero pastoso, nero moka del brasile, nero carbonchio

lui, temeva i sionisti neri, specie, quelli di Cuneo

magari, da tergo, alla gibbona, senza vasella

e sto tizio, c’aveva una fifa blu dei sionisti

c’avava paura che gli imboccassero in casa

dalla finestra del bagno, mentre stava

tutto bello concentrato a fare popò

e che per lo spavento, la popò gli uscisse storta, sghimbescia

e lui, c’aveva la paura atavica dei sionisti

tanto da andare in terapia

e assumere psicofarmaci, psicofarmaci a stecca!

poi però l’ha dovuta accannare, la terapia

perchè faceva psicanalisi

una pratica che s’è inventato il dottor. Sigmund Freud

uno pisicologo, ebreo, di simpatie sioniste

e allora, lui, ha accannato, la psicanalisi

e s’è dato alla palestra

s’è iscritto in palestra

per sfogare al sacco

la sua acrimonia, verso i sionisti

e ha pure dovuto, a malincuore

smettere di assumere psicofarmaci

perchè lo xanax, il ritalin

il rivotril, il citalopram, il ciplaex

il dobren, il denibam, il lyrca e tutta la sberla

di pillole che ingollava

sono farmaci griffati Big Pharma

l’azienda sionista per antonomasia

e così ha cessato di colpo con le pastiglie

per via del fatto, che è sbobba sionista

e s’è dato, alla peretta, al cataplasmo, al clistere

alla sanguisuga, ai bagni turchi, alla sauna

pur di evitare, terapie, sioniste

perchè lui temeva i sionisti, solo i sionisti

e se tu gli chiedevi il perchè

perchè, lo fai, disperato ragazzo mio!?

lui, strizzava le meningi, stringeva il buco del culo

tendeva il braccio destro teso

mostrava il pugno sinistro chiuso

erigeva il pene, se lo strapazzava

ejaculava sul poster di Greta Tunberg

e con fare ieratico ti gridava in faccia – Heil Hitler!

e poi schizzava a casa, a gettare nel cassonetto

tutti i film di Woody Allen

e tutti i dischi di Leonard Coen

individui artistoidi di chiare appartenenze sioniste

ed era un radicale totale

nelle sue convinzioni antisioniste

tanto che pur di apparire coerente

con la sua avversione sionista

ha pure accannato la sua storica fidanzata israeliana

una strafica della madonna, tra l’altro

gambe sexy, culo da urlo, seno da sballo, labbra alla pesca

tacciandola di essere una spia

in combutta col regime sionista

ripudiandola in contumacia

e facendola scopare agli amici

specie, quelli arrapati del Califfato

ed era talmente un fanatico anti/sionista

che la partita di calcio italia-israele

lui, pur di fare dispetto al sionismo

c’ha visto solo il primo tempo!

e pur di dare la spallata definitiva al sionismo

è entrato al Careffour, noto supermarket sionista

lui, c’è entrato, si, ma non ha comprato un cazzo…

ed era così psicoticamente ossessionato dai sionisti

che un giorno, persino un terrorista di Hamas

di quelli più infoiati, di quelli più mastelli, più manzi, gli ha fatto…

-senti, ragazzo, detto in confidenza, tra me e te…

eh…qua la cosa s’è fatta grave!

non puoi continuare così, a pensare solo al sionismo!

così ti esaurisci, ti vengono le fisime psicosomatiche

ti vengono le vampate, e non sei manco una femmina!

ti suda la fronte, ti puzza il fiato, ti si abbassa il girovita

ti nastano i piedi, ti pezza l’ascella, ti viene la colite spastica

qua ti ci vuole un esorcismo

un rito sciamanico, in puro stile Jodorowski

ora, stammi a sentire

adesso, ti metti su un disco di Amy Winehouse

nota cantante ebrea askenazita, lievemente sionista

poi, ti fai un sorso di un qualsivoglia liquore mainstrem

gestito da un azienda sionista, cioè tutti!

anche i più insospettabili!

ti prepari, ti profumi, esci, e ti vai ad innamorare

di una tipa da sballo di simpatie sioniste

ti prendi una bella cotta di quelle adolescenziali

mezze tossiche, mezze celestiali

ci fai l’amore, poi come ogni cosa

che c’ha un inizio uno sviluppo e una fine

lei ti accanna, tu ci resti male, ci resti secco

ci rimani, di merda, cominci a bere già dal mattino

a stomaco vuoto, minacci di farla finita

poi, però, a una certa, ti passa, ci scrivi su tante belle poesie

di quelle a tinte forti, intrise di conflitto di scena

ci pubblichi un libro, vendite alle stelle

caso editoriale dell’anno, recensioni da paura! ci fai i soldi

diventi milionario, poi miliardario, diventi famoso

soldi a palate, villa con piscina, fica che ti esce dalle tasche

e vai in televisione, magari da Fabio Fazio

a raccontare di come il sionismo, sotto sotto

ma manco troppo sotto, infondo infondo t’ha cambiato la vita

e che un nemico, o presunto tale

qualunque esso sia, se vuoi chiudere la pratica

meglio scoparselo, che farci la guerra!

sempre meglio scoparselo, che le armi!

di Giovan Bartolo Botta

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il poeta si rifà il lifting (o effetto nocebo)

In poesie di quarantena, polverie o poesie on novembre 5, 2025 at 5:16 PM

e bravo poeta

che cadi sempre in piedi

a piedi uniti, a mani giunte

li, sulla barricata, bravo

bravo poeta, colla cipria sul pistillo

che impugni la penna

come lama affilata

che scotenna, il nemico immaginario

bravo poeta

che tratti d’amore

con estremo distacco, bravo

sei il degno erede del cotanto maestro, bravo

col tuo nocumento conficcato nel braccio

e la scartoffia infame, che esibisci

col sorriso ebete in volto

bravo poeta, che

predichi inclusione

o rivolta o rivoluzione o rifiuto all’oppressione

o perlomeno, qualcosa, che ci somiglia, bravo

che lecchi il clito alla settima arte

e ma che il potere alla parola

a sto giro, t’è uscita storto

t’è sortito sdrucciolevole

come lo sbratto di merda

dopo un pranzo indigesto, di stronzate

e bravo il mio poeta

delfino del maestro

stessa apertura mentale

stessa disinvoltura d’anima

stessa screpolatura, dello spirito

stessa seduzione dovuta all’anarchia

con le sue forme, da mulatta di Tangeri

bravo poeta, paggio del maestro

che ti rifai il maquillagè

enunciando di setticemia in Terra Santa

e la tua massima aspirazione

è sputacchiare su gabbane di Shylock

e fare, il ruttino, dopo il rancio

la tua battaglia

è declamare dal balcone

l’invettiva contro il morbo Caino

guarda, che quasi quasi

ti preferivo nazista d’arrabatto

nazista, d’arrabatto

magari, un po’ malconcio

certo, vario più simpatico

che almeno li, le barzellette, in poesia

ancora, le sapevi ragliare

e certo, Dio è morto

e sulle tue poesie

ci sta lo sconto, del 100%.

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