Giovan Bartolo Botta

Figlio Adottivo

In poesie di quarantena, polverie o poesie on gennaio 13, 2020 at 5:38 PM

Arriva il Santo Natale siamo tutti più buoni

e come ogni anno a Natale, tutta la tua famiglia

si ritrova a casa della vecchia matrona

per santificare le feste

la matriarca per viziare te, il tuo palato

e il carico di figli nipoti e pronipoti al seguito

ha prepatrato la solita orda

di piatti tradizionali unti grassi cisposi

cenciosi ipercalorici sugnosi tipo

selvaggina imbottita formaggi muffiti

verdure ripiene di cinghiale moribondo frutta glassata

antipasti a gitto fordista antipasti

di terra di mare rane rosolate nella calcina

rospi tramortiti saltati nell’olio di radiatore dolci pastellati

pane fatto in casa con farina talmente raffinata

che il picco glicemico ti si skizza al cervello

la vecchia matrona ci gode

a vedere la sua discendenza spazzolare

la tavola come se si stesse in guerra

è la tradizione, Natale coi tuoi,

chi non scopa a Capodanno

non scopa tutto l’anno, l’Epifania

che tutte le feste si porta via, a Carnevale ogni scherzo vale

Pasqua al Coperto, Pasquetta all’aperto

e tutto il resto dell’anno segregata in Terapia

a confessare allo strizzacervelli

che in realtà detesti la tua vita

che avresti una mezza idea di sterminare

la tua famiglia e poi sparire in Sud America

rifarti un’esistenza ricominciare da capo

non risparmieresti nemmeno il criceto

vorresti tirarti una doppieta in bocca

e lasciare appeso al frigo un biglietto d’addio

tipo “Fottetevi Merde”

Cristo Santo, tutto è cambiato da quando

eri una giovanotta piena d’entusiasmo

coi sogni che t’uscivano financo dal buco

del culo, volevi studiare, fare l’astronauta

scoprire nuovi mondi, perlustrare gli universi,

visitare le Galassie, comunicare con gli Alieni, poi qualcosa

è andato storto, hai conosciuto l’uomo della tua vita

ti sei innamorata, hai perso la testa

lui era impeccabile, perfetto, così passionale,

forse un tantino irruento, ma allo stesso tempo

così galante così gentile, siete stati fidanzati ben due giorni

al terzo vi siete sposati, la notte anziché

consumare la luna di miele lui ha esagerato col Gin Tonic

t’ha riempito di botte e poi è crollato sul letto cacandosi nei pantaloni

non riusciva a trattenere lo sfintere

il suo ano ha continuato ad emettere merda fino all’alba

intanto lui ronfava come un ebete privo di sensi bava alla bocca

t’ha regalato un figlio adottivo che è una testa di cazzo

perché i figli adottivi sono il ritratto dell’irriconoscenza

t’ha mostrato il vero volto dell’amore romantico

che è tutto tranne che una passeggiata di salute

e adesso dopo anni d’inferno sulla terra, ti senti stanca imbolsita fiacca

hai i denti marci pieni d’otturazioni in mercurio

potenzialmente cancerogene l’alito ti puzza di stalla

hai la lingua patinata i capelli unti tuo marito torna a casa da lavoro

si piazza davanti alla tv guarda la partita rutta scoreggia suda da seduto

ogni tanto ti scopa e tu non vedi l’ora

che il supplizio finisca lui ti penetra

sempre da tergo tipo un Dotraki del Trono di Spade

l’ultima volta che ha provato a baciarti

era così ubriaco che t’ha sbrattato in gola

spesso s’addormenta durante la monta

siccome mangia male quando viene la sua sborra

puzza di fogna all’aperto ti acciuffa la testa per costringerti all’ingoio

tu trattieni lo schifo in bocca poi corri in bagno e

sputi tutto nella tazza del cesso t’attacchi disperata al Listerine

preghi la Vergine Maria t’affidi a Cristo che t’aiuti!!!

fai un risciacquo eterno che non basta a toglierti di bocca

quel sapore di letame torni in camera da letto

e lui è li nudo come un procione sterilizzato cazzo moscio pancia all’aria

la sua pelle ha come un vago odore

d’uovo sodo andato a male

sono secoli che la chimica tra voi

è andata a farsi benedire

ma tu in tutti sti anni sei rimasta ferma immobile statica

la notte posavi lo sguardo sulla costellazione dell’Orsa Maggiore

o del tuo segno zodiacale, fan culo ai segni zodiacali

ci credevi agli oroscopi li leggevi li consultavi

l’astrologa di fiducia t’aveva predetto

un futuro in alta quota e tu subito a pensare

di fare l’astronauta, Dio Cristo! Mai interpretare i presagi astrali!

E ora siamo alle solite

è arrivato il Santo Natale

e tu sei il ritratto della sconfitta

hai l’espressione della giornata getta nel cesso

ti guardi intorno e vedi solo maschere maschere di gesso

visi sconosciuti corpi sconosciuti

voci sconosciute chi sono!?

Cazzo vogliono da te!? in realtà li conosci fin troppo bene

sono le persone a te più vicine

quelle che hanno provveduto a tenerti lontano

da tutto ciò che ti faceva precipitare

in quella sana spericolata escandescenza

chiamata Sogno ce la matrona che serve in tavola

anche per questo Natale ti tocca ingozzarti

come una Foca per non scontenatre nessuno

mangia cara, mi pari sciupata

che t’è successo stai bene sei pallida

vai bene di corpo la matrona sorride

sorride la stronza cazzo c’avrà da ridere

le staccheresti la testa

e ce la infileresti nei nidi delle Talpe

ma quest’anno vaffanculo

le dico che mi sono messa a dieta

che mangio come un uccellino

e le faccio pigliare un infarto

a sta vecchia puttanaccia

poi mi alzo da tavola dico che vado

a comprare le sigarette

e scopmpaio nel nulla per sempre

e vaffanculo a tutti quanti

avrei dovuto farlo anni fa

quando ero ancora piena di sogni

ma sti cazzi! Non è mai troppo tardi

per mandare tutto affanculo!!! a cominciare… dal Figlio Adottivo

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