Giovan Bartolo Botta

Generazione Prozac

In poesie di quarantena, Poetry urban story on gennaio 9, 2020 at 5:07 PM

Non credo più all’amore

all’amore romantico intendo

forse non ci ho mai creduto

la prima volta che sono stato

ad un matrimonio ero piccolo

mi stavo facendo due palle quadre

tutto mi sembrava sforzato insulso

i sorrisi erano fottutamente recitati

il prete bofonchiava stronzate

la chiesa era piena di dementi che sbadigliavano

gli invitati avevano solo una cosa in testa: strafogarsi di cibo

ho infilato la mano sotto la gonna a mia cugina

la puntavo già da tempo, m’ero preso di lei

già da prima di conoscerla, mi succede spesso…

e ho cominciato a ravanare

lei non ha mosso un dito per cacciarmi

poteva urlare fare scenate tirarmi un pugno sputarmi in faccia

niente di tutto questo

al contrario mi ha afferrato la mano imprigionandosela tra le gambe

poi ci siamo baciati molto

sulle labbra senza lingua

l’istinto mi diceva d’infilarcela

anche la ragione mi suggeriva d’infilarcela

ma poi ho desistito

per motivi di Venere in Capricorno

già allora la mia Venere sparava a salve, comunque

m’è piaciuto è stato spaventoso e avvolgente

le nostre madri c’hanno sgamato

e ci hanno servito un ceffone a testa, le stronze!

forse, se avessi avuto libero accesso

alla sua intimità, mi sarei fermato prima

non credo più a ste stronzate!!! fanculo!!!

me la sono bevuta per tutti questi anni

per cosa poi!? Per scriverci su qualche lagna!?

Dio Cristo che inculata pazzesca!!!, ma va bene così!!!

Non rimpiango nulla, rifarei tutto ciò che ho fatto

o meglio, semplicemente seguirei il corso

degli eventi che coincide esattamente

col corso della mia natura

se ho mandato tutto a puttane

non è colpa di nessuno non è merito di nessuno

o se ci sono colpe meriti o demeriti tutto va spartito in eguale misura

ma non c’è niente, non c’è giusto non c’è sbagliato

l’universo non giudica, nemmeno Dio lo fa

solo l’essere umano è talmente inetto da farlo

non esiste nulla nulla d’autentico

se non nature stupende attraenti

e spesso totalmente inconciliabili

non credo più alle favole alle fiabe alla filastrocche

i buoni propositi per il nuovo anno

sono tipo di andare a letto con tutti

a cominciare dalle donne dei miei migliori amici

poi voglio portarmi a letto pure i miei migliori amici

scoparmi i loro cani i loro gatti i loro pappagalli

i loro criceti i loro pesci rossi le loro piantine grasse

i loro porcellini d’India!

e svegliarmi il giorno dopo con qualche nemico in più

e lo scolo che mi cola dall’uccello!!!

non credo più all’amore romantico

non credo più a niente

mi sono innamorato un sacco di volte

a qualcuna l’ho pure amata disperatamente

tipo da impazzirci da dare di matto!

È stato divertente! È stato quasi letale!

non volevo cambiare nessuno

perché detesto chi prova a cambiarmi

volevo solo essere amato

volevo un piccolo spazio per me

essere amato

per quello che sono

qualunque cosa fossi, senza giochi di ruolo

senza inutili aspettative, amato per quello che sono

qualunque cosa fossi non importa cosa se

untore, finocchio, pompiere, poeta, fattone, fattorino, serial killer,

fascista, nichilista, puttana, postino, juventino, pedofilo, o cane da riporto

e dei miei sentimenti che ne è stato!?

Me li sono dovuti infilare su per il culo!

E m’è pure piaciuto perché l’ano è zona altamente erogena

Rifarei comunque tutto d’accapo

non potrei fare altrimenti

seguirei la mia natura

ognuno segua la sua

sono un poeta qualunque

il Mondo tira avanti anche senza di me

ma alle persone che ho amato

voglio dire due cose

apparentemente contraddittorie

punto primo grazie infinite, vi amo!

m’avete aiutato ad evolvere

m’avete regalato emozioni impareggiabili

m’avete scaldato il cuore stimolato la creatività

coccolato il corpo…

punto secondo

andatevene affanculo!

mi state sui coglioni!

e spero di non avere

più a che fare con voi

ne ora ne mai!!!

vite presenti passate

e future comprese

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora