Giovan Bartolo Botta

Il Mercato

In poesie di quarantena, Uncategorized on gennaio 16, 2020 at 5:16 PM

 

(2009)
Il mercato

ci domina le leggi di mercato

ci fanno il culo siamo soggiogati

dal mercato il libero mercato

e lui che ci dice di mangiare

pizza la sera il pane

con la pasta la pasta coi fagioli

e di bere birra la sera colla pasta colla pizza

che poi ci fa male e ci viene il diabete

perché la sera ci tocca uscire

uscire per socializzare

che poi in realtà si vorrebbe subito scopare

solo scopare arrivare subito al sodo

al dunque senza troppo cerimonie

invece non si può, perchè dire la verità

cruda bruta brutale, non sarebbe carino

allora ci tocca socializzare anche quando

in realtà si vorrebbe essere altrove

non ci si ha nulla in comune niente da dire

invece, sto cazzo, si deve socializzare

e per socializzare ci tocca mangiare

perché un caffè. Puf troppo veloce

bisogna consumare perché la serata deve durare

sennò addio scopata o pomiciata

allora ordiniamo di brutto e il mercato ci gode

consumiamo, aperitivo, apericena

stuzzichini patatine salatini pop corn noccioline pistacchi

olive snocciolate prugne secche noci di cocco angurie meloni

poi cena antipasto primo secondo contorno

caffè corretto ammazzacaffè igoiamo la marda

che poi caghiamo viola e pisciamo fosforescente

che poi se non si scopa la sera stessa, ti tocca

riuscire e mangiare ancora e poi ancora mangiare fuori

e il mercato ci gode bisogna comprare i preservativi

perché lo spettro dell’Aiz è ancora nei paraggi

e contro l’Aiz non è stato ancora inventato il vaccino

allora usciamo ci strafoghiamo come struzzi ci imbriniamo

e poi tiriamo fuori i preservativi siamo al dunque

ma siamo troppo ciucchi per metterci anche solo a limonare sul divano

le lingue ci penzolano sui sessi sessi morti mosci serrati chiusi

e ci tiriamo giu ancora una vodka liscia e poi

ci addormentiamo la mattina dopo ci alziamo tipo alle 17!

Gioranata buttata! Che abbiamo le stive dei coglioni stracolme di sperma

o le passere ancora unte e bagnate una voglia di fottere

da gridare allo scandalo ma ci tocca attivarci

il senso di colpa ci aggredisce giornata gettata nel cesso

fatto un cazzo zero stare sereno non abbiamo mosso un dito

come guadagnarci da vivere!? Per poi uscire di nuovo

socializzare spendere riprovarci riprovare a scopare

col presevativo ovvio perché abbiamo avuto altri partner

per proteggerci dal colera dalla scabbia dallo scolo

e dalle gravidanze indesiderate perché non sia mai

e poi chi lo mantiene lo sgorbio!? Mamma e papà!? I nonni!?

Lo Stato!? Chi se lo accolla l’infante di merda!

Siamo nati tutti perché qualche figlio di puttana

s’è divertito con nostra madre! Sono usciti

si sono tenuti leggeri hanno bevuto solo Coca Cola

droga zero magari erano cattolici hanno scopato al crudo

la scopata è andata a lieto fine zero ripensamenti e siamo nati

nati per essere gettati

in pasto al mercato pronti a consumare

pasta pane pizza birra vino succo d’ananas

farci un istruzione

muovere il culo spesso per altri crescere

fare qualcosa d’inutile quasi gratis scovare

qualcuno che ci attizza

e sbattercelo un po fino a che ci nausea

dire ti amo a qualcuno che prima di subito

finiremo per odiare

e il mercato

il mercato

baby

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