Giovan Bartolo Botta

Cronache Atletico San Lorenziadi 18

In calcio on aprile 14, 2014 at 7:40 pm

Atletico San Lorenzo vs Vicus Variae 5:0

In una Urbe blindata quanto la capitale Transalpinia ai tempi del Victor Hugo prenapoleonico, i Vicovarici scendono nei panni di marziani a Roma desiderosi di giocarsi le ultime chance salvifere (dalla terza categoria alla Uisp) dibattendo contro l’agguerrita compagine Muroaurelica. Fervente non solo sul terreno di gioco, ma anche, veltroniamente disquisendo, sul piano societario. Nella consuetudinaria riunione del primo acchito presso Casa della Culla, loschi individui dalle fattezze orientali vagamente mascherati da Men in Black presentano sulla tovaglia a quadroni rossoblu una O.P.A. per rilevare l’intero pacchetto di maggioranza della società Calcio Popolare. I bischeri si sono qualificati intermediari della catena di ristoranti Old River Tex Willer che da almeno una decade ingentilisce addobbandoli gli atrii delle principali stazioni ferroviarie italiche. Resta limpido il fatto che allo spalancarsi di una ventiquattro ore pregna contante a molti in società sia stato diagnosticato un principio di labirintite. L’intento dei ristoratori vuole essere quello di traghettare nella girandola di penta anni l’Atletico San Lorenzo nella massima serie federativa calcistica. I profili individuati da questo sottoprodotto Zamparinico per portare a termine i panegirici sono presto elencati: potrebbero indossare in venturia la casacca magica elementi mai sbocciati o non completamente compresi quali Gianni Comandini, individui marciti nel solco dell’infortunio come Lupetto Mannari, sfoghi di defilé alla Francesco Coco nonché vecchie tinche del peschereccio tipo Condor Agostini. Non paghi, i nuovi padroni affamati di sbrando e bramo sarebbero pronti a tesserare l’eccellenza estera che in anni di mangianastri a cassette diede il meglio sulle pagine della Guerinanza Sportiva. Elementi sessualmente disturbati quali Tino Asprilla, Falangi Macedoni da Macedonia stile Darko Pancev per non parlare di individui dalla tacchettanza chiacchierata come Paolo Futre potrebbero divenire i futuri idoli della tifoseria rossoblu. Idoli potenzialmente amalgamabili sotto l’ala piumata di coach Pippo Marchioro, desideroso di rinfocolarsi sul mercato sconfiggendo così le magagne della terza età. I contratti dei giocatori facenti parte della rosa attuale verrebbero rinnovati in gran livrea con allegato di aumento salariale e contributi versanti all’Enpals. La società deluxe si occuperebbe anche della fornitura pasti. Bistecca alla montana cotta al plasma e salsa Kentucky per Ognissanti. Un menù da gotta assicurata. Imprigionate nelle dispense di un quadernone ad anelli ecco spuntare le future divise ufficiali complete di sponsor tecnico (Nike death of a child) e sponsor ordinario (Bifé gnam gnam allevamento carni popolari). Di proprietà della new society diverranno i diritti di immagine dei calciatori, i quali saranno obbligati, paga competenza il foro di Latina, a girare spot pubblicitari in sostegno dell’allevamento faunifero industriale tramite antibiotico. Quando gli intermediari Mandarini hanno scoperchiato sul vettovaglio i bozzetti del possibile nuovo stadio di proprietà firmati dall’architetto nipponico di fama planetaria Harada Misoshima c’è stato chi ha cominciato ad ingollare Novalgina di gran carriera. La debitatoria contratta con lo strozzinaggio gesuita non sarà che un antico lamento. I ruffici hanno preso congedo dall’assemblea con una stretta di Yakuza su palmo ed un soverchio aroma di Sakè in atmosfera. D’altro canto il rinfocolo del sostegno è uno dei crocicchi nonché dei crucci che da tempi estivi tormenta il perimetro Muroaureliano. In virtù di ciò a partire dal mese mariano prenderà piede l’iniziativa “Tutto il sostegno. Minuto per minuto più un ulteriore minuto per l’anno bisestile”. Si partirà il primo maggio, festa del cassa integro, facendo annunciare a Vinicio Capossela dal palco di Piazza San Giovanni la campagna tesseramento sconosciuti ed amici immaginari. Roba da trarre in invidia il Boddha Kurtcobainico. Rinveniamo al match. Smaniosi di farsi fotografare accanto a circensità massime e anfiteatri Flavii i vikinghi mandelici conducono in folle il cambio del pulmino di bordo posteggiando ai lati della Pia Porta. Un