Giovan Bartolo Botta

fermataspettacolo.it a proposito di ‘Tutto il teatro. Minuto per minuto.’

In rassegna stampa on agosto 28, 2014 at 1:35 pm

Tutto il teatro FOTO - BN

http://www.fermataspettacolo.it/teatro/stand-up-comedy-freenge

di Fabiana Dantinelli

STAND-UP COMEDY AL FREEnge

Giovan Bartolo Botta stupisce e diverte il pubblico del festival di teatro indie più amato

Voce stridente che ricorda un po’ Grillo, con quel cinico sarcasmo che sa strappare risate, amare magari, in fondo, ma così brillanti da farci scomporre, Giovan Bartolo Botta è un tipetto così, “deforme al punto giusto” come descriverebbe abilmente sé stesso nel monologo finale sugli “attori non famosi”, quelli che studiano Carmelo Bene e poi gufano il compagno di banco, istrione pure lui, perché si sa di parti ce ne sono sempre poche e se l’amico attore cade sullo sgambetto del collega d’accademia, poco male, siamo nel mondo capitalista dopotutto.

La stand up comedy che ha rivolto sabato 14 giugno al pubblico del Fringe romano è stata una piacevole rivelazione, il suo monologo “Tutto il teatro minuto per minuto” è un divertente polpettone che va da Shakespeare a Paolo Stoppa, passando per la Lega, Cinque Stelle e pure l’Hellas Verona, senza tralasciare l’elogio del buon Van Basten off course! Tutto da ridere, ma soprattutto da cogliere con le sue frecciatine teatral-politico-calcistiche così godibili per chi sa apprezzarne il sapore puramente intellettuale, eh sì perché Edmondo Kano espediente teatrale ed alterego del Botta che nasconde sotto l’omonimia del più celebre fra i vendicatori letterari, un animo da vero artista frustrato, che parla alla velocità di Mentana e fustiga con la severità di Nanni Moretti, è una creaturina impastata di cultura e teatro che solo chi vive o sa sentire il palco può apprezzare fino in fondo.

Bravò insomma, con tanto di inchino a questo “attore non famoso” con la speranza forse un po’ tiranna che resti tale, non per mancanza di talento, ma per istinto di conservazione della rara specie homo seriamente sapiens.

Cronache Atletico San Lorenziadi 27

In Cronache Atletico San Lorenziadi on agosto 26, 2014 at 5:51 pm


Atletico San Lorenzo vs Storia fantasiosa dei Cavalieri di Colombo

Durante questi ultimi afflati estivi, la stampa nazionale ed estera, Osservatore Romano e Die Zeit in particolare, si è soffermata sull’increscioso caso “Campo Cavalieri di Corcovado”, ovvero il famigerato impianto sportivo donato dalle istituzioni capitoline (col beneplacito di Curia e patto atlantico) al quartiere San Lorenzo come risarcimento morale in seguito ai fattacci alleati risalenti al secondo conflitto bellico mondiale del secolo scorso. Il campo, denominato in un primo tempo Stadio Tavizzani, in onore del grande caratterista romano Oreste Tavizzani, appassionato di pallone e assassinato brutalmente negli anni dieci da un fan di Eduardo Scarpetta al termine di una recita presso il teatro San Nazzaro di Napoli, sorge al centro del caseggiato perimetrale delimitante il quartiere muro aureliano. Inizialmente la capienza era di circa duemila posti a sedere, con tribune in cemento sui lati lunghi e panchine in legno tergo alle porte. Durante il trittico di giunte comunali scudo crociate a firma Rebecchini-DeCesare-Tupini, la popolazione aurelica, non ancora lambita dagli entusiasmi del miracolo economico peninsulare, aveva la facoltà di potersi riunire al campo al fine di condividere la visione dei principali eventi, sportivi e non, sull’unico apparecchio televisivo presente in zona. Televisore acquistato dalla Pro Loco grazie alla vendita sul mercato nero di alcuni cimeli oscuri rinvenuti all’interno della sede del podestà locale, ormai dismessa e trasformata in orinatoio pubblico. Gli abitanti di San Lorenzo poterono assistere insieme a quiz come “Lascia o raddoppia”, a sceneggiati del calibro de “La freccia nera” piuttosto che alla debacle calcistica della compagine azzurra guidata da Mondino Fabbri su suolo britannico per mano dei ridolini asiatici, alimentando così quel senso di appartenenza che dà immemorando li contraddistingueva. Il tutto ovviamente senza scucire pecunia alcuna. L’andazzo cominciò a mutare drasticamente con l’insediamento al Campidoglio della giunta a corrente dossettiana guidata dal sindaco Dalla Porta, per poi precipitare definitivamente durante il regime edonista del socialista Carraro. Dalla Porta, cattolico osservante, spaventato da voci di corridoio che dipingevano il campo San Lorenzo come un magazzino contenente ordigni partigiani, decise di attuare un piano pesantemente colonialista finalizzato a ridurre le influenze marxiste all’interno del quartiere utilizzando l’arma del proselito dottrinale cristologico. Per fare questo era necessario avvalersi di un imponente insediamento cristiano capace di mettere radici tra le contrade intaccando così i credi socialisti. Venne stipulato un accordo, passato alle cronache come il patto di ghisa, il quale prevedeva la concessione dei diritti di gestione del campo ad una delle maggiori potenze ecclesiastiche di sempre: la temutissima confraternita dei Cavalieri di Corcovado. Fondati nel 1570 da padre Martino Pudenda, un sacerdote italiano di ordinazione gesuita, che ripudiato sentimentalmente dalla mistica Teresa D’Avila, decise di abbandonare la famiglia di Loyola per fondare una chiesa capace di accogliere dall’intera Eurozona amanti disperati smaniosi di affidare agli scudisci di cilicio tentazioni della carne e dello spirito al modico prezzo di dieci once d’oro alla settimana. Grazie ai guadagni del primo lustro e ad ingenti capitali trasferiti all’estero, padre Pudenda riuscì ad allargare gli affari inaugurando tante succursali quanto quelle di un ristorante Mc Donald’s. Attualmente la congregazione corcovadica possiede interessi finanziari in diversi settori commerciali, dal carbonfossile al traffico di sostanze psicotrope transitando per il mercato clandestino del trapianto di organi umani e terminando con lo smercio di energy drink. Il primo amministratore delegato corcovadico, padre Severino Cicerchia, fece aumentare a dismisura la capienza dello stadio, instaurando tornelli, cinte daziarie, muraglie difensive e biglietti d’ingresso per fasce alte. Vennero bandite le ricorrenze comunitarie e da lì a poco lo stadio fu convertito in un seminario vescovile. Franco Carraro fu il sindaco degli anni di fango. Grazie al suo patrocinio, il terreno di gioco divenne un refettorio di lusso per eminenze parlamentari. Il verde Rutello e il camerata Alemagna giocarono alle tre scimiette prolungando i contratti d’affitto ai nipotini del Pudenda. Il sindaco Walter Ventrone, amante del cinema d’autore, provò a convertire lo stadio in un cineplex multisala per pellicole a luci rosse dotato di popcorn al caramello e ciambelloni al diabete. Fu il pontefice teutonico Benedetto XVI a porre un veto mettendosi di traverso (forse) e pretendendo l’intitolazione dello stadio a se stesso. Ma il papa polacco, già sepolto da tempo, la prese malissimo e invasato dall’ego cominciò a scalciare mancicco quanto un asino di buridano dall’interno della bara. La Curia comprese la mincaccia, decidendo all’ultimo di intitolare lo stadio a papa Benedetto XV, il patriarca che nei secoli bui pensò bene di svignarsela ad Avignone con il maloppo lasciando ai fedeli capitolini un crocifisso su per il pus. “Stadio Benedetto XV” divenne un brand quotato in borsa capace di elargire utili speculando financo sull’aria, tanto da voler indurre il prelato corcovadico ad acquistare la testata cartacea della fu gramsciana Unità. L’atletico San Lorenzo prova a sfidare i colossi biblici tentando di restituire uno spazio importante al suo legittimo proprietario: l’abitante di San Lorenzo. Firma anche tu la petizione su change.org!

