Giovan Bartolo Botta

Cronache Fringeriane 25 Roma Fringe Festival 2014

In Roma Fringe Festival 2014 on luglio 30, 2014 at 2:43 pm

Tre terrieri. Riflessi incondizionati

Da una idea della spia sovietica Mata Hari. Adattamento e drammaturgia dell’ex commilitone Bradley Chelsea Manning. Produzioni Arsenico Lupin. Pubblico financo arroccato sui comignoli per assistere alla sacra rappresentazione “Tre terrieri”. Sacralità laica. Con buona pace del relativista secolare Pera Marcello. Trittico terraio. Tre campesinos. Tre fazendeiros. Tre agresti appartenenti alla movida rivoltosa dei “Sem Terra” dello stato di Rio Grande Do Norte, esorcizzano il timore della conflittualità termo-nucleare disquisendo di complottismo davanti ad un oncia di vernacia farinettina. Il loro pater familias, il governatore urugagio Pepe Muijca, è spirato malamente, omicidato dal servizio segreto sovietico, lasciando in eredità alla triade figliare un linguaggio segreto dai tratti grammelotici capace di eludere i controlli satellitari mondiali. Attraverso l’uso smodato di codesto criptame, il trivellìo agraro saprà spiegare al pubblico le sofisticherie complottiste dei governi mondiali dall’anno zero all’avvelenamento tramite polonio di Arafat per ordine transalpino. Si parte con i sinistri intenti del caso Ambrosoli. Ci si sofferma sulla reale entità degli Elhoim biblici. Si riflette su chi per primo avesse occupato anticamente i territori medio-orientali. Viene rivolto più di un pensiero all’incidente automobilistico di Lady Diana Spencer. Ci si è chiesti quale loggia massonica guidò la mano assassina che pose fine prematuramente alle primavere di Abramo Lincoln? Una signora si è chiesta se il presidente Obama riuscirà a riformare la sanità statunitense senza intercorrere in incidenti di fellatio clandestina come successe al suo predecessore Bill Clinton. Tra il pubblico un sacerdote evangelico fresco di apertura papale, ha posto agli attori un quesito bipede: i tre pastorelli lusitani di Fatima bevevano alcolici? Di cosa è morto realmente Freddie Mercury? Il trittico ha preferito glissare lasciando la risposta ad una sorella dell’ordine carmelitano la quale ha ribaltato il quesito: corrisponde a realtà il fatto che il pontefice polacco ordinò il massacro dei teologi della liberazione? L’organizzatore del Fringe capitolino incuriosito dal dibattito ha domandato agli interpreti cosa sapessero delle simpatie comuniste di Elia Kazan. I tre attori in scena sversano segreti quasi quanto un’industria chimica sversa liquame in falda acquifera. Il pubblico prende appunti. Magari per girarli poi ad un giornale della Cairo Editore. Il linguaggio di scena ammicca alla parlata dell’ex pubblico ministero Montenero Bisaccino. Il coup de theatre lo si ha quando si cerca svelare l’identità delle 7425 donne che ebbero rapporti sessuali con John Fitzgerald Kennedy. Nemmeno il tempo di proferire un cognome che un manipolo di agenti federali sale sul palco sequestrando i tre attori e l’incolpevole tecnico del suono. Lo spettacolo finisce così… nonostante gli sforzi dell’unità di crisi della Farnesina, immediatamente allertata. La produzione opta per sostituire il trittico di bravi interpreti con un’altra triade altrettanto preparata: Moggi, Giraudo, Bettega. Tre terrieri. Rilevati dalla Monsanto.

um dia de muita tristeza…

In polverie o poesie on luglio 29, 2014 at 3:13 pm

tristeza nao tem fin. felicidade sim.

para o povo brasileiro

un giorno mentre saremo
a contemplare altri tornei
ripenseremo a questi momenti
nei quali tutto sembrava finito
i sorrisi di scherno
ci trafiggevano il petto
i nostri cuori
versavano lacrime
di sangue e rimpianti
e ci rideremo sopra
come clown scafati
riportando i sorrisi
sui volti di esseri
rinati
riscoperti
ritrovati
tutto passa
niente è per sempre
quello che ci sembrava
inferno
non lo
sentiremo più
sulla nostra pelle
più
mai più…
e sarà solo alcool
danze
teatro
e divertimento
talmente tanto divertimento
che pregheremo
la dea
di non esagerare
con la sua protezione.

Sociopathic song

In polverie o poesie on luglio 29, 2014 at 3:08 pm

Freddezza emotiva
distacco
indifferenza
debita distanza
nessuna confidenza
solitudine
rancore costante
significati nascosti
offesa
ingiuria
appiattimento
linguaggio iperbolico
superstizione
zero titoli
zero reazione
mancanza di rimorso
suscettibile all’arresto
cibo guasto
non ho un posto
non c’è posto
casco

vuoti cronici
ideazioni paranoidi
eccessive ammirazioni
empatia nulla
stati collerici
elementi ciclotimici
attenzione ai dettagli
sbagli
bagagli
sbadigli
non ho un posto
non c’è posto
casco

allucinazioni
sguardi catatonici
eloquio ingarbugliato
molteplici astinenze
umore delirante
biglie nell’occipite
visus migliorabile
perdente
umiliato
degradato
non ho un posto
non c’è posto
casco

mancanza di interesse
perdita di peso
spesso insoddisfatto
labile coeso
maree malinconiche
vizio sempre teso
astenia critica
mentalità ipnotica
non ho un posto
non c’è posto
casco

sensazione di panico
dismorfismo corporeo
famelico d’ossigeno
pensiero catastrofico
tensione muscolare
sudore nell’organico
intossicazione
sentirsi ipotonico
feritoia d’animo
non ho un posto
non c’è posto
casco

ti ho cercato
ti ho chiamato
ho chiesto aiuto
T.S.O. obbligato
prescritto
concordato
denunciato
liberato
intrappolato
poco importa
sei finito
eliminato
perennemente dissociato
soccorso
cosa resta?
Suicidato.

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