agglomerato di celerici, scorgendo sulla lamiera del mezzo meccanico il sostantivo Mandela, scambia i nostri amici sportivi per un manipolo di nostalgici del movimento anti-apartheid. A nulla valgono le spiegazioni in dialetto marsicano stringato del dirigente societario varense, tese a chiarire l’equivoco con i playmobil. I caschi blu con divisa azzurra, ligi al dovizio, conducono al fresco i quattordici sedicesimi del team collinare. Ci scappa pure qualche interrogatorio di tipologia ferroviaria anarchica. Rimangono a piede libero sette tesserati, il fisio rabdomante e l’allenatore in ottava. Tutti appartenenti alla compagnia teatrale brillante che da quindici anni riempie il teatro comunale vicovarico di repertorio vaudevillense. I Legnanesi d’Appenino! La discesa a Campo Artiglio risulta macchinosa. Fumogenicità balorde oscurano la visuale tra le antiche contrade capitoline. Le flic flac battono le ore 18 ma, ittico d’aprile, i cancelli dell’impianto sportivo sono chiusi. Sigillati dalla vigilanza pizzarda, meritevole di aver sorpreso i vegliardi del centro anziani adiacente lo stadio fabbricarsi un ordigno artigianale rudimentale. Il direttore di gara si tramuta in un direttore d’inchiesta mantenendo calma e gesso. Il match avrà luogo nel piazzale antistante l’hub tiburtino. Quello dove i mezzi pubblici sostano facendo rilassare gas di scarico. La giacchetta nera lavora la partita di sottrazione riducendo i due tempi di partitura ad un atto unico senza intervallo. Si giocherà unicamente per cinquanta minuti. Neanche il beneplacito di scambiarsi i gagliardetti e il San Lorenzo passa utilizzando un tocco di palla elevato al cubo. L’euforia sale quanto l’M.D.M.A. sull’ernia iatale di Peter Townsend in una serata dal vivo a Kastanienallee. La tifoseria rossoblu stipata sul tettuccio dell’autobus 492 espone un vessillo di scherno ai danni di un certo Marione. Trattasi di Mario Cecchi Gori, patrigno del già sniffatore di zafferano Vittorio, reo di aver finanziato la pellicola ceccheriniana “Faccia da Picasso”. I Vicovensi barcollano e mollano. San Lorenzo raddoppia ma il fischietto annulla per fallo di ostruzione da parte del controllore di ticket. Un euro e cinquanta. Nun te pagamo. Il secondo ceffone è rimandato di un paio di giri d’orologio. Mulè e Vicca si cercano e si trovano perorando il tiro al piattello. Il primo realizza di rapina, il secondo aggiorna il Vhs “Gol Parade” volume 1 in uscita con la Gazzetta dello Sport a 9,90 più il prezzo del quotidiano. I Viricensi in evidente stato di shock anafilattico, dopo aver ingerito un trittico di antistamici, provano ad inserire a difesa della loro porta direttamente l’autobus numero 71. A marmitta catalitica. Il dirigista di gara fischia un penalty a favore del calcio popolare per fallo di sgarbo su pedone. Ginnetto prova dagli undici metri la posata su pietanza solleticando il montante alto. Il fattaccio galvanizza la fluorescenza varellica. Jimmy detto Chicco, tornante di fascia mandelo, rigattaro nella compagnia teatrale di paese, per tre volte a porta sguarnita spedisce la bola al Tiburtino terzo rimettendo in discussione le argomentazioni cardine del secondo principio della termodinamica. Mister Capitani, indossando le vestigia di madre Teresa a mezzo busto, opta per un vernissage misericordioso. Mulé portiere. Vicca libero. Raggio d’azione in arretro totale. Interventi duri solo sulle palle dispari. Marco detto Pumpido mezza punta. Pisellino in interpunzione e dulcis in de pauperis Khaled terso ad offendere senza porre necessariamente l’altra guancia. Il Mandela attacca alla forsenna con l’unico risultato di partorire il quinto sigillo atletico. Lo firma Mulé calciando da Piazza Bologna. Involontariamente. Bendato e con mani e piedi legati. La gradisca per i Varici è il rilascio, in serata, dei colleghi calciatori da parte delle forze del disordine. L’equivoco è stato chiarito. La polizia ha avuto bisogno dell’interprete. Dall’italiano all’italiano. Ospiti di riguardo durante i bagordi festiferi occorsi per il terzo compleanno di occupazione al Cinema Palazzo, i Varici annunciano di costituirsi parte offesa all’interno di un processo contro lo stato. Ma lo stato, bisognerebbe spiegargli, non si processa. Perché lo stato è stato… e quel che è stato è stato. E non tornerà più. Mai più.

