Giovan Bartolo Botta

Cronache Fringeriane 24 Roma Fringe Festival 2014

In Roma Fringe Festival 2014 on luglio 19, 2014 at 2:54 pm

Perché non ci lasciano giocare con la terra Joschka Fischer docet.

Più che un quesito da porsi, questa è una constatazione alla quale attenersi. Sotto molteplici piani sequenza. Possiamo osservare la perdita di volontà da parte delle novelle generazioni di praticare ludicicità all’aperto preferendo l’alienazione tramite social network. Il fenomeno pare essere globale nonché inarrestabile. Viviamo il pericolo, prendendo a calci un pallone sulle spiagge di certe strisce territoriali medio-orientali, di fare ritorno a casa in posizione orizzontale. Siamo circondati di terre contaminate da sversamenti chimici di complessi industriali. Vi è infine questa piece teatrale, la quale evidenzia il problema terreno dal punto di vista della compagnia petrolifera donando al crocicchio tonalità politico-sociali e pittate universali. La terra, prosciugata di carbonfossile e maltrattata su versante molteplice, rischia di diventare inesorabilmente ambiente ostile ed inospitale per la grande varietà di specie viventi che la dimorano. Comprese le forme di vita dotate di campo vibrazionale pluridimensionale. In scena, una triade di attori in stato di Red Bull perenne, veste i panni di tre delle maggiori compagnie petrolifere planetarie. Vale a dire la libica Tamoil, la statunitense Standar-Oil nonché l’anglotulipana Royal Dutch Shell. Trattasi del famigerato cartello consorziale iranico che fagocitò i fatturati di matrice energetica sino alla critica crisi produttiva di metà anni settanta. Il loro glabro di maniera degno di una messa in scena eschilea su rovina partenonica, intrisa di sottolineature recitazionali su articoli determinativi, pronomi possessivi e preposizioni semplici, rende ad uopo il desiderio di azzanno da parte della famiglia petrolica sulle ultime risorse del globo nel nome del dio profitto. Il quarto elemento in scena, sfiderà le potenze petrolaiche perseguendo un desiderio di autonomia energetica alternativa, sovranità nazionale, benessere generale e salvaguardia del territorio. Perderà la vita in seguito ad un incidente aereo, in circostanze misteriose mai chiarite dalle autorità competenti. Prima del tragico incidente proverà a cambiare il corso della storia tenzonando contro il carteggio petrolchimico attraverso un uso del corpo zombico, rituale, messianico, sincopato. Un esodo biblico in fuga dalla territorialità canaanea. I punti oscuri della contrattazione economica, degni della guerra fredda post secondo conflitto bellico mondiale, assumono proporzioni tipiche della tragicità classica. La platea subodora l’immane sforzo fisico da parte dell’Enrico Mattei scenico, nel ricercare l’elemento umano all’interno del bilancio monetario. Elemento umano visto come sostantivo utopico di un quieto vivere. Restare umani soleva sottoscrivere il prode Arrigoni. Perché non ci lasciano giocare con la terra? Goliarda Sapienza? Forse. Sicuramente disastri ambientali raccontati in salsa baccante, suplice, eumenide ed aulide.

Cronache Fringeriane 23 Roma Fringe Festival 2014

In Roma Fringe Festival 2014 on luglio 18, 2014 at 4:11 pm

Taddrarite o la Stasi a Berlino Est

Eccole le tre sorelle. Quelle di Cechov? Non scherziamo. Stiamo parlando del trittico di figlie partorite dal grembo generoso della matriarca Bernarda Alba fuori dal giaciglio della sua barraca. Figliolanza frutto del peccato. Schizzo clandestino lontano dal rango matrimoniale. Ragazze concepite in un’avventura barbina con un mezzadro siculo durante una villeggiatura a Villagrazia di Carini fuggendo dalla repressione del caudillo Francisco Franco. Ragazzo attraente, il mezzadro. Dieta mediterranea. Abbronzatura mediterranea. Orgoglio mediterraneo. Ma soprattutto posto di lavoro alle dipendenze del pirandelliano Don Lolò, detto Zirafa, micragnoso possidente di piantagione ulivifera. Sono una triade di feteffie queste sorelle. Paperine di Paperopoli. Della serie un segreto è qualcosa da dire a tutti ma a bassa voce. Figuranti della pellicola monicelliana ‘Parenti serpenti’. Il paese è piccolo, la gente mormora. Molto di più. Viene sollevato il velo d’ipocrisia tipico del piccolo centro abitato. Le pulsioni nascoste della svergognata vicina di casa, il bregadiere che frequenta travestiti, la ragazza madre, il ragazzo padre, bestialità a doppia schiena tra il sacerdote e la perpetua, la parrucchiera porta le corna, al sindaco piace en travestì, il vigile urbano risulta afflitto dal male oscuro, l’esercente salda il pizzo alla malavita locale, il primogenito di Don Vito e Donna Rosa batte la fiacca immatricolato alla Sapienza capitolina, Turi vota comunista svergognando così l’intera famiglia financo a Portella della Ginestra, il figlio della Rita è frustone. Non se ne esce. Lo schema è lo stesso da sempre. Da generazioni. Muffa stantia tipica della provincia. Le tre attrici lisciano il pelo, nonché il palco contando quasi unicamente sulla loro forza di impatto scenico e su parvi elementi musical-illumino-tecnici. Taddrarite. Un po’ Ciprì. Un pizzico di Maresco. Una punta di Angustias. Uno spicchio di Magdalena. Un cucchiaio di Amelia. Adele e Martirio? Preferiscono il rumore del mare… e il sapore del pesce.

Tutto il teatro. Minuto per minuto a Eclettica Festival, Roma.

In in scena on luglio 18, 2014 at 2:15 pm

Tutto il teatro FOTO - BN

Domenica 20 luglio 2014, ore 20.30
Eclettica Festival ENERGIE
Parco delle Energie (Ex Snia), Via Prenestina 175, Roma.
ingresso libero

http://www.ecletticafest.com/energie/

PRODUZIONI NOSTRANE presenta

Tutto il teatro. Minuto per minuto.
Di e con Giovan Bartolo Botta

Edmondo Kano è Giovan Bartolo Botta. Giovan Bartolo Botta è Edmondo Kano. Per Ruggero Ruggeri era l’Enrico IV, per Lilla Brignone era Elisabetta D’Inghilterra, per Romolo Valli era Leone Gala, per Paolo Stoppa era Ciampa e via discorrendo. Elencando. Ogni grande interprete si dilettava con il fiore all’occhiello. Il personaggio apice di un repertorio da battaglia. Per il piccolo interprete Giovan Bartolo Botta il culmine è Edmondo Kano. Attore di prosa italiano nei circuiti fuori dai circuiti. Edmondo Kano scaglia i suoi versi in platea. In una platea spesso vuota. Sono almeno versacci però. Otello leghista, Romeo e Giulietta in salsa Hellas Verona, Amleto Punk, monologo su Van Basten, alieni che ti rapiscono quando non dovrebbero, le mutazioni genetiche dei giocatori bianconeri, il bambino dissociato che ama il teatro e molto di più. Lo spettacolo è una dissociazione continua. Organizzata ma totale dove esiste solo l’attore con il suo repertorio. Come ai tempi che furono.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.