Giovan Bartolo Botta

Marionetta

In poesie di quarantena, polverie o poesie on agosto 12, 2020 at 1:33 PM

 

Vaffanculo

c’ho questo fiato sul collo

faccio fatica a respirare

una fatica pazzesca

a lasciarmi andare

ad aprirmi, il culo è spalancato

vaffanculo, alle madri ai padri

vaffanculo, toglieteci

dalle braccia, vaffanculo

ho questo peso sul petto

ho questo mattone sullo stomaco

l’amore…m’è rimasto l’amore

sullo stomaco, per questo

per quello e per quell’altro ancora

vaffanculo, grazie infinite e vaffanculo

era tutto finto, era tutto sbagliato

è stato tutto così fottutamente indigesto

il mio cuore è una marionetta

che Mangiafuoco si stupra dopo cena

il mio cuore è una marionetta

che Mangiafuoco si stupra dopo cena

Pinocchio diceva d’amarmi

mi sono fidato, gli ho aperto il mio cuore

gli ho affidato le mie quattro monete

m’ha dilaniato l’anima, l’amore

m’ha dilaniato l’anima, tipo come

in quei sacrefici umani con gli uomini nudi

il sole che sorge e gli animali squartati

dove sono stato fino adesso!?

Con chi!? Con chi!? Con chi!?

Chi sono questi volti!?

Cosa vogliono!?

Per questo, per quello

e per quell’altro ancora, vaffanculo

vuoi sapere come mi sento!?

T’interessa davvero!?

Bhe, non mi sento…

non mi sono mai sentito

l’amore è stato

come cercare di sopravvivere

sul bordo del patibolo

non sono capace d’amare

sento la rabbia

e provo rancore

e molto di più

e molto altro ancora

no c’è giustificazione

ad essere me….

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