Cronache Atletico San Lorenziadi 17

In calcio on aprile 8, 2014 at 6:37 pm

Libertas Portonaccio vs Atletlico San Lorenzo 3:2 (il derby)

Com’è potuto accadere? Com’è stato possibile? Com’è potuto succedere? Eppure… per questa stagione calcistica 2013/14 il pergolato derby risulta essere un’esclusiva dei Casalbertonici. Immaginati il mondo tra cent’anni, andrebbe logopedicando Ron con l’ukulele tra le dita. Meno, molto meno. Immaginiamoci la metropoli di Urbe tra trent’anni. Priva di primo cittadino! La fascia tricolore anacondata al petto di un amministratore delegato. Non uno qualunque. Il suggibilanci della Dandara Limonov, finanziaria indocinese con sede legale a Zurigo e sversamento fiscale nell’arcipelago dello Ziguataneo, atollo sabbioso a poche fermate di bastimento dalle coste del Borneo. Attraverso un demoniaco meccanismo di scatole mandarine e matrioske sovietiche codesta finanziaria sciacqua in Arno i guadagni sporchi della Pacific Dream, azienda di nazionalità sudcoreica con interessi nel campo infermieristico. In volgo barbino tarocca i vaccini in coadiuvo al progetto di spopolaggine planetaria voluto dalla Illuminati Saionist Reptilian S.p.a. L’intero omogeneizzato di suddette nefandezze fantasma, per volontà dello sceicco saudita Ali Macné Tarat, decide di investire nel paese del sole acquistandone la capitale. Al gran minestrone! La discarica di Malagrotta non sarà che un ricordo. Popolata da gabbiani, cormorani e carognoni simili risulterà inaccessibile agli esseri umani. I volatili si doteranno di una forma di governo repubblicana con allegato di statuto volantino. La gittata del monnezzaio capitolino prenderà forma nel centro storico. Anch’esso demograficamente intriso di nutrie, sorci, il maestro Splinter e Antonio Razzi, risulterà essere serrato all’unità carbonica. La massa di turisti verrà dirottata all’interno di Nuova Urbe, centro storico virtuale ricostruito al puntiglio da ricercatori informatici italiani laureati a Saigon, sito a un tiro di biglia dal centro storico di Aprilia! Fotografie dal futuro. Esquilino sorella minore di Taipei. Pigneto privato di spritz all’Aperol con scorporazione machetica in caso di richiesta tartine. Torpignattara solo cumino e dulcis in de profundis il serpentone corvialico prolungato di ulteriori 42 km cementizi. Città del Vaticano traslocherà all’Eur. Una gigantesca cupola di carbon fossile renderà magnificenza all’altissimo chiunque esso sia. Le zuppe patriarcali facenti capo all’antico testamento si fonderanno in un unico famelico credo. Niente papa ma papà. Il colonnato del Bernini verrà abbattuto per volontà testamentaria dalla giunta comunale del chirurgo ligure. Sulle macerie tardorinascimentali sorgerà il novello impianto sportivo dell’AS Roma. 4500 posti. In confronto il vecchio Maracanà sucava. All’interno del cupolone sconsacrato ecco fare capolino una multisala per le visualizzazioni di cinepanettoni in 8D con relativo centro commerciale. Sulle consolari sarà solo sala bingo. E tanti rimpianti a Las Vegas. Formello diverrà la nuova Calcidonia. Verrà conservato unicamente il sentore dell’antica medievalità. Per il restante, il palazzo dotato del minor numero di piani ne presenterà comunque 315. L’S.S. Lazio svolgerà le mansioni calcistiche all’interno del Castro Staziano. 4500 posti. La giunta comunale della specula finanziaria sentenzierà: derby di andata lupacchionico, derby di ritorno rapacico. Nessuno scontento a parte l’inverno del nostro scontento. Transiterà una sola linea metropolitana. Linea U. Che sta per unica. Unico il binario. Unico il vagone. Unico il posto a sedere. Unico il tragitto. Dal neo Campidoglio alla spiaggia di Anzio. Sola andata. In una città così mutata geneticamente la Libera Repubblica di San Lorenzo proverà a resistere. Completamente tornita di cingolati e mimetiche, militarizzata in stile Fort Apache the Bronx, perennemente sotto tiro di cecchino, tenterà di restare umana. L’Atletico San Lorenzo militerà nel campionato di terza categoria. Stessi giocatori, stesso Mister, stessa società ma con trent’anni sul groppone. Trent’anni di carico epatico per i supporter. Anche allora tra una canadese sorseggiata al Bar Marani e una cena di sostegno allo Spazio sociale 32 tornando con la memoria al derby del 6 aprile del 20014 ci si domanderà ma com’è potuto succedere?
