per i coglioni. Li hanno agganciati. Ai lampioni. Appesi, per la sacca scrotale. Col testicolo bello legato stretto stretto, che pare un insaccato. L’hanno fatto i cittadini. Stanchi, stremati. Vilipesi, offesi. Avvelenati, ma soprattutto. Desti dal sonno. Riportati a galla. Incistati. Tornati all’ovile. all’ovile del risveglio. -e statti fermo cristo dio! E sbam, sbam, sbam! Giù di manorovescio! -vedi Gigetto, quello l’hanno appeso per dare il buon esempio -ma chi è papà!? -è un virologo da salotto -che cos’è un virologo da salotto!? -è un elemento di materia organica informe comunemente detta merda che ci voleva fare fuori inoculandoci la broda -che cos’è la broda papà!? -la broda è il siero genico sperimentale imposto a sfregio col ricatto -che cos’è il ricatto papà!? -il ricatto è quando ti senti soffocare che non c’è scelta e non c’è via d’uscita, ma solo un unica via d’entrata che passa attraverso le natiche -che cosa è le natiche papà!? -le natiche, plurale, sono quella parte anatomica dove il sole batte a stento che certi divi di Hollywood ti trapanerebbero volentieri se solo non fosse che molti tra loro stanno già in Alaska ad inscatolare Salmoni -che sono i salmoni papà!? – i salmoni sono che se non stai zitto e ti tappi il cesso di bocca te ne servo tante di quelle tante con la cinghia lato fibbia che alla fin fine pure quei fagnani cialtroni mantenuti del telefono azzurro stenteranno a riconoscerti, ci siamo capiti si!? -si babbo – quante volte ti devo dire di non chiamarmi babbo, zio fa, che mi suona stile babbo natale. mi fa sentire grasso, obeso, un cazzo di quintale di chewingum masticato, chiamami papà, chiamami semplicemente papà ci siamo intesi si!? -si -bravo, sette più, e ora dimmi, la vuoi la cioccolata calda!? -siii che buona la cioccolata calda! -e allora vedi di farmi felice, da buono, vai da quel tizio appeso per le palle al lampadario e infilagli qusto rosone nel pupù -ma papà…-avanti da bravo! -ma papà -avanti marsch! -ma papà -occristo, la vuoi la cazzo di cioccolata si o no!? -la voglio -e allora vedi di guadagnartela, vai dal tizio e rompigli il pertugio col rosone e già che ci sei strizzagli il menga e sputagli nel naso -cosa!? -si scraciaci duro sopra a quel cazzo di setto nasale del cazzo rovinato dalla bamba – ma papà…-obbedisci, che la vita te la devi guadagnare, mica che te la regala nessuno, la cazzo di vita, ogni passo, ogni sputo starnuto petto rutto, ogni orgasmo appagante o meno appagante che sia te lo dovrai guadagnare col sudore della fronte, tipo come che venire al mondo ed essere malcagato sulla cazzo di terra fosse un debito un cerchio alla testa un dito a culo un senso di colpa o un mattone sullo stomaco, ecco vedi, vedi di crescere in fretta, combatti, comabtti cazzo, lotta, mostra i muscoli, alza i toni, fa vedere a tutti chi cazzo comanda, sputati sulla mano e fa vedere che ce l’hai più grosso dei compagnucci tuoi, fai contento a papà, vai dal tizio lì appeso per le palle, e con l’acetta staccagli la testa -ma papà…e il perdono!? -chi t’ha messo in testa sta parola!? -la catechista a catechismo durante la catechesi! -la troia! -ma papà!-al perdono ci pansa Dio che a tutto il resto ci panso io -che vuol dire papà!? -vuol dire che la cose te le devi sistemare te, senza stare ad aspettare la mano tesa dall’universo, coraggio figliolo dacci dentro che per cercare un segno di pace ci sta sempre tempo. Al tempo.