Sylvia Plath. Ejaculazioni precoci.

In polverie o poesie on agosto 24, 2014 at 1:38 pm

Non fidarti
di un talento precoce
nasta di zolfo
ti riduce in ambasce

non fissarti
su di un talento precoce
puzza di pece
se vuole ci riesce

non ammalarti
per un talento precoce
si nutre di fifa
ti sottrae la luce

non rovinarti
dietro ad un talento precoce
danzerà sul tuo petto
ad un ritmo rapace

non fustigarti
con un talento precoce
pugnalato alle spalle
punito in nuce

non invaghirti
di un talento precoce
possiede già strofinacci
da limparsi il cacace

non parlarci
al talento precoce
è un mentalista
abbandona e seduce

non innamorarti
di un talento precoce
a meno che
di nome faccia Sylvia
di cognome Plath
in questo caso

fidati di un talento precoce
profumo di primula
ti riporta in salute

fissati su di un talento precoce
odore di pulito
desidera il tuo bene

ammalati per un talento precoce
digiuno di fifa
ti dona la luce

rovinati dietro ad un talento precoce
danzerai sul suo petto
a ritmo rapace

fustigati con un talento precoce
pugnalalo alle spalle
puniscilo in nuce

invaghisciti di un talento precoce
spesa al mercato
tranquillo e felice

comunica col talento precoce
la sua eloquenza
sarà la tua pace

Sylvia Plath
sigarette rollate
Southern Comfort
tabacco mentolato
posizione verticale
desiderio orizzontale
terzo tentativo
scrittura amanuense
ricettario medico
bollitore sibilante
gattini frignosi
bambini obesi
studi distratti
mani sotto la gonna
abbondanti colazioni
quantità industriale
di talento precoce
innamorati di un talento precoce
prima che lui
si innamori di te

Il talento precoce. I non convocati.

Pelé era un talento precoce
attualmente è un bancomat capace
Mozart era un talento precoce
uccise artisticamente la sorella
in un duello fratricida
tra precocità talentifere
Salieri non era un talento precoce
e di questo ne morì
Napoleone era un talento precoce
ma di un talento
inutile, detestabile, dannoso
Andreotti era un talento precoce
segno della croce
segmento della croce
simbolo della croce
scudo crociato
Gesù Cristo era un talento precoce
morto sulla croce
defunto sulla croce
fottuto sulla croce
crocefisso
i sacerdoti del tempio
non prestarono orecchio
al talento precoce
del hippy di Betlemme
processarono il blasfemo
tramite rito abbreviato
gesto audace!
Talento precoce!
Ayrton Senna era un talento precoce
si eclissò in compagnia di Sansone
e del restante dei filistei
Freddie Mercury era un talento precoce
scomparve più veloce di Vesna
Micky Mouse non era un talento precoce
era un coglione
mostrami il distintivo
sorcio puritano
Minnie e Macchia Nera
saranno
le tue Desdemona
e i tuoi Michele Cassio
tu, Basettoni e Manetta
polizia brancolante nel buio
stiamo divagando
George Best era un talento precoce
itterizia la sua legge dell’entropia
Lilla Brignone era un talento precoce
il grande mago Piccolo era un talento precoce
Pablo Puliciclone era un talento precoce
che fece
che fare
che facce…

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.