Cronaca delle mie Quarantene tristi 11
Lavorare da casa. Lo smart working è l’impietoso presente. Forse il futuro. Come afferma un noto sociologo sulle pagine d’un apprezzato quotidiano cartaceo. Per lui è un gancio. Una qualità. Una profezia fichissima. Per me è l’increscioso futuro. Una previsione a dir poco nefasta. Lo spostamento fisico è un moto a luogo. È vitalità. Slancio vitale. Osteopatia Cranio Sacrale. Non c’è medico al mondo (allopatico od olista) che ti consiglia di trascorrere h24 seduto sulla poltrona, in casa, a smanettare davanti allo schermo. Così come in passato nessun luminare della scienza infusa o infausta si sarebbe sognato di consigliarti di stare fermo davanti al televisore a trapanarti il cervello di soap opera. Ricordo il pediatra che ci raccomandava d’uscire. Fuori Fuori a prendere boccate d’aria e luce del sole! Ormai La Clusura la disprezzano pure le Suore di Clausura. Solo in tempo di Guerra si raccomandava alla gente di riparare in casa. Razionando il pane. Ma pure il companatico! Adesso la pandemia somiglia vagamente ai giorni di belligeranza. Dunque, giustamente si sta relegati in casa. Ma non accetto che mi si dica che è un ottima prospettiva pure per il futuro. Ok!? Mi puzza di trave nel culo! Di Stato di Polizia! Di prove per una novella dittatura! MA davvero crediamo che fruire eventuali lezioni scolastiche dal vivo, e farlo seduti a casa davanti ad uno schermo sia la stessa cosa!? Magari sgranocchiando pop-corn e intingendo lonticchi di pane tostato in una gustosissima salsina alla merda colitica!? Ma non sapriamo cazzate! Evitiamo di dare adito alle flatulenze orali. Senza contare che ci sono mestieri/e/o lavori/e/o passioni, che fruite attraverso lo schermo rendono meno d’un portiere schierato all’ attacco. E c’entrano come Pilato nel Credo. Quanto all’emozione, stendiamo un velo pietoso. Prendiamo ad esempio le arti sceniche. Il Teatro di Prosa. Ma Cristo Dio! V’Immaginate Streleher o Ronconi dare istruzioni di regia agli attori su what’s app o upp o come diocristo si scrive!? Ma perfavore! Ma non spariamo puttanate gratuite! Parliamo dei poeti. I poeti per emettere poesia devono essere messi in condizione di vivere. Vita vissuta. E per vivere appieno baci, ceffoni, delusioni, amori, sganassoni o rutti in faccia, bisogna mettere il naso fuori di casa. Vi immaginate Sylvia Plath, o Dario Bellezza consumare l’esistenza davanti al PC!? Fidanzati davanti al pc, amplessi davanti al pc, scenate davanti al pc, promiscuità sessuale davanti al pc, martini dry sorseggiati davanti al pc.!? Ma Dio Fa, ti passa la voglia. Probabilmente si sarebbero dedicati ad altro. Tipo all’ippica! Ma il suddetto sociologo ci crede! Continua ad infilare la pulce nell’orecchio! Ma Basta, eccheccazzo!!! Non c’è niente d’interessante nello smart working. Lasciatevelo dire da ME, che sono pure altamente Sociopatico. Nonché agorafobico, introverso, timido e pure un tantino cinico. Sul posto di lavoro sono nate le peggio/meglio cose. Sul posto fisico intendo. I meglio amori, i meglio tradimenti, i peggio amori con allegato dei peggio rancori. La specie umana s’è perpetrata uscendo. NON TRINCERANDOSI IN CASA. O in una fottuta grotta. O in un ovattato Monastero. O dentro il Tempio della Dea Kalì. Vogliamo toccare l’argomento lotta politica!?. Porgere l’orecchio ai diritti umani in quanto tali!? Facciamo i cortei No Tav via Sky.pe!? Che poi magari la piattaforma s’inatasa e salta tutto. E mentre noi la si sta su Sky.pe, intanto in Val di Susa t’hanno già sventrato l’intero paesaggio!? Sono tornati i delfini attorno alle coste sarde. E i pesciolini d’acqua dolce sul Canal Grande. Ecco, è questo ciò che dobbiamo conservare di questa esperienza. E ripartire da qui. Non dallo smart working demmerda!!! Ricordarci ogni Santo Fottuto giorno che la reclusione tra le mura domestiche è una Fottuta EMERGENZA! Non una possibiltà d’esistenza. Dio Fa!!!