Il fattaccio si è svolto grosso modo a tinte fosche.
Derby. Il match più atteso. L’Atletico San Lorenzo tra infortunati, squalificati, irreperibili, arruolati nella legione straniera e candidati alle europee di maggio si presenta in campo con un undici contato. E avanza del resto… L’impianto sportivo registra il tutto esaurito. L’incasso verrà devoluto interamente alla ditta Flli. Mortillaro Appannaggi. Ricomposizione manti stradali nel tratto Verano che collega Portonaccio con Muro Aurelia. Gli ultras Calsalbertonici annunciano dieci minuti di sciopero del tifo e striscioni voltati all’inverso in protesta contro la chiusura dello storico forno Micci. Specialità farinacee anti-celiaci. Causa guasto all’audio-video la protesta si protrarrà all’oltranza. L’ultras rossoblu sfoggerà sull’anello più alto della gradinata la signora Severina Archibugi, anni 172, origini marsicane. Vide la posa della prima pietra. Dopo tre scagni senza pretese facilmente controllati dall’estremo difensore popolare Marco detto il Canizares, il direttore di gara Signor D. Strattoni da Aretigno fischia un penalty a favore degli Atletici. Non lo vuole tirare nessuno. Il nulla che disinvoglia. Si temono le idi di marzo. O i pesci d’aprile. Mister Capitani la sente bollente quanto il Lino Banfi dei Pompieri parte prima. Tira lui. Palo. Autoespulsione e corona di spine. David Letterman chiude i battenti dopo cinque secoli di onesta programmazione. Ospite d’eccezione nella puntata di congedo insieme a Danny De Vito ed Eddie Murphy il signor Lorenzano Paciugo. Nativo della bassa bergamasca, è stato il primo ad acquistare su ebay il ticket per lo spettacolo di beatificazione del suo conterraneo Giovanni XXIII che si svolgerà al Palalottomatica verso fine mese. Lorenzano risulta essere tesserato al Portonaccio. Un desiderio divenuto realtà grazie all’intercessione della Curia. La sua passione per lo sport con i piedi muove i primi passi all’oratorio salesiano di Albino presso Leffe. All’epoca il papa buono era suo docente di catechismo. Lorenzano aveva 33 anni. Attualmente li ha per gamba. Sandrino Vicca ne prende coscienza fabbricando un tentativo da lidi lontani. Lorenzano nasta lo squaraus, cerca il santino del padre del Concilio Vaticano Secondo tra i guantoni da portiere, lo fa per allontanare il maleficio ma quel giorno il creato aveva di meglio da fare. 1:0. L’adulto sopraffatto dal senso di colpa rimarrà in stand by per il rimanente dei suoi giorni. Verrà sostituito subito dopo il gol incassato da un pezzo di vetro resina. La seconda frazione di gioco vede il calcio popolare giocare in scioltezza. Una scioltezza che porta al raddoppio. L’autografo di prestigio è quello di Pasquale. Il copione fuma alto bordo. Proiezione ortogonale su fascia, planimetria in area piccola, puntina di compasso ed inchino allo spalto. 2:0. Le occasioni per chiudere i soliloqui fioccano in razioni tutt’altro che genovesi. Il terzo gol dell’Atletico viene annullato per fallo di ostruzione ai danni del pallone. I Sanlorenzini non si accorgono dell’annullamento inscenando festeggiamenti degni della notte di San Silvestro. Non passa inosservata l’immagine di Rogerinho con una costina in ganascio. Sugli spalti si sprecano le libere associazioni melodiche. Niente fumogeni ma carbonella. Poi… attenzione! Minuto novanta. Il nono uomo solleva un foglio A4 con su disegnati a pastello a cera i minuti di recupero. Quattro. Ultimo giro di lancette sul quadrante. È il novantatreesimo. Linea destra del campo, traversone di Galbiati e zuccata vincente di Dossena. 2:1. Palla al centro. Linea sinistra, cross di Beruatto, tiro al volo di Bonesso ed è il pareggio. Gli Atletici sono ancora convinti di stare un gol avanti e la costina diventa braciola. Van De Korput avanza sulla trequarti servendo Torrisi, fiondata di quest’ultimo e Marco detto il Caudillo si deve arrendere per la terza volta. Dalla prima marcatura dei Portinacci alla terza sono trascorsi quaranta secondi di gioco effettivo. Severina Archibugi pretende la guardia medica… ma com’è potuto succedere?

Cronache Atletico San Lorenziadi 16

In calcio on marzo 31, 2014 at 6:02 pm

Atletico San Lorenzo vs Brictense 0:1

L’Atletico San Lorenzo raddoppia! Così segnalava in settimana il bollettino meteorologico in zona Mura Aurelica. In realtà fa molto di più. Triplica. Quadruplica. Quintuplica. Sestuplica. E via algebrando. Facendo di conto. Nasce il gourmet polisportivo popolare a basalto biologico con allegato di chilometro zero. E tanti conguagli a Jeff Storck. Lunedì in zona gittata di fritti si presenta alla stampa sportiva in grande spolvero la compagine San Lorenzo Basket. La sala stampa, gremita in ogni ordine di sconto, vede la presenza unicamente di giornalisti provenienti da paesi in quota Nazioni Unite. Al termine di convenevoli e cerimonie omeopaticamente protocollari, coach Carter, il trainer sanlollico, carica i suoi giovanotti in canotta pretendendo la demolizione nitro-glicerinicamente parlando dell’espertissimo CUS Roma, la squadra di palla canestro ufficiale del College torvergaro. Come ogni situazione da palazzetto che si rispetti, ecco due sfortunati esodati travestiti da mascotte di pelouche cercare di guadagnarsi il companatico agitando l’ischio in sostegno del rispettivo team. Per la squadra accademica il Signor Guidobaldo Saporito di Fara Sabina (anni 87) indossa un costume da macchina fotocopiatrice con tanto di rilegatura e quaderno ad anelli. Presenti pure le majorette, eccitate come foche nell’igloo, travestite da chiavetta con password! Al rettore Frati l’incombenza del soliloquio digestivo. Dopodiché sarà un unico grande sonno. Attesi in modalità per nulla corollarica, gli ultras di entrambi i club. Impressiona la rispettata Fossa dello Statino che in anni brugo-lacoste-tacchinari spiazzò la questura di Cernusco sul Naviglio per gli incresciosi fatti succeduti al Forum di Assago (3 aprile 1992 CUS Roma – Icap Confreria 71:73 rubati due ghiaccioli e tre cuori di panna, ferito un portantino). Un unico coro ma ridondante: Dottore, dottore, dottore del buco del cu’ vaffancu’ vaffancu’…
Rimandano la gentilezza al mittente i Sanlorenzini, stipati in un settore del palazzetto provvisto unicamente di balaustra senza gradoni. Puro stile Toma del Marchesato. L’incontro è duro. Interminabile. Una ibridatio tra Via col Vento e la Meglio Giovialità del Tullio Giordana. Coach Carter sgarra nella valutazione delle riserve d’ossigeno da somministrare ai suoi atleti nel lungo gitto. Marchianeria che pegnerà carissima. Essendo il basket popolare un progetto in nuce, tipo Expo 2015 ma con minor quantità di risotto alla Pisapia in mucosa orale, la difficoltà di reperire atleti è risultata essere altopianica. Al provino di fronte ad un Dan Peterson debordante di Thé Infré si sono presentati in quattro. Cinque con l’atleta soprannominato dai fan Pisellino. Abili ed arruolati al gran completo. Il tempo di evitare le visite mediche ed eccoli schierati sul teflon. La CUS Roma mette il panico già solo a leggerne il profilo su facebook. L’emigrante NBA Esposito mosse lì i suoi primi vagiti. Gianmarco Pozzecco perse la verginità indossando quei colori in una pausa dall’allenamento. Il Bostoniano Larry Bird indossò i colori giallo-blu cusici per beneficenza durante una campagna di raccolta fondi per il sostegno alla sterilizzazione felina del Queens. Last but not least l’immenso Magic Johnson durante le riprese del video clip Remember the time si asciugò il fiotto di ketchup fuoriuscito dall’hamburger utilizzando come bavaglino lo stendardo del CUS. La loro rosa è ampia. Erano 300. Erano giovani e forti… traetene voi le conclusioni. Un serbatoio di talenti dal quale i dieci trainer romanici possono attingere a mo’ di compagnia petrolifera. Nella pallacanestro le sostituzioni sono più libere di un paio di hippie durante la psichedelia. Con una media di una sostituzione ogni 15 secondi, rifiato e recupero per i cusici paiono pinzellacchere! Al tempo. Mai fare i conti senza l’oste. Pisellino! Che sberla! Che fucilleria! Lo abbiamo ammirato dare confidenza alla sfera pedante nell’amichevole giocata contro i ribelli del Mend. Un Pico de Paperis dello sport. Li pratica tutti dai tempi del sonno in utero materno. Non era ancora un filamento di Dna quando il maestro Miugi gli impartì la tenacia della cera. Una volta in culla Andrea Lucchetta lo catechizzò a rete. Alle Olimpionike nevicate di Albertville Alberto Tomba lo definì lo “skilift” per antonomasia. Martina Navratilova gli fece recapitare per il suo decimo compleanno polsini con dedica. Il Gigi la trottala in salsa caciopepica regala all’Atletico Basket la vittoria nella prima uscita ufficiosa della stagione. Intervistato da Andrea Scanzi per la trasmissione televisiva Reputescion svelerà ai tifosi il suo segreto sulle capacità bastketiche: sono stato un mese in Giappone e ho divorato l’intero manga di Slam Dunk!
Passiamo al calcio. Potevamo aspettarcela la sconfitta con la neo-gollista compagine calcistica di Montelibretti. In settimana il capo di gabinetto del governo rettiloide statunitense ospite ad Urbe, ha preteso di conoscere i giocatori rosso-blu obbligandoli a ciceronare per la città tra solchi di negligenza manutentiva e siti archeologici. Si tratta di una vecchia conoscenza degli amanti del Soccer sul Game. Toni Miola! Ex estremo difensore della nazionale a stelle e strisce in quel di Italia 90. Appesi i guanti al crocifisso si è gettato anima e corazza in politica occupandosi di calcio popolare in quota democratica nella sua contea natale di Haxlerod (Memphis). Possiede la bellezza di quindici squadre di calcio popolare militanti nel medesimo campionato sostenute da una catena di ristoranti eritrei ma con sede fiscale nel Gibuti. Incuriosito dal progetto Muro Aurelico desiderava lumare il dettaglio deretando al privé del “Club Le Chic”. Adiacenza Via Veneto. Costretti, per non dispiacere i vertici, ad intrattenere l’ospite illustre con barzellette sconce, i nostri atleti non hanno mai rincasato prima dell’alba presentandosi fantasmi all’appuntamento con i Brictensi. Fantasma è stato rinvenuto anche il capo di gabinetto Toni Miola, trovato nella sua suite allo Sheraton con la faccia affondata in una vasca di Mojito. La partita è un nulla di fatto al rigenero, destinata ad una inviolabilità delle reti pura quanto la Mirandolina del Goldoni prima dell’increscioso. L’increscioso avviene sul serio. I Montelibrici vengono definiti da Giampiero Mughini le “Irina Palm” della terza categoria. Come parassiti si attaccano tramite avambraccio alla glanda avversaria solleticando bizzarrie erotiche che sconcentrano il giocatore dall’obiettivo. Eseguono la manovra alla perfezione un’unica volta sul finire della prima frazione di gioco accaparrandosi il massimo della posta in palio. Durante l’intervallo gli Atletici visualizzano sacchi a pelo ingiuriando Obama e i suoi capi di gabinetto. Mister Capitani cerca di rimettere in sesto la truppa ordinando al Bar Centrale della Tiburtina un container di caffè ristretto. Ma il russar v’è dolce in questo campo… L’estremo rimedio è drastitudine. Fuori tutti (riserve comprese), dentro Pisellino, il samurai. Un individuo solo al macello capace però di limitare i danni e sfiorare il pareggio con una palomba a vortice in zona Guapperia. Notifica importante: sabato pomeriggio gli ultras sanlorenzini sono stati chiamati ad incidere live il primo singolo di una quindicina di brani che uscirà su LP, CD e musicassetta prodotti dalla gloriosa casa discografica Fonit Cetra. Il pezzo si chiama “Che tanto già lo so” e dura 45 minuti. Solo voce. Unplugged a sottrarre. Non sarà possibile scaricarlo su itunes ma sarà acquistabile nei migliori negozi di dischi al prezzo popolare di 5 euro. Sostieni anche tu il calcio figlio del popolo e liberati dai pinocchietti al governo!

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